Michelle Hunziker sceglie l’Italia per le vacanze estive: “Voglio stare qui, adesso più che mai”


La narrazione delle vacanze estive ispirate alla riscoperta dell'Italia sta coinvolgendo anche vip e influencer. Michelle Hunziker da settimane racconta il suo relax all'insegna del tricolore, omaggiando la bellezza dei mari italiani, compreso quello Adriatico della riviera romagnola: "Voglio divertirmi con la mia famiglia e i miei amici, fare le cose più semplici.... le più belle! Adesso più che mai".
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Perché Michelle Hunziker non difende Giovanna Botteri?

A Striscia la notizia la conduttrice doppia un servizio satirico sui look dell'inviata Rai a Pechino. Peccato che sia co-fondatrice di Doppia Difesa, onlus che si occupa di «sensibilizzare l'opinione pubblica sulle discriminazioni».

Nessuno vuole nascondersi dietro a un dito: tutte e tutti commentiamo i look di chi vediamo in tv. In particolare quelli delle donne. Non credo sia una forma di maschilismo, ma la naturale conseguenza del fatto che la maggior parte dei volti maschili si veste allo stesso modo (Achille Lauro escluso chiaramente). Il problema è quando la professionalità della vittima di queste critiche viene messa in ombra dalle scelte di stile. Cosa che è successa alla giornalista Giovanna Botteri. La corrispondente Rai da Pechino non si presenta davanti alle telecamere con abiti da passerella, ricoperta di trucco o con la piega appena fatta. D’altronde perché dovrebbe? Quello che conta è ciò che dice, non come appare. Così succede che alcuni utenti dei social nemmeno ascoltano cosa racconta Botteri dalla Cina, ma si diverte a fare l’Enzo Miccio della situazione dallo smartphone (sarebbe interessante vedere come sono messi loro senza parrucchiere e barbiere da settimane). Poi arriva Striscia la notizia che ci costruisce un servizio ‘magistralmente’ doppiato da Michelle Hunziker.

giovanna botteri attacchi
La giornalista Rai Giovanna Botteri.

MICHELLE, PERCHÉ LO FAI?

«A ogni collegamento dalla Cina, la corrispondente sfoggiava il medesimo abito nero». « Ad un tratto la sua chioma vaporosa in risposta a tante frecciate…». Sono alcuni dei passaggi della clip proposta dal programma di Antonio Ricci. Clip che si conclude con la giornalista immersa in una vasca da bagno cartoon. Nulla di nuovo per il tg satirico di Canale5 che spesso propone approfondimenti di questo tipo. Quello che un po’ sorprende è che Michelle Hunziker, socia fondatrice di Doppia Difesa, onlus che, come spiega il sito ufficiale, si occupa di «sensibilizzare l’opinione pubblica sulle discriminazioni», si presti a questo tipo di siparietti.

BOTTERI: «SCARDINIAMO MODELLI STUPIDI E ANACRONISTICI»

Siparietti che sono la punta dell’iceberg di un fenomeno sicuramente più vasto e Giovanna Botteri ha commentato in una lettera, da molti considerata un manifesto: «Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste , quelle televisive soprattutto, hanno.  O dovrebbero avere secondo non si sa bene chi… Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne».

LA SOLIDARIETÀ DEI COLLEGHI

Un pensiero, quello dell’inviata Rai a Pechino, condiviso da molti colleghi, come dimostra il comunicato di Cpo Cnog, Fnsi, Usigraqi Giulia Giornaliste: «In inglese si chiama body shaming, ma la potenza negativa di questa pratica si esprime bene anche usando l’italiano. Derisione, fino ad arrivare a vere e proprie offese, per come si appare, per come è il corpo, per come ci si veste. Nemmeno a dirlo è una pratica ormai diffusissima nei social network. Colpite sono soprattutto le donne, che sono il gruppo sociale più odiato in rete. Una forma di attacco subdolo perché attraverso la risata che vorrebbe suscitare, ridicolizza, ferisce. In questo ultimo periodo ne è stata oggetto la collega Giovanna Botteri, corrispondente Rai da Pechino. La si giudica, deride, offende per come si veste. Per i suoi capelli. L’abbiamo contattata per esprimerle la nostra solidarietà. Lei non ha voluto, non vuole farne un caso personale. Ma ci invita tutte e tutti ad una sacrosanta battaglia culturale».

Una lotta che passa anche dai social di Alberto Matano che twitta: «Giovanna Botteri ha raccontato negli anni pezzi di storia. Dal Kosovo all’Iraq, prima giornalista al mondo a documentare le bombe su Baghdad, poi gli Usa fino alla Cina e alla pandemia. Giornalista si, ma soprattutto una donna speciale, ironica, iconica, vera. E assai cool!». E della giornalista del Tg1 Costanza Crescimbeni: «Giovanna Botteri è una delle migliori giornaliste italiane (dovrei usare il maschile). Passione, profondità, intelligenza, capacità sottile di racconto, dedizione totale. Poveretti coloro che parlano di parrucco, golfini o altre inezie».

ANCHE TERESA BELLENAVONA DALLA PARTE DI GIOVANNA BOTTERI

Tra i vari interventi social a sostegno di Giovanna Botteri segnaliamo anche quello di Teresa Bellanova: «Autorevolezza delle donne, qualità, rigore umano e professionale, impegno, non sono una questione d’immagine. Ha ragione Giovanna Botteri quando invita ad aprire una discussione seria su come ribaltare codici e aspettative», twitta la ministra dell’Agricoltura. D’altronde chi meglio di lei ne sa qualcosa? Che, nel giorno dell’insediamento del governo, era stata attaccata in rete per il suo abbigliamento.

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