Il comune di Mendicino punta sull’illuminazione a led Avviata la sostituzione di tutti i lampioni comunali

MENDICINO (COSENZA) - Sono partiti a Mendicino i lavori di sostituzione delle oltre 2.000 lampade tradizionali esistenti e diventate ormai datate e vetuste con le lampade a led nuove e di ultima generazione su tutto il territorio comunale.

«Con questo intervento - spiega una nota del primo cittadino Antonio Palermo - come avvenuto nelle più avanzate città europee e mondali si otterrà anche a Mendicino, come ha affermato il Sindaco Antonio Palermo, un considerevole risparmio economico, azzerando i costi di manutenzione, ammodernando la rete attuale, conseguendo un significativo efficientamento energetico degli impianti, non avendo più luci spente o guaste per strada, producendo minori emissioni di CO2, tutelando la biodiversità e l’ecosistema e contribuendo a vincere la lotta all’inquinamento luminoso».

Con questo sistema, inoltre, si avrà «una città più elegante, un centro storico più bello, un territorio più sicuro grazie al telecontrollo, una comunità più Smart con il Wi-Fi, la filodiffusione, ecc ecc. È una piccola grande rivoluzione, forse la più innovativa di questi anni, e sono fiero e orgoglioso di averla realizzata, come i tanti altri cambiamenti storici di questa consiliatura, da Sindaco della mia Città»..

Rifiuti, le accuse di Abramo alla Regione: «Troppi ritardi per l’ammodernamento dell’impianto di Alli»

CATANZARO - «La Regione ha corretto con un consistente ritardo la procedura per la realizzazione degli interventi di ammodernamento dell’impianto di valorizzazione rifiuti di Alli: dal 20 settembre ha impiegato quasi un mese per una semplice correzione formale da inviare al Consiglio superiore dei lavori pubblici. È un atteggiamento ostruzionistico che non fa altro che intralciare il percorso di autonomia dell’Ambito territoriale per la raccolta dei rifiuti di Catanzaro. È l’esatto contrario di quanto hanno sempre affermato il Governatore e la stessa Regione».

Lo sostengono, in una nota, il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, e l’assessore all’Ambiente, Domenico Cavallaro.

«La Regione - aggiungono - sta perseverando in maniera ostinata in un lungo e devastante processo di penalizzazione di un territorio, quello catanzarese, che sul versante della raccolta differenziata dei rifiuti ha avviato un circuito assolutamente virtuoso che, purtroppo, si sta scontrando con l'inefficienza dell’ente regionale. Avevamo visto lungo quando avevamo denunciato il grave errore fatto dalla Regione in questo importantissimo procedimento relativo all’impianto di Alli. Era il 20 settembre quando il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche aveva restituito il documento al dipartimento Ambiente della Regione segnalando lo sbaglio. Pensavamo, però, che per una semplice correzione non dovesse passare così tanto tempo: la Regione, invece, ha inviato il procedimento corretto soltanto martedì 16 ottobre. C'è forse l’intento, nemmeno troppo nascosto, di mettere i bastoni tra le ruote all’Ambito territoriale di Catanzaro? Pensiamo di no».

«Con l’esecuzione dei lavori - dicono ancora Abramo e Cavallaro - l’Ambito avrebbe all’interno del proprio territorio una struttura moderna e ancora più efficiente, supporto fondamentale nell’ottica del passaggio delle competenze sui rifiuti che, dalla Regione, andrà in capo agli ambiti territoriali a partire dal 2019. Va ricordato che l'aggiudicatario della gara d’appalto si dovrebbe far carico, senza costi aggiuntivi, dello smaltimento degli scarti di lavorazione. Evitando, cioè, che i Comuni dell’Ambito si rifacciano sui cittadini, aumentando la Tari, perché costretti a inviare gli scarti di lavorazione fuori dalla Calabria. È evidente che i lavori all’impianto di Alli consentirebbero all’Ambito di gestire in autonomia il proprio ciclo dei rifiuti, evitando quindi di mandare fuori regione, con contestuale aggravio di costi, gli scarti di lavorazione. In questo modo, oltretutto, l’Ambito di Catanzaro aiuterebbe anche la stessa Regione. Vale la pena ricordare, ancora una volta, che l’unico impianto regionale al momento adatto ad accogliere gli scarti di lavorazione, quello privato di Crotone, ha già dimezzato la sua capacità di ricezione».

