Il Ministro Toninelli tra i cantieri dell’autostrada A2 I lavori saranno sospesi per Natale e per l’estate

ALTILIA (COSENZA) - Il ministro ai Trasporti ed alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, poche ore fa ha visitato un tratto della A2 nei pressi dello svincolo di Altilia-Grimaldi, con la galleria della Barbatella dove sono in corso una serie di lavori. Ieri il ministro ha compiuto altri sopralluoghi in Calabria (LEGGI).

Ad accogliere Toninelli, il prefetto di Cosenza, Paola Galeone, i dirigenti del compartimento dell’Anas, forze dell’ordine, maestranze, e alcuni giornalisti. Il ministro ha percorso un lungo tratto a piedi, e subito dopo in galleria ha seguito una parte dei lavori, illustrati dai dirigenti Anas Ferrara e Mupo.

Alle domande dei cronisti sullo stato attuale dell’autostrada del Mediterraneo, Toninelli ha assicurato innanzitutto che i lavori nei cantieri durante il periodo natalizio e per la prossima estate saranno sospesi, e uno dopo l’altro i lavori saranno completati per creare il minor disagio all’utenza.

«Il Governo - ha dichiarato - profonde il massimo impegno per la Calabria; è una regione strategica per il Paese». 

Il ministro Danilo Toninelli in visita in Calabria «Massima priorità ad una regione tanto importante»

CATANZARO - «La mia presenza in Calabria è per dare massima priorità ad una regione tanto importante. Da lombardo dico che l’Italia non può crescere senza la Calabria e senza il Sud. E da dove partiamo? Dalle partire infrastrutture. Il Ponte Morandi risale agli anni ’50, oggi è in costante manutenzione, l’obiettivo che dobbiamo ottenere è di non limitare il traffico».

È quanto ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, nella prima tappa della due giorni calabrese, in prossimità del cantiere aperto sotto il viadotto Morandi, accolto dal sindaco di Catanzaro, e presidente della Provincia, Sergio Abramo, e dal prefetto Francesca Ferrandino, oltre al questore Amalia Di Ruocco e altre autorità militari e civili. Presenti anche i parlamentari Paolo Parentela e Silvia Vono. La delegazione della dirigenza di Anas guidata dal responsabile del coordinamento regionale, Giuseppe Ferrara, ha assicurato al ministro che la viabilità sul viadotto simbolo del Capoluogo di regione dovrebbe tornare regolare, e quindi aperta anche al traffico pesante e senza vincoli, entro un anno e mezzo.

«Spero che arrestino Sofri» (ma si tratta di Battisti), social scatenati sulla gaffe di Pasquale Pepe

POTENZA – «È andata bene, poteva anche dire Mogol»: da qualche ora i social si stanno scatenando sulla gaffe di Pasquale Pepe, il senatore leghista di Potenza che giovedì – durante le dichiarazioni di voto al Senato sul decreto anti-corruzione – prendendo la parola in qualità di capogruppo ha tenuto a ribadire ai colleghi del Pd che la sua forza politica non è giustizialista e garantista a giorni alterni, a partire dal «caso di Sofri». Riferimento sbagliato a Cesare Battisti, l'ex leader di Lotta Continua che si trova in Brasile ma da qualche ora risulta irreperibile.

Intanto, i colleghi salviniani hanno fatto partire l'applauso, così, sulla fiducia. 

Dopo un lungo periodo in Francia, l'ex terrorista poi scrittore di successo aveva ottenuto la protezione del governo brasiliano, che aveva negato sempre la sua estradizione in Italia: con l'elezione a presidente di Jair Bolsonaro, leader di estrema destra, il clima è decisamente cambiato.

