Come funzionano e quanto pesano le cinque nuove tasse del governo

Plastic e sugar tax sono le più chiacchierate. E partiranno da luglio e ottobre. Ma con l'anno nuovo bisognerà fare i conti anche con le imposte su auto aziendali, sigarette fai da te e giochi. La scheda.

La parte “dare” è legata all’impatto che alcune tasse avranno sul costo dei prodotti, come la sugar tax sulle bibite. La parte “avere” sarà sotto forma di bonus befana e lotteria degli scontrini, che garantiranno il rimborso di una quota degli acquisti fatti con carta di credito. Sono i provvedimenti più “pop” di manovra e dl fisco, quelli che avranno un effetto facilmente constatabile sui portafogli: cinque nuove tasse e il cosiddetto piano “cashless”.

PLASTIC TAX DA LUGLIO E SUGAR TAX DA OTTOBRE

Oltre alla sugar e alla plastic, il primo capitolo comprende le tasse sulle auto aziendali, quella sulle cartine per le sigarette fai da te e quella sui giochi. La sugar tax e la plastic tax hanno praticamente monopolizzato il dibattito politico. In un primo momento, le bozze della manovra prevedevano che entrassero in vigore a gennaio. La tassa sulla plastica, da applicare sugli imballaggi monouso, era fissata a un euro al chilogrammo. Quella sullo zucchero, che grava sulle bevande analcoliche, a 10 centesimi al litro. Alla fine, la prima è stata ridotta a 45 centesimi ed entrerà in vigore a luglio. La seconda è rimasta tale e quale come ammontare, ma è slittata a ottobre.

AUTO AZIENDALI, DALLA STRETTA ALLA RIMODULAZIONE

C’è poi il fringe benefit, cioè il ‘peso’ in busta paga delle auto aziendali. Dopo un batti e ribatti all’interno della maggioranza di governo, dalla stretta ipotizzata in un primo momento si è passati a una rimodulazione, che azzera di fatto il maggior gettito atteso dallo Stato. La revisione della tassazione sui mezzi aziendali si è trasformata quindi in un incentivo all’acquisto di mezzi “green”. Le nuove disposizioni si applicheranno infatti solo ai nuovi contratti e prevedono che l’impatto delle auto ecologiche sugli stipendi scenda dal 30% al 25%, e che quello delle auto più inquinanti salga fino al 60%.

L’IMPOSTA PER I FUMATORI CHE USANO CARTINE E FILTRI

Un’altra tassa che potrebbe avere impatto diretto sui portafogli riguarda i fumatori. Non tutti, solo quelli che rollano le sigarette. L’imposta si applica alle cartine e ai filtri ed è di 0,0036 euro «per ciascun pezzo contenuto nella confezione destinata alla vendita»: quindi, una confezione da 50 cartine costerà 0,18 centesimi in più. Anche a giocare ci sarà un po’ meno gusto. La manovra prevede infatti che dal 15 gennaio il prelievo sulle vincite alle slot oltre i 200 euro salga da 12% al 20%. Per le lotterie istantanee, come i gratta e vinci, dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre 500 euro passerà dal 12% al 20%.

DA LUGLIO PARTE LA LOTTERIA DEGLI SCONTRINI

C’è però anche una lotteria che premia senza trattenere. È’ quella degli scontrini, che scatterà a luglio. I dettagli sono ancora da definire, ma dovrebbe prevedere estrazioni mensili, con premi da 10 mila euro, 30 mila euro e 50 mila euro e una annuale più consistente. Parteciperanno i consumatori che hanno fatto acquisti con carte e bancomat. Con il bonus befana, agli acquirenti verrà restituita, in un’unica soluzione, una quota delle spese fatte nell’anno precedente, sempre con carte o bancomat: «Credo che arriveremo a far trovare nei conti correnti fino a 2 mila euro», ha ipotizzato il premier Giuseppe Conte.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Via libera definito della Camera alla Manovra

La Finanziaria diventa legge con 312 sì, 153 no e 2 astenuti. Il voto in notturna dopo l'ostruzionismo di Lega e Fdi.

Via libera definitivo dell’Aula della Camera alla Manovra, su cui il governo ha incassato la fiducia. I voti a favore sono stati 312, 153 i contrari, due gli astenuti. In Aula al momento della votazione, alle 04.45, era presente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

L’OSTRUZIONISMO DI LEGA E FDI

A pochi minuti dal voto finale, i deputati di Fdi hanno esposto uno striscione in Aula con la scritta «M5s parlava di rivoluzione, ora pensa solo a mangiare il panettone». Tutti i deputati di Lega e Fdi presenti sono intervenuti per un minuto a testa sull’unico emendamento alla Manovra, su cui il governo aveva incassato la fiducia. Una manovra ostruzionista durata fino a notte fonda.

SUL TAVOLO LA REVOCA DELLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI

Si tornerà sul tasto che ha innescato lo scontro nella riunione di governo dello scorso 20 dicembre: la revoca delle concessioni autostradali che ha avuto l’ok senza il voto delle due ministre renziane Teresa Bellanova e Elena Bonetti. Alcune limature sono state messe a punto dal ministero delle Infrastrutture, però il quadro d’insieme è chiuso. Va, invece. affrontato il piano di innovazione digitale della ministra pentastellata Paola Pisano che – secondo il compromesso proposto dal dem Dario Franceschini – dovrebbe avere comunque un “gancio” nel Milleproroghe.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Le ultime novità sulla manovra prima del voto di fiducia

Al Senato procede la discussione generale in vista del banco di prova atteso per il prossimo 16 dicembre. Intanto slitta al 2022 la fine del mercato tutelato per l'energia.

Ha preso il via nel pomeriggio la discussione generale sulla legge di Bilancio al Senato, destinata ad andare avanti fino alle 22 e a proseguire anche nella giornata di venerdì 13 dicembre. I lavori riprenderanno poi lunedì 16, quando verrà posta la questione di fiducia, con la prima “chiama” dei senatori prevista verso le 15.15.

LA FINE DEL MERCATO TUTELATO PER L’ENERGIA SLITTA AL 2022

Intanto, un subemendamento del Movimento 5 stelle approvato dalla commissione Bilancio del Senato prevede lo slittamento da luglio 2020 al primo gennaio 2022 della fine del mercato tutelato per l’energia. Si stabilisce anche che il Mise, sentita l’Autorità per l’energia (Arera) entro marzo stabilisca «modalità e criteri dell’ingresso consapevole» nel mercato libero dei clienti finali. Arriva anche una stretta sui fornitori di energia elettrica: entro marzo saranno ridefiniti i paletti per rientrare nell’elenco dei soggetti abilitati, «a tutela dei consumatori».

IN ARRIVO 150 MILIONI PER LE AREE DI CRISI, TRA CUI L’EX ILVA

In arrivo poi 150 milioni di euro in due anni, i primi 50 milioni già nel 2020, per le aree di crisi complessa, tra cui figura anche l’area di Taranto. È quanto prevede un emendamento dei relatori alla manovra corretto, anche in questo caso, da una subemendamento del M5s. Previsti anche 100 milioni l’anno per due anni per le agevolazioni per l’attrazione degli investimenti privati, con focus particolare sul Mezzogiorno. Arrivano poi 10 milioni nel 2020 e 90 nel 2021 per il Fondo Ipcei, che dà contributi alle imprese che partecipano al progetto europeo sulla microelettronica.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

La manovra salva la cannabis light

Un emendamento prevede che sotto lo 0,5 il thc non sia più considerata sostanza stupefacente, liberalizzata la vendita dei fiori e la biomassa di canapa.

