Palloncini e striscioni per l’ultimo saluto a Melissa

di Giovanna Naddeo

Una pioggia ascendente di palloncini bianchi e granata affolla il cielo di San Mango Piemonte. “Il nostro cuore sarà per sempre occupato dalla tua risata. Buon viaggio, angelo nostro”. Migliaia di persone hanno partecipato, nel pomeriggio di ieri, ai funerali di Melissa, la quindicenne deceduta a scuola nella mattinata di lunedì in seguito a un malore cardiaco. Non tutti riescono a entrare nella chiesa “Santa Maria” per stringersi alla bara bianca su cui sono state adagiate le fasce delle sue squadre del cuore, Salernitana e Juventus; per loro c’è un maxischermo in piazza Sannazzaro. A celebrare il rito funebre, il vicario generale della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, don Biagio Napoletano, insieme al parroco don Antonio Romano, a don Michele Alfano, parroco di Rufoli, e a don Luigi Pierri, già parroco della chiesa sanmanghese quando Melissa era solo una bambina. Fu lui, infatti, a darle i Sacramenti del battesimo e della prima comunione. «Non nascondete le lacrime» così don Biagio durante l’omelia. «Dietro il pianto si nasconde l’amore, un amore ancora più forte perché irrorato dal dolore, dall’incomprensione e dal mistero». Poi, le parole per mamma Maddalena: «Offrire ogni giorno al Signore il proprio sgomento e i propri “perché?” così da trasformali in fede, fede da donare a chi non crede». Tante le parole di ricordo da parte degli amici di infanzia (tutti seduti accanto al feretro e rigorosamente in maglia granata), dei compagni di scuola, della cugina e del fratello Giuseppe. «Eri il mio conforto» scrive Giuseppe, «ora dammi la forza di andare avanti. Meli, sei il mio angelo». Non fanno mancare il loro affetto il primo cittadino di San Mango Piemonte, Francesco Di Giacomo, il vicesindaco di Salerno, Eva Avossa, l’assessore Angelo Caramanno, i consiglieri Massimiliano Natella e Leonardo Gallo, oltre al segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio. Alla comunione, il tenore Alessandro Fortunato intona per Melissa “Dolce sentire”. «Vorrei abbracciarvi tutti, ma è un po’ difficile» dice papà Vinicio al termine della funzione religiosa «Grazie per la vicinanza e l’affetto. Sono sicuro che Melissa avrà un posto speciale nel cuore di tutti». Uno scroscio di applausi e gli inni di Salernitana e Juventus fanno da cornice all’uscita dalla chiesa della bara. Poi, i palloncini in volo insieme al suo nome. Melissa, otto lettere gonfiabili color oro tentano di raggiungerla, perdendosi nel cielo limpido di un pomeriggio autunnale. Prima di congedarla, gli amici circondano la bara con un tripudio di rose rosse. “Buon viaggio, angelo nostro”.

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«Ciao Melì, avevi gli occhi pieni d’amore e di felicità», il Da VinciGenovese ricorda la 16enne