Ieri pomeriggio era arrivata – sempre sui social, in particolare facebook – il commento divertito dello stesso Sofri: «La mia reputazione ha avuto una piccola impennata, giovedì, grazie a un irresistibile senatore leghista che parlava in pro della legge contro i reati nella pubblica amministrazione. Costui ha prima imputato ai senatori seduti a sinistra di aver “addirittura difeso Sofri Bompressi e Pietrostefani” (se l’era scritto, per non sbagliare), poi ha perfezionato vibratamente la cosa: “E a proposito di Sofri io spero che il presidente Bolsonaro finalmente lo assicuri alle patrie galere per i crimini schifosi che ha commesso in Italia”. A questo punto i senatori leghisti sono scoppiati in un applauso. Mancava solo un altro dettaglio, la presidenza del Senato, in quel momento tenuta da una signora 5 Stelle, la quale ha detto: “Rimanga nell’ambito del provvedimento, la magistratura farà il suo dovere nell’ambito di quello che è il suo compito”. Citazioni testuali, del resto la registrazione è disponibile, anche sul Fb dell’oratore, evidentemente fiero del colpo che aveva assestato: solo più tardi ne ha aggiunto uno tagliato. Ho saputo della mia riuscita da un articolo di Sansonetti sul Dubbio. Nessun altro sembra essersene accorto, forse per il leggendario rispetto che hanno per la privacy, compresa la mia. Ah no, il Fatto ha dedicato al fatterello alcune sapide righe, nelle quali si dice di passaggio che “l’ex leader di Lotta Continua ha finito di scontare la pena (in parte in carcere in parte in libertà)… nel 2012”. E’ la prima volta che leggo di una pena scontata in libertà. Era la mia giornata fortunata». 

Sanità, il Ministro conferma un nuovo commissario Grillo: «Per la Calabria un generale e un tecnico»

CATANZARO - «I commissari e i subcommissari alla sanità nelle Regioni saranno generali e tenici, scelti cioè sia fra figure di legalità che tecniche. Mi hanno accusata di voler militarizzare la sanità, ma in alcune realtà questo è necessario». A dirlo il ministro della Salute, Giulia Grillo, ospite per un’intervista esclusiva al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos.

«Stiamo cercando una figura di legalità e una figura tecnica - ha ribadito il ministro - lo schema che seguiamo è questo. In Molise mi hanno accusato di voler militarizzare la sanità: non è così. Ma in Molise, Calabria, Campania non puoi non mettere una figura di legalità, sono Regioni dove sono agli onori della cronaca i problemi giudiziari. Quindi lo schema sarà questo: un generale e un tecnico, come subcommissario, così si ha una squadra completa», ha concluso.

Nei giorni scorsi, per la Calabria, era trapelato il nome di un generale dei carabinieri, Saverio Cotticelli (LEGGI), ma la sua nomina non è mai stata ufficializzata.

 