La cannabis light è alla fine stata salvata. Almeno stando a quanto scritto dal senatore Del Movimento Cinque stelle Matteo Mantero su Facebook: «Ragazzi ce l’abbiamo fatta: questa notte in commissione bilancio abbiamo approvato uno dei nostri emendamenti» alla manovra «sulla canapa industriale. È quello meno ambizioso, che riguarda principalmente la biomassa, ma che comunque modifica le legge sulla canapa consentendo di commercializzare i fiori e soprattutto modifica il testo unico per gli stupefacenti stabilendo una volta per tutte che sotto lo 0,5% di thc la canapa non si può considerare sostanza stupefacente».

LEGGI ANCHE: La sentenza della Cassazione sulla cannabis

A fine maggio la Cassazione aveva imposto il divieto di vendita di tutti i  prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», mettendo in crisi il commercio da poco legalizzato della cannabis light.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Le dichiarazioni politiche dopo l’accordo sulla manovra

Per Renzi è un successo di Italia Viva. Di Maio rivendica l'intervento sui vigili del fuoco. Zingaretti la usa in chiave anti Salvini. E il leader leghista replica: «Governo delle tasse, Conte tolga il disturbo».

La maggioranza festeggia. Magari litiga un pochino sui meriti specifici, ma comunque festeggia. L’opposizione attacca. Il giorno dopo la fumata bianca sulla manovra è quello dei bilanci e delle dichiarazioni da toni decisamente diversi.

ZINGARETTI: «RIMETTIAMO I SOLDI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI»

«Con questa manovra abbiamo iniziato a rimettere i soldi nelle tasche degli italiani e investire sul futuro del nostro Paese», ha detto il leader del Partito democratico Nicola Zingaretti. «Ha vinto l’Italia. Niente Salvini Tax, cioè il tanto temuto aumento dell’Iva per 23 miliardi, che sarebbe costato 500 euro in più di tasse ad ogni famiglia. Stipendi più alti per i lavoratori, con 3 miliardi di sgravi fiscali sulle tasse sul lavoro. E poi 59 miliardi di investimenti pluriennali per l’economia verde, giusta, competitiva e per le infrastrutture». Per Zingaretti, dal governo è arrivato «un sostegno alle imprese, al cuore pulsante del Paese. Una finanziaria per i più deboli e per fare ripartire l’Italia. Ora tutti insieme prepariamo una nuova agenda di governo per lo sviluppo, il lavoro e la giustizia sociale».

DI MAIO: «UNA VITTORIA PER I VIGILI DEL FUOCO»

Luigi Di Maio ha invece posto l’accento su un punto in particolare, i 165 milioni di euro stanziati per l’equiparazione stipendiale dei vigili del fuoco alle altre forze di polizia «È una vittoria di tutto il governo, una vittoria di un governo unito che ha portato a casa un risultato importantissimo», ha detto il ministro degli Esteri, «per un corpo che tutti quanti in Italia amiamo e a cui siamo tutti molto grati». Il leader del Movimento 5 stelle ha aggiunto: «Nel comparto difesa, sicurezza e soccorso ci sono ancora delle disparità però è evidente che i vigili del fuoco meritavano questo aumento, perché è veramente importante in questo momento storico non perdersi in chiacchiere. Sono tutti bravi a dire ‘sono i migliori’, ma è nei fatti, non con le parole, che si dimostra la vicinanza a questo grande corpo».

PER RENZI È UN SUCCESSO DI ITALIA VIVA

Matteo Renzi ha voluto ribadire i meriti del suo partito: «In queste settimane Italia Viva ha lottato con forza per evitare l’aumento delle tasse, a cominciare dall’Iva. Dalle auto aziendali fino al rinvio della Sugar e Plastic Tax il risultato è stato raggiunto», ha detto l’ex presidente del Consiglio. «Da gennaio ci sarà da fare uno sforzo in più: rilanciare la crescita. Ecco perché abbiamo lanciato il Piano #ItaliaShock. Questa è la vera svolta per il 2020. Abbiamo vinto la battaglia delle tasse. Ora tutti insieme concentriamoci sulla crescita. E l’unico modo per raggiungerla è sbloccare i cantieri. Finirà come sulle tasse: prima ci criticano, poi ci ignorano, poi ci daranno ragione».

SALVINI: «CONTE TOLGA IL DISTURBO»

Matteo Salvini auspica invece che il premier Giuseppe Conte «tolga il disturbo perché è il governo sbagliato nel posto sbagliato». Il leader della Lega ha replicato alle affermazioni del premier secondo cui sarebbe stata scongiurata la recessione: «Guardate l’economia italiana, è la penultima in Europa», ha detto. «Questo è il governo delle tasse, se le rinvii di tre mesi sempre tasse sono». E a chi gli chiedeva se la Lega fosse intenzionata a fare ricorso alla Consulta contro la manovra ha risposto: «Per il momento mi sto occupando di Mes, vogliamo bloccarlo con ogni energia necessaria. Prima vogliamo fare di tutto per bloccare questo trattato, che arriva mercoledì in Aula, perché è un rischio per il Paese e poi sulla manovra abbiamo qualche giorno in più per ragionarci».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Vertice sulla manovra per trovare un accordo sulle le tasse

Si cerca l'intesa sulla plastic tax che vede il no di Italiaviva.E alla Camera in programma il voto finale sul decreto legge fiscale.

Nuovo vertice di maggioranza sulla manovra il 6 dicembre, per trovare in particolare un accordo sulla plastic tax. Conte assicura che il clima è buono e che c’è convergenza politica. Meno ottimista Renzi, che prevede una crisi di governo al 50%. Alla Camera atteso il voto finale al dl Fisco, sul quale l’aula ha confermato la fiducia all’esecutivo. Conte intanto respinge il piano di ArcelorMittal per l’ex Ilva, che prevede 4.700 esuberi. Fim-Fiom-Uilm in sciopero dal 9 dicembre.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

La manovra slitta: in Aula al Senato lunedì 9 dicembre

Il giorno successivo ci si aspetta che il governo ponga la questione di fiducia sul testo.

Slitta l’approdo della manovra nell’Aula del Senato, inizialmente previsto per il pomeriggio del 3 dicembre. La legge di bilancio, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei capigruppo, arriverà a Palazzo Madama per l’inizio della discussione lunedì 9 a mezzogiorno. Il giorno successivo ci si aspetta che il governo ponga la questione di fiducia.

Il ritardo potrebbe dipendere non solo dalle tensioni nella maggioranza sulla riforma del Mes, ma anche dalla necessità di trasferire in manovra il provvedimento urgente che riguarda Alitalia, necessario per sbloccare il prestito-ponte all’ex compagnia di bandiera. La norma, infatti, non confluirà nel decreto fiscale, per evitare un ulteriore allungamento dei tempi della sua conversione in legge.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Le modifiche nella manovra su plastic tax e auto aziendali

Il governo pronto a un dietrofront col dimezzamento della tassa da 1 euro a 50 centesimi al chilogrammo. Il Pd preme per un ammorbidimento dell'imposta sulle bibite gassate. Ma resta il nodo coperture.

Al rallentatore, con coperture ancora da trovare e liti di maggioranza da dirimere. La manovra e il decreto fiscale procedono così, con un andamento che fa già annunciare nuovi slittamenti e potrebbe portare nelle prossime settimane a una tagliola dell’esame, con modifiche approvate da un ramo del parlamento e ratificate dall’altro. In una giornata senza votazioni, una lunga riunione al ministero dell’Economia non basta a risolvere i nodi aperti nel decreto fiscale: i partiti della maggioranza sono divisi sull’inasprimento del carcere agli evasori e sulla stretta per gli appalti.

ALLO STUDIO ESTENSIONE DEGLI 80 EURO

Mentre venerdì dovrebbero arrivare gli emendamenti del governo alla manovra, a partire da plastic tax e tassa sulle auto aziendali. Roberto Gualtieri annuncia che è allo studio l’ipotesi, nell’ambito del taglio del cuneo fiscale, di «estendere gli 80 euro alla fascia di redditi fino 35 mila euro e facendoli diventare i 120 euro per tutti gli altri». Il ministro spiega anche che sulle auto aziendali la misura sarà a gettito quasi zero con un «sussidio aumentato per le auto meno inquinanti» e «un parallelo e limitato aumento solo per quelle superinquinanti».