di Erika Noschese

Una classe ancora sotto shock e una prima assemblea d’istituto per ricordare Melissa La Rocca, la 16enne di San Mango Piemonte morta in circostanze drammatiche. Ieri mattina, gli studenti dell’istituto Da Vinci-Genovesi si sono riuniti presso la palestra della scuola per ricordare la loro compagna di classe con il dirigente scolastico Nicola Annunziata e i docenti. E i compagni della 3 F hanno voluto ricordare la giovane studentessa. «Ciao Melì, sei andata via all’improvviso e un po’ ancora non voglio crederci – ha detto una compagna di classe – A te che eri brillante, solare, gentile e bellissima. Avevi degli occhi pieni d’amore e di felicità, una voglia di fare incredibile che alle volte ci infastidiva, i tuoi consigli e la tua risata che riusciva a migliorarci la giornata». Tanti i messaggi da parte degli alunni, accompagnati da lacrime e lunghi applausi, con uno striscione in mostra. Commoventi anche le parole del preside Annunziata che ha voluto condividere, con i suoi studenti, questo momento di condivisione. Intanto, la scuola presto ricorderà Melissa e Vittorio, i due giovani che hanno perso la vita prematuramente. E a mettersi a disposizione gli alunni del Sabatini-Menna, pronti a realizzare un murales, in palestra, dedicato a Melissa e Vittorio. Gli alunni della 3 F, ancora visibilmente provati, hanno chiesto la possibilità di cambiare aula trovando pieno sostegno dagli studenti delle altre classi che si sono resi disponibili al cambio. Tante le scuole del salernitano che hanno espresso solidarietà e vicinanza al Da Vinci-Genovesi, rendendosi disponibili a qualunque attività in ricordo di due giovanissimi alunni. A poche ore dall’ultimo addio, a esprimere cordoglio per la morte della 16enne il presidente della Provincia Michele Strianese: «Ci stringiamo ai suoi cari, alla famiglia innanzitutto, ma anche ai suoi amici, ai suoi compagni di scuola, ai suoi insegnanti, al dirigente scolastico e a tutta la comunità scolastica dell’Istituto Genovesi – Da Vinci. Una vicenda come questa lascia tutti senza parole e soprattutto lascia un dolore indelebile – ha dichiarato Strianese – Penso allo sgomento dei suoi compagni di classe che hanno assistito al decesso della povera Melissa. Nessuno di noi adulti riesce ad accettare la morte, figuriamoci una classe di adolescenti costretti a questo duro confronto. Sono convinto che la professionalità di tutti i docenti dell’Istituto Genovesi – Da Vinci saprà gestire al meglio questa situazione molto delicata e complessa. Il preside e tutti gli insegnanti sapranno affiancare gli studenti scossi da questa tragedia, perché anche questo diventi un momento di crescita».

Ad uccidere Melissa malformazione cardiaca, a breve i risultati

Una malformazione cardiaca: dovrebbe essere questo il verdetto del riscontro diagnostico effettuato, ieri mattina, sul corpo della 16enne di San Mango Piemonte. Ieri infatti Pio Zeppa, primario di Anatomopatologia ed Enrico Mainenti, primario di Medicina Legale del Ruggi d’Aragona hanno effettuato il riscontro diagnostico con decine e decine di provette che dovranno essere esaminate nei prossimi giorni. Ma il verdetto è chiaro: la 16enne soffriva di una rara patologia che non le ha lasciato scampo. Ipoteticamente, congenita: il nonno paterno è infatti morto giovanissimo, poco prima di compiere il 50esimo anno d’età, a causa, pare, di un’arteria maligna

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«Una sindrome nascosta ci ha portato via Melissa»