Fca, c’è la Compass per il dopo-Punto A Melfi 20mila in festa per la nuova Jeep

POTENZA – Melfi avrà di nuovo una seconda linea di produzione in funzione, dopo l’uscita di scena della storica Fiat Punto. E sarà quella di un’altra auto di gamma superiore, la Jeep Compass, campione di vendite del gruppo Fca.
E’ l’annuncio arrivato ieri dall’amministratore delegato di Fca Global Mike Manley e dal responsabile per l’area Emea (Europa, Medio Oriente, Africa) del gruppo Pietro Gorlier a Torino, durante l’incontro con i segretari generali di Fim-Cisl Marco Bentivogli, Uilm Rocco Palombella, di Ugl Antonio Spera, di Acqf Giovanni Serra, della Fismic Roberto Di Maulo.
Il piano presentato da Fca prevede 5 miliardi di euro di investimenti sugli stabilimenti italiani e il lancio di 13 nuovi modelli o restyling di vecchi modelli tra il 2019 e il 2021. Alcuni modelli, che facevano parte del piano 2018-2022 e oggi non sono stati menzionati, come la piccola Jeep e il grande suv Alfa ipotizzato per Mirafiori, sono comunque confermati, ma arriveranno a fine piano nel 2022.
La Jeep Compass era tra i modelli più contesi, e dovrebbe integrarsi alla perfezione con gli altri modelli già prodotti a Melfi, di cui condivide la piattaforma (opportunamente adattata): Jeep Renegade e 500x.
«Finalmente è arrivata la notizia tanto attesa da tutti i lavoratori di Melfi circa la produzione, la nuova produzione, di un terzo modello “premium” per lo stabilimento Fca di San Nicola di Melfi, la Jeep Compass, che sarà sviluppata anche con tecnologia ibrida», afferma Marco Lomio, segretario regionale della Uilm.
Secondo il sindacato, la produzione della Jeep Compass «arricchirà ed amplierà i volumi produttivi all’interno dello stabilimento di Melfi, e questo non solo consentirà di mantenere gli attuali livelli occupazionali all’interno di tutta l’area industriale di San Nicola di Melfi ma anche e soprattutto è una scelta industriale propulsiva per tutto il tessuto industriale lucano».
«La Jeep Renegade, la 500x e la Jeep Compass saranno la risposta anche alla precarietà e alle mancate stabilizzazioni all’interno delle aziende dell’indotto di Melfi - aggiunge Lomio - che da sempre ha rappresentato l’anello debole di un sistema industriale complesso ma che allo stesso tempo garantisce il lavoro a circa 20.000 persone».
Secondo il segretario della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, «l’assegnazione della Jeep Compass a Melfi, unita all’avvio della transizione alle motorizzazioni ibride o plug-in di tutta la produzione, consolida ulteriormente la mission produttiva dello stabilimento lucano, ormai saldamente ancorata al segmento premium a basso impatto ambientale e ad elevata tecnologia. Il piano dovrebbe garantire a regime l’azzeramento del contratto di solidarietà e la piena occupazione e fa ben sperare per l’occupazione anche nelle aziende dell’indotto. Fca ha mantenuto gli impegni presi - ha aggiunto - ora ci aspettiamo un cambio di passo da parte delle istituzioni locali, a partire dalla Regione, che devono attivarsi per mettere in campo una vera politica industriale in grado di accompagnare la presenza di un grande gruppo come Fca con servizi di qualità, infrastrutture più moderne, una burocrazia più snella e un concreto sostegno ai progetti di innovazione».
«Grande soddisfazione» è stata espressa dal segretario della Fismic Basilicata, Pasquale Capocasale.
«Era - ha evidenziato - l’annuncio sperato e che fortunatamente è arrivato. Grazie alla produzione dei nuovi modelli, nei prossimi mesi, per i lavoratori dello stabilimento di Melfi finirà il periodo di incertezza che ha prodotto e sta producendo una riduzione delle giornate lavorate. Con l’annuncio odierno da parte di Fca per lo stabilimento di San Nicola di Melfi si apre una nuova stagione che avrà ripercussioni anche in termini di nuova occupazione. Ci sarà, probabilmente - ha concluso il segretario della Fismic - bisogno di nuove assunzioni e questa è una ulteriore buona notizia».
Il segretario provinciale dell’Ugl metalmeccanici di Potenza, Giuseppe Palumbo, evidenzia la consapevolezza «di essere di fronte ad un mercato invaso dai modelli giapponesi e che certamente ha devastando le nostre quote di mercato Fca». Ma non dimentica che «sul distretto di Melfi hanno investito gli enti pubblici negli anni duri della crisi del Lingotto. Oggi siamo di fronte ad una nuova scommessa (...) Buona parte devono supportare le aziende dell’indotto, dovranno mettere la massima voglia di collaborare uniformando con Fca, sindacato ed istituzioni la capacità di fare sistema ch’è una delle carte vincenti per superare la concorrenza estera. Quel che distingue il distretto dell'automotive melfitano dai concorrenti deve essere proprio la capacità di mettere in circolo le conoscenze per migliorare la qualità dei prodotti e rimanere competitivi, sui mercati».

Morra traccia il futuro della “sua” Commissione antimafia e annuncia indagini su trattativa Stato-Mafia e massoneria

ROMA - A dieci giorni dalla sua elezione al vertice della Commissione parlamentare antimafia (LEGGI LA NOTIZIA), il senatore del Movimento Cinquestelle Nicola Morra traccia le linee maestre del proprio operato.

Per Morra bisogna approfondire «le responsabilità di coloro che hanno trattato con Cosa Nostra» e ricostruire una verità politica di cosa avvenne negli anni delle stragi, oltre alla verità processuali che hanno accertato i tribunali».

Morra, infatti, ha chiarito che un Comitato sull'Antimafia sia dedicato proprio alla Trattativa Stato-Mafia e alle stragi che hanno insanguinato l’Italia negli anni Novanta.