SI LAVORA AL DIMEZZAMENTO DELLA PLASTIC TAX

Il ministro lancia anche, con gli operatori del settore un piano nazionale per la plastica, mentre si lavora a un dimezzamento della tassa, che dovrebbe passare da 1 euro a 50 centesimi al chilogrammo. La misura dovrebbe anche slittare «di almeno sei mesi», secondo quanto spiega il ministro Stefano Patuanelli: «La rimoduliamo per allungarla nel tempo e limitarne l’introduzione nel primo periodo ad alcuni specifici prodotti che sono fortemente impattanti sull’ambiente come le plastiche non riciclabili».

IL PD VUOLE RIDURRE LA TASSA SULLE BIBITE

Il Pd preme anche per un ammorbidimento della tassa sulle bibite gassate, fortemente voluta dai cinque stelle e per una nuova pace fiscale con la rottamazione degli avvisi bonari. Ma in che direzione si vada si capirà probabilmente solo dopo una riunione prevista mercoledì pomeriggio al ministero. Il nodo resta quello delle coperture necessarie a ridurre l’impatto delle nuove imposte, anche perché gli spazi di bilancio sono limitati e, sebbene in ambienti parlamentari si ipotizzi la richiesta di un supplemento di flessibilità a Bruxelles, dal governo lo escludono. Anche per la “tampon tax”, ovvero l’abbassamento dell’Iva per gli assorbenti, non sarebbero stati ancora definiti i circa 200 milioni di copertura. E nuove risorse si rendono necessarie per interventi come quello annunciato dal ministro Paola De Micheli per concludere il Mose con 325 milioni e per opere idrauliche nella laguna veneziana per altri 60 milioni.

STALLO PER IL DECRETO FISCALE ALLA CAMERA

È stallo intanto per il decreto fiscale alla Camera. Restano irrisolti i nodi del carcere agli evasori e delle nuove norme sugli appalti. Per la norma che inasprisce il carcere per gli evasori e disciplina la confisca, il ministero della Giustizia avrebbe aperto ad alcune correzioni non di sostanza, ma non basterebbe agli altri partiti e in particolare a Iv, che minaccia barricate. Quanto agli appalti, si starebbe lavorando sull’ipotesi di limitare l’obbligo di ritenuta negli appalti e subappalti solo oltre un limite minimo (l’ipotesi è di 200 mila euro) e solo per la sola somministrazione di personale che riguardi aziende che siano nate da meno di tre anni.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il grande dietrofront del governo su plastic tax e auto aziendali

Verso il dimezzamento della tassa sulla plastica. Con introduzione a metà 2020 e nuovi prodotti esentati. Mentre Conte ammette: «Facciamo ammenda, rimoduliamo la misura sulle macchine». Che dovrebbe prevedere degli incentivi per certi modelli.

Due misure cardine di quella che doveva essere una manovra green sono state già smontate. E riguardano plastica e auto aziendali. Dopo polemiche e contestazioni nel governo, si va infatti verso il dimezzamento della controversa plastic tax e un ampliamento dei prodotti esentati dal nuovo prelievo.

ESCLUSI PRODOTTI CON UNA PARTE RICICLATA

A essere esclusi dovrebbero essere non solo i prodotti compostabili, ma anche quelli con una parte riciclata. La misura, contenuta nella legge di bilancio, è pronta a essere rivista nel corso dell’esame parlamentare e il governo ha già più volte assicurato che è disposto a modificarla.

IMPOSTA DI SICURO SULLE PLASTICHE NON SMALTIBILI

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in audizione in commissione Industria al Senato ha confermato questo orientamento: «Inizialmente la plastic tax era prevista al primo gennaio. Ho chiesto esplicitamente che fosse traslata almeno di sei mesi e visto che comunque incide probabilmente in modo troppo rapido sul nostro sistema produttivo la rimoduliamo per allungarla nel tempo e limitarne l’introduzione nel primo periodo ad alcuni specifici prodotti che sono fortemente impattanti sull’ambiente e che riguardano per esempio le plastiche non riciclabili».

CONTE AMMETTE: «FACCIAMO AMMENDA SULLE AUTO AZIENDALI»

L’altro tema caldo è quello dell’imposta sulle auto aziendali. Il premier Giuseppe Conte alla conferenza Aci ha spiegato: «Dobbiamo fare ammenda, con umiltà ci siamo messi al lavoro per rimodulare la misura fino a svuotarne l’effetto negativo che potrebbe avere sul sistema produttivo».

PERCEPITA UNA CRITICITÀ

Patuanelli ha poi detto che bisogna lavorare verso «l’incentivazione su un tipo di auto e non la penalizzazione di altre. Ci sarà una rimodulazione perché abbiamo percepito una criticità».

SALTA LA STRETTA SUGLI STUDI DENTISTICI

Niente da fare invece per la proposta del Movimento 5 stelle, formalizzata con un emendamento alla manovra, che puntava a una stretta nei confronti degli studi dentistici con titolari non medici chiedendo che queste società potessero essere costituite solo tra professionisti iscritti all’Albo. La commissione Bilancio del Senato l’ha ha giudicata inammissibile per materia salvando invece, al momento, il bonus per le cure dentali per le fasce più deboli.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

I 5 stelle e il controllo sociale modello Cina

L'emendamento alla manovra di Bottici e Fenu, poi bocciato dalla Ragioneria generale, puntava a far gestire allo Stato l’identità digitale degli italiani. Copiando il sistema di sorveglianza della Repubblica popolare. Chissà se Grillo ne ha parlato con l'ambasciatore di Pechino a Roma.

Quando si dice ispirarsi a modelli democratici e liberali. Se per la nazionalizzazione dell’acqua pubblica (proposta di legge Daga), il modello del Movimento 5 stelle è stato il Venezuela di Maduro, per la gestione dell’identità digitale il modello è quello della Cina

IL TENTATIVO DI NAZIONALIZZARE IL SISTEMA SPID

Due senatori grillini, Laura Bottici, diplomata analista contabile all’Istituto professionale per il Commercio di Carrara, e Emiliano Fenu, commercialista nuorese, hanno infatti presentato un emendamento alla legge di Bilancio che punta a far gestire allo Stato l’identità digitale degli italiani. Nel piano ordito dai pentastellati, la nazionalizzazione di Spid, lo strumento ora privato che serve a questo scopo, dovrebbe avvenire attraverso PagoPa, struttura nata per centralizzare i pagamenti a favore della Pubblica amministrazione. La piattaforma è un caso unico in Europa, dove le amministrazioni hanno semplicemente optato per rapporti di concessione aperti con i circuiti di pagamento. 

LEGGI ANCHE: In Cina non c’è repressione: parola del Blog di Grillo

I COSTI A CARICO DELLO STATO

In Italia, invece, come se la burocrazia non fosse già mortifera, si vuole creare un ulteriore passaggio gestionale pubblico che non offre alcun vantaggio al cittadino ma che invece comporta un costo a carico dello Stato pari a 5 milioni all’anno. A tale costo, l’emendamento sulla nazionalizzazione di Spid prevedeva di aggiungerne ulteriori 65 milioni in tre anni (sempre a favore di PagoPA). 

