Andrea Cerquiglini dona la sua opera al Comune

Si è conclusa, presso il Castello Angioino Aragonese di Agropoli, la Residenza d’Artista del pittore ed architetto romano Andrea Cerquiglini. L’artista, finalista dell’edizione 2020 dell’Artkeys Prize, il premio internazionale di arte contemporanea organizzato dall’Associazione Blow Up, aveva colpito la giuria di esperti chiamata ad individuare i talenti più brillanti tra i numerosi partecipanti al concorso. Cerquiglini era stato premiato con una Residenza, ovvero la possibilità di essere accolto in uno dei comuni cilentano partner dell’evento per realizzare un’opera d’arte. Un’occasione di scambio tra artista e territorio: da un lato, infatti, l’artista ha modo di trarre ispirazione dall’ambiente che lo circonda, dall’altro le Residenze d’Artista divengono un modo per il Cilento per affermarsi come polo internazionale dell’arte contemporanea. Il pittore, dall’11 al 17 ottobre 2021, è stato ospite della città di Agropoli dove ha avuto modo di raccogliere i suoi pensieri e di elaborarli attraverso la pittura. “Il mio contributo l’ho realizzato in una settimana d’eremitica condizione in cui molto mi ritrovo” ha spiegato Cerquiglini durante la cerimonia di consegna della sua opera alla città a cui hanno presenziato il sindaco Adamo Coppola ed il consigliere delegato alla cultura Francesco Crispino. Durante il periodo della Residenza, Cerquiglini ha realizzato l’opera “Tutto cambia, anzi no”. “Non so mai dire perché disegni un qualche cosa, o forse non mi va di dirlo, ma non lo dico nemmeno a me stesso – ha sottolineato l’artista parlando del processo creativo che lo ha portato a realizzare la sua opera – La questione vera e certa è che a me piace disegnare. Certo, suggestioni ci saranno, ce ne sono, però non è mai che inizi un disegno perché voglia dare forma ad un pensiero, ad un concetto: inizio perché ho voglia di disegnare. Ci sono immagini che mi ronzano dentro. È molto probabile che disegnando metta dentro qualcosa della mia indole, del mio carattere, della visione del mondo e della vita”. Agropoli è stata la fonte d’ispirazione di Cerquiglini “Fossi stato in piena montagna o in assoluta campagna, non avrei disegnato un’isola, non potevo essere indifferente alla sua presenza, lì davanti: io in un eremo a guardare la quintessenza di un eremo, lei, l’isola. Gli eremi sono una presenza quasi costante nei miei disegni di questi ultimi due anni, le nuvole sono invece comparse di recente. Qui ho quindi ho trovato anzi ritrovato i miei riferimenti tipici: l’eremo, le nuvole, un orizzonte ampio e piano”. La città cilentana ha fortemente colpito l’immaginario del pittore “Potessi in quest’eremo rimanere a tempo indeterminato, mi piacerebbe fare cento disegni di questa serie”. Il forte legame che si è venuto a creare tra artista e territorio rappresenta proprio l’obiettivo principale delle Residenze d’Artista. La cerimonia di consegna dell’opera di Cerquiglini è stata il culmine del finissage della mostra della terza edizione dell’Artkeys Prize che si è svolta, come nelle precedenti edizioni presso il Castello Angioino Aragonese di Agropoli. La mostra, che ha ospitato le 75 opere finaliste del concorso, ha riscontrato un grande successo di pubblico, tra appassionati d’arte, turisti, ma anche studenti che si sono approcciati al mondo dell’arte contemporanea proprio attraverso questa mostra. La conclusione della mostra non ferma le attività dell’Artkeys Prize che, invece, è attivo e presente sul territorio durante tutto l’anno. Nei prossimi mesi, infatti, tre artisti, finalisti dell’edizione 2021, saranno ospiti nei comuni partner dell’evento. Si tratta di Oriana Majoli, premiata per l’opera fotografica “Testae”, Sara Zunino, vincitrice grazie all’installazione “Hand luggage”, e del duo portoghese Jonas&Lander, che ha conquistato il premio con la performance “Coin Operated”. Inoltre, è già partita la macchina organizzativa per la quarta edizione dell’Artkeys Prize. Prossimamente si aprirà il contest per la realizzazione dell’Artkeys box, il box artigianale che racchiuderà il catalogo delle opere finaliste della prossima edizione, per poi proseguire con la selezione delle opere in concorso per l’edizione 2022.