di Giovanna Naddeo

«E’ stata la sindrome di Brugada a portarci via Melissa. Il suo cuore ha ceduto, non ha avuto scampo. Sarebbe potuto accadere ovunque, a casa, in palestra, durante il sonno. Neanche un defibrillatore o l’intervento tempestivo di un cardiochirurgo l’avrebbe salvata». Sono le parole di papà Vinicio e mamma Maddalena dopo un’intensa giornata al Ruggi-D’Aragona di Salerno. Prima i risultati degli esami dell’equipe di medici sotto la guida del professor Pio Zeppa, primario di anatomia patologica, poi l’affetto e la vicinanza di amici e parenti che fino al tardo pomeriggio hanno affollato l’obitorio per salutare un’ultima volta quella principessa bionda dal sorriso contagioso e dal carattere così forte e determinato. «I soccorritori sono stati celeri e tempestivi, hanno tentato il tutto per tutto per rianimarla. Le sono state somministrate sei fiale di adrenalina, invano. Quel malfunzionamento era così ben celato che solo l’occhio del più esperto tra i cardiologi avrebbe potuto scoprirlo. Eppure Melissa era una sportiva e, quando non poteva andare in palestra, saliva e scendeva le scale di casa per tenersi in forma» racconta papà Vinicio. La sindrome di Brugada, infatti, è una malattia genetica caratterizzata da una disfunzione delle proteine che regolano l’attività elettrica del cuore. Questo comporta un aumentato rischio di alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie ventricolari), spesso letali. Chi ne è affetto presenta un cuore apparentemente normale e spesso non manifesta alcun sintomo, ma può andare incontro a morte improvvisa a causa dall’insorgenza, non prevedibile, di aritmie ventricolari maligne. «Questa cosa ci ha un minimo rasserenati» continuano i genitori di Melissa. «Non ci sono parole per spiegare, dobbiamo soltanto farci forza per Giuseppe (il primogenito della famiglia La Rocca, ndr). Ha subìto tremendamente il colpo e necessita di tutto il nostro sforzo e il nostro sostegno. La quotidianità in famiglia non sarà più la stessa. Le festività non saranno più le stesse, ma dobbiamo restare uniti e andare avanti per lei, per Melissa». «Era la figlia di mia sorella, anzi, era la sorella delle mie figlie» sottolinea la zia materna, Assunta. «I genitori sono archi, i figli le frecce. Proviamo a immaginare che la freccia di Melissa sia andata lontano, che so, all’estero per studio. E’ un palliativo per tentare di andare avanti. Altrimenti qui si impazzisce». Anche a sera, a casa, amici e parenti continuano a stringersi alla famiglia. San Mango Piemonte è avvolta nel silenzio. «In questi giorni c’è stata una fuga di notizie false che ha dell’incredibile» continuano Vinicio e Maddalena. «Si è parlato dell’ansia da interrogazione, di una presunta dieta di Melissa o che avessimo portato a casa i suoi capelli avvolti in una treccia. Niente di più falso! Melissa non seguiva nessuna dieta e non abbiamo intrecciato o donato i suoi capelli. Abbiamo tagliato appena un ciuffetto biondo, il più biondo, per custodirlo a casa. Melissa era una ragazza sana, come ha confermato l’esame del dottor Zoppa sul suo apparato digerente. Non aveva alcun problema di alimentazione». Una ragazza sana, solare, dall’energia coinvolgente, conosciuta e amata da tutti nel piccolo paese picentino. «Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che si stanno stringendo al nostro dolore, dall’amministrazione comunale di San Mango Piemonte al presidente della Regione Campania De Luca, così come il sindaco di Salerno, Napoli, e i consiglieri Caramanno e Natella, il segretario nazionale del Psi Enzo Maraio. E poi, la delegazione granata composta dai dirigenti Alberto Bianchi, Salvatore Avallone e Angelo Maria Fabiani accompagnati nella camera ardente da Salvatore Orilia. E ancora, il dirigente scolastico Nicola Annunziata e tutta la scuola di Melissa per la loro straordinaria disponibilità. Grazie per i messaggi e i telegrammi di affetto, da ultimo quello ricevuto del Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Grazie all’Arcivescovo Andrea Bellandi per l’intenso momento di preghiera, nonché alle Onoranze Funebri Guariglia. Siamo sicuri che tutti, tutti quanti troveranno un posticino nel loro cuore per ricordare la nostra Melissa. Ne siamo certi».Un intenso momento di preghiera per Melissa sotto la guida dell’Arcivescovo di Salerno, Andrea Bellandi. E’ avvenuto ieri pomeriggio presso l’obitorio dell’ospedale “Ruggi-D’Aragona”. All’incirca verso le ore 17, Bellandi ha fatto visita a mamma Maddalena e papà Vinicio, stringendosi al loro intenso dolore. Poi, un momento di preghiera per quell’angelo biondo spirato troppo presto. L’ultimo saluto a Melissa si terrà infatti questo pomeriggio, alle ore 16.30, presso la chiesa madre “Santa Maria” di San Mango Piemonte. Per l’occasione, il sindaco Francesco Di Giacomo ha proclamato il lutto cittadino.

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Daniela Marinelli, psicologa clinica e dell’età evolutiva:

di Erika Noschese

Negli istituti scolastici dovrebbe essere obbligatoria la figura di uno psicologo. A sostenerlo la dottoressa Daniela Marinelli, Psicologa Clinica e dell’Età Evolutiva, psicoterapeuta, counselor Formatore e presidente Aspic di Salerno.

Come si fa ad aiutare dei ragazzi così giovani ad affrontare un trauma così?

