Per Salvini la lettera di Conte è solo uno sfogo umorale

Non si è fatta attendere la risposta del ministero degli Interni alla missiva del presidente del Consiglio. Il vicepremier ha parlato di risposta umorale sottolineando che arriverà la replica ufficiale del Viminale.

«Conte ha fatto uno sfogo umorale io devo rispondere con le leggi: per questo è partita dal Viminale una lettera in punta di diritto». Non si è fatta attendere la risposta del ministro Salvini alla lettera del premier che lo criticava apertamente sulla questione Open Arms. «Una nave straniera in acque internazionali non si capisce che attinenza abbia con l’Italia», ha detto al termine del Comitato per l’ordine pubblico a Castel Volturno, «a che titolo chiede l’intervento alle autorità italiane? Qual è la ratio della domanda e della risposta? in silenzio abbiamo fatto scendere chi aveva necessità, senza letterine», ha aggiunto Salvini.

«CON ME I PORTI SONO E RESTANO CHIUSI»

«Con me», ha proseguito il capo del Viminale, «i porti sono e rimarranno chiusi ai trafficanti e ai loro complici stranieri. Ed è chiaro che, senza questa fermezza, l’Unione Europea non avrebbe mai mosso un dito, lasciando l’Italia e gli Italiani soli come ha fatto negli anni dei governi di Renzi e del Pd».

«CHI È NOSTALGICO DEL PD LO DICA»

«Mi pagano non per essere l’anima bella ma per difendere la sicurezza. Se qualcuno è nostalgico dei 200 mila sbarchi lo dica, se qualcuno è nostalgico del Pd lo dica», ha incalzato ancora Salvini. «Certo dispiace che certe cose invece che dirle in faccia il gentile Presidente del consiglio le renda pubbliche mente sto lavorando a Castel Volturno». «Se per qualcuno la linea Salvini seguita da tutti per un anno ora è fascista, nazista e totalitaria questo qualcuno dica che ci stiamo preparando ad un governo Renzi-Boldrini», ha aggiunto, «a meno che qualcuno, non io, ritenga i cambi di rotta di queste ore come un cambio di maggioranza spostato a sinistra».

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La lettera di critiche del premier Conte a Matteo Salvini

Il presidente del consiglio duro contro il ministro dell'Interno. Che viene accusato di «sleale collaborazione» e mistificare la realtà politica del Paese.

«Gentile ministro dell’Interno, caro Matteo». Inizia con queste parole la lunga lettera aperta, pubblicata anche su Facebook, che il premier Giuseppe Conte ha voluto scrivere a Salvini. Una lettera in cui il presidente del consiglio accusa il leader leghista di «sleale collaborazione», di ripetute «slabbrature istituzionali» e di «strappi istituzionali» determinati dalla «foga politica».

Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo, ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina…

Posted by Giuseppe Conte on Thursday, August 15, 2019

L’intera missiva verte sul caso «della nave Open Arms» che domina ormai «le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini», scrive ancora il premier.

DAL CASO OPEN ARMS ALLA REALTÁ SEMPLIFICATA

Conte ha voluto precisare di aver «scritto ier l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, ‘nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione». Un messaggio complesso che Salvini ha diramato via social «riducendolo alla formula ‘porti chiusi’». Il premier ha inoltre ribadito che Salvini è «un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo presidente del consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa». Questione che Conte ha chiamato «sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare».

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Salvini contestato a Castel Volturno al Comitato sicurezza

Il ministro duramente criticato fuori dalla scuola carabinieri forestali. «Traditore», hanno urlato gli oppositori. contrastati dai sostenitori del leghista che ne hanno intonato il nome.

Da una parte c’erano i fedelissimi sostenitori, dall’altra i contestatori sempre più agguerriti ogni giorno che passa. In mezzo lui, Matteo Salvini che a Castel Volturno ha presieduto il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica di ferragosto. Lo ha fatto in un clima teso dato che il ministro dell’Interno si trova a gestire in contemporanea la crisi di governo da poco aperta, il caso della Open Arms che lo ha visto scaricato dagli ex alleati del M5s e soprattutto una contestazione molto più forte di quanto ci si aspettasse.

Leggi anche: Ormai Salvini prende schiaffi da tutti

Buon Ferragosto dal Commissariato di Polizia di Castel Volturno (Caserta), sempre dalla parte delle nostre Forze dell’Ordine.

