Calabria e Toscana insieme per il “modello Riace” Lucano: «Aggressioni già prima di questo Governo»

CATANZARO - Un progetto per "salvare" il "modello Riace", unendo le forze tra le Regioni Toscana e Calabria. Una iniziativa presentata oggi a Catanzaro, alla presenza dei governatore Mario Oliverio ed Enrico Rossi, insieme al vescovo catanzarese monsignore Domenico Battaglia, alla guida della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.

Un'occasione per Mimmo Lucano per confrontarsi su quanto avvenuto in questi ultimi tempi, evidenziando anche diversaspetti a partire da accuse circostanziate: «Le aggressioni ad una esperienza nata spontaneamente, in una delle aree interne della Calabria, non ci sono solo da quando c’è in carica questo governo, perché erano iniziate prima», confermando di fatto le tesi di verifiche avviate già dal precedente ministro dell'Interno, il calabrese Marco Minniti.

Lucano ha sottolineano che «le aggressioni riguardano anche le Ong e chi era impegnato in soccorsi umanitari. Riace è stato individuato come una punta avanzata di un sistema che non è per niente come viene descritto».

Rispetto ai progetti in campo, Lucano ha affermato: «Possiamo essere ad una svolta, oggi, in Italia, almeno come messaggio politico. Può nascere qualcosa di importante, con il contributo delle Regioni Calabria e Toscana che possono aprire un orizzonte nuovo che segna un’apertura verso una civiltà basata sui rapporti umani, di rispetto della dignità umana, e non come sta succedendo adesso in Italia con una deriva verso una società delle barbarie, del fascismo e del razzismo».

Rispetto alla questione economica, vista anche la legge 18 del 2009 della Regione Calabria che favorisce l’accoglienza degli immigrati, Lucano si è augurato che «si possa trovare una dotazione finanziaria, magari anche attraverso i fondi europei», sottolineando che la legge prevede «quello che Riace ha messo in pratica in maniera spontanea, facendo in modo che dall’accoglienza derivasse anche una opportunità per il territorio».

Nuovi stop alla produzione in Fca Melfi, il caso sul tavolo di Di Maio

POTENZA - «Nuovi stop» alla produzione (dalle ore 6 del 10 novembre alle 6 del 12 novembre; dalle 14 del 17 novembre alle 6 del 19 novembre; dalle 22 del 24 novembre alle 6 del 3 dicembre) sono stati decisi per lo stabilimento Fca di Melfi (Potenza). Lo ha reso noto la Uilm specificando che stamani la comunicazione è stata fatta dalla Direzione aziendale durante l’Esecutivo di stabilimento.

«La copertura dello stop alla produzione - è scritto nel comunicato del sindacato - sarà attraverso il contratto di solidarietà per tutti i lavoratori interessati. Lo stop è legato all’andamento di mercato e più complessivamente alla situazione tecnico-produttivo-organizzativa». Secondo la Uilm, «a seguito di questa ulteriore comunicazione di sospensione delle attività produttive, il tavolo di confronto convocato dal Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, per il 30 ottobre, e la richiesta di incontro inoltrata dalle segreterie nazionali al nuovo amministratore delegato Manley risultano fondamentali per avviare un confronto circa la situazione industriale di tutto il gruppo Fca, a partire dallo stabilimento di Melfi».

“L’incremento a novembre delle fermate produttive in Fca è un dato che non può non preoccuparci ma allo stesso tempo siamo consapevoli che i fondamentali dello stabilimento restano solidi anche alla luce delle nuove produzioni che sono state annunciate”.

Così il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, che guarda con fiducia al tavolo convocato dal ministro Di Maio per il 30 ottobre e al vertice richiesto dalle segreterie nazionali di Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf al nuovo ad Mike Manley per fare il punto sulle prospettive produttive e occupazionali degli stabilimenti italiani.

“Il nostro obiettivo è riportare nel più breve tempo possibile lo stabilimento di Melfi e tutti gli stabilimenti nazionali alla piena occupazione con produzioni innovative e con lo sguardo rivolto al futuro dell’industria automobilistica. Questo significa affrontare le difficoltà del momento legate alla dismissione della Punto e ai contratti di solidarietà con nervi saldi e con un piano di sviluppo chiaro. Le indiscrezioni circa la destinazione a Melfi anche della Jeep Compass – conclude Evangelista – significa che il nuovo management di Fca crede fermamente in Melfi e nei suoi lavoratori che in questi anni hanno dimostrato professionalità e affidabilità”.