UN SISTEMA DI SORVEGLIANZA COPIATO DA PECHINO

L’emendamento, però, è stato bocciato dalla Ragioneria generale. Non solo per le coperture fittizie, ma anche perché un sistema come quello che avevano in mente era copiato di sana pianta dal sistema di sorveglianza sociale cinese, dove il regime controlla ogni suddito. Più o meno quel che i due senatori grillini volevano introdurre anche in Italia. E chissà se l’argomento è stato affrontato durante i colloqui che Beppe Grillo ha avuto nei suoi incontri calorosi con l’ambasciatore di Pechino a Roma. Dall’acqua in salsa venezuelana al controllo sociale cinese. Guarda caso, Alessandro Di Battista è in partenza per l’Iran. Chissà con quale nuova idea tornerà. Lo scopriremo dai prossimi emendamenti. Si salvi chi può.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Dalla plastic tax all’Imu: raffica di emendamenti alla manovra

Sono oltre 400 le proposte di modifica presentate dal M5s. Che rilancia la battaglia sul pagamento dell'imposta da parte della Chiesa.

Escludere dalla nuova plastic tax i prodotti monouso in plastica biodegradabile o quelli che contengono almeno il 25% o il 50% di plastica riciclata. E far pagare alla Chiesa l’Imu, arretrati inclusi. Sono alcuni degli emendamenti del Movimento 5 stelle alla manovra, parte di un pacchetto di oltre 400 proposte di modifica pronte a essere depositate in commissione Bilancio al Senato.

DETRAZIONI PER CHI INSTALLA I FILTRI PER L’ACQUA

Si chiede anche di esentare tutti i dispositivi sanitari monouso, non solo le siringhe, e di ridurre al 5% l’imposizione sulla cancelleria di plastica (come le penne). E ancora: vuoto a rendere non solo per il vetro ma anche per i contenitori di plastica per acqua e bibite, saponi, detersivi, shampoo, e pure per le lattine. Tra gli emendamenti anche una detrazione fino a 1.000 euro per chi installa a casa i filtri per l’acqua (e 5 mila per chi li mette in bar e ristoranti), un ecobonus per alberghi e strutture ricettive ‘eco-sostenibili’ e un programma ‘Mangiaplastica’ con incentivi ai Comuni che installano ecocompattatori. Quanto all’emendamento sull’Imu, la richiesta è che la Chiesa la paghi sui suoi immobili adibiti a bar, ristoranti, alberghi e anche sugli ospedali. Nella proposta di modifica sono compresi gli arretrati tra il 2006 e il 2012.

MISIANI (PD): «RIPENSEREMO PROFONDAMENTE ALCUNE MISURE»

«In parlamento lavoreremo per migliorare una serie di norme del decreto fiscale e del disegno di legge di bilancio, dialogando con i gruppi parlamentari e le forze economiche e sociali», ha detto da parte sua Antonio Misiani, viceministro Pd all’economia. «Ripenseremo profondamente alcune misure come quelle sulla tassazione delle auto aziendali e la plastica monouso». «Cercheremo di aiutare gli enti locali, che beneficeranno di stanziamenti senza precedenti per gli investimenti ma continuano a soffrire difficoltà per la parte corrente dei loro bilanci», ha aggiunto Misiani.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Nel dl Fisco salta il taglio dell’Iva sugli assorbenti

Dichiarato inammissibile l'emendamento che proponeva una riduzione delle tasse dal 22% al 10% sui prodotti igienici femminili. Prima firmataria Boldrini del Pd. Bocciati pure scudo penale per Mittal, canoni delle spiagge e airbag per motociclisti. Gli ultimi aggiornamenti.

Niente taglio delle tasse sugli assorbenti. La commissione Finanze della Camera ha dichiarato inammissibile l’emendamento al decreto legge Fisco che chiedeva una riduzione dal 22% al 10% dell’Iva su una serie di prodotti igienici femminili, fra cui appunti gli assorbenti.

PRIMA FIRMATARIA LAURA BOLDRINI DEL PD

L’emendamento, con prima firmataria Laura Boldrini del Partito democratico, era stato presentato da una trentina di parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione.

LO SCUDO PENALE PER MITTAL? ESTRANEITÀ DI MATERIA

La stessa commissione ha respinto anche le proposte di modifica presentate da Italia viva e Forza Italia per reintrodurre lo scudo penale per l’ex Ilva. La motivazione sarebbe l’estraneità di materia.

BOCCIATURE PER CANONI DELLE SPIAGGE E AIRBAG SULLE MOTO

Niente da fare poi per gli emendamenti del Movimento 5 stelle che prevedevano una sospensione nel 2020 del pagamento dei canoni per le concessioni delle spiagge, in attesa di una «revisione complessiva del sistema delle concessioni demaniali marittime», e agevolazioni per l’acquisto di airbag per motociclisti, con un bonus di ammontare fino a 250 euro.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Bankitalia approva la lotta al contante contro l’evasione

L'incentivo ai pagamenti elettronici potrebbe funzionare. E anche la stima del Pil 2020 allo 0,6% è condivisibile. L'audizione del direttore generale Signorini al Senato.

Bankitalia ha approvato le mosse dei giallorossi. A partire dalla lotta al contante. Che potrebbe ridurre l’evasione fiscale, anche se il governo non ha messo nero su bianco alcuna emersione di base imponibile con l’incentivo ai pagamenti elettronici. L’endorsement è arrivato dal vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini, durante un’audizione sulla legge di bilancio a Palazzo Madama: «È plausibile che nel medio periodo l’incentivo possa contribuire a ridurre la propensione a evadere, funzionerà bene se si riuscirà ad attuarlo in modo semplice e chiaro».

PROSPETTIVE DI CRESCITA CONDIVISIBILI

Bankitalia ha anche avallato la stima di crescita dell’economia italiana dello 0,6% contenuta nella manovra, considerata «condivisibile e in linea con le nostre valutazioni più recenti».

PER L’IVA PROBLEMA DI COPERTURE ALTERNATIVE

Poi Signorini ha parlato delle clausole di salvaguardia residue che nel 2021 e 2022 restano a un livello «significativo» al netto degli effetti della manovra, pari a un punto percentuale di Pil e 1,3 punti rispettivamente per i due anni. Se venissero abolite senza compensazioni «il peggioramento strutturale dei conti sarebbe considerevole» e dunque «si riproporrà l’esigenza di reperire coperture alternative».

TASSI SUI MUTUI SCESI SOTTO IL 2%

Capitolo tassi sui mutui, nella pubblicazione di Bankitalia “Banche e moneta” si legge che sono scesi a settembre abbondantemente sotto il 2%. I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie si sono collocati all’1,82% contro il 2,08% di agosto.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Niente multe a chi non installa i seggiolini antiabbandono

La maggioranza sta pensando a una moratoria per dare tempo alle famiglie di adeguarsi fino a marzo o giugno 2020.

Niente multe per chi non installa subito i seggiolini antiabbandono per i bimbi fino a 4 anni. O meglio, è previsto uno slittamento e, forse, anche la possibilità di vedersi restituire quanto pagato per chi, nel frattempo, incappa nella sanzione. Come promesso dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, la maggioranza si prepara a varare una moratoria per consentire alle famiglie di adeguarsi al nuovo obbligo sottoforma di emendamento al decreto fiscale collegato alla manovra. Il Pd pensa infatti a mettere in stand by le sanzioni almeno fino a marzo del 2020, mentre il Movimento 5 Stelle propone uno slittamento fino a giugno e, appunto, la possibilità di richiedere indietro i soldi pagati per le multe prese dal 7 novembre fino alla conversione del decreto, quando la moratoria diventerà effettivamente operativa.

EMENDAMENTI FINO ALL’11 NOVEMBRE

Ma quella sui seggiolini anti-abbandono non è l’unica modifica proposta dalla stessa maggioranza al decreto fiscale: per gli emendamenti c’è tempo fino a lunedì 11 novembre 2019 e sul fronte fisco dovrebbero arrivare le correzioni alla stretta sulle ritenute negli appalti, dopo l’allarme lanciato dalle imprese, e qualche ritocco sulle compensazioni (si potrebbero escludere i soggetti in credito d’imposta ‘strutturale’, come ad esempio i professionisti).

