“No al bavaglio”, giornalisti campani in piazza

Giornalisti in piazza a Napoli per dire #GiùLeManiDallInformazione. Il flash mob promosso dalla Fnsi e dall'Ordine nazionale dei Giornalisti si è svolto, in piazza del Plebiscito Alcuni giornalisti hanno esposto cartelli con le frasi pronunciate nei giorni scorsi del vice premier Luigi Di Maio e da Alessandro Di Battista.
    "Siamo qui in piazza a Napoli, come in diverse altre piazze d'Italia, per dire no a chi vuole mettere il bavaglio alla stampa", ha detto il segretario del Sugc, Claudio Silvestri.
    "C'è un violento attacco alla categoria, nei confronti dell'informazione e di chi fa informazione. A rischio estinzione sono innanzitutto le piccole testate", ha spiegato invece il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli.
    "Gli insulti da parte di esponenti del Governo e del M5S non scuotono l'amor proprio e la dignità di una professione, ma minacciano la libertà e i diritti costituzionali", ha rilanciato il consigliere nazionale Fnsi, Gerardo Ausiello.

A Napoli Conferenza sicurezza e legalità con Procura Nazionale Antimafia

Regione Campania, Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ed Eurispes presentano la Conferenza Nazionale su Sicurezza e Legalità che si terrà dal 16 al 18 novembre prossimi a Napoli. Un evento che durerà tre giorni e che vedrà la partecipazione di un centinaio di relatori tra rappresentanti delle istituzioni, nazionali e locali, esponenti delle Forze dell'ordine, accademici, magistrati ed esperti di diritto, giornalisti, intellettuali, ricercatori.
    Il macro-tema della sicurezza verrà analizzato e declinato attraverso le riflessioni e le proposte di otto tavoli tematici: "Beni confiscati", "Ambiente e Territorio", "Sicurezza Urbana e tutela penale", "Criminalità Organizzata: infiltrazione nell'economia legale", "Terrorismo", "Immigrazione e tratta degli essere umani", "Cyber-Security", "Dipendenze, Sicurezza e Società"

A Cupone nella Sila cosentina la festa della Foresta Grande partecipazione all’evento “ForestAmica”

COSENZA – Il Centro Visita di Cupone, nel cuore della Sila cosentina, è stato il centro della IV edizione della festa nazionale delle foreste denominata “ForestAmica”. Un evento nazionale organizzato dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza gestito dal Tenente Colonnello Gaetano Gorpia.

La manifestazione ha interessato, su tutto il territorio nazionale, in date diverse, le numerose Riserve Naturali dello Stato gestite dai Reparti Carabinieri Biodiversità.

Una giornata nella natura «a contatto - si legge in una nota - con splendidi animali presenti all’interno dei recinti faunistici del centro».


 

Il tema scelto per questa edizione è stato “Il mondo visto con gli occhi di un albero”, al fine di voler sensibilizzare, informare e promuovere la cultura dell’ambiente sul delicato, quanto necessario, tema del rispetto e della eco sostenibilità.

«La manifestazione, aperta a giovani, famiglie e gruppi, associazioni e appassionati della natura ha avuto lo scopo di far conoscere e scoprire i colori e i profumi autunnali del nostro territorio mediane un’inusuale ed emozionante esperienza in natura nonché acquisire straordinarie consapevolezze a contatto con la fauna selvatica».

I numerosi i visitatori che hanno partecipato all’evento, giovani e meno giovani «sono stati, per l’occasione, sono stati protagonisti insieme ai Carabinieri Forestali di momenti unici quanto rari: testuggini di Hermann del progetto “la Tartaruga va a scuola”realizzato in collaborazione con i Lions Club, un capriolo, giunto cucciolo ad opera di alcuni visitatori nella scorsa primavera ed amorevolmente accudito dal personale forestale, un esemplare di poiana (impossibilitato ed essere rimesso in libertà per un problema alare). Questi sono stati collocati nelle diverse strutture presenti presso l’area appositamente realizzate dalle eccellenti maestranze del personale operaio in servizio presso il Cupone».

MATERA 2019 | Guida minima agli eventi da non perdere

MATERA – Cinquanta settimane di programmazione, 330 giorni di eventi intorno ai 5 temi del dossier di candidatura, di cui l’80 per cento di produzioni originali nate a Matera. E ancora quattro grandi mostre (più una “partecipativa”) e tante collaborazioni internazionali come quelle con Petra, Rosario, Tunisi e Toronto, e collegamenti con istituzioni nazionali, internazionali o intercontinentali come l'Eu Japan Fest.
Matera 2019 è un caleidoscopio nel quale è anche ostico orientarsi, vista la quantità (e l’indubbia qualità) della proposta culturale.

