La legge regionale sulla ricostruzione dell’Aquila è incostituzionale

Per la Consulta l'intero testo esprime solo «una mera ipotesi politica», priva di qualunque tipo di copertura economica.

L’intero articolato della legge regionale abruzzese 28/2018 sulla ricostruzione della città dell‘Aquila è incostituzionale perché «esprime una mera ipotesi politica, la cui fattibilità giuridica ed economico-finanziaria non è supportata neppure da una schematica relazione tecnica».

LE MOTIVAZIONI DEI GIUDICI

La bocciatura senza appello è della Corte Costituzionale, secondo cui la norma viola il principio della necessaria copertura finanziaria, sancito dall’articolo 81 della Costituzione. La sentenza, scrivono i giudici, «intende porre fine alla pratica di interventi legislativi privi dei presupposti costituzionali e delle risorse necessarie per fronteggiare gli interventi in essi contenuti».

SOLUZIONI ATTENDIBILI DEL TUTTO CARENTI

Un principio, quello della copertura, che trova «una delle principali ragioni proprio nell’esigenza di evitare leggi-proclama sul futuro, del tutto carenti di soluzioni attendibili e quindi inidonee al controllo democratico ex ante ed ex post degli elettori, posto a garanzia del cittadino, il quale ha diritto di essere informato sull’attendibilità della stima e sull’esistenza delle risorse destinate ad attuare le iniziative legislative e a confrontare le previsioni con i risultati in sede di rendicontazione».

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