Ezio Bosso: «Non posso più suonare, non chiedetemelo»

Il pianista, compositore e direttore d'orchestra ha dichiarato di avere un problema alle dita che gli impedisce di esibirsi.

«Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza. E quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere», ha detto Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra incontrando il pubblico barese nella Fiera del Levante, accolto dal presidente Michele Emiliano nel padiglione della Regione Puglia.

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Daniel Oren e l’ America in bianco e nero

Bernstein, Gershwin e Ravel questa sera tra i templi paestani alle ore 20, con il direttore isreaeliano alla testa dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, ospite di Camera in Tour

Di OLGA CHIEFFI

Penultimo appuntamento questa sera, alle ore 20, tra i templi di Paestum per la seconda edizione di Camera in Tour, un’idea di Andrea Prete per “premiare” i turisti che approdano nel salernitano “fuori stagione”. Il programma sarà inaugurato dall’Ouverture del Candide, concepita dal pirotecnico ingegno di Leonard Bernstein, musica questa che, sotto l’apparente leggerezza dell’ironia, è uno dei più amari commenti all’ipocrisia con cui la cattiva coscienza del mondo si rappresenta, cercando di nascondere l’autentica natura delle azioni dell’uomo. Wanda Landowska, la grande clavicembalista, amava affermare: “La musica di Gershwin è sempre una delizia. La sua ricchezza naturale, intrinseca, la sua sprizzante fantasia, capace di rinnovarsi senza posa, tutto mi dà gioia e incanto. Con lui non ho l’impressione del “nuovo ricco”, che si mette in mostra con arroganza e degnazione. Non ci sento né la fabbricazione in serie, né quell’ostentazione che mi disturba in tanti compositori d’oggi, e che mi rende nostalgica di una ciaccona di Purcell”. Nell’eterna disputa sulla collocazione di George Gershwin – jazz? Musica colta? Musica leggera? -, i contendenti appaiono spesso maneggiare categorie astratte. Per l’uomo della strada, la musica di Gershwin è “jazz”. I jazzisti, a sentirlo dire, sghignazzano: Gershwin scrisse molte canzoni su cui è stimolante improvvisare, ma non fu un jazzman, non ne aveva i titoli tecnico-formali. In ambiente colto, si preferisce dire che Gershwin operò la sintesi del jazz con la musica colta. In effetti, la sua opera fu una riflessione sulle contraddizioni di un’epoca in cui la cultura scritta cominciava a sentirsi assediata e accerchiata dalle culture orali di tutto il mondo. Ma pensare che esistano il problema e la soluzione è assurdo. Ed ecco An American in Paris, qui la formazione del massimo partenopeo potrà riscattarsi dell’esecuzione mediocre offerta al Ravello Festival, quella riuscita osmosi tra musica descrittiva – le reazioni e le emozioni del visitatore di fronte all’incantevole città della Senna – e musica pura, poiché la composizione rimane comunque principalmente determinata da fattori di ordine musicale e non letterario o drammatico. Un Americano a Parigi vuole soprattutto comunicare i sentimenti di ammirazione e stupore del visitatore d’oltreoceano che scopre le bellezze della città europea, l’incontro emotivo e intellettuale del musicista di fronte al ricco patrimonio culturale che Parigi sa offrire con i tre temi della promenade, giocata tra il frastuono del traffico, lo scattante e festoso tema charleston  e il possente e impetuoso tema blues, il tutto racchiuso da una visione dolce e bohémienne. Gran finale con il Bolero, costruito su un primo e potremmo dire unico tema che si ripresenta sempre uguale, alternato ad una sorta di secondo tema che non presenta, però, caratteristiche autonome, ma deriva dal primo. Un ritmo incessante e implacabile scandisce il progredire di questa meravigliosa composizione, che parte da un pianissimo, affidato al flauto, sino a gonfiarsi smisuratamente ed esplodere in un fortissimo travolgente. Sono i timbri orchestrali che variano di volta in volta la ricomparsa del tema creando effetti coloristici insospettati, in un mondo apparentemente immobile. Una modulazione geniale, dopo quasi venti minuti di crescendo su un tema sempre identico, in un clima ossessivo, fino al parossismo, allenta, passando al Mi maggiore, la tensione, facendo alla fine riapparire l’originaria salvifica tonalità del Do Maggiore.