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Artisti riuniti al castello di Arechi per la presentazione del catalogo “L’arte in quarantena”

Il covid? Tragica esperienza per la società e splendida opportunità per rinnovare l’arte, la tecnica, la creatività, che mai erano state così segregate e soprattutto in una collettiva restrizione mai vista prima e che abbiamo ribattezzato con il termine lock-down. Da questa esperienza unica nasce la rubrica del Tgcom24, direttore Paolo Liguori, che ha colto la proposta del manager d’Arte e organizzatore di eventi Salvo Nugnes. In quei giorni di chiusura totale ha girato l’Italia per realizzare una rubrica per Tgcom24 con le testimonianze dei personaggi famosi che in quei giorni raccontavano i loro momenti di vita in quei lunghi istanti di necessaria autoreclusione. Ed è alla fine di questo percorso televisivo che è nata l’idea di un catalogo d’Arte mai visto prima. Si chiama “L’arte in quarantena” ed è un volume che raccoglie le testimonianze artistiche di grandi star internazionali, come Federico Fellini, Gina Lollobrigida, Amanda Lear, Romina Power, Sylvester Stallone, Johnny Depp, con opere pittoriche e fotografiche. E a conferma che l’arte è anche democratica, con questi grandi nomi ci sono in successione anche le opere di artisti emergenti. Tutti insieme, quindi, nello stesso volume impreziosito dal contributo in termini di critica e commenti, di specialisti dell’arte e della cultura come il grande sociologo Francesco Alberoni, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, lo psichiatra ed opinionista Alessandro Meluzzi, il presidente del “Vittoriale di D’Annunzio” Giordano Bruno Guerri, la psicologa e scrittrice Maria Rita Parsi, Silvana Giacobini, giornalista e già direttore di “Chi” e “Diva e Donna” e molte altre testate. Tra queste firme del jetset c’è anche il direttore di Tgcom Paolo Liguori, che ha avallato, dapprima a livello televisivo, la realizzazione della rubrica “L’Arte in quaratena” e poi della realizzazione del catalogo che porta lo stesso titolo. «Un libro unico nel suo genere e di cui ne vado orgoglioso», rimarca Liguori. Un catalogo presentato giorni fa nella splendida cornice del Castello di Arechi di Salerno, il maniero che svetta sulla città e sul suo golfo dall’alto di un colle che supera i 300 metri sul mare. In quella sede, oltre a Nugnes, abile tessitore del filrouge della serata, sono convenuti gli artisti e al tavolo dei relatori c’erano il presidente “Re D’Italia Art” (sponsor del Salerno Calcio), Marco Giordano e la poetessa e giornalista, Irene Catarella, insignita, tra gli altri, del Premio Belle Arti (terza edizione). Il giornalista Eustachio Cazzorla ha letto alcune poesie legate al tema della violenza sulle donne, scritte dalla talentuosa poetessa Catarella, tratte dal suo ultimo libro “#Cantoanima”. Nel corso della serata sono stati assegnati altri riconoscimenti internazionali ad artisti del mondo della pittura, poesia, fotografia e scultura, in collaborazione con le Accademie di Belle Arti.

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Artisti riuniti al castello di Arechi per la presentazione del catalogo “L’arte in quarantena”