«In realtà non è tanto la domanda sul senso e la comprensione della morte L’evento che è accaduto ieri (lunedì per chi legge ndr) in classe ha a che fare con un trauma relativo alla morte. Rispetto a questi eventi, più faticoso è la facilità e la mancanza di una qualunque preparazione o di un qualunque sintomo che preannunciasse l’accaduto. E’ più difficile accettare una morte improvvisa rispetto ad una morte per malattia che, seppur non cambia il dolore, cambia il modo con cui ci prepariamo al distacco. L’evento di ieri non ha nessuna di queste caratteristiche per cui c’è uno shock tra il prima e il dopo, dove prima c’era la salute piena e dopo la perdita totale e improvvisa, senza una gradualità, senza un saluto. Andrebbero aiutati con lavori di gruppo che andrebbero fatti all’interno del contesto classe con delle esperienze terapeutiche di chiusura e di saluto e con tutto quello che, emotivamente, i ragazzi sentono di poter dire sia a Melissa stessa, sia in relazione a quello che è accaduto».

C’è un iter preciso che, in questo caso, bisognerebbe seguire?

«E’ a discrezione del dirigente scolastico e mi fa piacere che sia già stato preso un provvedimento del genere. Questo però ci riporta al tema di sempre: l’obbligo di uno psicologo a scuola. Al momento in Italia non è ancora prevista una figura obbligatoria ma se ne sente molto il bisogno. E’ chiaro che un solo incontro può non essere sufficiente ma può aiutare i ragazzi a non fare il primo dei grandi errori che si fa in questi casi, il non parlarne o smettere di farlo perché alle volte gli adulti hanno quest’idea che le cose si superino lasciandole lì o tentando di superarle velocemente. In realtà si ha bisogno di attraversarle non scavalcarle. Sarebbe bene aiutare i ragazzi a non accumulare ma esprimere tutto quello che, di volta in volta, desiderano esprimere».

In questi casi è più opportuna una terapia di gruppo o singola, secondo lei?

«Non si escludono. Chi aveva un rapporto più privilegiato e speciale con questa ragazza, probabilmente, avrà bisogno di essere supportato a livello specifico e individuale. Un primo lavoro di classe, almeno di 5 incontri di elaborazione del lutto, sarebbe necessario farli anche per proteggere la classe stessa visto che stiamo all’inizio dell’anno scolastico. Adesso è come se loro avessero sperimentato che, in qualunque momento, può accadere qualcosa di tragico nel corso dell’esistenza e questo li porta a confrontarli con la precarietà del genere umano. Un essere umano si sente fragile dinanzi ad eventi del genere ed è come se le basi possono non reggere».

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L’appello di don Antonio: “Fermatevi a riflettere”

di Giovanna Naddeo

Preghiera ed estrema commozione nella serata di ieri a San Mango Piemonte, quando la comunità picentina si è stretta al dolore della famiglia La Rocca. Alle ore 20 il primo rintocco delle campane, poi la veglia di preghiera presso la chiesa “Santa Maria”, gremita per l’occasione, per far sentire affetto e vicinanza a papà Vinicio, mamma Maddalena e al fratello Giuseppe. “Questa sera, fermiamoci” è l’esortazione del parroco, don Antonio Romano. “Mettiamo da parte il chiacchiericcio, i social network e abbandoniamoci al silenzio della preghiera e della riflessione”. Tra i presenti, anche il sindaco di San Mango Piemonte, Francesco Di Giacomo, e Nicola Annunziata, dirigente scolastico dell’istituto frequentato da Melania. “N essuna parola e nessun pensiero sarebbero in grado di descrivere una così grande sofferenza che mai dovrebbe accadere a un genitore, né a un fratello. Una disgrazia terribile, la peggiore che la vita possa infliggere” ha dichiarato il primo cittadino. “P ossiamo solo stringerci in silenzio intorno alla famiglia e al loro dolore”. In sottofondo, il pianto sommesso dei parenti e della comitiva di amici di Melissa. “Vorremmo salire fin lassù e abbracciarti un’ultima volta” recita lo striscione affisso accanto al portone centrale della chiesa. Al termine della veglia, una fiaccolata silenziosa ha accompagnato la famiglia di Melissa a casa. Una scia luminosa, raccolta ed intensa, per rendere omaggio al sorriso splendente e luminoso di Melissa. Un ultimo momento di preghiera nel cortile di casa, poi il silenzio della sera avvolge il paese, ancora sotto choc per la dolorosa perdita.

