“Mica sono usciti i copertoni che sotterrammo con Pechi?”

di Pina Ferro L’attività d’intercettazione svolta, sull’utenza in uso a Antonio Romagnuolo ha permesso di garantire l’identificazione del padre Gaetano. La presenza dei militari e dell’Arpac sui terreni cre non poche preoccupazioni a Gaetano ed Antonio Romagnuolo. Sono state numerose le ispezioni effettuate ma nessuna pare abbia fatto da deterrente all’attività criminale posta in essere.

Padre: cosa c’è Antonio?

Antonio: cosa c’è che mi hai chiamato?

Padre: ehhh a Persano, hanno fatto un varco dentro al granturco, sono andati (n.d.r. i carabinieri) a scavare dentro a quel fosso ma devi vedere che roba che esce là!

Antonio: eh ma li … inc … i copertoni … inc …

Padre: ma c’è ma c’è tutto, ti dico tutto e basta! Tre macchine dei carabinieri, scavatore dell’Esercito, ho detto statemi a sentire a me, io quando mi son comprato il podere, no ma tu devi stare quì, tu,io non sto a nessuna parte, perchè la responsabilità, ho detto non è mia! io l’ho comprato il podere e così era, adesso cosa devo fare quì? Devo fare il pappagallo dietro a voi oggi, invece di vedere cosa devo fare?

Antonio: mica sono usciti quei copertoni che sotterrammo con Pechi?

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I compensi divisi tra Romagnuolo e i suoi complici

di Pina Ferro

E’ stata una segnalazione anonima a dare il via alll’attività investigativa. Era il 13 febbraio del 2019 quando pervenne agli uffici del Nucleo operativo e Radiomobile della compagnia di Eboli giunse una segnalazione secondo la quale in località Campofiorito a Serre, era in atto un transito di autocarri dediti al trasporto di rifiuti, che scaricavano il materiale trasportato in un terreno privato nelle disponibilità di tale Antonio Romagnuolo di Serre, individuato come il gestore di fatto del traffico illecito. Secondo la segnalazione, Antonio Romagnuolo, anche con propri mezzi meccanici, caricava rifiuti e li interrava, all’interno di buche, preventivamente realizzate, occultandole successivamente con terreno, utilizzando un escavatore, presente sul posto.

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A sud di Salerno la nuova Terra dei fuochi: 14 arresti

di Pina Ferro

Discariche illegali di rifiuti anche pericolosi e tossici realizzate persino a ridosso del fiume Calore. E’ lo scenario inquietante di una inchiesta dei carabinieri che ha portato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno a firmare misure cautelari per 14 indagati (6 in carcere, 8 ai arresti domiciliari), che devono rispondere a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata, finalizzata al traffico illecito di rifiuti tossici, speciali e pericolosi di categoria ecotossica. I militari della Compagnia di Eboli hanno dato vita a una indagine, denominata “Gold Business” per la facilità e l’alto guadagno delle persone coinvolte, a partire dal febbraio 2019.

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