Gli effetti sul prezzo del petrolio degli attacchi in Arabia Saudita

Riad ha confermato che lo strike dei droni ha dimezzato la produzione nazionale. La compagnia Aramco al lavoro per ripristinare le forniture. Da quanto velocemente riuscirà a tornare a regime dipenderà il rialzo del greggio. Per l'apertura dei mercati gli analisti stimano il barile tra i 70 e i 100 dollari.

Riad ha annunciato che compenserà il taglio della produzione petrolifera causato dagli attacchi con droni a due maxi raffinerie Aramco attingendo alle riserve strategiche, che in giugno ammontavano a 188 milioni di barili. Il taglio è di 5,7 milioni di barili al giorno, circa metà della produzione saudita, e ha fatto saltare il 5% delle forniture mondiali di greggio. Operatori ed analisti sostengono che il prezzo del petrolio potrebbe portarsi in una forchetta tra gli 70 e i 100 dollari al barile se Riad non riuscirà a ripristinare velocemente le sue forniture. Il greggio Wti alla chiusura dei mercati di venerdì era stabile a 54,93 dollari. Un aumento così repentino del prezzo avrebbe conseguenze considerevoli sull’economia globale.

Il dipartimento Usa dell’Energia ha reso noto che gli Stati Uniti sono «pronti a impiegare risorse delle riserve petrolifere strategiche (630 milioni di barili, ndr), se necessario, per compensare qualsiasi interruzione dei mercati petroliferi». Il segretario all’Energia Rick Perry ha anche dato disposizione di lavorare con la International Energy Agency su potenziali opzioni per una risposta globale collettiva se necessario.

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