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Al Giffoni Jazz il basso di Richard Bona

Questa sera tra le pietre del Borgo di Terravecchia il gran finale che vedrà in prima pedana il combo Jocando Latina intorno alle 21,30

Di LUCA GAETA

Il bassista Richard Bona chiuderà questa sera la prima edizione del Giffoni Jazz Festival ideato dall’associazione DeArt progetti nella suggestiva location del Borgo Medievale di Terravecchia. Ad aprire la serata sarà il combo Jocando Latina (ore 21.30) la formazione composta da Alessandro La Corte al pianoforte, Angelo Carpentieri alla chitarra, Francesco Galatro al basso e contrabbasso e Davide Cantarella alle percussioni. Una vera e propria esplosione di ritmi afrocubani che inonderanno il pubblico prima del gran finale affidato a bassista originario del Camerun, che sul palco del Giffoni Jazz Festiva sarà seguito da una formazione tutta italiana che vede Gianfranco Campagnoli alla tromba, Alessandro Scialla al pianoforte e alle tastiere, Ciro Manna alla chitarra e Antonio Muto alla batteria. Considerato tra i migliori basisti del mondo (la critica specializzata lo ha definito il “nuovo Jaco Pastorius”), Bona è cresciuto artisticamente a New York sotto l’ala protettiva di nomi del calibro di Joe Zawinul, i fratelli Brecker, Mike Stern, George Benson, Branford Marsalis, Chaka Khan, Bobby McFerrin, Pat Metheny e Steve Gadd e nel tempo si è costruito una solida reputazione ottenendo importanti riconoscimenti. Un musicista che fonde tradizioni e culture, dall’Africa all’Europa al jazz americano. Un vero e proprio evento per salutare questa prima edizione del festival. L’ingresso ai concerti è gratuito e il pubblico può usufruire delle navette – attive dalle 18 – che partiranno dal parcheggio, gratuito, situato nei pressi della Cittadella del Cinema (via Aldo Moro) di Giffoni Valle Piana.

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Musica – Sixlei nuovo album: I’m Flying And I’m Free (JsfhjahfjahfHuscjajsgc)

JsfhjahfjahfHuscjajsgc scrive nella categoria Musica che: Sixlei nuovo album: I\'m Flying And I\'m Free\r\n\r\nSixlei il DJ Producer italiano, con fama mondiale all\'estero, oggi alle 19:00 ha annunciato l\'uscita del duo nuovo album gia atteso da un po\'
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Musica – Donatello Ciullo, in arte Dona chiude la sua stagione di concerti a Roletto(To) (DonatelloCiullo)

Dal sito odisseaquotidiana.blogspot.it, DonatelloCiullo scrive nella categoria Musica che: Oggi intervistiamo Donatello Ciullo in arte Dona, cantautore pugliese più precisamente di Foggia, ma da alcuni anni adottato da Torino.\r\nM:Dona, allora vuoi raccontarci come è andata la tua stagion
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1 Voti Donatello Ciullo, in arte Dona chiude la sua stagione di concerti a Roletto(To)

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Donatello Ciullo, in arte Dona chiude la sua stagione di concerti a Roletto(To)

Musica – Marcello Romeo “rispolvera” via Zamboni 33 (DonatelloCiullo)

Dal sito https:/ fantaera.com, DonatelloCiullo scrive nella categoria Musica che: Marcello Romeo\\r\\n\\r\\nCantautore, musicista, attore e regista bolognese, è direttore artistico del Voxyl Voice Festival (2015), del format le Canzoni Sussurrate (2015), e del format Musica in Tea
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1 Voti Marcello Romeo "rispolvera" via Zamboni 33

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Marcello Romeo "rispolvera" via Zamboni 33