“Noi studenti Erasmus dobbiamo restare dove siamo: tornare in Italia ora è troppo rischioso”


Scrivono a Fanpage due studentesse in Erasmus a Madrid, città tra le più colpite al mondo dal Coronavirus. Carlotta e Alessia non condividono le accuse dei loro colleghi bloccati a Barcellona contro lo Stato italiano: "In questo momento è molto più sicuro stare dove si è. Noi abbiamo avuto assistenza, non ci sentiamo abbandonate".
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“Qui in carcere impossibile tenere distanze di sicurezza, non dimenticateci, non meritiamo la morte”


Un gruppo di detenuti scrive a Fanpage.it: "Le carceri sono una bomba pronta a esplodere. Non possiamo mantenere le distanze di sicurezza. Bisogna intervenire al più presto. Abbiamo sbagliato nelle nostre vite e paghiamo con la privazione della libertà, ma non possiamo pagare con la morte. Non dimenticateci".
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“Basta con le spese selvagge, mia moglie rischia la vita: ci vuole una tessera per limitarle”


Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Marco, marito preoccupato di una commessa di un supermercato: "C'è gente che compra un kg di farina e sta dentro due ore, basta. I comuni rilascino una tessera che permetta un numero massimo mensile di scontrini e poi basta. Ho paura per la salute di mia moglie e dei miei figli"
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Lettera di un’infermiera: “Noi chiamati a sforzi a disumani: una mia collega è morta di Covid”


La lettera di un'infermiera a Fanpage: "Una mia collega è deceduta a causa del Covid trasmesso da pazienti positivi, per la mancanza di adeguati dispositivi di protezione individuali. Siamo chiamati a sforzi disumani e lavoriamo in condizioni lesive della sicurezza nostra e dei pazienti. Chiediamo solo di lavorare in sicurezza".
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“Mia moglie e mio figlio di 15 mesi bloccati in Colombia, non so quando potrò riabbracciarli”


Scrive alla redazione di Fanpage.it Daniele, un cittadino italiano che vive in Lombardia e che da settimane è ormai lontano dalla moglie e dal figlioletto di 15 mesi. Mamma e figlio, prima che scoppiasse l’emergenza coronavirus, erano andati in Colombia a far visita ai parenti e finora non hanno avuto la possibilità di tornare a casa: “In questo momento ci sono tante persone nella mia stessa situazione”.
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Scuola: “Io studentessa sorda penalizzata dalla didattica online: Italia pensa anche a me”


Noemi, studentessa sorda di Catania ha scritto a Fanpage.it per segnalare le gravi difficoltà che sta incontrando nella didattica a distanza adottata dopo la chiusura delle scuole per l'emergenza Coronavirus. "Le traduzioni nella Lingua dei segni non sono disponibili: devo accontentarmi di leggere il labiale, quando è possibile. Non ho diritto anche io, come gli altri, a continuare a studiare?".
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Coronavirus e scuola: “Didattica a distanza un fallimento, studenti sull’orlo del crollo”


Per la Posta dei lettori la riflessione di Davide Gemma sugli effetti dell'emergenza sul sistema scolastico. "La didattica a distanza è un fallimento, gli studenti sono fragili e non in grado di sostenere gli esami, ma la ministra Azzolina sembra non capirlo. Altri Paesi hanno già deciso di sospendere tutti gli esami e valutare gli studenti in base al loro curriculum scolastico. Perché non fare come loro?".
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Coronavirus, Valentino, 18enne cinese: “Cara Italia non mollare, ce la farete”


A Fanpage.it, la lettera di Valentino, 18enne cinese: "In Cina, non è stato facile, io son stato più di un mese bloccato a casa da solo ed ho trascorso il mio 18esimo compleanno in solitudine, non è stato facile. Ho visto tante persone che venivano caricate nelle ambulanze con forza la forza. Cara Italia, noi ne siamo usciti, ma ce la farete anche voi".
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Coronavirus, lavoratrice call center: “In ogni stanza lavoriamo in 60, rischiamo di ammalarci”