«È quindi essenziale - hanno concluso il Sindaco e l'assessore all’Ambiente - che la Regione agevoli e velocizzi il più possibile il percorso di aggiudicazione di un appalto per lavori dall’importanza strategica per tutta la Calabria e non solo per l’Ambito territoriale di Catanzaro».

La maggioranza del sindaco Occhiuto attacca Oliverio «La Regione rallenta lo sviluppo della città di Cosenza»

COSENZA - Tra il Comune di Cosenza e la Regione Calabria è ormai guerra aperta, a scrivere il nuovo capitolo di quella che sicuramente sarà una tensione che animerà anche i prossimi mesi è la maggioranza che sostiene il sindaco Mario Occhiuto alla guida del comune di Cosenza.

«La Regione Calabria - si legge in una nota dea firma dei consiglieri comunali di maggioranza - sta alimentando, con la sua condotta scriteriata e priva di scrupoli, meccanismi ostruzionistici volti unicamente a rallentare il percorso di sviluppo della città di Cosenza, così come lo ha disegnato il sindaco Mario Occhiuto insieme alla sua squadra di governo».

Per gli esponenti comunali «il comportamento della Regione Calabria e del Presidente della giunta, Mario Oliverio deve essere fortemente stigmatizzato perché disattende in più punti quanto era stato stabilito nell’Accordo di Programma, siglato il 12 giugno del 2017, per la realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile attraverso opere strategiche e il collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e l’Università della Calabria. Lo spirito dell’Accordo di Programma doveva essere quello di dar luogo ad una concertazione che doveva tendere a rendere realizzabili, in tempi brevi, le opere in esso contemplate, prima tra tutte la Metropolitana di collegamento tra Cosenza, Rende e l’Università, allo scopo di trasformare, con notevoli benefici per la popolazione, l’intero assetto urbanistico della città. Giova ricordare che la realizzazione della metro tranvia è di competenza regionale ed è la Regione che ha espletato la relativa gara senza preoccuparsi neanche di dotarsi delle necessarie autorizzazioni comunali».

Dalla successiva negoziazione con il Comune, «la Regione - proseguono i consiglieri comunali - ha poi accolto tutte le proposte migliorative avanzate dal sindaco Occhiuto confluite, successivamente, nell’Accordo quadro complessivo riguardante il sistema di mobilità nell’area urbana e una serie di importanti riqualificazioni. Sulla vicenda dell’ex Jolly, ad esempio, (LEGGI LA NOTIZIA DELL'ULTIMO RISVOLTO) si era stabilito che fosse la Regione a dover trasferire la proprietà dell’immobile, sede dell’Aterp, entro tre mesi dalla sottoscrizione dell’accordo, cosa mai avvenuta. È innegabile che l’accordo, se realizzato in tutte le sue parti, ma stando agli ultimi proclami della Regione, è lecito nutrire forti dubbi sulla reale volontà del Presidente Oliverio di dargli corso, trasformerà la città di Cosenza in una tra le più funzionali del Paese, apportando un notevole contributo di ricchezze al territorio, sia in termini turistici che commerciali. Così come enormi saranno i vantaggi, sotto il profilo della mobilità, atteso che è quanto mai necessario e non più procrastinabile un sistema di trasporto pubblico urbano tra Cosenza, Rende e l’Università, che riteniamo fondamentale per la crescita della città e per rendere l’Università della Calabria sempre più vicina a Cosenza e al centro storico. Da ricordare, inoltre, che il tram di superficie sul Viale avrà una sola linea (e non due) senza barriere, cordoli, cavi e pantografi».