SCUDO PENALE PER L’EX ILVA

Ma in ballo, per la parte non strettamente fiscale del provvedimento, c’è anche lo scudo penale per l’ex Ilva, legato però all’evolversi della trattativa con Arcelor Mittal. Per venire incontro ai problemi dell’acciaieria di Taranto il governo sta peraltro pensando a un fondo, da inserire questa volta in manovra, per il sostegno dei lavoratori già in Cassa integrazione (oltre 1.500) e per le opere di bonifica dall’amianto.

VERSO LA CONFERMA DELLA CEDOLARE AL 21% SUGLI AFFITTI

Per avere la lista delle richieste di modifica alla legge di Bilancio bisogna comunque attendere almeno fino a sabato 16 novembre. Salgono, intanto, le chance di una conferma della cedolare secca al 21% sugli affitti commerciali, come negozi e capannoni. La tassazione agevolata è stata introdotta con l’ultima manovra ma vale solo per gli immobili affittati nel 2019 e al momento la legge di Bilancio non prevede una proroga. Ma «ci stiamo lavorando, penso che si farà», ha detto il presidente della commissione Bilancio del Senato, Daniele Pesco, che sta esaminando in prima lettura la manovra, raccogliendo il plauso di Confedilizia che preme per una riconferma della misura.

LA PLASTIC TAX SEMBRA INEVITABILE

Resta aperta, intanto, la partita sulle micro-tasse, dal prelievo di un euro al chilo sulla plastica, all’aumento della tassazione sulle auto aziendali: per azzerare le due misure servirebbe almeno un miliardo e mezzo che sale a 1,7-1,8 miliardi se si volesse eliminare anche la sugar tax, come chiede Italia Viva. I renziani ipotizzano per le coperture un rinvio del taglio del cuneo fiscale a settembre o un intervento su quota 100, entrambi finora esclusi dal resto della maggioranza. Difficile, quindi, che queste tasse possano essere cancellate: si lavora piuttosto a una revisione che potrebbe portare, ad esempio, a uno slittamento a luglio per sugar e plastic tax, che ora scatterebbero a partire da aprile.

NON CI SONO FONDI PER FINCANTIERI

Scoppia intanto anche un ‘caso Fincantieri‘: in manovra ci si aspettava lo stanziamento dei circa 500 milioni necessari per avviare i lavori per ampliare il cantiere navale di Sestri Ponente (il ribaltamento in mare di Fincantieri), e consentire la costruzione di grandi navi da crociera. Fondi che al momento non ci sarebbero ma, assicura il sottosegretario al Mit Roberto Traversi, «c’è un emendamento governativo già pronto».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Sulle modifiche alla manovra s’infiamma lo scontro Zingaretti-Renzi

Il leader del Pd a testa bassa contro l'ex premier: «Polemizzare su un impianto condiviso da tutti è un'operazione di basso livello». Intanto nel governo si lavora al rinvio della plastic tax.

L’ultima critica alla manovra è arrivata da Confindustria, che non ha apprezzato troppo le misure contro l’evasione fiscale, perché rischiano «di fornire risposte semplici e demagogiche». Il nuovo terreno si è aperto proprio mentre il governo stava provando a mettere un tappo alle polemiche sulla plastic tax, lavorando all’ipotesi di tagliarla del 50%, e sulla tassa per le auto aziendali: per quest’ultima sul tavolo c’è la possibilità di dimezzare o addirittura azzerare i rincari. Tutti interventi che non sono a costo zero: la plastic tax vale un miliardo nel 2020 e 1,7 miliardi nel 2021. Mentre la stretta sulle tasse aziendali varrebbe 332 milioni di euro nel 2020 e salirebbe fino al 2022, quando raggiungerebbe i 378 milioni. Insomma, con la revisione di questi interventi, il governo dovrebbe mettersi di nuovo alla ricerca di quasi un miliardo e mezzo solo per il prossimo anno.

L’AFFONDO DI ZINGARETTI CONTRO IL LEADER DI ITALIA VIVA

Intanto, il segretario del Pd Nicola Zingaretti cambia registro e alza il tono contro Matteo Renzi: «Giusto che tutti portino il contributo in un’alleanza. Aprire una polemica su una manovra sottoscritta da tutti è un’operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno» Con gli approdi del decreto fiscale e della manovra nelle aule del parlamento, l’esecutivo ha cominciato a mettere a punto le posizioni. Difenderà a oltranza le norme anti-evasione e non farà concessioni agli alleati né sul taglio del cuneo fiscale né su quota cento. Mentre sulla stretta per le auto aziendali e sulla plastic tax i margini di movimento ci sono tutti: i tavoli di confronto sono infatti ancora aperti. Anche sulla stretta anti abusi per gli appalti ci sono aperture. L‘Ance, vale a dire i costruttori, ha sollevato dubbi al dl fisco, chiedendo la cancellazione di un disposizione «iniqua» sulle ritenute per appalti e subappalti che, stima, costerebbe alle sole imprese edili 250 milioni di euro all’anno. «Siamo pronti a dialogare con le associazioni di categoria e con il parlamento per migliorare la norma», ha risposto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

IL M5S APRE ALLE MODIFICHE SULLA PLASTIC TAX

Che poi è un po’ l’atteggiamento del governo sulla tassa per le auto aziendali. Inizialmente valeva per tutte, indiscriminatamente, poi è stata modulata, lasciandola com’era per quelle green, portandola dal 30% al 60% per i veicoli meno inquinanti e al 100% per quelle molto inquinanti. Sulla plastica, l’esecutivo starebbe studiando la possibilità far scendere la tassa sugli imballaggi da un euro al chilo a una cifra oscillante fra i 40 e i 60 centesimi. Potrebbe anche restringere la gamma dei prodotti su cui applicarla o rinviare a luglio, invece che ad aprile, l’entrata in vigore della norma. L’ipotesi di discutere sul contenuto della plastic tax non sembra ostacolata dal Movimento 5 stelle: «C’è stata un’apertura e riteniamo che questo orientamento sia da mantenere», ha detto il sottosegretario a Palazzo Chigi, Riccardo Fraccaro.

LA LEGGE DI BILANCIO AL BANCO DI PROVA DEL PARLAMENTO

La linea del Conte bis è questa: l’impianto della manovra non cambia, su alcune misure si può discutere, ma alla fine i conti devono tornare. Il ministro Gualtieri guarda con attenzione al passaggio parlamentare, confidando che in Aula si possano trovare accordi che migliorino gli aspetti più discussi del provvedimento: «Lo considero fisiologico e positivo», ha detto. La legge di Bilancio vale 30 miliardi: il solo stop all’aumento dell’Iva ne costa 23. E c’è un ricorso al deficit per oltre 16 miliardi. Un impianto che lascia prudente il commissario designato agli Affari economici dell’Ue, Paolo Gentiloni: «L’Italia» – ha detto – «ha bisogno ancora di disciplina di bilancio, mi spiace ma è così». Dalla lotta all’evasione fiscale, inizialmente il governo pensava di poter recuperare 7 miliardi. Ora la stima, seppur «prudente», ha spiegato Gualtieri, è di 3 miliardi. Uno dei punti qualificanti è la spinta ai pagamenti digitali. Il governo, ha spiegato Gualtieri, sta lavorando a un protocollo di intesa con le banche «per la riduzione delle commissioni e l’eliminazione totale sotto una certa» cifra.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Come il governo pensa di modificare la flat tax nella manovra

In vista dell'esame parlamentare tra la maggioranza spunta l'ipotesi di un dimezzamento. Si valuta anche l'ipotesi si posticipare a luglio il via alla norma previsto per aprile.

Dimezzare la tassa sulla plastica: è questa una delle ipotesi su cui sta lavorando il governo in vista dell’esame parlamentare della manovra. Attualmente è prevista una tassa di un euro al chilogrammo e, secondo quanto si è appreso, si starebbe lavorando sia per restringere la gamma dei prodotti coinvolti sia sull’entità del prelievo e si starebbero facendo simulazioni su tre “scalettature” tra i 60 e i 40 centesimi al chilo. Si valuta anche l’ipotesi di rinviare a luglio l’entrata in vigore della norma, che ad ora scatterebbe a partire dal primo aprile.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Ecco quanto il governo incasserà e perderà dalla manovra

Due miliardi dalle microtasse, destinati a raddoppiare nel 2021. A farla da padrone è la plastic tax.

