Rifiuti, «Incapacità del sindaco e della Regione Campania»

di Erika Noschese

Una campagna elettorale basata prettamente sulla questione rifiuti, tallone d’Achille del governatore Vincenzo De Luca, soprattutto dopo l’indagine della Procura di Napoli che vede tra gli indagati il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, e l’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice. Gli avversari politici del centro sinistra, anche in vista delle prossime elezioni regionali, sembrano non risparmiare accuse al presidente di Palazzo Santa Lucia. Al centro della polemica, infatti, il bianco rifiuti mai andati a regime e la conseguente impiantistica ancora incompleta, oltre ai 600 milioni di euro stanziati dal Governo e «che non sono serviti a cancellare la vergogna delle ecoballe ammassate in varie zone della Campania: in cinque anni di governo De Luca, la Regione non ha fatto che qualche timido passo in avanti nella gestione del ciclo dei rifiuti, vanificato da tanti passi indietro», come ha dichiarato Imma Vietri, portavoce provinciale di Salerno di Fratelli d’Italia. «L’inchiesta della Procura di Napoli, che coinvolge anche la Regione, è solo la conferma di ciò che è da anni evidente. Se esistono responsabilità penali sarà la magistratura a stabilirlo, ma quelle politiche e amministrative sono sotto gli occhi e sotto il naso di tutti. E se a Napoli l’incapacità del sindaco de Magistris si somma a quella della Regione Campania, ancor più grave è la situazione in provincia di Salerno dove i roghi negli impianti di trattamento dei rifiuti hanno reso a lungo l’aria irrespirabile ad esempio nella Piana del Sele. I dati parlano chiaro: la differenziata nel capoluogo è da anni in continuo calo», ha poi aggiunto la dirigente provinciale di Fratelli d’Italia. L’esponente del partito guidato da Giorgia Meloni ricorda come già in passato De Luca avesse dato prova di voler gestire il sistema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in base ad esigenze di parte e non in un’ottica di miglioramento dei servizi: «Quando fu nominato commissario per la costruzione del termovalorizzatore a Salerno, annunciò che avrebbe realizzato un impianto all’avanguardia. Salvo poi fare retromarcia e osteggiarne la realizzazione quando la competenza passò alla Provincia a guida Cirielli. Senza tante giravolte, oggi non patiremmo la carenza di impianti e non saremmo costretti a portare in Portogallo o nei termovalorizzatori di altre città italiane le ecoballe ancora da smaltire». Imma Vietri denuncia come a pagare il conto siano i cittadini: «Innanzitutto perché sono i primi a subire le conseguenze di un sistema che non funziona e che, in alcuni casi, rischia di mettere a repentaglio anche la salute delle persone. In secondo luogo perché, direttamente o indirettamente, grava sulle tasche della gente la multa che l’Unione europea ha comminato all’Italia proprio per non aver saputo attuare un corretto ciclo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in Campania: in questo, come in tanti settori, altro che “Mai più ultimi”». Ma il riferimento è anche ai 600 milioni dati dal Governo Renzi alla Regione Campania nel 2016 per far rimuovere le montagne di ecoballe entro tre anni. «Proprio Renzi – ricorda la portavoce di FdI – ebbe a dire: “Ora De Luca non ha più alibi”. Siamo certi che il governatore saprà tirar fuori qualche scusa pur di giustificare il suo fallimento, ma ci saremo noi a ricordare gli impegni che aveva preso e che non ha mantenuto soltanto per manifesta incapacità. E a dimostrare, programma alla mano, come la Campania possa finalmente lasciarsi alle spalle l’incubo di una nuova emergenza rifiuti». A rilanciare le accuse il movimento 5 Stelle, attraverso i consiglieri regionali Maria Muscarà e Vincenzo Viglione che parlano di «inattuate tutte le misure del piano e della legge rifiuti del 2016 a firma De Luca». Per i pentastellati, quella degli ultimi 5 anni è stata una gestione dagli «effetti nefasti confluiti nell’inchiesta che vede in cima all’elenco degli indagati il vicegovernatore Bonavitacola, hanno come causa da un lato l’incapacità della giunta De Luca nel dare attuazione a misure a loro firma varate ormai quattro anni fa, dall’altro la paralisi provocata da squallidi giochi politici per le elezioni dei vertici degli enti d’ambito». Secondo i grillini, infatti, le contestazioni della Procura rifletterebbero « esattamente le denunce contenute in numerosi atti a nostra firma e le battaglie che portiamo avanti da sempre. Sono anni che sosteniamo che non un provvedimento tra quelli contenuti nella legge e nel piano regionale licenziati nel 2016, a firma dello stesso De Luca, sia stato attuato». Da qui, dunque, l’attacco a De Magistris, reo – secondo Muscarà e Viglione – di aver completato «ilfallimento» perfezionato, per l’appunto dalla sua gestione. «Tra le conseguenze, oltre al danno ambientale e d’immagine, con vie del centro e delle periferie di ogni angolo della regione sistematicamente invase dalla spazzatura, anche il danno arrecato alle tasche dei cittadini per lo stato di infrazione che costa al nostro paese una multa da 120mila euro al giorno per non essere stati in grado, in cinque anni, di dare seguito a nessuna delle disposizioni della Ue. E se sindaco e governatore non rispondono di alcuna accusa – concludono Muscarà e Viglione – non c’è dubbio che delle loro negligenze ne risponderanno ben presto al cospetto dei cittadini».

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