Un nuovo successo per l’agricoltura calabrese A Cernobbio premiata l’Agribibita alle clementine

CERNOBBIO - Successo per l'agricoltura calabrese al Forum Coldiretti in corso a Cernobbio. In particolare, a vincere il primo premio nella categoria "creatività" è stato il talento calabrese Glauco Gallo dell’azienda Medi Mais Calabria SrL di Corigliano Calabro (CS) con l’agribibita di Clementine.

«Le clementine, prodotto simbolo della Piana di Sibari ma vittima della concorrenza estera e dei prezzi bassi finalmente - si legge in una nota ufficiale - tornano alla ribalta nell’agribibita “Clemì”, dal gusto inconfondibile. Per 20 anni l’azienda agricola di Glauco ha prodotto succhi concentrati per le multinazionali, ora per esaltarne le qualità, ha deciso di produrre da solo la bibita».

A spiegare la genesi dell'Agribibita è la stessa Coldiretti che aggiunge che le clementine «vengono raccolte e lavorate per estrarne il succo che viene pastorizzato e preparato per essere imbottigliato. Oggi Glauco è orgoglioso di produrre una bibita per giovani e per famiglie che contiene ben il 20% di vero succo di clementina, senza conservanti, coloranti e zuccheri aggiunti e con pochissime calorie».

Inoltre, Glauco ha creato anche il primo museo delle clementine: «Si tratta di una vetrina molto importante con un parterre di assoluto rilievo - ha commentato il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto - Oscar Green è una grande opportunità per i giovani agricoltori che si impegnano con il loro lavoro quotidiano ad implementare, innovare e valorizzare il nostro patrimonio enogastronomico Grazie alle nuove generazioni, il binomio agricoltura e innovazione è diventato sempre più frequente: e l’esempio concreto lo abbiamo avuto in una occasione importantissima quale è il Forum di Cernobbio. L’agricoltura calabrese – ha proseguito - è fatta di tantissime realtà imprenditoriali giovanili e i dati dimostrano che sempre di più i giovani, passione, innovazione e professionalità” decidono di dare continuità all’azienda familiare o di dare vita a nuove realtà tanto che le aziende under 40, stanno aumentando ogni anno e questo perché, l’agricoltura oggi sa e può dare concrete prospettive di futuro e Coldiretti – conclude Aceto – continuerà a dare luce a queste realtà».

Migranti, il ministero dell’Interno cancella il modello Riace Ufficiale la revoca dei finanziamenti al progetto di accoglienza

RIACE (REGGIO CALABRIA) - Dopo l'operazione Xenia che negli scorsi giorni ha portato all'arresto del sindaco di Riace Mimmo Lucano (SCOPRI I CONTENUTI SULL'ARRESTO DI MIMMO LUCANO), arrivano i provvedimenti del ministero dell'Interno guidato dal ministro Matteo Salvini.

Con una circolare, infatti, il Viminale ha disposto il trasferimento dei migranti accolti nei centri del Comune calabrese di Riace e ha chiesto all’amministrazione comunale la rendicontazione di tutte le spese sostenute, sollecitando «ad inviare la relativa documentazione secondo le modalità previste dal manuale di rendicontazione Sprar».

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DELL'ACCOGLIENZA DOMENICO (MIMMO) LUCANO

In particolare, secondo quanto si apprende, già dalla scorsa estate il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione di Riace.

Nel 2018, il Comune calabrese non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco Mimmo Lucano era stato avvisato della revoca dei finanziamenti diventata ufficiale all’inizio di questa settimana. 

Di fatto, quindi, il modello Riace è stato cancellato ufficialmente.

Sull'accaduto è intervenuto anche il presidente della giunta regionale della Calabria, Mario Oliverio, il quale ritiene quella del ministero dell'Interno: «Una decisione assurda ed ingiustificata. Mi auguro che dietro tale decisione non si celi l'obiettivo di cancellare una esperienza di accoglienza, estremamente positiva, il cui riconoscimento ed apprezzamento è largamente riconosciuto anche a livello internazionale. Chiedo al Ministro dell'Interno di rivedere questa decisione».

Il commento del sindaco Lucano

Immediato il commento del sindaco Mimmo Lucano che ha dichiarato: «Vogliono soltanto distruggerci. Nei nostri confronti é in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale». 

Crotone, tema su Decreto Salvini e Leggi razziali del 1938 Il Ministro dell’Interno: «L’insegnante dovrebbe dimettersi»

ROMA - La decisione di un insegnante del liceo Filolao di Crotone di assegnare un tema sul confronto tra il decreto Salvini sull'immigrazione e le leggi razziali del 1938 è al centro della polemica politica nazionale (LEGGI LA NOTIZIA).