Il lungo lavoro di taglia e cuci all’interno del governo è terminato. La manovra è stata ‘bollinata’ dalla Ragioneria dello Stato. La nuova versione della legge di bilancio verrà inviata a breve in parlamento. Il testo è composto da 119 articoli ed è lungo 90 pagine. Uno dei primi interventi riguarda la sterilizzazione delle clausole Iva. Ecco cosa prevedono le tabelle di sintesi allegate al testo della legge di bilancio.

2 MILIARDI DALLE MICROTASSE

Dalle nuove tasse introdotte aumenteranno nel 2020 il prelievo fiscale per oltre 2 miliardi. Ma l’anno successivo l’incasso raddoppia a oltre 4 miliardi. A guidare i prelievi sarà la tassa sulla plastica, che vale 1,079 miliardi nel 2020, visto che si applica da metà anno, e 2,192 miliardi nel 2021. Quest’ultima norma alleggerirà la tasche dei contribuenti di circa 868 milioni Il prelievo sale ancora nel 2021 se si considera la stretta sulla flat tax ora esistente fino a 35 mila euro: vale 824 milioni e porterebbe il maggior esborso fiscale tra due anni a sfiorare i 5 miliardi. Non va dimenticato però che la prima voce della manovra blocca 22,6 miliardi di aumenti Iva e 400 milioni di incassi di accise che sarebbero scattati automaticamente a gennaio come ‘clausole di salvaguardia’.

224 MILIONI DALLA SUGAR TAX

Il ‘congelamento’ della cedolare sugli affitti concordati, che doveva passare al 15% e che invece rimane al 10%, porta invece un risparmio sulle tasche degli italiani di 201 milioni. Il ‘piatto’ fiscale del 2021 conta anche 233,8 milioni di incassi dalla tassa sulle bevande zuccherate, 88,4 dalle accise sui tabacchi, 30,6 dall’imposta su cartine e filtri delle sigarette, 108 milioni dall’arrivo della web tax, 25 milioni dall’esenzione dell’imposta di bollo sui certificati penali, 332,6 milioni dalla stretta sui finge benefit aziendali, 51,3 milioni per la revisione dei limiti di esenzione dei ticket restaurant aziendali.

DETRAZIONI SOLO SU PAGAMENTI TRACCIABILI

La stangata del 2021, oltre che dalla plastic tax, arriva anche dai paletti messi alle detrazioni fiscali, che saranno riconosciute in gran parte solo se i pagamenti sono stati fatti l’anno precedente in modo tracciabile: gli italiani – calcola il governo – avranno 868 milioni di ‘sconti’ in meno e in pratica di tasse in più da pagare. L’anno successivo il maggior esborso si assesta a 496 milioni.

894 MILIONI DALLA STRETTA SULLE PARTITE IVA

La stretta sul forfait al 15% per le partite Iva vale 894 milioni nel 2021 e 568 milioni nel 2022. Il paletto più ‘pesante’ è quello sul divieto di cumulo per chi ha altri redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30 mila euro, che vale 593,8 milioni nel 2021 e 350 milioni nel 2022. Con lo stop alla flat tax sopra i 65 mila euro che doveva scattare dal 2020, invece, lo Stato ‘risparmia’ 154 milioni nel 2020, ma ben 2,5 miliardi nel 2021 e 1,5 miliardi nel 2022 quando la norma entrava a regime.

BONUS BEBÈ INTERO PER UN TERZO DEI BENEFICIARI

Circa un terzo dei beneficiari del bonus bebè riceverà il massimo dell’assegno, 160 euro al mese, perché il nuovo nato arriverà in famiglie con Isee sotto i 7 mila euro. I nuovi nati del 2020 vengono indicati in 440 mila di cui 140 mila in famiglie povere. La metà degli assegni sarà comunque maggiorato del 20% perché andrà a figli dal secondo in poi.

SOLO 8 MILIONI LORDI PER LE PENSIONI

Sono solo 8 milioni lordi (6 milioni al netto delle tasse) i fondi destinati alle pensioni fino a quattro volte il minimo (2.052 euro lordi al mese) la cui rivalutazione in modo pieno (100%) è prevista dal 2020. Circa 3 euro lordi in più all’anno (25 centesimi al mese) per i 2,8 milioni di pensionati beneficiati secondo la Cgil.

IL RINNOVO DEI CONTRATTI COSTA 5,7 MILIARDI

I 3 miliardi e 175 milioni per il rinnovo del contratto degli statali, che entrerà a regime nel 2021, corrispondono ad aumenti in busta paga del 3,5%. Quello per il settore non statale, compresi Comuni ed enti locali, vale 2,53 miliardi, sempre a regime, di cui dovranno farsi carico i bilanci dei territori. La somma totale per il rinnovo di tutto il pubblico impiego, quasi 3,3 milioni di dipendenti, ammonta così a 5,7 miliardi di euro. E il rialzo del 3,5% vale anche per la sanità.

LO STOP AL SUPERTICKET COSTA 185 MILIONI

L’abolizione del superticket sanitario da settembre peserà sulle casse dello Stato per 185 milioni di euro nel 2020. Dal 2021, il minor gettito sarà di 554 milioni di euro.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Le novità sulla manovra fiscale dell’1 novembre 2019

Aliquote ridotte e incentivi per mezzi meno inquinanti e imprese che investiranno sul biodegradabile. Ma i monouso e le vetture inquinanti pagheranno il 100%.

Continuano le discussioni all’interno di governo e maggioranza per trovare la quadra sulla legge di bilancio. Italia Viva punta il dito contro la tassa sulle auto aziendali, che cambia volto in senso eco-friendly. La stessa direzione presa dalla tassa sulla plastica. Ecco le ultime novità sulla manovra dell’1 novembre 2011.

AUTO AZIENDALI, ECO-SCONTO SULLA TASSA

Cambia la norma sul fringe benefit nell’ultima bozza della manovra: le tasse continueranno ad applicarsi sul 30% del valore per le auto aziendali in uso ai dipendenti per i veicoli a trazione elettrica e ibrida e per tutti i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti addetti alla vendita di agenti e rappresentanti di commercio. Per gli altri veicoli la percentuale sale al 60% in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a 160 grammi per chilometro e al 100% in caso di emissioni superiori.

SALTANO I 100 MILIONI PER LE INDENNITÀ DEI MINISTERI

Salta, nell’ultima versione della bozza, la norma che stanziava 100 milioni per le indennità dei ministeri. Contro la norma si era schierato ieri il Movimento 5 Stelle, con il viceministro Stefano Buffagni che chiedeva piuttosto di destinare quei fondi alle imprese per l’assunzione di giovani.

PLASTIC TAX SUI MONOUSO

Le bottiglie, le buste ad esempio dell’insalata, le vaschette per gli alimenti in polietilene. Ma anche il tetrapak del latte o i contenitori dei detersivi. È lunga la lista dei prodotti monouso su cui si applicherà la plastic tax da 1 euro al kg. Come si legge nella relazione che accompagna la bozza della manovra, saranno soggetti alla tassa anche il polistirolo e pure i tappi e le etichette di plastica. Esclusi, oltre alle siringhe, i prodotti riutilizzabili come le taniche o i contenitori per la custodia di oggetti. Le aziende che operano nel settore delle plastiche e che adeguino i loro macchinari in modo da produrre materiali biodegradabili e compostabili riceveranno un incentivo: «Un credito d’imposta nella misura del 10 per cento delle spese sostenute» nel 2020. L’obiettivo è rafforzare e accelerare «la transizione verso un’economia circolare». Il credito d’imposta «è riconosciuto fino ad un importo massimo di 20 mila euro».