Rispetto alle possibili resistenze di alcune forze politiche Morra ha chiarito di augurarsi «che si possa e si voglia fare anche da parte degli esponenti di quelle forze politiche perché è nel loro stesso interesse fugare ogni ombra di sospetto in merito ad eventuali coinvolgimenti o commistioni. Il mio motto è: "male non fare paura non avere". L'uomo di Stato a maggior ragione deve consentire trasparenza su di sé e quindi chi ha governato il Paese deve anche accettare la possibilità di essere scannerizzato, fotografato ai raggi X».

Secondo le linee programmatiche di Morra, l’Antimafia, inoltre, avrà al suo interno un Comitato che si occuperà della Massoneria. «Mi sembra doveroso», spiega al l’Ansa Morra che ricorda di essere tra i firmatari di un disegno di legge volto a rendere incompatibile l’adesione ad associazioni che prevedono un vincolo dell’obbedienza assoluta, con l’esercizio di funzioni pubbliche dirigenziali e in ruoli apicali.

«Il nostro Paese ha visto proliferare un numero impressionante di logge deviate, alcune delle quali hanno segnato la storia politica oltre che criminale del Paese», precisa Morra.

Già nella passata legislatura l’Antimafia si era occupata delle logge massoniche (LEGGI LA NOTIZIA), facendosi consegnare gli elenchi degli iscritti in Sicilia e in Calabria; atto che aveva dato vita a molte polemiche da parte degli interessati.

«Bisognerà sicuramente lavorare sulle nuove fenomenologie attraverso le quali le organizzazioni criminali si palesano. Oltre a ciò, a mio avviso, bisognerà attenzionare le mafie dei cosiddetti colletti bianchi», conclude Morra.

Sanità, presidente Regione non potrà essere commissario Approvata norma. Morra: «Finiscono i favori ad amici»

CATANZARO - Torna l'incompatibilità fra i commissari per il rientro dei piani sanitari e ogni altro incarico ricoperto presso la regione. E' quanto prevede un emendamento del relatore Emiliano Fenu (M5S) al decreto legge fiscale, approvato in commissione Finanze del Senato. La proposta era stata annunciata il mese scorso (LEGGI), trovando ora l'accoglimento che chiude ogni speranza per il governatore Mario Oliverio di diventare commissario.

La misura, ribattezzata "pro De Luca", fu inserita dal governo di Matteo Renzi poco prima della nomina del governatore a commissario "ad acta" per il risanamento della sanità regionale.

Sulla vicenda è intervenuto il senatore calabrese Nicola Morra, Presidente della Commissione antimafia: "Bisognerà informare alcuni Presidenti di regione e chi, come loro, aveva messo le mani sulla sanità regionale che è arrivata l’ora di farsi da parte. Finiscono i favori per gli amici degli amici anche in una Regione, la Calabria, che a causa dei queste scellerate gestioni, purtroppo, vanta un tasso altissimo per emigrazione sanitaria. Finalmente - ha aggiunto Morra - è stato approvato in Commissione finanze una norma che rende incompatibile le funzioni di commissario per il piano di rientro sanitario e gli altri incarichi istituzionali. Abbiamo appena tolto la possibilità prevista dal Governo Renzi di poter avere il doppio incarico". 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in visita in Calabria e in Campania

SEGUONO AGGIORNAMENTI

ROMA - Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, domani, venerdì 23 novembre, sarà in visita di mattina in Calabria e nel pomeriggio in Campania. A renderlo noto è l'ufficio stampa di Palazzo Chigi che ha anche annunciato che nel corso delle prossime ore saranno resi noti i dettagli della visita e il programma della giornata che Conte trascorrerà nelle due regione meridionali.

Rimborsopoli a rischio prescrizione: anche consiglieri e assessori regionali lucani tra i beneficiati del “salva Lega”