Il covid? Tragica esperienza per la società e splendida opportunità per rinnovare l’arte, la tecnica, la creatività, che mai erano state così segregate e soprattutto in una collettiva restrizione mai vista prima e che abbiamo ribattezzato con il termine lock-down. Da questa esperienza unica nasce la rubrica del Tgcom24, direttore Paolo Liguori, che ha colto la proposta del manager d’Arte e organizzatore di eventi Salvo Nugnes. In quei giorni di chiusura totale ha girato l’Italia per realizzare una rubrica per Tgcom24 con le testimonianze dei personaggi famosi che in quei giorni raccontavano i loro momenti di vita in quei lunghi istanti di necessaria autoreclusione. Ed è alla fine di questo percorso televisivo che è nata l’idea di un catalogo d’Arte mai visto prima. Si chiama “L’arte in quarantena” ed è un volume che raccoglie le testimonianze artistiche di grandi star internazionali, come Federico Fellini, Gina Lollobrigida, Amanda Lear, Romina Power, Sylvester Stallone, Johnny Depp, con opere pittoriche e fotografiche. E a conferma che l’arte è anche democratica, con questi grandi nomi ci sono in successione anche le opere di artisti emergenti. Tutti insieme, quindi, nello stesso volume impreziosito dal contributo in termini di critica e commenti, di specialisti dell’arte e della cultura come il grande sociologo Francesco Alberoni, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, lo psichiatra ed opinionista Alessandro Meluzzi, il presidente del “Vittoriale di D’Annunzio” Giordano Bruno Guerri, la psicologa e scrittrice Maria Rita Parsi, Silvana Giacobini, giornalista e già direttore di “Chi” e “Diva e Donna” e molte altre testate. Tra queste firme del jetset c’è anche il direttore di Tgcom Paolo Liguori, che ha avallato, dapprima a livello televisivo, la realizzazione della rubrica “L’Arte in quaratena” e poi della realizzazione del catalogo che porta lo stesso titolo. «Un libro unico nel suo genere e di cui ne vado orgoglioso», rimarca Liguori. Un catalogo presentato giorni fa nella splendida cornice del Castello di Arechi di Salerno, il maniero che svetta sulla città e sul suo golfo dall’alto di un colle che supera i 300 metri sul mare. In quella sede, oltre a Nugnes, abile tessitore del filrouge della serata, sono convenuti gli artisti e al tavolo dei relatori c’erano il presidente “Re D’Italia Art” (sponsor del Salerno Calcio), Marco Giordano e la poetessa e giornalista, Irene Catarella, insignita, tra gli altri, del Premio Belle Arti (terza edizione). Il giornalista Eustachio Cazzorla ha letto alcune poesie legate al tema della violenza sulle donne, scritte dalla talentuosa poetessa Catarella, tratte dal suo ultimo libro “#Cantoanima”. Nel corso della serata sono stati assegnati altri riconoscimenti internazionali ad artisti del mondo della pittura, poesia, fotografia e scultura, in collaborazione con le Accademie di Belle Arti.

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Artkeys Prize: premiati i vincitori della terza edizione

Grande successo per la terza edizione dell’Artkeys Prize, il premio internazionale di arte contemporanea organizzato dall’Associazione Blow Up. Tra le mura del Castello Angioino Aragonese di Agropoli, durante la serata evento di sabato 9 ottobre, sono stati assegnati i premi ai primi classificati di ciascuna categoria in gara: pittura, scultura e installazione, fotografia, illustrazione e graphic design, videoarte, performance. Sei opere vincitrici tra le oltre 300 che hanno partecipato alla selezione di quest’anno. A valutare le opere una giuria composta da cinque esperti: Antonello Tolve, ordinario di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino, la curatrice Enrica Feltracco, il Direttore Artistico della Scuola Internazionale di Comics-Sede di Napoli, Lorenzo Ruggiero, l’artista e docente di fumetto presso lo IED, Grazia La Padula, ed il critico d’arte Roberto Sottile. La serata è stata una vera e propria celebrazione dell’arte: dopo l’inaugurazione della mostra dedicata alle opere finaliste, si sono esibiti performer artist che hanno ammaliato, stupito ed affascinato il pubblico. Tra di loro anche Maurizio Pleuteri che con la sua opera “Bewood” si è aggiudicato il primo premio della categoria performance ricordando l’importanza di prendersi cura e preservare il pianeta. Premiata nella stessa categoria anche l’opera portoghese “Coin Operated” degli artisti Jonas&Lander che potranno vivere l’esperienza della Residenza d’Artista. Saranno infatti ospitati in uno dei comuni che ha scelto di aprire le proprie porte all’arte contemporanea, come Agropoli, Pollica, Laureana Cilento, Capaccio Paestum e Cetara. Un’occasione per il Cilento (e non solo) di ospitare sul proprio territorio grandi artisti, ma anche un’opportunità per gli artisti di scoprire un territorio ricco di idee e fonte di creatività. Le Residenze d’Artista sono un’iniziativa che caratterizza Artkeys Prize, il premio, infatti, nasce con l’obiettivo di promuovere non solo la cultura, ma anche il Cilento. Inoltre, le Residenze d’Artista fanno sì che il premio non si esaurisca nella durata della mostra, bensì sia attivo sul territorio durante tutto l’anno: un modo per far diventare il Cilento un polo dell’arte contemporanea. Residenza d’Artista anche per Oriana Majoli grazie all’opera fotografica “Testae”; vincitore della categoria fotografia Paolo Repetto con “Presenze”. Doppio premio anche nella categoria scultura e installazione: primo premio all’opera “Siamo solo multipli” di Elia Alunni Tullini e Residenza d’Artista per Sara Zunino con “Hand luggage”. Primo premio della categoria pittura a Pietro Cromo con “Organoid #4 Narcissus” e a Nilde Mastrosimone con “Come caramelle” nella categoria videoarte, vittoria dell’inglese William Rochira nella sezione illustrazione con “Faux 1976 Jamaican Calendar”. Artkeys Prize non si conclude con la cerimonia di premiazione: dall’11 al 17 ottobre si svolgerà la Residenza d’Artista di Andrea Cerquiglini, vincitore lo scorso anno nella categoria pittura. Cerquiglini, artista di Sabaudia, sarà ospitato ad Agropoli che, in quei giorni, diverrà per lui non solo un laboratorio, ma un luogo da cui trarre ispirazione per la propria arte. Inoltre, fino al 17 ottobre, sarà possibile visitare, presso il Castello Angioino Aragonese, la mostra ospitante le 76 opere finaliste del premio di quest’anno.