NUOCA IMU: I SINDACI POTRANNO ALZARLA O AZZERARLA

L’aliquota base della nuova Imu, frutto della fusione tra Imu e Tasi, sarà dell’8,6 per mille e i sindaci potranno aumentarla fino a un massimo del 10,6 per mille. Lo prevede la bozza della manovra. Solo nel 2020, ed entro il livello già stabilito per le due imposte, la nuova Imu potrà essere portata fino all’11,4 per mille. Con delibera comunale si potrà decidere anche di ridurla fino ad azzerarla. I sindaci potranno decidere di annullare anche il prelievo su ville, castelli e abitazioni di pregio, per i quali l’imposta si applica anche quando sono prima casa. Le scadenze per passare alla cassa per la nuova Imu rimangono due, 16 giugno e 16 dicembre. Per la prima rata del 2020 si dovrà versare la metà di quanto pagato nel 2019 in attesa che i sindaci, con apposite delibere, decidano se aumentare o diminuire l’aliquota base (all’8,6 per mille). Le delibere vanno redatte accedendo a una apposita applicazione sul portale del federalismo fiscale che consente di elaborare un «prospetto delle aliquote», senza il quale la delibera non è considerata valida. Le delibere vanno pubblicate entro il 28 ottobre. I pagamenti si faranno tramite F24 o bollettino postale. Nelle norme per la nuova Imu si precisa, tra l’altro, che va considerata prima casa (quindi abitazione esente dall’imposta) anche la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice. Le case date in affitto a canone concordato continueranno a godere dello sconto del 25% anche con la nuova Imu.

NASCE LA LOCAL TAX

La bozza della manovra prevede anche la nascita della Local tax, che dal 2021 racchiuderà in un’unica tassa le «entrate riguardanti l’occupazione di aree pubbliche e la diffusione di messaggi pubblicitari». Saranno gli enti locali a disciplinare la nuova tassa, per far sì che il gettito sia lo stesso di quello che garantiva la somma dei «canoni e dei tributi» riuniti, anche se gli stessi enti potranno variare il gettito. In quel caso, potranno abbassarlo fino ad azzerarlo o aumentarlo, ma con dei limiti. L’unificazione riguarda: la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap), il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni (Icp Dpa), il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (Cimp) e il canone previsto dal codice della strada. Gli obiettivi sono «razionalizzare e rendere più efficiente la riscossione» e «semplificare gli adempimenti».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Fondi per la ricerca ma anche più tasse: la nuova bozza della manovra

Rivalutazione al 100% delle pensioni fino a quattro volte il minimo. Investimenti sulla strumentazione per i medici di base. Stangata sulle auto aziendali. Le misure contenute nell'ultima versione del testo.

Dalla rivalutazione delle pensioni ai fondi per la ricerca, passando per un controverso aumento delle tasse sulle auto aziendali. Sono alcune delle misure contenute nella nuova bozza della legge di Bilancio, che recepisce l’intesa raggiunta la sera del 30 ottobre nella maggioranza. Di seguito, gli interventi principali previsti dal testo.

RIVALUTAZIONE AL 100% DELLE PENSIONI FINO A QUATTRO VOLTE IL MINIMO

Rivalutazione al 100% delle pensioni fino a quattro volte (fino a 2.029 euro al mese) il minimo. Per le pensioni tra le tre e le quattro volte il minimo la rivalutazione passa dal 97% al 100%.

OLTRE 200 MILIONI PER LA STRUMENTAZIONE DEI MEDICI DI BASE

I medici di base avranno a disposizione più strumentazione per fare diagnosi. Vengono destinati 235 milioni (dal fondo ex art.20, per gli investimenti in sanità) al fabbisogno di apparecchiature sanitarie. Obiettivo «migliorare il processo di presa in cura dei pazienti nonché di ridurre il fenomeno delle liste d’attesa». Già entro la fine dell’anno il ministero della Salute fisserà i parametri per stilare un piano sui fabbisogni e attivare poi i trasferimenti alle Regioni.

UNA NUOVA AGENZIA NAZIONALE PER LA RICERCA

Più fondi per ricerca e innovazione e una nuova Agenzia nazionale per la ricerca che avrà il compito di monitorare e coordinare le attività di ricerca, di assicurare l’attuazione del Programma nazionale e anche di selezionare i progetti, privilegiando quelli «aggregati rispetto ad aree di intervento innovative e strategiche» con l’obiettivo di promuovere «sviluppo sostenibile ed inclusivo del Paese». Vengono stanziati 5 milioni in più nel 2020, 100 nel 2021 e 200 strutturali dal 2022 in poi.

TASSE TRIPLICATE SULLE AUTO AZIENDALI

Nel testo è prevista poi una controversa misura che triplica le tasse sulle auto aziendali. Attualmente la tassazione a carico dei clienti avviene su un importo pari al 30% (la cifra dipende dal costo chilometrico che varia da vettura a vettura). Nella manovra questo 30% viene di fatto eliminato. Il provvedimento vale 513 milioni e riguarda circa 2 milioni di dipendenti. Ridotta invece l’imposta sulle cartine e sui filtri, da 0,005 centesimi per pezzo in confezione a 0,0036. 

CENTO MILIONI AL VECCHIO FONDO RIMPATRI

Il fondo rimpatri cambia nome, diventa “fondo per interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi d’importanza prioritaria per i movimenti migratori” e viene esteso anche «ai Paesi non africani d’importanza prioritaria». L’ultima bozza della manovra stanzia anche 100 milioni per tre anni (30 milioni nel 2020, 30 nel 2021 e 40 nel 2022).

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Tregua armata sulla manovra alla vigilia del vertice decisivo

L'urgenza del governo è dare un segnale che vada nella direzione dello stop a nuove tasse. Ma restano le tensioni sulle partite Iva. Non bastano le rassicurazioni in arrivo da Bruxelles.

Smaltito lo choc elettorale, il governo serra i ranghi sulla legge di Bilancio. Rompere adesso non si può: con questa consapevolezza M5s, Pd, Leu e Iv si siedono al tavolo con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. L’urgenza, dopo settimane di caos, è dare un segnale che vada nella direzione dello stop a nuove tasse. Ma poiché soldi ce ne sono pochi, i partiti si trovano a scegliere.

BLOCCATO L’AUMENTO DELLA CEDOLARE SECCA

Di questo si decide per due ore: che segnale dare, tutti insieme. La casa, votano tutti. E così viene bloccato l’aumento della cedolare secca sugli affitti sociali: doveva salire al 12,5% e invece resterà al 10%. Basta a siglare la tregua e, probabilmente, a far chiudere il testo entro la settimana. Ma non a firmare la pace. Perché la tensione nella maggioranza resta alta. E promette di scaricarsi sui nodi ancora aperti: dalla flat tax per le partite Iva che Luigi Di Maio vuole senza vincoli, alla “sugar tax” che Matteo Renzi vuole cancellare. Da Bruxelles il commissario europeo Valdis Dombrovskis ribadisce le «preoccupazioni» sui conti italiani ma anche che «al momento» non c’è l’ipotesi di un rigetto della manovra.

PRIMA PARZIALE INTESA NEL VERTICE DI PALAZZO CHIGI

Il giudizio più complessivo arriverà dopo il 7 novembre. Ed è in nome dell’equilibrio dei conti che Conte e Gualtieri per ora arginano l’assalto alla diligenza dei partiti. Concedono qualcosa, permettendo a tutti di dirsi soddisfatti. Ma tengono fermo l’impianto complessivo della legge di Bilancio da 30 miliardi. E provano ad accelerare. Un vertice a Palazzo Chigi sigla una prima “sostanziale” intesa. Nella notte tra ministero e ragioneria dello Stato si lavora alla scrittura del documento. Poi una seconda riunione, mercoledì 30 ottobre, dovrebbe dare il via libera finale alla manovra, che formalmente era stata approvata in Consiglio dei ministri due settimane fa.

