Gli abiti da sposa di Enzo Miccio per il 2021: i vestiti si trasformano per avere più look in uno


Location perfetta, menu adeguato, abito da sogno e l'attenzione a tutti i più piccoli dettagli. Enzo Miccio, wedding planner e stilista con una carriera ventennale alle spalle, ci spiega come poter realizzare il matrimonio dei propri sogni e ci svela quali saranno le tendenza riguardanti gli abiti da sposa per lei e i modelli dedicati allo sposo per il prossimo 2021.
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Coronavirus, Armani converte la produzione per realizzare camici

Il gruppo li realizzerà negli impianti italiani. Il patron ha già donato 2 milioni di euro a diversi ospedali tra cui quello di Bergamo. Gli altri brand della moda che hanno aderito all'appello delle regioni.

Camici monouso destinati alla protezione degli operatori sanitari impegnati nella battaglia al coronavirus. Li produrrà il gruppo Armani che in una nota ha comunicato la conversione di tutti i propri stabilimenti produttivi italiani.

Nelle scorse settimane, a seguito dell’iniziale donazione stanziata a favore della Protezione Civile e degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, Giorgio Armani ha deciso di dare il suo contributo anche all’ospedale di Bergamo, a quello di Piacenza e a quello della Versilia, arrivando così a una donazione complessiva di 2 milioni di euro.

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Oltre ad Armani, hanno risposto agli appelli anche altri brand del fashion: da Scervino a Valentino, fino a Gucci e Prada e Ferragamo.

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L’armocromia di Rossella Migliaccio: il test per migliorarsi con colori, stagioni e sottogruppi


Non tutti i colori stanno bene a chiunque, uno fra tutti il nero. A dirlo è l'armocromia, un metodo che, attraverso l’analisi di pelle, occhi e capelli, ci consente di scoprire la palette di colori ideale per ciascuno di noi. A spiegare a noi di Fanpage.it come funziona, quali sono le stagioni e come si procede con il test, è stata la consulente di immagine Rossella Migliaccio.
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Il Coronavirus ferma anche i CFDA Fashion Awards, gli Oscar della moda


Dopo la decisione presa da Anna Wintour di rimandare il Met Gala, arriva lo stop anche per i CFDA Awards, gli Oscar della moda, in programma per l'8 giugno. Dopo attente valutazioni in merito alla situazione sanitaria mondiale, il presidente del Council of fashion designers of America, Tom Ford, insieme al consiglio di amministrazione, ha ritenuto opportuno spostarli a data da destinarsi.
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La rivincita della stampa affidabile e l’inattività molesta degli influencer

L'epidemia di coronavirus fa crescere l'audience delle reti televisive e delle testate giornalistiche. Mentre le chiacchiere sui social stanno a zero. Sarebbe il momento ideale per investire in campagne pubblicitarie strategiche, ma in troppi casi anche in questo campo prevale l'irrazionalità.

Boom di audience per le reti generaliste o all news, esplosione della lettura su smartphone. In questi giorni, se voleste chiedere notizia del traffico ai gestori di testate online o agli editori dei siti dei maggiori quotidiani, come abbiamo fatto noi, vi direbbero di aver sperimentato un aumento superiore anche al 50%. Dati simili escono dal sito di Repubblica, de Il Foglio, da questo stesso sito e, sul fronte certo non trascurabile della finanza visto che le Borse europee perdono in media il 3,5% al giorno da due settimane, dalla testata specializzata Investire.

TUTTI VOGLIONO INFORMARSI SUGLI EFFETTI DEL CORONAVIRUS

Tutti vogliono leggere, vogliono informarsi sulla realtà e gli effetti a medio termine della diffusione di coronavirus, e vogliono farlo in modo affidabile. Le chiacchiere stanno a zero, come si dice a Roma e sebbene le stesse circolino liberamente sui social: a dispetto dell’effetto di sfogo e/o di rassicurazione collettiva che garantiscono, in questi giorni di emergenza hanno assunto in via definitiva il loro vero volto, che è quello della vacuità assoluta e non di rado della pura ignoranza.

GLI INFLUENCER RISCHIANO DI SPARIRE

Ovunque si rincorrono dichiarazioni di superiorità o, al contrario, allarmismi biechi ed epiteti razzisti profusi a larghezza di tastiera (valga per tutti il monito di Giuliano Ferrara, spesso critico con questo esecutivo: «E ora fate quel che prescrive il governo e non rompete i c., idiots»). Mentre gli influencer, privi di occasioni ed eventi a cui apparire e di occasioni di “collaborazioni” con i marchi della moda, del turismo e del food, rischiano di sparire dal mercato contagiati dallo stesso virus che li definisce, e talvolta pure con addebito («nessuno che mi sta sul c. muore», il commento di tale Chiara Biasi, circa due milioni di followers che ora, probabilmente e sebbene la stessa abbia prontamente cancellato il post contando su un oblio che, disgraziatamente, online non è possibile ottenere in via definitiva, si domanderanno se valga la pena di interessarsi alle sue scelte), sugli smartphone di ognuno di noi vengono visualizzati più volte al giorno i siti dei quotidiani, e le dirette televisive, per l’aggiornamento sul numero dei nuovi “positivi”, dei contagiati e, purtroppo, dei morti.

COMPORTAMENTI CHE CAMBIANO

Nell’irrazionalità che colpisce sempre, in momenti di crisi, singoli e gruppi, il bollettino quotidiano contribuisce infatti soprattutto ad arginare la paura e ad esorcizzare i timori. Si cerca continuamente la conferma che non stia «capitando a vicino a noi», anzi a noi, alla nostra famiglia e ai nostri cari. Si tenta di capire se valga ancora la pena di prendere il treno per quel tale appuntamento importante, contando sui pochi passeggeri che ormai li affollano, o se sia davvero meglio evitare anche il minimo contatto con il prossimo, fossimo mai noi gli invisibili untori, i portatori asintomatici di coronavirus.

