La ministra De Micheli vuole Mauro Moretti all’Anas

Da consulente discreto, l'ex ad di Leonardo potrebbe assumere un incarico ufficiale. Ma perché ciò avvenga la società, incorporata da Ferrovie, deve tornare autonoma. E molto dipende dall'esito del processo per la strage di Viareggio che vede imputato il manager.

A volte tornano, e la cosa in questo caso non susciterebbe meraviglia visti i rapporti personali esistenti. Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie e di Leonardo, potrebbe diventare il nuovo numero uno di Anas, la società che cura la manutenzione delle nostre strade. Così, da consulente discreto ma assiduo della ministra dei Trasporti del governo giallorosa Paola De Micheli (i due si conoscono da lunghissimo tempo) il manager potrebbe uscire dall’ombra e assumere un ruolo ufficiale.

DUE CONDIZIONI PER UNA NOMINA

Ma perché ciò avvenga devono realizzarsi due condizioni. La prima è che Anas, incorporata da Ferrovie nel gennaio dello scorso anno per volere dell’esecutivo precedente, torni a vivere di vita propria. Soluzione che piacerebbe alla ministra, ma sulla quale prudentemente ella ha finora preferito glissare. «All’epoca dell’integrazione ero contraria. Ma ora che è fatta va valutata sulla base dei risultati senza pregiudizi», ha dichiarato De Micheli in una recente intervista al Corriere della Sera.

LEGGI ANCHE: La guerra tra Palazzo Chigi e Mef per il bonus Befana

La seconda ha a che fare con l’esito del processo per la strage di Viareggio arrivato al verdetto ultimo della Cassazione. Come tutti purtroppo ricordano, la sera del 29 giugno 2009 un deragliamento di treni allo scalo della locale stazione provocò un devastante incendio in cui morirono 32 persone. In primo grado, nel 2017, Moretti fu condannato a 7 anni dal tribunale di Lucca per  disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali. Una condanna che è stata confermata in appello, e che se venisse ribadita all’ultimo grado di giudizio gli impedirebbe di assumere ruoli istituzionali e in imprese pubbliche. Ipotesi che, a prescindere da quel che dirà la Cassazione, ha già suscitato la protesta dei parenti delle vittime che ha trovato sponda nei 5 stelle, che per altro sono alleati con il Pd nel Conte bis e dunque in Consiglio dei ministri siedono a fianco della ministra De Micheli.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it