POTENZA – Ci sono anche consiglieri e assessori regionali lucani, oltre che il governatore Marcello Pittella e il deputato Pd Vito De Filippo, tra i potenziali beneficiari dell’emendamento al disegno di legge anticorruzione su cui ieri la maggioranza Lega - M5s è stata clamorosamente sconfitta alla Camera con voto segreto dei deputati.
Si tratta di tutti gli imputati nei vari processi partiti dalle inchieste sulle spese pazze del parlamentino lucano, che nel 2013 portarono al suo scioglimento anticipato.
Nel testo a firma del deputato Catello Vitiello, ex M5S eletto quand’era già stato espulso per l’appartenenza alla massoneria, viene infatti esclusa la configurabilità del reato di peculato per chi si appropria di denaro pubblico di cui ha la disponibilità per ragioni di mandato elettivo o di ufficio, «salvo che tale distrazione si verifichi nell'ambito di procedimento normato da legge o regolamento e appartenga alla sua competenza». Proprio la difesa opposta dalla maggioranza degli imputati per la gestione delle spese di segreteria e rappresentanza riconosciute a consiglieri e assessori regionali alle accuse mosse dai pm. Dal momento che si tratta di rimborsi di cui secondo la normativa regionale apposita dovevano presentare semestralmente un rendiconto, su cui in teoria, soltanto in teoria, avrebbero dovuto vigilare gli uffici della presidenza di Consiglio e giunta.
Esclusa la configurabilità del reato di peculato, che prevede pene da quattro a dieci anni di reclusione, ai giudici non resterebbe che derubricare le accuse nei loro confronti in quelle di truffa, punibile al massimo con tre anni di reclusione, più eventuali aggravanti. Ma anche i termini della prescrizione scenderebbero in automatico da 10 a sette anni e mezzo, sancendo il non luogo a procedere, già oggi, per tutte le contestazioni più vecchie di giugno del 2011. Inoltre, grazie al trattamento sanzionatorio più leggero e alla prevedibile concessione delle attenuanti generiche per gli incensurati (quasi tutti), non scatterebbe più in automatico, o quasi, la Legge Severino, che prevede l’incandidabilità di chi riceve condanne per reati contro la pubblica amministrazione superiori ai 2 anni di reclusione.
Attualmente a processo a Potenza per i rimborsi pazzi intascati tra il 2009 e il 2012 ci sono una quarantina tra consiglieri e assessori regionali ex e tuttora in carica: oltre a Pittella e De Filippo, l’assessore Luca Braia, l’ex presidente del Consiglio regionale Franco Mollica e i consiglieri Michele Napoli, Paolo Castelluccio e Nicola Benedetto. Mentre il consigliere regionale Aurelio Pace è imputato per i rimborsi intascati alla Provincia di Potenza, e l’ex assessore regionale Attilio Martorano è stato già condannato in appello, dopo la scelta dell’abbreviato, a 1 anno e 8 mesi di reclusione (pena sospesa).
Ieri, dopo l’inattesa sconfitta sull’emendamento Vitiello, il Movimento 5 stelle ha annunciato l’intenzione di voler correre ai ripari, presentando un maxi-emendamento per abrogare quello sul peculato, ribattezzato “salva - Lega” per gli ex amministratori leghisti sotto processo in altri regioni. Su questo l’intenzione sarebbe quella di chiedere il voto di fiducia, blindando alla sua approvazione la tenuta del “governo del cambiamento”.

Sanità, finisce l’esperienza del commissario Scura In Calabria arriva un generale dei Carabinieri

CATANZARO - Finisce l'epoca di Massimo Scura quale commissario ad acta della sanità calabrese. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe decidere già domani sera la nomina del suo successore, ponendo la parola fine ad uno dei periodi più complessi del sistema sanitario, tenuto conto anche dei diversi scontri con il presidente della Regione, Mario Oliverio.

Sul successore di Scura c'è una base di accordo nella maggioranza "gialloverde". Il nome è quello di Saverio Cotticelli, generale dell'Arma dei Carabinieri già impegnato in delicati incarichi nella pubblica amministrazione. Nessuna ufficialità sul nome dell'alto ufficiale, ma le indicazioni sono univoche e non ci sarebbero divergenze.

Cotticelli potrebbe contare anche su una grande esperienza nel settore della sanità, avendo anche guidato il Nucleo antisofisticazione (Nas) che vigila anche sui sistemi sanitari. Un curriculum di tutto rispetto, con incarichi di primo piano nell'Arma dei Carabinieri, compreso la guida di alcuni Comandi Legione, delle Unità mobili e specializzate e del Cocer interforze. Lo scorso mese di ottobre, il generale Cotticelli, 56 anni e campano di origine, è stato nominato comandante della Legione Carabinieri Lazio.

Alla lunga carriera militare si abbina poi l'esperienza maturata con incarichi in ruoli apicali della publica amministrazione.