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Dolore e rabbia«Ciao Melissa ci rivedremo in Paradiso»

di Giovanna Naddeo

Volti impietriti dal dolore e dal profondo sgomento in un’atmosfera silenziosa, quasi surreale, sospesa. Ogni parola o tentativo di conforto è vano. Il chiodo fisso è uno solo: “Perché, perché a lei?”. A distanza di poche settimane dall’ultimo saluto ad Eleonora Volpe, la comunità di San Mango Piemonte torna a sprofondare nella disperazione per la perdita di un’altra concittadina, Melissa La Rocca, la sedicenne dal cuore granata deceduta nella mattinata di ieri, a scuola. La notizia non mette poco a spargersi nel piccolo borgo picentino, un’area verde incontaminata dalla frenesia della città, dove i più anziani usano ancora tenere aperta la porta di casa e i più piccoli giocare a pallone o con le biciclette in strada. Una comunità ancora legata al ritmo delle stagioni, una comunità dai valori semplici ma autentici. Una comunità che nel pomeriggio di ieri ha affollato i locali dell’obitorio del Ruggi-D’Aragona di Salerno per stringersi a papà Vinicio, mamma Maddalena e al fratello Giuseppe. «Siamo profondamente scossi e addolorati per questa immane tragedia. La morte prematura di Melissa è per tutta la comunità un fatto tragico e doloroso che ha colpito in particolare modo i giovani del paese» ha dichiarato il primo cittadino, Francesco Di Giacomo. «Nessuna parola e nessun pensiero sarebbero in grado di descrivere una così grande sofferenza, sofferenza che mai dovrebbe accadere a un genitore, né a un fratello. Una disgrazia terribile, la peggiore che la vita possa infliggere. A nome di tutta l’Amministrazione comunale, possiamo solo stringerci in silenzio intorno alla famiglia e al loro dolore e all’intera comunità sanmanghese colpita da un lutto così inaccettabile». Un lutto improvviso che ha scosso profondamente anche Palazzo di Città, lì dove il padre di Melissa ricopre la carica di consigliere comunale. «Mi stavo recando al municipio insieme al padre di Melissa» ha raccontato Ugo Ronga, capogruppo del medesimo gruppo consiliare di La Rocca «quando la scuola ha avvertito la famiglia che la ragazza si era sentita poco bene. Poco dopo, lo stesso Vinicio mi ha informato della tragedia. E’ come se avessi perso un figlio. Un dolore immane». Gli fa eco l’altro compagno di gruppo consiliare, Carmine Gallo: «Non ci sono parole, soltanto lacrime. Melissa vivrà sempre nei nostri cuori». Un rapporto quasi simbiotico quello tra papà e figlia, come ha raccontato l’amico di famiglia, il consigliere comunale di Salerno, Massimiliano Natella: «Ci siamo visti due giorni fa. Al di là del colore politico, sono unito al padre di Melissa da una profonda passione per il calcio sin dalla gioventù. E’ davvero una profonda ed inspiegabile tragedia, impossibile da buttarsi alle spalle». Era stato proprio papà Vinicio a trasmettere la passione per il calcio al primogenito Giuseppe, poi alla stessa Melissa. Non perdeva una partita della sua squadra del cuore e anche ieri era in curva per sostenere i granata nello scontro contro il Frosinone. Un cuore calcistico diviso in due, in realtà, tra un battito granata e l’altro per la “Asd Temeraria 1957” di San Mango Piemonte. «Qui non ci sono parole, non c’è nulla da scrivere. Un cielo grigio fa da cornice ad una notizia drammatica, insensata, che spegne le luci e il cuore pulsante di una comunità distrutta. La pagina resterà bloccata per un po’ dal punto di vista comunicativo, nel rispetto della famiglia La Rocca e del nostro appassionato dirigente Vinicio. Dal profondo del cuore, ciao piccola Melissa». Anche la vicina squadra calcistica di Ogliara non dimentica il sorriso contagioso di Melissa. «Ci uniamo in silenzio, mestizia e profondo dolore alla famiglia per la perdita improvvisa e prematura della piccola Melissa» ha dichiarato mister Marina Rinaldi. «Riposa in pace, piccolo angelo». Un angelo che questa sera, alle ore 20.30, presso la chiesa di Santa Maria, sarà al centro delle preghiere dell’intera comunità in un momento di veglia guidato dal parroco di San Mango Piemonte, don Antonio Romano. «Perdiamo una splendida ragazza a poche settimane dalla morte di Eleonora» ha ricordato don Antonio. «Un dolore indescrivibile». E se in questo momento si interroga Dio, tentando, nella finitezza della razionalità umana, di cercare una spiegazione, un appiglio, un qualcosa a cui aggrapparsi o sfogare il proprio dolore, ebbene è proprio in questo momento che «interviene l'abbandono alla Provvidenza che fa sperare nell’amore misericordioso del Padre celeste che tutto sa». Queste le parole del precedente parroco di San Mango Piemonte, don Luigi Pierri «Ho incontrato Melissa qualche anno fa a Sordina durante la festa della pizza fritta. Ho rivisto lei e tanti altri ragazzi della sua età ai quali ho amministrato il battesimo e la prima comunione. Vederli così cresciuti mi ha riempito di gioia. Ora uno di quei fiori è piantato nel prato di Dio in Paradiso. Prego per la sua anima benedetta affinchè Dio l’accolga nella pace eterna e la Vergine delle Grazie stenda il suo manto pietoso e consoli il suo papà Vinicio, la sua mamma Maddalena e suo fratello. Lo dico a tutti: trasformiamo le nostre lacrime in preghiera confidente. Ciao Melissa, ci rivedremo in Paradiso».

