Polemica sul Festival de L’Aquila, Franceschini scrive al sindaco

Il ministro richiama il primo cittadino di Fratelli d'Italia contrario alla partecipazione di Saviano e Zerocalcare: «Il programma non può né deve essere oggetto di alcuna pressione e interferenza politica».

Nella polemica scatenata dalla partecipazione al Festival degli Incontri all’Aquila 2019 di Roberto Saviano e Zerocalcare, osteggiata dal sindaco di Fratelli d’Italia Pierluigi Biondi, è intervenuto anche il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. «La invito», ha scritto il dem al primo cittadino, «a porre in essere tutti gli atti volti ad assicurare lo svolgimento del Festival secondo il programma previsto che, come ho già ribadito nei giorni scorsi e alla luce di quanto sopra illustrato, non può né deve essere oggetto di alcuna pressione e interferenza politica».

FRANCESCHINI SCRIVE AL SINDACO DE L’AQUILA

Franceschini, che aveva già preso le difese dell’organizzazione in un tweet del 12 settembre, ha ricostruito l’iter amministrativo seguito per la realizzazione della manifestazione in oggetto sottolineando che «non presenta alcuna anomalia» e che «tutte le fasi dell’iter sono state condivise tra il Comune dell’Aquila e questo ministero».

«PIENA CONDIVISIONE DEI PASSAGGI AMMINISTRATIVI»

Franceschini ha quindi ricordato che «il programma del Festival diretto da Silvia Barbagallo è stato approvato dal Comitato operativo, l’organismo all’interno del quale, come evidenziato, sono rappresentate entrambe le amministrazioni a cui non compete entrare nel merito di scelte di carattere esclusivamente artistico». Per altro verso, continua il ministro nella lettera, «la piena condivisione di tutti i passaggi amministrativi rende ora difficilmente comprensibili rallentamenti o impedimenti nella realizzazione dell’iniziativa».

Roberto Saviano.

IL SINDACO: «700 MILA EURO PER UNA CARNEVALATA DI SINISTRA»

Biondi dal canto suo era tornato all’attacco lo scorso fine settimana dal palco di Atreju, la festa del partito di Giorgia Meloni. «Sono stato accusato di censura solo perché ho chiesto a una tizia di non spendere 700 mila euro per fare una carnevalata di sinistra dove era assente il pluralismo», aveva detto. Aggiungendo: «L’Aquila è una città nobile, aristocratica e non merita questo genere di cose».

I RINGRAZIAMENTI DI SILVIA BARBAGALLO

«Ringrazio il ministro Franceschini perché ha chiarito una volta per tutte l’assoluta trasparenza e correttezza del mio operato», ha commentato Silvia Barbagallo. «Il ministro ha inoltre sottolineato che il programma da me proposto era stato approvato in piena regola in tutte le sedi preposte a farlo. È importante aver ribadito che il festival si deve svolgere senza alcuna ingerenza politica nel rispetto delle scelte artistiche».


Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it