L’OCCASIONE IDEALE PER CAMPAGNE PUBBLICITARIE DI BRAND LOYALTY

Dunque, leggiamo di più, vediamo di più la tv e non solo perché costretti a casa; la Rai segnala forti aumenti nell’ascolto; tutte le reti inframmezzano le notizie e i programmi di approfondimento con film blockbuster di oggi e di ieri, con titoli e volti amati. Volessimo interpretare quello che dicono i manuali di marketing e di comunicazione che si studiano nelle università (e che talvolta noi stessi abbiamo scritto, o che comunque spieghiamo e interpretiamo), sarebbe questo il momento ideale per investire in pubblicità con campagne strategiche, mirate alla cosiddetta “costruzione di brand loyalty”, di fedeltà alla marca: milioni di persone costrette in casa o a usufruire dei soli servizi essenziali, desiderose di rassicurazioni e di certezze alle quali appigliarsi. Quale momento migliore per – appunto – rassicurare o permettere l’evasione con la fantasia? Quale momento migliore per siglare contratti vantaggiosissimi, prenotare pagine pubblicitarie a prezzi scontati, godere di posizioni di spicco sui giornali e in tv?

CRESCE ANCHE L’E-COMMERCE DI LIBRI

E invece, anche in questo caso l’irrazionalità di molti (non tantissimi, per fortuna) sta avendo la meglio sulla pianificazione intelligente di pochi. Allo stesso modo, il rito esorcistico del bollettino due-volte-al-dì sembra annullare i tanti buoni propositi di lettura intelligente, costruttiva, che tanti rivendicano sui famigerati social e anche nelle trasmissioni televisive. Sebbene l’e-commerce di libri sia aumentato del 20% circa in queste due settimane, come segnala Mondadori e siamo certi che andando a cercare fra i titoli maggiormente ordinati troveremmo La Peste di Albert Camus (diamo per scontato che tutti gli italiani abbiano una copia dei Promessi Sposi in casa), la frequentazione delle librerie è infatti crollata del 50%.

QUEI ROMANZI LASCIATI A METÀ

Eppure, nessuna come questa sarebbe l’occasione perfetta per riprendere il famoso romanzo lasciato a metà per presunta mancanza di tempo. Non diciamo di rileggere tutti i sette volumi della Recherche, che è quanto troviamo indicato più di frequente su Facebook fra i desiderata e che sappiamo essere una delle tante osservazioni senza senso seminate qua e là (se non avete letto Proust per trenta o anche sessant’anni, non lo farete certamente adesso che, affidandovi alla rapidità apodittica dei social, avete perso il gusto e anche la concentrazione necessari per affrontare libri più lunghi di cento pagine), ma qualche saggio intelligente, qualche romanzo storico ben scritto e documentato potrebbero rivelarsi la cura ideale per superare l’ansia, pure catartica epperò, del bollettino medico.

DUE SUGGERIMENTI DI LETTURA

Ve ne suggeriamo due, particolarmente adatti alle signore in questa giornata che non avrà cortei: Lessico femminile di Sandra Petrignani, un mosaico di letture e spunti che ricostruisce il sentire delle donne, e L’architettrice di Melania Mazzucco, narrazione a sfondo puntigliosamente storico della Roma barocca in cui si muove Plautilla Bricci (o Briccia), prima architetta (ma in effetti la definizione di architettrice rende meglio l’idea ed appare comunque più qualificante), ottima pittrice (quando percorrete di corsa la navata laterale di san Luigi dei Francesi per ammirare i  Caravaggio, fermatevi alla cappella che li precede) e donna pia e geniale.

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Maxi o micro: le 9 borse più belle dalle sfilate Autunno/Inverno 2020-21


Hanno forma maxi e geometriche, come i modelli di Tod's e Fendi, o sono micro, come le le varianti viste in passerella da Versace e Dior. Si portano a mano, come le clutch con frange di Bottega Veneta, quelel maxi di Givenchy o quelle in satin di Jil Sander. Sono le borse più belle viste sulle passerelle Autunno/Inverno 2020-2021 di Milano e Parigi.
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Nicole e Danielle, le gemelle che si vestono come i personaggi Disney o delle serie tv


Alzi la mano chi non ha mai avuto difficoltà a cercare un costume di Carnevale che fosse carino e innovativo. Sui social stanno spopolando sempre di più gli outfit rubati ai cartoni animati Disney e ai personaggi iconici delle serie televisive. Tra le più famose ci sono le gemelle Nicole e Danielle che con semplicità e fantasia danno vita ai loro protagonisti preferiti.
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Balmain sfila a Parigi: il gran ritorno delle top degli anni ’90, dalla Christensen alla Cañadas


Balmain ha presentato la collezione Autunno/Inverno 2020-21 durante la Paris Fashion Week e per l'occasione ha fatto tornare in passerella alcune delle modelle simbolo degli anni '90. Helena Christensen ed Esther Cañadas hanno sfilato ancora una volta, dando prova di essere ancora splendide nonostante abbiano superato i 40 anni.
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Se il Coronavirus colpisce anche la moda: “Persi due miliardi, ma non sottovalutiamo le opportunità”


L'epidemia che ha colpito la Lombardia in piena Milano Fashion Week ha costretto gli stilisti e i buyer a ripensare il settore della moda e arginare l'emergenza. Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda, spiega a Fanpage.it: "Le vendite subiranno un colpo, ma le nuove tecnologie ci aiutano a contrastare la possibile emorragia economica"
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