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Al Castello di Arechi a Salerno la terza edizione del Premio Belle Arti

Arriva nella suggestiva cornice del Castello di Arechi a Salerno la terza edizione del prestigioso Premio Belle Arti, riconoscimento internazionale di pittura, poesia, fotografia e scultura, in collaborazione con le Accademie.L’iniziativa, presentata dal curatore d’arte Salvo Nugnes, ha i contributi di grandi nomi del mondo della cultura e dell’arte come Maria Rita Parsi, scrittrice e psicoterapeuta, Giuseppe La Bruna, già direttore della storica Accademia di Belle Arti di Venezia, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA Sp., Marco Giordano, presidente “Re D’Italia Art” ed altri ancora. Le opere vincitrici dell’importante premio saranno video esposte all’esclusivo evento che si terrà a partire dalle ore 18.00 di sabato 9 ottobre, nel corso del quale sarà presentato anche il prestigioso catalogo “L’arte in Quarantena”, sinergia tra TGCOM24 ed Editoriale Giorgio Mondadori. Si tratta di una raccolta di opere d’arte di artisti emergenti e grandi star internazionali presentata dal curatore Salvo Nugnes e dal direttore del TGCOM Paolo Liguori col contributo di illustri personalità ed intellettuali.

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Mostra antologica di Paolo Scirpa a cura di Sandro Bongiani

