Il Viminale ha concesso alla Ocean Viking di sbarcare a Messina

Via libera del ministero dell'Interno alla nave di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere. A bordo 182 migranti salvati in tre diverse occasioni a largo della Libia.

La Ocean Viking sbarcherà a Messina i 182 migranti soccorsi in tre diverse occasioni davanti alla Libia. Secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, il ministero ha assegnato oggi pomeriggio alla nave di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere il porto sicuro della città siciliana.

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Governo sottopressione per il nuovo caso Ocean Viking

La ong chiede un porto per far sabrcare le 84 persone a bordo. Il Viminale tace, mentre Zingaretti chiede lo sbarco. La situazione.

Altri 34 migranti sono stati presi a bordo dalla Ocean Viking che continua a navigare in area sar libica con 84 persone soccorse. E mentre l’attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, mantiene il low profile e tace, il premier Giuseppe Conte ha invitato «tutte le forze politiche» ad «evitare di concentrarsi ossessivamente sullo slogan, porti aperti o porti chiusi»: il tema «va gestito a livello europeo». Dalla nuova presidente della Commissione Ursula von der Leyen è arrivata un’apertura alla revisione del Regolamento di Dublino, che impone al Paese di primo approdo di farsi carico dei migranti. Il caso però potrebbe ben presto mettere alla prova il nuovo esecutivo. «Quella nave per me deve entrare, senza se e senza ma», ha attaccato il segretario Pd ocean viking news governo su La7.

A BORDO 84 PERSONE

Era stato l’aereo Moonbird di Sea Watch a segnalare il 9 un gommone in difficoltà con 34 persone (tra cui una donna incinta ed un bambino di un anno) al largo della Libia. Nella notte sono stati presi a bordo dal veliero Jozefa che li ha poi trasferiti sulla Ocean Viking, «nel mezzo di una tempesta. Abbiamo ancora una volta chiesto un ‘place of safety’ (un porto sicuro dove sbarcare) per le 84 persone soccorse a bordo», ha fatto sapere Sos Mediterranee che, insieme a Medici senza frontiere, gestisce la nave umanitaria. La Libia ha offerto un ‘pos’ ma quel Paese, secondo Medici senza frontiere, «non è un posto sicuro dove riportare le persone soccorse. Abbiamo chiesto un’alternativa». E a breve potrebbe toccare così all’Italia dover rispondere alla richiesta della nave delle ong francesi.

RISOLTO IL NUOVO STALLO DELLA ALAN KURDI

La soluzione arriva invece dopo 11 giorni per la Alan Kurdi di Sea Eye. Malta ha accettato di far sbarcare gli ultimi migranti rimasti a bordo, dopo che gli altri otto erano stati evacuati per ragioni sanitarie in precedenza. Il governo della Valletta ha spiegato di aver acconsentito allo sbarco dopo che due Paesi europei si sono offerti per accogliere gli ospiti della nave tedesca e dopo che Sea Eye ha accettato di far decadere l’azione legale avviata contro Malta.

LE APERTURE DELLA COMMISSIONE SU DUBLINO

Intanto, Conte al Senato ha ribadito che sui decreti sicurezza firmati da Salvini saranno accolte «le osservazioni del presidente della Repubblica», in particolare sulle sanzioni milionarie per le navi delle ong e sull’obbligo di prestare comunque soccorso a chi è in pericolo in mare. I premier ha anche invocato la modifica del Regolamento di Dublino, la ‘gabbia’ che impone all’Italia di tenersi i migranti sbarcati. E in questo una sponda è giunta dalla neo presidente della Commissione Ue: serve «un nuovo patto sulla migrazione e sull’asilo» e la riforma di Dublino, ha detto von der Leyen. «È», ha aggiunto, «una questione che riguarda la solidarietà, che per definizione non può dipendere da una posizione geografica. Non può essere la base sulla quale un Paese deve assumersi maggiori responsabilità per esempio rispetto all’arrivo dei migranti». Si punta a lavorare per un «approccio nuovo, più sostenibile, affidabile e permanente per la ricerca ed il salvataggio» delle persone «sostituendo le soluzioni ad hoc esistenti«, e ad assicurarsi che «esistano autentici percorsi legali verso l’Europa».

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