Una lavoratrice di un call center di Roma scrive a Fanpage.it: "Come è possibile evitare questo in un luogo, dove in ogni stanza lavorano minimo 50/60 lavoratori contemporaneamente, senza postazioni fisse e con pc, tastiere, mouse e cuffie in comune, senza mascherine e altri dispositivi di protezione? Com’è possibile evitare assembramenti nelle aree break e nei corridoi, se in una struttura lavorano migliaia di dipendenti?".
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Inferno Covid19, Giacomo, tecnico radiologo: “Abbiamo paura, ma metteremo fine all’incubo”


La lettera di Giacomo 33 anni, radiologo di Alessandria, in trincea per combattere l'emergenza Covid19. "Ogni giorno trattiamo decine di pazienti affetti da corona virus. Abbiamo paura, c’è molta tensione, ma nessuno di noi si lamenta mai. E anche se alla sera siamo stanchissimi, combatteremo per far sì che questo incubo finisca il prima possibile.
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Coronavirus, una docente: “Noi prof nel caos più totale: abbandonati sulle lezioni on-line”


Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una docente che racconta la confusione che regna in periodo di coronavirus nella scuola. Dalle piattaforme da usare per le lezioni a distanza, alle difficoltà per verifiche e voti, dalla mancanza di comunicazioni chiare e univoche ai problemi legati agli alunni con deficit: "Siamo circondati dal delirio".
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Coronavirus, Lorenzo è infermiere: “Ora ci chiamano eroi, ma prima, la politica dov’era?”


Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un infermiere, Lorenzo Pintori. Nella foto, il viso stanco segnato dalla mascherina: "Non serve a niente chiamarci erosi se da domani non cambierà qualcosa oppure la classe dirigente continuerà a togliere fondi per la sanità? Chi sarebbe disposto a rischiare la vita per 1500 euro?"
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Coronavirus, Franca malata di cancro: “Morirò perché non mi curano più a causa del Covid-19”


Drammatica lettera giunta a Fanpage di una paziente di cancro al quarto stadio: "Dovevano chiamarmi dall'ospedale Niguarda di Milano, ma sono in attesa a causa dell'emergenza coronavirus. È giusto creare malati gravi di serie A e di serie B? La mia vita non importante come quella delle persone affette da Covid-19?"
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Coronavirus, la lettera di una cassiera: “Perché la gente si mette ancora in fila ai supermercati?”


Una cassiera di Napoli scrive preoccupata a Fanpage perché, nonostante i vari appelli all'inutilità della corsa all'accaparramento, continuano a crearsi lunghe e pericolose file dentro e fuori i supermercati: "Abbiamo paura, così si creano folle di persone che fanno la spesa tutti i giorni come se nulla fosse, a noi chi ci tutela?"
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“Al mio carissimo amico, COVID 19. In arte Coronavirus”


Emanuele ha scelto la sottile arma dell'ironia in questa lettera inviata a Fanpage.it e al suo "caro amico", il Covid-19. "Non ho mai conosciuto nessuno che amasse l’Italia come te: c’è gente che prende treni in corsa per aspettarti a casa e accoglierti...", scrive con sarcasmo. E coglie anche occasione per ringraziare il Coronavirus: "Proprio grazie a te in questi giorni ho capito il valore della famiglia, dell’amicizia, dell’amore e della solidarietà". Poi il saluto, ma "a debita distanza".
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Coronavirus, la moglie del capotreno: “Mio marito non tutelato, esce di casa col terrore negli occhi”


Simona, moglie di un Capotreno che lavora per Ferrovie dello Stato, ha scritto una lettera a Fanpage.it per dare voce a tutti i dipendenti del settore dei trasporti pubblici nei giorni dell' epidemia da Coronavirus: "L'Italia non li protegge e non protegge le loro famiglie. Sono costretti a lavorare senza nessuna protezione, senza mascherine, né guanti, esponendosi ad un rischio elevatissimo di contagio".
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“Il mio cancro va via ma poi rispunta: così ho deciso di rinascere raccontandomi”


Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di Sara: "Nel 2018 ho scoperto di essere affetta da linfoma di Hodgkin. Un tumore, del sistema linfatico. Ho iniziato poi il mio percorso di cure. Il mio cancro va via da una parte ma poi rispunta dall’altra. Non se ne va, a lasciar andare si impara col tempo, non è un mestiere facile. Durante il primo ricovero ho iniziato a scrivere mail, in piena notte, ad un amico che in quel periodo mi ha tenuta stretta alla speranza. Da quelle mail è nato un libro".
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“Il messaggio di speranza ai giovani come me: dai problemi nascono talenti, recuperiamo la felicità”


Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di Matteo: "Vorrei mandare un messaggio di speranza alla mia e alle generazioni future. Non si può cambiare il mondo ma si può cambiare cambiare l'atteggiamento. Si deve avere speranza perché non averla non migliora la situazione ed anche perché dai problemi nascono i talenti".
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“Caro papà, ora che non ci sei più ti dedico la mia pesca da record: mi manchi da morire”


Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di Frankie: "Ho pescato una spigola record di 8,4 kg, mai presa di queste dimensioni. Voglio dedicarla al mio papà: grazie a te coltivo ancora questa sana passione, che tu mi hai trasmesso e che mi fa stare bene. Avrei solo voluto farmi qualche pescata in più con te, avrei voluto avere più tempo".
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“Mio nonno è sopravvissuto al campo di sterminio di Dachau: non sia dimenticato il suo coraggio”


Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di Natalia: "Mio nonno Giovanni è sopravvissuto al campo di sterminio di Dachau e deceduto purtroppo qualche anno fa. Prima di andarsene, dopo 70 anni di silenzio, ha deciso di lasciare a me la testimonianza di quanto ha vissuto. Non solo il dolore, l'abominio e la crudeltà, ma anche e soprattutto la forza, il coraggio e l'amore".
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“A 17 anni vi racconto la storia della signora Maria, che abbiamo salvato dal freddo”


Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di Gabriele: "Fin da piccolo, grazie a mio nonno, è nata in me la passione del soccorso. Da quando ho 14 anni sono entrato nella Croce Rossa e nella protezione civile di Varazze. Ho incontrato una donna in difficoltà in stazione mentre andavo a scuola e ho deciso di aiutarla: Maria ora ha un tetto".
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“Mio figlio autistico ha unito la famiglia. E ora aiutiamo altri come lui a sorridere”


Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di Monica: "Mio figlio Riccardo ha 14 anni e soffre del disturbo dello spettro autistico. Grazie a lui la famiglia ha consolidato dei legami forti di amore e collaborazione. Abbiamo anche creato un'associazione che si chiama "2 kiakere e 1 sorriso". Il nostro sogno è quello di dare vita a una microimpresa per dare dignità ai giovani come lui".
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“Laureata e dislessica, a chi mi chiamava asino dico: io ho creduto in me e ce l’ho fatta”


Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di Letizia: "Mi sono laureata nonostante la dislessia. Questo grande traguardo lo dedico a me, ma sopratutto a tutti gli studenti dislessici che pensano di non poter raggiungere i loro sogni, oltre che ai prof incompetenti che che mi davano dell’asino e della studentessa svogliata. Voi non avete creduto in me, io invece sì".
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“Ai genitori che insultano gli avversari dei figli sui campi di calcio: questo non è sport”


Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di Marcella da Napoli: "Il calcio dei più piccoli è spesso rovinato dai genitori che dagli spalti incitano all'odio e pronunciano insulti e addirittura minacce di morte contro gli avversari e l'arbitro. Vi dico: questo non è sport. Questo non è gioco. Questa è la partenza per radicare nei giovani l'anti sportività degenerativa".
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