S’inaugura sabato 9 ottobre 2021 alle ore 18.00, una grande antologica dal titolo: ”In forma di luce alla ricerca dell’infinito” che la Collezione Bongiani Art Museum di Salerno dedica all’artista italiano Paolo Scirpa, con opere realizzate tra il 1965 e il 2017 dislocate in due mostre, rispettivamente nella galleria “Sandro Bongiani VRspace” e allo “Spazio Ophen Virtual Art Gallery” di Salerno. Vengono presentati 91 opere tra Ludoscopi, opere pittoriche, ideazioni plastiche, progetti urbanistici e installazioni. La sua iniziale ricerca nasce negli anni Sessanta come momento di ricerca percettivo-cinetico tra astrazione e lirismo. Nel 1965 il dipinto “Composizione” è un’opera matura con una visione del paesaggio caratterizzato da una inconsueta dislocazione e decentramento. Così anche le opere successive del “Sole” e di “Habitat” definiti provvisoriamente tra forma e costruzione artificiale. Agli inizi degli Settanta nascono i primi Ludoscopi ormai in linea per originalità e creatività con le diverse tendenze contemporanee svolte in quel periodo in campo internazionale. Le opere dei “Ludoscopi”, creati nei primi anni Settanta non evidenziano il vuoto come “assenza” ma come essenza e presenza insostanziale non ancora definita e pur visibile nella dimensione intima dello spazio. Scrive Sandro Bongiani, “ …una condizione, si direbbe sospesa, con una temporaneità provvisoria, frantumata e ridotta a pezzi, nata per essere “infinita”. Una visione insostanziale di presenze incorporee che prendono forma grazie all’utilizzo della luce reale. I contenitori virtuali dalla forma primaria, grazie all’uso di luce al neon e di specchi, trasformano e alterano la forma geometrica moltiplicando a dismisura la funzionalità in un sintetico spazio-luce”. Con i “Progetti d’intervento nel territorio” degli anni Ottanta vi è la lucida esigenza di analizzare in una nuova chiave d’indagine la propria e personale visione poetica utilizzando un diverso approccio e rapporto dimensionale a verifica della fattibilità della cosa proposta. Dall’incessante indagine dei progetti d’intervento, proprio nel 2009, nasceranno i progetti del “Teatro è il suo doppio”, modelli lignei immaginati sulla forma del teatro greco come quello di Siracusa in cui ha vissuto Paolo Scirpa per diverso tempo prima di trasferirsi a Milano, nati da un oscuro e indefinito moto dell’immaginazione tra forma, invenzione e storia. In oltre 50 anni di assidua e ossessiva ricerca, l’artista ha saputo indagare le svariate possibilità del fare ricerca e coniugare l’ignoto con eventi transitori del “non luogo” con soluzioni decisamente assai concilianti e sorprendenti. In questo senso, tutto il lavoro di Scirpa può essere ricondotto criticamente nell’alveo di un progetto ben più ampio e maestoso ai confini delle soglie disciplinari e ancora del tutto attuale e percorribile. OPENING: sabato 9 ottobre 2021, ore 18.00 Sandro Bongiani | Collezione Bongiani Art Museum Per l’occasione sarà edito un catalogo con una antologia critica con tutti i testi scritti in questi anni per Paolo Scirpa. Paolo Scirpa nasce a Siracusa nel 1934. Sin da subito mostra la sua attitudine per l’arte intrattenendo studi di pittura tra Palermo e Catania, frequentando anche per lungo tempo le officine grafiche di Salisburgo dove conobbe John Friedlander nel cui studio successivamente lavorerà a Parigi. Nel ’65 si trasferisce a Milano dove realizza i primi “Sole” opere legate ad un espressionismo lirico ma già orientate verso una sintesi formale. Nel 1972 realizza “Megalopoli Consumistica” opera di denuncia consumistica composta da una gran quantità di involucri e contenitori vuoti assemblati tra loro. Il lavoro di Scirpa ha sempre teso verso una ricerca interiore, slegato da ogni rapporto di appartenenza. Negli anni ’70passa da una iconografia bidimensionale alla modularità di uno spazio oggettuale che la luce e gli specchi trasformano in polioggettuale. La sua ricerca si orienta verso una dimensione in cui luce e spazio divengono protagonisti immateriali e spettacolari. É nel 1972 che il Maestro inizia la realizzazione dei Ludoscopi, opere tridimensionali che, per mezzo di un sistema di giochi combinatori di neon e specchi, propongono la percezione di profondità fittizie, veri iperspazi-luce in cui è abolito il limite tra il reale e l’illusorio. É in questi anni che Scirpa conosce e frequenta gli esponenti dell’arte ottico-cinetica e del MAC, tra i quali il Maestro Bruno Munari che all’interno dei suoi scritti evidenzierà anche l’aspetto ludico del lavoro dell’artista. Nei sui Ludoscopi l’artista è interessato a rappresentare non tanto la luce reale quanto la luce “ideale” cioè l’idea dell’infinito. Negli anni ’80 iniziano i primi interventi progettuali sul territorio, giganteschi Ludoscopi vengono introdotti, tramite dei fotomontaggi in: edifici, monumenti, siti archeologici e città, creando vertiginose fughe prospettiche all’interno del paesaggio. Ancora oggi Scirpa prosegue il suo lavoro di ricerca e sperimentazione proponendo opere e progetti sempre attuali e all’avanguardia.Opere del maestro son state esposte in molteplici mostre personali e collettive oltre ad essere presenti in importanti collezioni private e museali come: MAGA (Gallarate), Museo del Novecento (Milano), Civiche Raccolte Bertarelli – Castello Sforzesco (Milano), Biblioteca di Brera (Milano), MACTE Museo d’Arte Contemporanea (Termoli), MART- VAF-Stiftung (Trento e Rovereto), Museo MAGI ‘900 (Pieve di Cento), MAPP Museo d’Arte Paolo Pini (Milano), Musée des Beaux-Arts (Caen), Museum Ritter (Waldenbuch), Museo Civico d’Arte Contemporanea (Gibellina), Museum (Bagheria), Fabbriche Chiaramontane (Agrigento), Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma), Gallerie d’Italia (Milano).