Posted by Matteo Salvini on Thursday, August 15, 2019

Il titolare del Viminale è arrivato accompagnato dal capo della polizia Franco Gabrielli. D’obbligo il saluto alle forze dell’ordine schierate nel piazzale della scuola carabinieri forestali. Poi l’ingresso nell’edificio senza parlare con i cronisti. All’esterno della scuola, intanto, è proseguita la contestazione nei confronti del ministro dell’Interno. È stato esposto anche uno striscione con su scritto «Traditore». Poi tanti cori da «buffone, buffone» sino a «hai tradito il Paese, hai fatto delle promesse». Le dure parole di contestazione hanno ricevuto la timida risposta dei sostenitori del leghista che hanno risposto invocando più volte e ritmicamente il nome di Salvini.

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Open Arms: il Tar sospende il divieto di ingresso in acque italiane

La nave della Ong spagnola con 147 migranti a bordo ora può dirigersi verso Lampedusa.

Dopo la richiesta di chiarimenti ai ministri Matteo Salvini, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli da parte del Tribunale dei minori di Palermo, sul caso Open Arms interviene il Tar del Lazio. Il Tribunale amministrativo ha disposto la sospensione del divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane dell’imbarcazione. È quanto sostiene la stessa Ong spagnola: sulla base della decisione dei giudici «ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti».

SONO STATE VIOLATE LE NORMATIVE INTERNAZIONALI

Il Tar, dice ancora Open Arms, avrebbe disposto la sospensione del divieto non solo per la violazione delle normative internazionali ma anche evidenziando una «situazione di eccezionale gravità e urgenza» dovuta alla permanenza da diversi giorni in mare dei 147 naufraghi a bordo. «Siamo lieti di constatare come, ancora una volta, dopo il Tribunale per i minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone», sottolinea la Ong, «e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare, ribadendo la non violabilità delle Convenzioni internazionali e del diritto del mare».

UNO SCHIAFFO ALLA LINEA SALVINIANA

Uno schiaffo a Salvini che anche mercoledì mattina era tornato a insistere sulla linea della fermezza. «Il presidente Conte mi ha scritto per lo sbarco di alcuni centinaia di migranti a bordo di una nave di una Ong che però è straniera e in acque straniere…», aveva detto il vicepremier leghista. «Gli risponderò garbatamente. Non si capisce perché debbano sbarcare in Italia».

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L’autore del black-out contro Salvini: «Aggredito da polizia e leghisti»

L'attivista che il 10 agosto bloccato il comizio e del vicepremier staccando la corrente ha raccontato di essere stato malmenato da tre membri del Carroccio e da un poliziotto.

Il giorno dopo le contestazioni contro Matteo Salvini a Soverato è arrivata la denuncia di Francesco Noto, attivista sociale del comitato Prendocasa, autore del black-out che ha bvliccato il comizio per qualche minuto. «Sono stato aggredito prima da tre persone dell’organizzazione della Lega che hanno reagito alla mia decisione di interrompere l’energia elettrica durante il comizio di Matteo Salvini. Mi sono stati sferrati diversi colpi e solo l’intervento provvidenziale di tre giovani carabinieri ha scongiurato il peggio», ha raccontato Noto.

«PICCHIATO DA UN AGENTE DELLA CELERE»

«Una volta fermato», ha continuato, «sono stato identificato e perquisito nei pressi del palco, in attesa di essere trasferito in altro luogo, è sopraggiunto un poliziotto della celere che prima mi ha preso il telefono e in risposta alle mie rimostranze mi ha alzato e scaraventato con la schiena sul paraurti posteriore della camionetta a cui ero poggiato, causandomi escoriazioni e contusioni multiple come refertato dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Soverato».

LA RABBIA CONTRO IL REGIONALISMO GIALLO-VERDE

«Ieri pomeriggio mi sono recato a Soverato», ha raccontato ancora Noto, «e ho ritenuto opportuno parlare con le persone presenti per capire perché un tale personaggio potesse avere presa su una fetta di popolazione. Quando Salvini ha iniziato a parlare della sanità in Calabria, e a Roma legifera sul ‘regionalismo differenziato’ assieme ai ‘saputelli’ del M5s, ignari dei danni che apporterà alla vita delle persone, all’arrivo di una famiglia con bambini, il cui padre era di colore, è arrivato l’ordine di allontanare tutte le persone che stavano assiepate alle transenne dietro il palco, lì ho ritenuto opportuno solo interrompere l’energia elettrica premendo il pulsante di emergenza, staccare e lanciare le chiavi, lasciate attaccate in triplice copia, in direzione opposta al palco». Noto, che come annunciato dal palco dallo stesso Salvini verrà denunciato, ha detto di essersi rivolto ad un legale per presentare denuncia.

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