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Tragedia al Da Vinci-Genovesi: Melissa muore dinanzi ai compagni di classe

di Erika Noschese

«Mi sono accorta che stava male ma non ho fatto in tempo a soccorrerla prima che cadesse». E’ il racconto straziante di Teresa Marino la professoressa di matematica che ha visto morire dinanzi ai suoi occhi Melissa La Rocca. La giovane studentessa dell’istituto Da Vinci-Genovesi di via Sichelgaita era alla lavagna. La professoressa Marino aveva spiegato degli esercizi e come era solita fare ha chiamato alla lavagna gli alunni per lo svolgimento. Era stato prima il turno di due compagne di classe poi la docente di matematica ha chiamato alla lavagna Melissa per la verifica. «Io ero in classe, stavo facendo lezione – racconta la docente, ancora sconvolta per quanto accaduto – Avevo fatto degli esercizi alla lavagna e come al solito chiamo i ragazzi a fare la verifica. Ho chiamato prima altre due ragazze della classe e poi lei (riferito a Melissa ndr); aveva scritto l’esercizio alla lavagna e lo stava svolgendo ma all’improvviso si è girata e ha toccato la cattedra». E’ in quel momento che si verifica la tragedia. La 16enne originaria di San Mango Piemonte accusa un malore: «Professoressa…», avrebbe detto rivolgendosi alla sua insegnante. Poi il silenzio. Solo pochi secondi. Tanto basta alla terza F – la classec della giovane salernitana – per comprendere che qualcosa non va per il verso giusto. «Mi sono resa conto che stava male ma non ho fatto in tempo a soccorrerla prima che cadesse. Mi sono accorta che era svenuta e ho detto ai ragazzi di chiamare il 118 – ha raccontato ancora la professoressa Teresa Marino – Io e una studentessa le abbiamo alzato le gambe, chi la schiaffeggiava in faccia, chi le buttava acqua fresca in volto, chi le toccava l’orecchio». Gli alunni hanno tentanto di rianimarla insieme alla professoressa. Solo 15 minuti e l’ambulanza della Croce Rossa ha raggiunto l’istituto scolastico. A quel punto, alunni e docente hanno lasciato che a tentare di salvare la vita della giovane studentessa, amante della matematica, fossero i medici del 118 che hanno tentato di rianimarla per circa 30 minuti. «Sarà difficile per me rientrare in quella classe, stiamo malissimo. Era una bella ragazza, studiosa, molto preparata in matematica. Mi chiedeva di aiutarla negli esercizi che non sapeva fare», ha raccontato ancora la professoressa. Melissa era molto amata dai suoi compagni di banco e dagli amici di San Mango Piemonte. «Non so cosa voleva fare da grande ma era molto brava in matematica. Piano piano, insieme, supereremo questa tragedia, con qualche ricordo», ha poi aggiunto la Marino. La scuola d’improvviso è piombata nel silenzio. Genitori che, con le lacrime agli occhi, andavano a ritirare i loro figli, visibilmente provati per l’accaduto. «Non si può morire così, è una tragedia», hanno dichiarato alcuni genitori che hanno appreso la notizia tramite i loro figli. Sotto shock anche gli altri docenti dell’istituto scolastico. “Siamo tutti sgomenti per la fine improvvisa di Melissa avvenuta stamattina (ieri per chi legge ndr) davanti ai vostri occhi”, ha scritto il dirigente scolastico. Intanto, questa mattina, alle ore 8.15 professori ed alunni delle classi 3 e 4 della sezione F si riuniranno presso la biblioteca del Genovesi per incontrare la dottoressa Rispoli, psicologa dell’Asl, “per aiutarci ad affrontare questo momento traumatico”, come riferisce la scuola.