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Taglio del nastro della XVI edizione “La Festa dei Boccali”

Sabato 9 ottobre 2021, alle ore 18,00, taglio del nastro per la XVI edizione “La Festa dei Boccali”, evento artistico ed enogastronomico organizzato dall’Associazione di volontariato Humus Onlus, presieduta da Lauretta Laureti. Humus Onlus da più di 21 anni si occupa di promuovere l’arte della ceramica come strumento di solidarietà e crescita culturale, comunicazione e aggregazione, promozione e integrazione sociale. La location è quella di sempre, Villa Guariglia a Raito di Vietri sul Mare, sospesa fra mare e cielo, che ogni anno attira numerosissimi appassionati di ceramica e di arte, collezionisti, curiosi. Alla Festa dei Boccali si incontreranno anche nuovi e vecchi artisti, disabili, volontari e simpatizzanti della manifestazione, stigmatizzando, con la loro presenza attiva, l’importanza e il valore dell’agire volontario. Sono 50 gli artisti coinvolti nella manifestazione e 500 i boccali realizzati in ceramica, attraverso la cui vendita si rinnova un gesto solidale, in cui l’arte diventa anche strumento di aggregazione, sostegno e crescita sociale: con il ricavato l’Associazione di volontariato Humus Onlus potrà continuare a dedicarsi a disabili ed anziani, molti dei quali hanno trovato nella ceramica una potenzialità espressiva. Tra i boccali in vendita anche quelli realizzati dagli ospiti della casa circondariale di Salerno, coadiuvati dal maestro Benvenuto Apicella. I boccali saranno usati per degustare il vino che accompagnerà i piatti della tradizione culinaria salernitana, a cura degli allievi dell’Istituto professionale alberghiero “R. Virtuoso” di Salerno. Gli artisti che hanno donato i loro boccali realizzati per la manifestazione sono: Agnese Contaldo, Angela Cialeo, Alessandro Mautone, Laura Bruno, Benvenuto Apicella, Donatello Ciao, Giuseppe Cicalese, Cinzia Gaudiano, Claudia Simonis, Vincenzo Consalvo, Antonio D’acunto, Enza D’Arienzo, Daniela Scalese, Danilo Mariani, Deborah Napolitano, Elisa D’Arienzo, Enzo Caruso, Gaetano Branca, Stefania Saturnino, Franco D’Elia, Gianni De Caro, Lauretta Laureti, Laura Marmai, Ferdinando Vassallo, Lucia Carpentieri, Lucio Liguori, Mara D’arienzo, Mariangela Mandia, Mariella Siani, Matria, Rita Cafaro, Marzia De Rosa, Matteo Salsano, Mimma De Luca, Nicola Pellegrino, Pasquale Liguori, Domenico Liguori, Francesco Raimondi, Romeo Leone, Patrizia Grieco r Cecile Guicheteau, Rosa Cuccurullo, Pietro Lista, Stefania Frimale, Tania Strepet, Teresa Salsano, Pino Scannapieco, Sasaska, Annamaria Gammaldi. Media partner della manifestazione è il magazine Puracultura. E’ stato organizzato un servizio navetta dal bivio Raito-Dragonea a Villa Guariglia. L’iniziativa verrà svolta nel rispetto della vigente normativa anti covid – green pass obbligatorio. A tutti gli artisti partecipanti sarà offerta la cena. Ingresso libero. Info e prenotazione 338 7101202. C&S

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Concerto in ricordo delle vittime del Covid

