Gli eredi del Chapo: El Ratón e i suoi fratelli

La liberazione del narco dopo la battaglia di Culiacán ha rappresentato uno schiaffo per il governo Obrador. E un pericoloso precedente. Ma non è l'unico figlio dell'ex capo del cartello di Sinaloa ad aver seguito le orme paterne. Ecco chi sono i Guzmán.

da Guadalajara

Culiacán, capitale dello Stato occidentale di Sinaloa, il 17 ottobre si è trasformata in un campo di battaglia: strade bloccate da veicoli in fiamme e jeep con a bordo uomini armati, macchine abbandonate tra il panico di chi cercava riparo, sicari che sparavano dagli edifici, scariche di fucile e mitra in diversi punti.

A scatenare questo finimondo è stata la cattura di Ovidio Guzmán, alias El Ratón, uno dei figli dell’ex capo del Cartello del Pacifico, Joaquín El Chapo Guzmán condannato all’ergastolo lo scorso luglio. Il 28enne doveva essere estradato negli Usa dove pendono su di lui varie accuse di spaccio internazionale di cocaina

Ciò che resta della guerriglia di Culiacan che ha portato alla liberazione del figlio del Chapo.

LA LIBERAZIONE DEL RATÓN È UNO SCHIAFFO PER OBRADOR

L’operazione era stata decisa su pressione degli Usa dopo che la Dea, l’11 settembre, aveva localizzato il laboratorio di droghe sintetiche più grande mai rinvenuto in Messico in grado di produrre 3 tonnellate di anfetamine alla settimana. Il blitz doveva essere chirurgico, con un corpo di élite di 30 uomini. Ma tutto, o quasi, è andato storto. E quello che doveva essere il primo grande colpo inflitto al narcotraffico dal presidente Andrés Manuel López Obrador, si è trasformato in uno schiaffo alla sua credibilità, che ha compromesso la sua immagine anche fuori dai confini nazionali.

Alcuni bossoli raccolti a Culiacan dopo la battaglia del 17 ottobre.

Alla fine infatti il governo ha dovuto cedere. E Obrador ha annunciato in conferenza stampa la liberazione di Ovidio Guzmán per evitare un massacro. Così i narcos hanno dimostrato una volta in più che a comandare, in casa propria, sono loro.

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CULIACÀN È DIVENTATO UN PERICOLOSO PRECEDENTE

Non solo. La resa di Culiacán ha rappresentato un pericoloso precedente. Il 26 ottobre, nella Terra Caliente di Michoacán un clan ha liberato il capo locale dei narcos più ricercato, El Camaleón, attaccando obiettivi civili e la popolazione, bruciando case e veicoli e bloccando vie d’accesso e strade principali nel comune di Salvador Escalante.

LA STRATEGIA FALLIMENTARE DI MALO

Un altro smacco alla strategia in materia di sicurezza di Obrador, il cui slogan è abrazos no balazos (abbracci non scontri). Una via che non sembra aver pagato. Secondo dati ufficiali, nel primo trimestre del 2019 sono stati registrati 8.493 omicidi, con un aumento del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2018. Ma soprattutto sono aumentati gli attacchi alle forze armate: sempre a Michoacán, il 14 ottobre scorso, un convoglio di militari ha subito un’imboscata nel comune di Agulilla, con un saldo di 13 soldati morti.

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I 10 FRATELLI E FRATELLASTRI DEL RATON

El Raton, ora tornato in libertà, è solo uno dei 10 figli riconosciuti del Chapo. Numeri che però non sono ufficiali visto che secondo altre versioni l’ex capo del cartello di Sinaloa di eredi ne avrebbe addirittura 20. Ovidio, Joaquín (34 anni), Griselda ed Edgar sono i figli che il Chapo ha avuto con la terza moglie, Griselda López. Sono nati e cresciuti a Culiacán. I primi due, secondo rapporti della Dea, sono brutali e violenti, ma privi delle capacità strategiche del padre. 

El Chapo in una foto d’archivio.

Edgar, invece, è stato ucciso per errore nei pressi di un centro commerciale di Culiacán nel maggio del 2008. Gli stessi sicari del cartello lo avrebbero scambiato per un nemico, versione sposata anche dalla serie Netflix El Chapo. Ancora oggi, nel punto del parcheggio in cui è stato crivellato da decine di colpi di mitra, si trova un altare dove non mancano mai fiori freschi.

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LOS CHAPITOS SONO I VERI EREDI DELLE ATTIVITÀ DEL PADRE

Con Alejandrina Salazar, la seconda moglie, Joaquín Guzmán ha avuto altri quattro figli, nati e cresciuti a Guadalajara tra gli Anni 70 e gli 80, nei tempi in cui si stava creando la Federazione che ha dato vita ai diversi cartelli che si sono spartiti poi il controllo del narcotraffico in Messico: Cesar e Alejandrina, sui quali non pende alcuna accusa, Iván Archivaldo El Chapito (37 anni) e Jesús Alfredo Alfredillo (36 anni), sono ricercati in Messico e Stati Uniti per diverse attività illecite legate al narcotraffico. Sarebbero loro, conosciuti come Los Chapitos, i veri eredi delle attività del padre, anche se a comandare il cartello del Pacifico è Ismael El Mayo Zambada.

Emma Coronel Aispuro, ultima moglie del Chapo.

Secondo indagini recenti, Los Chapitos sono i principali indiziati per l’omicidio del giornalista Javier Valdez, giustiziato a Culiacán il 15 maggio 2017 mentre stava entrando nella redazione del giornale Riodoce. Infine con Estela Peña, la prima moglie, Guzmán non ha avuto figli, e con l’ultima, Emma Coronel, due gemelle che adesso hanno sette anni.

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