Domani l’esame diagnostico 

Erano le 9 del mattino di quello che doveva essere un lunedì qualsiasi. Alla prima ora, la lezione di matematica per gli studenti della terza F. La docente Teresa Marino ha spiegato degli esercizi e ai ragazzi spettava svolgerli alla lavagna. Due compagne di classe poi toccava a Melissa. Era alla lavagna, preparata come sempre nella materia che tanto le piaceva. Solo pochi istanti, il tempo – forse – di comprendere che qualcosa non andava. Melissa si è rivolta alla professoressa, poi è caduta a terra, inerme. Hanno provato a rianimarla, dapprima i compagni di classe e la professoressa, poi i medici del 118 per circa trenta minuti. Il suo cuore ha smesso di battere, troppo presto. Arresto cardiocircolatorio è stato scritto sulla cartella clinica dopo che il feretro è stato portato all’obitorio del Ruggi d’Aragona. Sul posti gli uomini della Squadra Mobile guidati da Marcello Castello, i Carabinieri e il Pm Maria Benincasa. Alle 12.35 il corpo senza vita della 16enne ha lasciato l’istituto scolastico. I genitori, il fratello, gli zii: sul loro volto la disperazione. L’autorità giudiziaria non aveva disposto l’autopisa, tanto da liberare la salma e restituirla ai familiari. Ma i medici del Ruggi hanno consigliato ai genitori, Vinicio e Maddalena, di effettuare un esame diagnostico per scongiurare il rischio di un problema congenito. Questa mattina sarà affidato l’incarico al medico legale e all’anatomopatologo che domani mattina effettueranno il riscontro diagnostico sul corpo della 16enne. “Adesso che non ci sei più lasci un vuoto incolmabile nel mio cuore e nella tua famiglia ma sappiamo che tu sarai l’angelo che veglierà su di noi e ci sarai sempre accanto con il tuo dolce ricordo. Per sempre nei nostri cuori”, ha scritto una compagna di classe, sul profilo facebook della 16enne. “Mi piace salutarti così! Eri una bambina bellissima, una splendida ragazza e saresti diventata una donna stupenda. Sei stata per tanto tempo la gioia e la felicità della nostra casa. La vita è ingiusta! Ti ho voluto troppo bene e te ne vorrò sempre. Non è giusto che tu sia andata via! Non posso credere che quando passerò davanti alla tua porta non potrò più vederti uscire e non ti vedrò più sorridere dicendo: Ale. Non è giusto!”, ha scritto Alessandro, un parente della giovane.

IL PRESIDE NICOLA ANNUNZIATA: «E’ stato un momento terribile, il tempo non passava. Non so cosa faremo»