di Giuseppe Ianni

Ancora una memorabile serata di musica al Palazzo Baronale di Torchiara. Applausi ripetuti per il giovane chitarrista Luca Romanelli, che ha tenuto un articolato concerto alla IV edizione del Cilento International Music Festival, nella sala concerti, al primo piano di Palazzo De Concilis. Una serata molto attesa dove si sono dati appuntamento gli appassionati della chitarra classica, giovani studenti e maestri concertisti per ascoltare Romanelli, in un programma molto articolato ed impegnativo. Il salone, noto a tanti musicisti per la sua eccellente acustica era gremito come non mai, con i dovuti distanziamenti Covid, dove il concertista ha dato prova di grande bravura. La prima parte classica del programma affrontato con: A. Barrison Mangorè – El Ultimo Tremolo; J. S. Bach – Chaconne BWV1004; ed J. Rodrigo – Invocaciòn y Danza; N. Koshkin – Usher Waltz, a questo ha fatto seguito una seconda parte più briosa ricca di virtuosismi: M. Giuliani – Rossiniana n.1 Op. 119. Il maestro prima di eseguire ogni pezzo ne ha descritto la composizione e lo stato d’animo dell’autore, ma soprattutto ha tenuto a sottolineare come la musica classica esprime stati d’animo e sentimenti e che questi devono essere alla base per una rinascita della vita dopo il triste periodo attraversato con il Covid. Ed infine Romanelli ha voluto dedicare questo concerto alle vittime del Covid ed al ritorno alla vita attraverso la musica come continuazione e rinascita di un’esistenza migliore. Con questi concetti ed impegnativi programmi il musicista marchigiano ha incantato con i suoi melodiosi arpeggi la competente platea che ha lungamente applaudito il giovane maestro. Ricordiamo per gli appassionati di chitarra che Luca Romanelli si è laureato al Conservatorio “Rossini” di Pesaro e poi ha perfezionato gli studi in Germania alla Musikhoch schule di Muster. Il concertista Italiano è risultato vincitore in importanti concorsi internazionali quali: Primo premio al IV concorso Internazionale “Angel Pinero” 2019; primo premio al Festival “Tremolo” di Skopie2021; Primo Premio al Concorso internazionale “Paolo Barraso” 2018; Primo Premio “J. Rodrigo” in Italia 2019. Entusiasti Mauro e Luciano Tortorelli con Angela Meluso, direttori artistici della IV edizione del Cilento International Music Festival, per la riuscita della memorabile serata. Lo stesso Luciano Tortorelli, organizzatore e docente di chitarra classica al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, ha tenuto a precisare che Romanelli è stato finalista al Brno Festival International Guitar e vincitore al Salento Guitar Festival di Otranto e che, per questi suoi eccellenti meriti, è stato da lui scelto per il concerto magnificamente eseguito a Torchiara. A chiusura della serata l’assessore Comunale alla cultura Gennaro Guida, si è detto entusiasta dell’ammirevole esibizione, molto gradita dal pubblico e che nel Palazzo dei concerti di Torchiara si continuerà su questa linea artistica dando sempre maggiore spazio a concerti di giovani musicisti.

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I vincitori della terza edizione di Artekeys Prize

La cornice del Castello Angioino Aragonese ospiterà la cerimonia di premiazione della terza edizione dell’ArtKeys Prize, il Premio Internazionale di arte contemporanea organizzato dalla Associazione Blow Up. Con la terza edizione dell’ArtKeys Prize, il Cilento si attesta sempre più come punto di riferimento per gli artisti contemporanei, un obiettivo fortemente sostenuto dall’amministrazione di Agropoli, grazie all’impegno del Sindaco Adamo Coppola e dell’Assessore alla Cultura Francesco Crispino, e da quella di Cetara, attraverso l’appoggio dell’Assessore alla Cultura Angela Speranza. Un obiettivo condiviso dagli enti presenti sul territorio che hanno sostenuto la manifestazione: Legambiente, attraverso il suo dirigente Valerio Calabrese, la Pro Loco SviluppAgropoli, con il Presidente Aldo Olivieri, l’Associazione Culturale Ambientarti, presieduta da Alessia Benincasa, ed il Museo della Dieta Mediterranea. Anche quest’anno oltre 300 artisti hanno presentato le loro opere per poter partecipare al concorso, ma solo 75 hanno raggiunto la selezione finale. A scegliere le opere una giuria di esperti composta da Antonello Tolve, ordinario di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino, la curatrice Enrica Feltracco, il Direttore Artistico della Scuola Internazionale di Comics-Sede di Napoli, Lorenzo Ruggiero, l’artista e docente di fumetto presso lo IED, Grazia La Padula, ed il critico d’arte Roberto Sottile. Tutte le opere finaliste saranno ospitate in una mostra collettiva presso il Castello Angioino Aragonese che sarà visitabile dal 9 al 17 ottobre. Durante la serata del 9 ottobre, saranno incoronati i vincitori delle sei categorie: pittura, scultura e installazione, fotografia, illustrazione e graphic design, videoarte, performance. Il primo classificato di ogni categoria riceverà un premio di mille euro. Inoltre, tre artisti che si distingueranno per il loro talento saranno premiati con una Residenza d’Artista, un’opportunità per i comuni cilentani di ospitare, sul proprio territorio, i migliori partecipanti alla manifestazione. Un’occasione per creare un legame sempre più forte tra artisti e territorio e per far diventare il Cilento un vero e proprio polo dedicato all’arte contemporanea. Tra i comuni che ospiteranno gli artisti vi sono Agropoli, Pollica, Laureana Cilento, Capaccio Paestum e Cetara. Dall’11 al 17 ottobre si svolgerà la Residenza d’Artista di Andrea Cerquiglini, vincitore lo scorso anno nella categoria pittura. Cerquiglini, artista di Sabaudia, sarà ospitato ad Agropoli che, in quei giorni, diverrà per lui non solo uno studio, ma un luogo da cui trarre ispirazione per la propria arte. Per partecipare all’evento e visitare la mostra sarà necessario essere in possesso del Green Pass (certificazione da vaccinazione con almeno una dose, da guarigione dalla malattia o da effettuazione di un tampone nelle 48 ore precedenti. I bambini con età inferiore ai 12 anni sono esonerati dalla Certificazione verde Covid 19).

