Rai, saltano le nomine e la Lega gode

Il cda del 12 novembre ha deciso di non decidere, posticipando il dossier. Intanto a RaiDue è battaglia tra Di Meo appoggiato da FdI e Marano, decano della tivù pubblica in quota Carroccio. E nel caos Foa rafforza il suo staff.

Ancora giorni di attesa in Rai, dopo che il cda del 12 novembre ha deciso di non decidere, rinviando la palla in avanti. Così, alla vigilia dell’incontro, è stato cambiato in tutta fretta l’ordine del giorno inserendo l’audizione dell’ad di RaiCom Monica Maggioni sulla riorganizzazione della società e il progetto di un canale in inglese e altri temi meno spinosi.

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IL GELO TRA DE SANTIS E SALINI

Nel frattempo, dopo che i 5 stelle sono riusciti a far slittare il tormentato capitolo nomine, dopo alcuni giorni di assenza è ricomparsa la direttrice della rete ammiraglia Teresa De Santis (quota Lega) che d’imperio ha bloccato la partecipazione di alcuni ospiti importanti nel programma di Caterina Balivo. I rapporti tra De Santis e l’ad di viale Mazzini Fabrizio Salini restano tesissimi (i due non si parlano) cosa che provoca non pochi intoppi. Come la soluzione della vicenda di Nunzia De Girolamo, l’ex deputata di Forza Italia in predicato per la conduzione di un programma sulla prima rete. La pratica è così passata sulla scrivania del capo delle risorse artistiche Andrea Sassano nel tentativo di sbloccarle il contratto.

LA BATTAGLIA DI RAIDUE TRA DI MEO E MARANO

Guerra aperta anche a RaiDue, contesa tra Ludovico Di Meo, sostenuto dal consigliere di Fratelli d’Italia Giampaolo Rossi, e il decano della tivù pubblica Antonio Marano, leghista della prima ora e in Rai sin dai tempi di Umberto Bossi. Che in alternativa a RaiDue si sta muovendo per ottenere una delle direzioni di genere previste dal piano Salini, ovvero quella del Day Time. Il barometro politico del resto sembra impazzito al punto tale da restringere gli spazi di manovra. Se a questo si aggiunge la crescente irritazione del Pd per la scarsa rappresentanza di cui gode in Rai ora che è diventato partito di governo, il quadro dell’impasse è completo.

FOA RAFFORZA IL SUO STAFF

Intanto, approfittando della caotica situazione, il presidente Marcello Foa sta rafforzando il suo staff. Dal Tg1 è arrivata come addetta stampa la giornalista Fenesia Calluso che si va ad affiancare al portavoce Marco Ventura. Calluso è una seconda scelta, visto che inizialmente Foa aveva puntato sulla giornalista Micaela Palmieri che però ha declinato l’offerta.

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La Lega di Salvini è all’opposizione, ma non in Rai

Il Carroccio ha conquistato un'altra direzione: quella delle Relazioni internazionali affidata a Simona Martorelli. Una riorganizzazione che però mostra parecchie anomalie. E che ha causato qualche mugugno a Viale Mazzini.

Nonostante il cambio di maggioranza nel governo del Paese, c’è un’azienda dove chi è ora all’opposizione la fa da padrone. La Lega infatti ha conquistato in Rai un’altra direzione, quella delle Relazioni internazionali affidata a Simona Martorelli. Si va ad aggiungere alle altre numerose posizioni di vertice occupate (la rete ammiraglia con Teresa De Santis, il Tg2, la Tgr regionale dove assomma in un colpo solo direttore e vice, tanto per citare le più importanti). E naturalmente la presidenza, con Marcello Foa, che per l’occasione fa propria anche l’organizzazione della neo direzione costituita e voluta fortemente da lui medesimo. Una direzione che, dunque, risponde gerarchicamente all’ad Fabrizio Salini ma funzionalmente al presidente Foa. Inoltre, è una casella occupata in vista del fatidico cda dell’11 novembre che dovrebbe deliberare su una serie di nomine editoriali.

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LE ANOMALIE DELLA NEO-DIREZIONE

Leggendo l’ordine di servizio a firma da Salini e controfirmato dal direttore del personale Felice Ventura, si registrano però alcune stranezze. La prima riguarda la nomina a vice direttore di Eleonora Villanti che ottiene il grado “bruciando” altri colleghi che attendevano da anni un simile riconoscimento professionale creando non pochi mugugni e polemiche all’interno dell’azienda. La seconda è relativa ai tre interim di peso (Cooperazione internazionale – Mediterraneo e Medio Oriente – Europa) che ha mantenuto Martorelli: possibile che in questo periodo l’azienda non abbia trovato risorse idonee a ricoprire quegli incarichi? Perché allora si è fatta uscire una riorganizzazione con tre caselle da riempire, che fretta c’era? La terza evidenzia una sovrapposizione di ruoli con altre direzioni nella misura in cui vengono affidati alle relazioni internazionali eventi e premi che tradizionalmente sono gestiti dalla direzione comunicazione e dalle relazioni esterne. Infine l’anomalia delle anomalie, nella riorganizzazione compare il nome di Nicola Caligiore alla voce Progetti internazionali il quale, a quanto risulta a Lettera43.it, si è dimesso dall’azienda perché in partenza per un’altra avventura professionale che lo porterà probabilmente a lavorare all’estero. Il paradosso è dunque quello di aver inserito una risorsa dimissionaria in una nuova riorganizzazione.

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