«Di questa giornata rimane il tempo trascorso davanti alla porta mentre i medici cercavano di rianimarla». Nicola Annunziata, dirigente scolastico dell’istituto non riesce a spiegarsi il perchè di questa tragedia che ha colpito, per la seconda volta in pochi mesi, la sua scuola. A fatica avevano superato la morte di Vincenzo Senatore, il giovane morto – a bordo del suo motorino – in via Croce la notte tra il 14 e 15 settembre quando il destino crudele si è nuovamente scagliato contro. «E’ difficilissimo spiegare come una ragazza di quest’età possa morire così, da un giorno all’altro. Questa ragazza è crollata per terra e non si è più rialzata. Io non ho un modo per spiegarlo ai ragazzi – ha dichiarato il dirigente scolastico – Sono cose di cui non c’era una particolare evidenza, neanche i genitori aveva sentore di qualcosa di particolare». Una giornata che difficilmente verrà dimenticata. «Di questa giornata rimane il tempo trascorso davanti alla porta mentre i medici cercavano di rianimarla, mi è sembrato interminabile. Una mezz’ora sarà stato ma era interminabile, da lì non usciva nessuno e noi fuori che avevamo capito che le cose non andavano. I genitori ancora non c’erano, per me è stato un momento terribile», ha spiegato il professore Annunziata che ha ricordato Vincenzo Senatore: «Questa era la classe dov’era stato il ragazzo lo scorso anno e che quest’anno ha avuto l’incidente in moto. L’anno scorso era in questa classe, quest’anno aveva cambiato ma erano i suoi compagni». Docenti e dirigente scolastico ora avranno il duro compito di parlare agli stidenti e di tentare di spiegare loro l’accaduto. «Oggi (ieri per chi legge ndr) le lezioni sono andate avanti per inerzia ma non è stato facile per nessuno. Dal punto di vista giudiziario è stato tutto aperto ma francamente non ho proprio pensato a cosa faremo domani».

DON MAURIZIO PATRICIELLO: «Ingiusto morire a 16 anni. Ingiusta è la morte stessa»

«È ingiusto morire a sedici anni. Per la verità è ingiusto morire anche a trenta o quarant’anni. Ingiusta, per dirla tutta, è la morte stessa». Parole toccanti, profonde quelle espresse da don Maurizio Patriciello, il parroco della Terra dei Fuochi che – su L’Avvenire – ha commentato la morte della 16enne di San Mango Piemonte. Una lunga lettera in cui si chiede quali siano le parole più giuste per «tentare di lenire il dolore immenso che ha invaso il cuore dei genitori». «Lunedì mattina, Melissa si è svegliata e preparata per andare a scuola come tanti suoi coetanei. Nella sua mente ancora il sapore della bella serata passata con gli amici domenica. Niente avrebbe fatto prevedere che quel giorno sarebbe stato l’ultimo della sua breve vita. E adesso? Gesù, davanti alla salma di una fanciulla morta, esclama: “Non è morta, ma dorme”. Dorme? Impossibile. E si misero a deriderlo. Non facciamo lo stesso errore», ha scritto ancora don Maurizio. «Lasciatela riposare, accompagnatela con la vostra preghiera, il terzo giorno risorgerà. La fede ci sfida. Ma sono queste le uniche parole in grado di consolare i cuori affranti dall’improvvisa morte di Melissa. Com’è bello credere che la morte non l’ha annientata ma trasportata in un mondo migliore», ha poi scritto ancora don Maurizio su L’Avvenire, chiedendo a tutti di avere fede e di pregare. «Un altro angelo volato in cielo, Melissa aveva appena 16 anni, amava studiare, amava la vita… È morta questa mattina in classe, a causa di un malore, davanti all’insegnate e ai compagni. La vita è un soffio, viviamo ogni giorno come se fosse il primo e l’ultimo. Dio la accolga nella sua gloria», ha dichiarato don Luigi Merola, fondatore de A’voce d’é creature.

IL CORDOGLIO DELL’AMMINISTRAZIONE

De Luca: «Sconvolge questa tragedia, ci stringiamo ai familiari di Melissa»

«Sconvolge questa tragedia. Ci stringiamo ai familiari di Melissa, per i quali le parole appaiono sempre inadeguate». Lo ha dichiarato il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha espresso parole di cordoglio per la morte della 16enne di San Mango Piemonte. A esprimere dolore e sgomento anche il sindaco Vincenzo Napoli: «Dolore e sgomento per la scomparsa di Melissa, la giovanissima studentessa morta mentre era in classe al Genovesi-Da Vinci. Esprimo a nome mio, della Civica Amministrazione e di tutta la comunità salernitana il più profondo cordoglio e la vicinanza ai suoi familiari, ai compagni di classe, ai docenti e al personale scolastico colpiti da questa immane tragedia».

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