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Chiude in “bellezza” l’estate cilentana

Chiude in “bellezza” l’estate cilentana a San Severino e Palinuro ! In questi giorni,i numerosi turisti che ancora si godono il mare di Palinuro, una volta lasciata la spiaggia alla scoperta delle zone interne, se raggiungeranno San Severino, non sarà difficile per loro incontrare uno o più pittori ,alle prese con tele e colori per ritrarre le bellezze del borgo. Si tratta di 10 dei 50 artisti – partecipanti alla mostra d’arte diffusa “Percorso d’Arte. Pittura,natura & mare,la bellezza che cura!” tenutasi da giugno a settembre,tra San Severino e Palinuro – che, a chiusura della manifestazione si cimentano in una estemporanea di pittura organizzata dal Maestro Enzo Angiuoni -Arteuropa in collaborazione con Luigi Gatto – Cilento Cultura in Movimento. Oltre Enzo Angiuoni,tra gli altri,prendono parte all’evento: Rosa Lia Ferreri, Nadia Lolletti, Nicola Badia, Luciana Mascia, Carlo Cottone e Antonio Antolino. “Un bilancio positivo! Siamo oltremodo soddisfatti di aver collaborato alla mostra ed all’estemporanea, crediamo molto nel turismo culturale ed è gratificante poter dare il nostro contributo a far conoscere e crescere il territorio”, queste le parole della signora Stefania (in rappresentanza della famiglia Infante/Hotel Borgo Antico),coordinatrice dell’evento. Gli artisti, ospitati per l’occasione in due strutture sponsor dell’estemporanea (Hotel Borgo Antico e B&B Donna Maja), hanno già dato con entusiasmo l’adesione per l’edizione 2022. “Arteuropa torna in questa zona sempre con piacere,il Cilento è un’incredibile fonte d’ispirazione”,queste le parole di soddisfazione anche da parte del Maestro Angiuoni (in partenza per Gallipoli-XXVIII ed. 100 Artisti per il Salento) che, con l’associazione Arteuropa di cui è presidente, vanta una lunga collaborazione con il Cilento, avendo partecipato a numerose manifestazioni (murales a Pisciotta, Rodio, San Mauro La Bruca, Piano Vetrale; simposi d’arte a Palinuro, Scario, Policastro, Sapri; mostra su Totò a Roccagloriosa, Massicelle, Sapri e Policastro, portata poi a Milano e Napoli; rappresentante artistico di Pisciotta al programma Rai “ Uno Mattina”,ecc.). Anche se presi dalla realizzazione delle opere,i pittori hanno trovato il tempo per visitare a Bosco il Museo Josè Ortega, el pintor del mondo contadino, apprezzando così una delle eccellenze cilentane,grazie alle documentate guide dell’Associazione “Controluce”; né poteva mancare una visita a Sapri per poter aggiungere ulteriori commenti -positivi- sulla “spigolatrice” (scultura che ha suscitato eccezionali polemiche): uno su tutti, ” la statua fissa l’attimo in cui la ragazza (“mi feci ardita”) sente con tutto il suo corpo e sul suo corpo, la bellezza liberatrice della rivoluzione in atto; la spiga sul petto omaggia il mondo contadino cilentano ,la cui fierezza è rappresentata dallo sguardo della (troppo) bella (è una colpa?) spigolatrice!”. Appuntamento, dunque, alla prossima estate in Cilento, per … vederne delle belle! C&S

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