PREOCCUPANO I MAL DI PANCIA IN M5S E PD

È un’accelerazione rispetto all’ipotesi di portare il testo in parlamento addirittura mercoledì 6 novembre: ai tecnici viene dato l’input di chiudere entro 31 notte, consegnando il testo definito al ministro del Tesoro. Fare in fretta è un modo per evitare che l’accordo appena trovato venga subito rimesso in discussione. Il rischio c’è. Il Movimento 5 stelle è in subbuglio. Il Pd agitato dalla «tendenza a sfasciare tutto» che hanno Di Maio e Renzi. L’alleanza che si cercava di rendere strutturale è ogni giorno di più traballante. Ma in sessione di bilancio non si può andare a votare e anche chi, come il Pd, va ripetendo che dalle urne ci guadagnerebbe, ha fuori dalla porta il fantasma della destra salviniana. «Non voglio andare al voto» – dice a SkyTg24 Nicola Zingaretti – «ma la maggioranza deve cambiare passo, litigare meno e produrre di più. E’ l’unico modo per essere riconosciuti come un’alternativa credibile alle destre».

TREGUA ANCHE SULLE MISURE PER LA FAMIGLIA

Non dice lo stesso Di Maio, che resta su una posizione critica, ma il leader M5s, dopo lo stop all’alleanza con il Pd ha bisogno di un messaggio da dare al suo elettorato e lo stop alla “tassa sulla casa” è proprio quello che gli serve. Insieme al poter sbandierare che per le partite Iva la flat tax resterà senza vincoli. Al vertice di maggioranza, la sconfitta umbra è un fantasma che aleggia sulla testa di tutti. Ci sono Di Maio, Dario Franceschini, Roberto Speranza e Teresa Bellanova in rappresentanza di Renzi. Dare un segnale è un’urgenza condivisa. Tanto che Conte e Gualtieri si compiacciono di vedere al tavolo una ritrovata coesione. In un altro vertice di maggioranza siglano una tregua sulle misure per la famiglia anche le ministre Nunzia Catalfo ed Elena Bonetti, che si erano contese i fondi e l’impostazione: nel 2020 si dovrebbero rifinanziare misure esistenti e asili nido per poi fare l’assegno unico nel 2021. Ma restano la tassa sulla plastica e sulle bibite gassate, torna una tassa sulla fortuna, ci sarà – sia pur ridotta – una tassa sulle sigarette. Contro questi balzelli, da New York, promette di combattere Renzi, che si vanta di aver bloccato la “Salvini tax” di aumento dell’Iva (ha rubato uno slogan Pd, lamentano i dem) ma rilancia la battaglia anche contro quota 100. In parlamento, così, il percorso della manovra già si annuncia una trincea. La coesione della maggioranza è ancora una chimera: lo spettro della crisi di governo promette di tornare.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il vertice di governo sulla manovra nel giorno del primo timido ok dell’Ue

Al via la riunione a Palazzo Chigi sulla legge di bilancio. Mentre dal vicepesidente della Commissione europea Dombrovskis arriva il via libera: «Non stiamo pensando a una bocciatura».

Manovra, ci risiamo. Dopo la stangata delle Regionali in Umbria, il governo giallorosso è tornato a occuparsi del campo minato rappresentato dalla legge di bilancio. Mentre dall’Europa è arrivato il primo timido ok.

RIUNIONE CON PD, M5S, LEU E ITALIA VIVA

Poco dopo le 16 è iniziato un vertice di maggioranza presieduto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, affiancato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Presenti per il Movimento 5 stelle Luigi Di Maio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e il viceministro all’Economia Laura Castelli. Dal fronte del Partito democratico Dario Franceschini e il viceministro al Mef Antonio Misiani. Per Liberi e uguali Roberto Speranza e la capogruppo al Senato Loredana De Petris. Di Italia viva c’erano Teresa Bellanova e dal vice capogruppo Luigi Marattin.

Se la Commissione avesse voluto chiedere una bozza rivista, avremmo rispettato le scadenze


Il vicepresidente Valdis Dombrovskis

Intanto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha lanciato segnali confortanti: «Non stiamo al momento prendendo in considerazione il rigetto della manovra italiana. Se la Commissione avesse voluto chiedere una bozza rivista, avremmo rispettato le scadenze», cioè lo avrebbe chiesto entro il 29 ottobre, ha detto.

MA CI SONO COMUNQUE PREOCCUPAZIONI SUL BILANCIO

Dombrovskis ha comunque spiegato: «Ciononostante abbiamo delle preoccupazioni sul bilancio, e per questo abbiamo inviato una lettera al ministro dell’economia Roberto Gualtieri». Il vicepresidente ha spiegato che al momento i servizi della Commissione stanno analizzando la risposta italiana, «ma l’analisi complessiva sarà basata anche sulle previsioni economiche» pubblicate il 7 novembre.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Cosa prevede l’ultimo schema del governo sulla manovra

Nuove indiscrezioni sulla bozza a cui lavora il governo. Spuntano le tasse sulle sigrette. Plastic tax a partire da giugno 2020. Fondo da 2 miliardi per le famiglie, torna la rivalutazione delle pensioni. Le anticipazioni,

Dal taglio del cuneo all’aumento delle sigarette, passando per la rivalutazione delle pensioni, per le norme sul contante e per le misure per le famiglie: arriva uno schema della manovra, anticipato dall’Ansa e che circola tra i ministeri. Lo schema riassume i principali interventi che saranno messi a punto con la legge di Bilancio. Nell’elenco c’è posto per il rinnovo dei contratti pubblici, per le partite Iva e anche per la cedolare secca sugli affitti. Compaiono anche la sugar e la plastic tax.

OLTRE 200 MILIONI IN ARRIVO DALLE IMPOSTE SUL TABACCO

Per quanto riguarda le tasse sulle sigarette, «160 milioni arriveranno da un aumento di imposte su liquidi, bruciatori, trinciato e sigaretti e oltre 45 dalle sigarette».

PLASTIC TAX A PARTIRE DAL GIUGNO 2019

La tassa sugli imballaggi di plastica sarà introdotta con la legge di Bilancio partirà dal primo giugno 2020. L’aliquota, viene confermato, è di un euro per chilogrammo. «Si è molto parlato delle microtasse presenti in manovra. In totale, si stima un recupero di circa 5 miliardi di euro».

TORNA LA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI PER 2,5 MILIONI

«Viene ripristinata una rivalutazione degli assegni pensionistici lordi tra 1.500 e i 2 milioni euro: la misura interessa circa 2,5 milioni di pensionati», si legge poi nel documento di sintesi che circola in ambienti ministeriali nel quale si afferma poi che «viene confermata anche l’esenzione dal canone Rai per gli anziani a basso reddito».

DAL DL FISCO 6,5 MILIARDI DI ENTRATE

In manovra «vengono previsti 30 miliardi di maggiori spese, mentre 15 sono maggiori entrate. Tra queste ultime, 6,5 miliardi provengono dalle misure individuate nel decreto fiscale, mentre 8,5 miliardi provengono da maggiori entrate individuate con le misure del disegno di legge di Bilancio. Il resto è coperto in deficit, con 14,4 miliardi di euro».

FONDO DA 2 MILIARDI PER LA FAMIGLIA

Per la famiglia, la manovra prevede un fondo da 2 miliardi nel prossimo triennio. Dal 2020 le risorse degli attuali bonus (nascita, bebè, voucher asili nido) saranno riordinate in un unico fondo che avrà una dote aggiuntiva di 500 milioni. Sarà un’apposita “carta bimbi” da 400 euro al mese a permettere alle famiglie di coprire le rette per gli asili nido o azzerarle per i nuclei a basso reddito.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it