Padoan punta alla Bers, ok dei 5 stelle solo con Selvetti a Mps

Pur di portare a Siena il manager dell'ex Credito Valtellinese, Di Maio ha proposto al Pd uno scambio: bloccare la candidatura di Minali sponsorizzato dal Mef, per ottenere il via libera del M5s all'ex ministro dell'Economia in Europa. Per ora i dem hanno risposto picche. Ma il nodo si scioglierà solo nel cda di giovedì.

C’è un ex ministro che tiene banco nella travagliata scelta del nuovo amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena.

Si tratta di Pier Carlo Padoan, già titolare dell’Economia nei governi Renzi e Gentiloni, che non contento del seggio alla Camera conquistato nel 2018 ora vuole andare alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), scalando uno dei posti più ambiti nel mondo delle istituzioni finanziarie internazionali.

Ma per puntare a quella prestigiosa poltrona, l’economista piddino che è stato direttore esecutivo per l’Italia del Fmi e vicesegretario generale dell’Ocse, non deve affrontare solo la temibile concorrenza della direttrice generale del Tesoro francese Odile Renaud-Basso, ma anche la possibile ostilità dei 5 stelle, che minacciano di individuare un altro candidato italiano (anche se non hanno in mano un nome all’altezza).

LO SCAMBIO PROPOSTO DA DI MAIO AL PD

Cosa c’entra in tutto questo la scelta del successore di Marco Morelli in quel di Siena? Semplice: come ha raccontato Lettera43.it, Luigi Di Maio (ma non tutto il Movimento) vuole a tutti i costi che si nomini un manager poco conosciuto, Mauro Selvetti, ex Credito Valtellinese, in questo scontrandosi con il Tesoro, che invece vuole l’ex ad di Cattolica ed direttore generale di Generali, Alberto Minali. Posizione, quest’ultima condivisa sia dal ministro Roberto Gualtieri sia dal direttore generale di via XX Settembre, Alessandro Rivera. Ed ecco che Di Maio, dimostrandosi un lottizzatore che non ha nulla da invidiare ai vecchi Dc di una volta, ha detto al Pd: se mi date via libera a Selvetti, bloccando Gualtieri e il Tesoro, noi diamo luce verde a Padoan alla Bers; viceversa mettiamo il veto. Il Pd ha respinto lo scambio proposto dal ministro degli Esteri e punta a far valere il fatto che se salta Padoan non ci sarà un altro italiano, ma un (anzi, una) francese. Ma si tratta di vedere se saprà resistere fino in fondo, cioè fino a giovedì quando il nodo Mps andrà definitivamente sciolto per poter presentare in tempo utile la lista dei candidati al cda della banca, che terrà l’assemblea degli azionisti il 6 aprile (coronavirus permettendo).

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