Dopo il breve commento a caldo di ieri, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha ribadito la propria posizione evidenziando come «purtroppo rimangono alcuni insegnanti politicizzati che fanno il tifo per la sinistra, ma non voglio credere che alcuni di loro siano arrivati a paragonare il mio decreto sulla sicurezza alle leggi razziali, come non voglio credere che una docente possa davvero parlare di allarme razzismo in Italia, visto che i dati dicono il contrario. Se fosse vero quanto segnalato da studenti e genitori di un liceo di Crotone, l’insegnante in questione dovrebbe scusarsi e cambiare mestiere, evitando di fare la militante politica in classe. Un abbraccio a quei ragazzi da parte di un papà che lavora per una scuola senza pregiudizi».

In particolare, secondo quanto denunciato dal segretario di Crotone della Lega Giancarlo Cerrelli, nella classe quinta del Liceo Scientifico «Filolao» di Crotone la traccia del compito di italiano recitava: «Il 5 settembre del 1938 in Italia furono promulgate le leggi razziali. Oggi in Italia dopo 80 anni si registra un ritorno al razzismo, è una opinione diffusa che proprio il recente decreto in discussione al Parlamento, che riguarda l’immigrazione, contenga delle istanze razziste. Descrivi le leggi razziali e confronta il testo con il decreto di recente ideazione ed esprimi le tue riflessioni».

Tema che confronta Salvini e le leggi razziali Scoppia la polemica per una scuola di Crotone Il ministro Bussetti: «Apprendo con sconcerto»

CATANZARO - Un nuovo caso di un compito in classe che riguarda il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, riaccende la polemica e questa volta il caso scoppia in Calabria. 

Dopo la vicenda di una scuola del Bolognese a innescare la polemica è una scuola di Crotone e a denunciare l'accaduto è esponente leghista calabrese il quale ha dichiarato: «È preoccupante avere a che fare con una scuola che invece di 'educare' impone agli studenti i canoni della dittatura del pensiero unico».

In particolare a denunciare l'accduto è Giancarlo Cerrelli, avvocato e segretario della Lega-Salvini Premier di Crotone, che, in un comunicato, segnala l’assegnazione agli studenti del quinto anno del liceo scientifico «Filolao» di Crotone da parte di una docente di lettere di un tema che definisce «ideologicamente orientato che, prendendo a pretesto le leggi razziali del 1938, si è spinto fino a voler creare un presunto e infondato parallelismo con il decreto legge del governo recante: Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione».

Nello specifico «la traccia del tema che gli studenti dovranno svolgere a casa - prosegue Cerrelli, che riferisce di avere raccolto le lamentele di alcuni genitori - è la seguente: 'Il 5 settembre del 1938 in Italia furono promulgate le leggi razziali. Oggi in Italia dopo 80 anni si registra un ritorno al razzismo, è un opinione diffusa che proprio il recente decreto in discussione al Parlamento, che riguarda l'immigrazione, contenga delle istanze razziste. Descrivi le leggi razziali e confronta il testo con il decreto di recente ideazione ed esprimi le tue riflessionì».

Si tratterebbe per Cerrelli di un episodio «gravissimo» così come è «gravissimo che gli studenti debbano subire questo evidente indottrinamento ideologico che ha lo scopo di portarli, secondo il metodo caro alla sinistra, a ragionare secondo gli schemi del politicamente corretto. È inaccettabile che a questi studenti non si lasci la possibilità di sviluppare il senso critico, ma li si soggioghi artatamente con una vera e propria dittatura del pensiero unico».

Per Cerrelli «la malafede della docente è evidenziata dal parallelismo del tutto infondato tra le leggi razziali del 1938 contro gli ebrei e il decreto afferente alle disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, che non hanno alcun intento razzista. La Lega - assicura Cerrelli - vigilerà affinché nelle scuole i docenti non abusino del loro ruolo per imporre ai ragazzi, che ancora non hanno un’adeguata maturità, una dittatura del pensiero unico che li vorrebbe soggiogare a ragionare secondo schemi non liberanti, non rispettosi dell'umano e privi di buon senso. Chiediamo alla Dirigente scolastica e al Provveditorato agli Studi di prendere i provvedimenti opportuni nei confronti della docente. Tengo a informare - ha concluso Cerrelli - che ho notiziato del caso il Ministro Matteo Salvini, che ha ritenuto di rilevante gravità la vicenda».

