A Salerno il Meeting Internazionale di difesa personale Krav Maga

di Erika Noschese

Anche nell’anno 2019 torna a Salerno il Meeting Internazionale di difesa personale Krav Maga organizzato dall’Associazione Street Kali e la Federazione Italiana Krav Maga con il contributo del Comune di Salerno. L’appuntamento è previsto per il 28 e 29 settembre, dalle 9.30 alle 18.00, presso la palestra Brick 01, in via Generale Clark 103. Ad illustrare la due giorni di appuntamenti Matteo Renna, direttore tecnico nazionale per la federazione italiana Krav Maga e presidente dall’Associazione Street Kali di Salerno. Salerno ospita il meeting internazionale di Krav Maga.

Due giorni di appuntamenti importanti. Di cosa si tratta?

«Noi facciamo questo step di due giorni con la disciplina del Krav Maga, di cui sono referente nazionale e maestro. Facciamo la presentazione di questo sistema russo, in dotazione ai corpi di polizia russa. Sarà presente un istruttore, riconosciuto dal ministero degli Interni che prepara i corpi di polizia italiana, Gabriele Comoli che presenterà questo sistema su cui stiamo lavorando, sia con i corpi di polizia italiana che con quelli russi. Ci sarà un’area riservata prettamente ai corpi di polizia e militari in cui ci sarà un ex appartenente ai Ros e si terrà un aggiornamento tattico e teorico, tecniche di ammanettamento e immobilizzazione e così via, relativo agli operatori di servizio nei contesti urbani».

Un meeting indirizzato agli operatori della sicurezza dunque?

«Sì, prettamente indirizzato a loro ma aperto a tutti. C’è l’intervento di un professionista nel campo della psicoterapia e darà nozioni su tutto ciò che può essere il preliminare del concetto di difesa da un punto di vista scientifico. La seconda giornata sarà dedicata al concetto di difesa, da attacco, coltello, bastone ovvero le cosiddette armi bianche con due docenti conosciuti a livello internazionale Antonio De Vivo e Carlo Giordano, dell’accademia Sifu dell’Indonesia».

Si tratta di tecniche ancora poco conosciute in Italia. Perché a Salerno si importa un modello Russo?

«Si importa un modello russo perché fra gli operatori di servizio, soprattutto militari, è quello che è il più idoneo, pratico e risolutivo. Un contesto di disciplina marziale vissuto in palestra è diverso da un contesto urbano o militare perché in questo ultimo caso si hanno bisogno di soluzioni veloci e il meno oltraggiose possibili e questo modello russo è quello più efficace, al momento». Si tratta di attività comunque riconosciute dai ministeri… «Sì, noi abbiamo avuto questi patrocini dal comando generale della Guardia di Finanza, dal ministero della Difesa, dalla Guardia Costiera, ministero della Giustizia. Al momento, siamo l’unica realtà che si adopera per questi progetti con il riconoscimento del Coni nazionale e possiamo dire al momento ci distinguiamo proprio per questo. Gli attestati per gli operatori di servizio hanno un riconoscimento come titolo e come credito».

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