«Vale la pena riassumere, sia pure per sommi capi - è detto ancora nel documento - le opere comprese nell’Accordo di programma. Si va dalla cessione delle aree dell’ex Ferrovie per la riqualificazione urbana e la realizzazione della città della solidarietà alla riqualificazione del tracciato esistente lungo il fiume con la ristrutturazione delle quattro stazioni su via Popilia. Altri aspetti dell’accordo riguardano la fornitura di pullman elettrici per spostamenti trasversali e nuovi servizi dell’Amaco; la riqualificazione di tutti i percorsi e dei marciapiedi comunali; la realizzazione di piste ciclabili e percorsi tattili; la riqualificazione della stazione delle Autolinee e la realizzazione di sei piccole stazioni hub alle porte della città allo scopo di evitare il transito dei pullman extraurbani in città, fonte di inquinamento del centro cittadino. A questo si aggiunga la riqualificazione di tutta l'area della stazione di Vaglio Lise e, tra le opere più significative e, per certi versi, rivoluzionarie, c'è, senza dubbio, la realizzazione del Parco del Benessere, con giardini tematici e una grande palestra all’aperto. Nell’accordo di programma, infine, anche l’ovovia di collegamento tra il Castello Svevo e il lungofiume e lo sblocco delle opere già finanziate nel centro storico, da Santa Lucia all’ex Jolly. È del tutto paradossale che si addossino al sindaco Occhiuto, anziché alla Regione, responsabilità anche per i disagi temporanei che i cittadini, come è fisiologico che sia quando si realizzano opere pubbliche di una certa portata, saranno costretti ad affrontare. Quel che registriamo in queste ore è una pericolosa battuta d’arresto nell’attuazione dell’accordo di programma e, insieme, una deriva della condotta della Regione che è da ascrivere unicamente al tentativo di rallentare e screditare l’azione amministrativa del sindaco Occhiuto, che sta ben governando la città. Un atteggiamento, questo, che rischia, d’ora in avanti, di accentuarsi. Oliverio farà di tutto, man mano che si andrà avanti nella corsa alle regionali, per essere d’intralcio alla operatività di amministratori, apprezzati nella loro azione di governo e che potrebbero diventare suoi competitori, senza farsi scrupolo alcuno quando si tratterà di azionare la macchina del fango o del discredito. Si tratta di metodi obsoleti, in auge 20 anni fa e che una ben definita parte politica continua ad utilizzare solo per tentare di delegittimare il buon governo del sindaco Occhiuto, senza accorgersi che, così facendo, causerà danni incalcolabili ai cosentini. A questo sistema ci opporremo con tutte le nostre forze e non consentiremo a nessuno di addossare al sindaco Occhiuto responsabilità che non ha. Non sono né il Consiglio comunale, né il sindaco Occhiuto ad aver cambiato le carte in tavola sulla metropolitana leggera e sul Parco Benessere. Dica con chiarezza il Presidente Oliverio cosa intende fare sul Jolly Hotel, così come sul nuovo Ospedale. Altrimenti, con i suoi proclami non farà altro che ripetere comportamenti già visti».

«Per parte nostra - concludono - tutti i punti dell’accordo dovranno essere rispettati nei tempi e nelle modalità sottoscritte perché altrimenti lo stesso accordo dovrà ritenersi annullato, con ogni conseguente determinazione».

NELL'EDIZIONE CARTACEA DEL QUOTIDIANO DEL SUD IN EDICOLA DOMANI L'INTERVISTA AL SINDACO DI COSENZA MARIO OCCHIUTO

Prorogati i commissariamenti di Laureana e Bova Marina La decisione del consiglio dei ministri su proposta di Salvini

REGGIO CALABRIA - Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Salvini, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, in considerazione della necessità di completare l’azione di ripristino dei principi di legalità all’interno delle amministrazioni comunali, ha deliberato la proroga dello scioglimento dei Consigli comunali di Laureana Di Borrello (Reggio Calabria), Bova Marina (Reggio Calabria), San Felice a Cancello (Caserta), Parabita (Lecce).

I consiglii comunali di Laureana di Borrello e di Bova Marina sono stati sciolti nel maggio del 2017 (LEGGI LA NOTIZIA"per accertati condizionamenti dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata"

A Laureana di Borrello la commissione di accesso agli atti si era insediata il 29 dicembre 2016 (LEGGI), ed era stata inviata a distanza di pochi giorni dalle dimissioni di nove consiglieri comunali su dieci.

Il sindaco di Bova Marina, Vincenzo Crupi, è stato invece arrestato il 7 dicembre 2016 nell'ambito dell'operazione "Ecosistema" che ha evidenziato una serie di appalti truccati (LEGGI I PARTICOLARI) e anomalie nella gestione della cosa pubblica.