Sull'accaduto è intervenuto anche il ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti il quale ha dichiarato: «Apprendo con sconcerto la vicenda del tema assegnato in un liceo calabrese in cui si sarebbe chiesto agli studenti di tracciare un parallelismo tra le leggi razziali del 1938 e il recente provvedimento del governo in materia di immigrazione».

In particolare, Bussetti ha annunciato la volontà di chiedere «un immediato approfondimento all’Ufficio scolastico regionale per la Calabria». In particolare, per il ministro, «la vicenda, se confermata, sarebbe grave. In primo luogo perché la scuola è un luogo di formazione e di crescita dove non deve esserci spazio per le ideologie e il condizionamento del pensiero dei nostri ragazzi. In secondo luogo perché il parallelismo proposto rischia di strumentalizzare e sminuire una triste pagina della nostra storia, quella delle leggi razziali, che rappresenta ancora oggi una ferita profonda su cui proprio quest’anno si stanno aprendo, anche nel mondo scolastico e accademico, riflessioni e approfondimenti in occasione degli 80 anni dalla firma di quei terribili provvedimenti. Intendiamo fare al più presto chiarezza. Anche per questo ho chiesto all’Ufficio scolastico regionale per la Calabria un immediato approfondimento». 

Alemanno in visita alla tendopoli dei migranti di San Ferdinando: «Non si possono accogliere altri migranti senza risolvere questi problemi»

Alle Regionali pronti ad andare con un proprio candidato

SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA) - L'ex sindaco di Roma e segretario nazionale del Movimento per la Sovranità, Gianni Alemanno, ha fatto visita alla tendopoli di San Ferdinando che ospita un gran numero di migranti. «San Ferdinando - ha dichiarato l'esponente politico - e quest’area sono luoghi aggravati da fattori negativi che fanno perdere sovranità e legalità. Le presenze di tendopoli e baraccopoli dimostrano che qui ci sono persone non integrate che vivono nella illegalità. Situazioni che dimostrano come non si possano accogliere altri immigrati se prima non vengono risolti questi problemi».

Per l'ex sindaco di Roma «i migranti clandestini devono essere espulsi e coloro che hanno un lavoro precario e sfruttato devono essere messi nelle condizioni di lavorare e spendere in Italia contribuendo alla crescita dell’economia locale».

Alemanno è stato accolto a San Ferdinando da Carmela Logiacco, rappresentante locale del movimento, e da Fausto Siclari, commissario provinciale di Reggio Calabria.

Rispetto allo sviluppo dell'area di Gioia Tauro, poi, Alemanno ha chiesto «al Governo del cambiamento di concretizzare l’avvio della Zes, un’opportunità per il porto di Gioia Tauro e per un territorio che versa in condizioni drammatiche».

Verso le elezioni regionali 2019

Rispetto alle elezioni regionali del 2019, Alemanno ha chiarito: «Noi siamo pronti a proporre una nostra candidatura alla coalizione di centrodestra in vista delle prossime regionali in Calabria». «Alla coalizione - ha aggiunto Alemanno - chiediamo di convocare un tavolo per trovare soluzioni comuni e rilanciare questa regione che l’attuale Giunta di centrosinistra ha azzerato».

Nominato il direttore dell’Ispettorato del lavoro E’ un ufficiale dei carabinieri che ha lavorato in Calabria

REGGIO CALABRIA - Il generale dei carabinieri Leonardo Alestra è il nuovo direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Alestra ha alle spalle una lunga esperienza in Calabria, dove è stato comandante provinciale dei carabinieri a Reggio Calabria. La sua nomina è stata resa nota dal vicepremier, Luigi Di Maio.

«Alestra è stato comandante provinciale dei carabinieri in Calabria, terra di mafia e caporalato, e capo di tutte le specialità dei carabinieri tra cui quella del nucleo tutela del lavoro. È la prima volta nella storia che la direzione di un ispettorato va ad un carabiniere. Ne siamo orgogliosi perché con questa nomina abbiamo voluto dare un importante segnale contro il lavoro nero e il caporalato».

«Così, finalmente, - prosegue Di Maio - finirà il tempo della vessazione delle imprese per fare numeri e ci si dedicherà alle cose serie».

Nazionale – Pelé e chi se non lui! Il gol più giovane in un Mondiale a soli 17 anni (CappelloCarta)

CappelloCarta scrive nella categoria Nazionale che: Con la rete contro il Galles, a 17 anni e 239 giorni, è diventato e lo è tuttora il marcatore più giovane in una edizione dei Mondiali; mentre a 17 anni e 249 giorni ha sollevato la Coppa Rimet diven
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Pelé e chi se non lui! Il gol più giovane in un Mondiale a soli 17 anni