Senza il rispetto delle regole da parte dei cittadini, sarà impossibile decongestionate la città

di Erika Noschese

Il traffico e la sosta selvaggia continuano a suscitare polemiche. Se da un lato l’assessore all’Urbanistica e alla Mobilità Mimmo De Maio parla di problemi strutturali inesistenti a controbattere è il presidente dell’associazione Liberamente Insieme Oreste Agosto. «Salerno non soffre di un problema strutturale dal punto di vista del traffico. Poiché però il sistema della rete stradale è prossimo al limite, anche la doppia fila o un pullman che si blocca determinano il pressoché blocco della mobilità: oltre al controllo da parte dei Vigili urbani e l’apertura del parcheggio di piazza della Libertà occorre il rispetto delle regole da parte dei cittadini. Senza, non si risolverà granché», ha infatti dichiarato l’assessore De Maio. Immediata la replica dell’avvocato amministrativista secondo cui, ad oggi, non si conosce il piano urbano del traffico e non si conoscono né i documenti ufficiali né i tempi di approvazione da parte del consiglio comunale. «Il ritardo nella predisposizione dello strumento previsto dal codice della strada ha comportato e comporta danni sensibili alla città di Salerno, sia sotto il profilo della sicurezza della circolazione, della salute, dell’inquinamento ambientale- atmosferico ed acustico. Ogni organo comunale ha proprie competenze ed attribuzioni previste dalla legge, che nel caso di Salerno si omettono o si ritardano clamorosamente», ha dichiarato il presidente dell’associazione Liberamente Insieme secondo cui il piano urbano del traffico sarebbe inadeguato «da oltre 20 anni» e «il Comune non ha ancora capito che è uno strumento previsto per dare delle risposte immediate ai cittadini, per evitare criticità della circolazione». Da qui la richiesta di una soluzione imminente per evitare un’invasione di auto in città dovuta alla manifestazione Luci d’Artista. «Un piano urbano di mobilità sostenibile per soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione, incremento di sistemi di circolazione collettiva e la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane – ha dichiarato ancora Agosto – Una utopia per gli amministratori di Salerno. Per adesso chiediamo, quantomeno, soluzioni concrete ed immediate agli organi competenti».

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Dal no Crescent alla lista ritirata I 10 anni chiaroscuro del M5S

di Andrea Pellegrino

Dal no Crescent all’accordo con il Partito democratico. I dieci anni hanno modificato sostanzialmente l’assetto del Movimento 5 Stelle. E Salerno è stato uno dei primi laboratori della trasformazione. D’altronde il peso di Vincenzo De Luca ha agevolato la battaglia politica, in alcune circostanze, ma ne ha determinato anche il loro ridimensionamento. La lista mancata alle scorse amministrative a Salerno è solo uno degli ultimi sintomi di un Movimento che in città non è mai partito al 100 per cento. Neppure la vittoria di Nicola Provenza nel collegio uninominale di Salerno città, battendo Piero De Luca, ha fatto cambiar rotta ai grillini. Resta il combattivo meetup “Amici di Beppe Grillo” che da tempo ormai tenta di incunearsi nelle vicende cittadine, alcune volte anche senza “le spalle coperte” dei rappresentanti nazionali. In principio era Andrea Cioffi, ingegnere impegnato nella difesa dell’ambiente e del territorio. Un tecnico che affiancò inizialmente gli altri componenti di Italia Nostra e No Crescent nella battaglia contro la costruzione dell’emiciclo di Bofill a Santa Teresa. Candidato nel 2011 a sindaco di Salerno, poi la scalata nazionale, fino ad arrivare fino al gradino più sotto del ministero ai trasporti ed infrastrutture. Un volo alto che negli anni ha fatto perdere di vista Salerno e lo stesso ex storico gruppo cittadino. Tra questi l’avvocato Oreste Agosto, principale protagonista delle battaglie legali che si sono compiute negli ultimi tempi contro il “sistema deluchiano”. Suoi i ricorsi contro l’incompatibilità di Vincenzo De Luca, all’epoca del governo Letta e la successiva decadenza, e a livello regionale per l’applicazione della legge Severino. Poi sulla cementificazione e naturalmente sull’urbanizzazione di Santa Teresa. Battaglie che l’avvocato Agosto ora porta avanti autonomamente, dopo i no ricevuti dal Movimento 5 Stelle. Era lui il candidato sindaco dei Cinque Stelle che avrebbe dovuto sfidare Enzo Napoli, prima saltasse tutto il banco per fuoco amico. Quel fuoco amico che ha portato in parlamento Nicola Provenza, l’attuale deputato della città di Salerno. «Credevo in una svolta – dice Agosto – sia a livello nazionale che a livello locale. Il progetto del Movimento 5 Stelle all’inizio mi ha appassionato e sono stato protagonista di numerose battaglie civiche che oggi portato avanti, senza Movimento, ma con la mia libertà». Ma prima di Agosto sulla graticola Cinque stelle era stato messo Dante Santoro. Escluso quasi al fotofinish. Oggi Santoro è consigliere comunale e provinciale, vicino al gruppo di Luigi de Magistris. «Qualcuno all’epoca dall’alto ignorò la base. Quella base che in maniera plebiscitaria mi voleva candidato sindaco di Salerno – ricorda Dante Santoro – ma non si tenne in considerazione quella volontà. Oggi mi ritengono un sei stelle per l’attivismo, per le battaglie, che faccio alle interno delle istituzioni, sia al comune di Salerno che in provincia. Sono io l’elemento che da civico contrasta il sistema. Peccato che molti siano evaporati, peccato che alcuni attivisti siano diventati arrivisti. Naturalmente, in questi dieci anni, va dato atto di quanto sia stato fatto di positivo dal Movimento 5 Stelle, al quale vanno i miei auguri. Grillo e Casaleggio hanno scritto una pagina di storia. Non posso non riconoscere dei meriti, non posso non riconoscere che alcune battaglie del Movimento hanno portato a galla tante anomalie. Il patrimonio degli attivisti – prosegue Santoro – non va disperso, perché c’è tanta voglia di cambiamento». Poi la scalata di Angelo Tofalo, confermato sottosegretario alla Difesa, l’esclusione di Silvia Giordano, la ritirata di Mimmo Pisano. Un gruppo storico che si è pian piano dissolto (mantenendo in piedi solo Cioffi e Tofalo), partito in quarta alla volta della conquista del territorio per poi rallentare. Nei dieci anni del Movimento 5 Stelle c’è sicuramente un «caso Salerno» che in tempi non sospetti ha anticipato ciò che sarebbe avvenuto anche in altre realtà. Chi è rimasto giura, nonostante le vicende nazionali: «Mai con De Luca». Ma di acqua sotto i ponti ancora ne deve passare.

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