UNA “PRE-INAUGURAZIONE” Sempre a proposito di legami con il resto del mondo, immancabile un filo diretto con Plodviv – l’“altra” capitale europea della cultura per il 2019 – fatto di progetti in comune a partire dalla cerimonia inaugurale sulla sponda bulgara il 12 gennaio, esattamente una settimana prima di quella tra i Sassi.
Non solo: a Pasqua sul tema del pane e a luglio sull’esplorazione dello spazio vi saranno altri due momenti di condivisione e collaborazione, mentre a ottobre ci sarà un festival degli “urban games” all’interno delle due città.

In generale è una vera e propria partitura musicale, dove trovano posto la musica e tutte le arti ma anche le eccellenze dell’enogastronomia, pane in primis: non a caso la Fondazione ha pensato a un grande grafico molto simile a un pentagramma in cui ogni rigo è rappresentato da un tema del dossier, con le note a segnare le iniziative in programma.
Insomma, a 100 giorni dal via bisogna iniziare a predisporre le orecchie alla “musica”. Dopo le polemiche su Fondazione, logo e ritardi – quella sui cantieri con la ministra Lezzi sta ancora accendendo il dibattito politico –, il 17 ottobre saranno quattro anni dalla designazione da cui tutto partì, una data forse più importante, nella storia della città, del riconoscimento (1993) di Patrimonio mondiale dell’Umanità ai Sassi e al Parco delle Chiese Rupestri.
Ora la Basilicata, fresca di premi ed encomi alla fiera Ttg di Rimini e da qualche giorno in vetrina sui canali tv nello spot con la sua skyline unica al mondo, si presenta all’appuntamento con una situazione politica non proprio ottimale – governatore sospeso dopo 80 giorni ai domiciliari per l’inchiesta sulla sanità partita proprio da Matera... – e un voto che, secondo ipotesi non ancora smentite, potrebbe cadere proprio in concomitanza con l’avvio delle celebrazioni (di preciso, la scadenza della consiliatura è il 20 gennaio, prima domenica disponibile dopo i canonici 60 giorni: nel 2013 si votò il 17-18 novembre).
In questa situazione fluida, l’unica cosa compiuta sembra proprio il programma degli eventi (che riproduciamo per intero nelle due pagine seguenti).
Ecco una guida minima a quelli imperdibili.

LA CERIMONIA INAUGURALE La Basilicata conta 131 Comuni, la maggior parte dei quali ha una propria banda marciante. La cerimonia d’inaugurazione di Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019 – in programma il 19 gennaio alle 19, perché i numeri non sono mai casuali – recupererà questa grande tradizione musicale meridionale, dando vita nelle strade di Matera a una straordinaria festa di paese di dimensioni inedite in cui l’intera città risuonerà di musica e luce.

Per questo evento straordinario «non soltanto l’intera regione Basilicata sarà a Matera, ma Matera sarà l’Europa»: infatti 27 capitali europee della cultura arriveranno a Matera rappresentate dalle proprie bande marcianti. Dal mattino le bande musicali provenienti da tutta la regione e dall’Europa animeranno la città, giungendo a piedi con i propri strumenti. Convergeranno attraverso le grandi direttrici viarie da nord, sud, est e ovest, dalla Murgia e perfino salendo lungo la Gravina.

Saranno più di duemila i musicisti divisi in 54 bande che attraverseranno i quartieri della città (Spine Bianche, Serra Venerdì, La Martella, Serra Rifusa) e raggiungeranno 27 piazze, accolti dagli allestimenti che i cittadini insieme agli studenti delle scuole avranno realizzato ad hoc. Seguirà un intenso momento di scambio e relazione: un pranzo conviviale di quartiere organizzato per ogni piazza e animato da famiglie, bambini, cittadini.

Al calare del sole gli orchestrali convergeranno infine sui Sassi, ognuno suonando il proprio repertorio, finché ogni vicolo del Sasso Barisano e Sasso Caveoso non sarà saturo di note. La città antica risuonerà di frammenti di brani e spezzoni musicali disconnessi, con una vera e propria jam session. I Sassi luccicheranno al lume di candela, con gli elementi luminosi preparati dai cittadini attraverso il progetto Lumen Social Light.

Gli abitanti della città, che nel frattempo si saranno raccolti lungo la Murgia dall’altra parte della Gravina, osserveranno in silenzio i Sassi come fossero il palcoscenico di un enorme anfiteatro.

LA DIRETTA RAI E IL SECONDO GIORNO Grazie al partenariato con la Rai, sempre alle 19 del 19 gennaio inizierà la diretta televisiva che seguirà tutto il concerto musicale coordinato da un Maestro d’eccezione; alle 20, il Tg1 trasmetterà le parole di apertura della manifestazione affidate al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il concerto proseguirà con le performance di artisti noti a livello nazionale e internazionale che si esibiranno in diverse piazze della città, diffondendo la cerimonia a macchia d’olio in ogni strada, vicolo, piazza e cortile.

Eppure la cerimonia inaugurale non si esaurirà nei soli confini comunali di Matera e non terminerà il 19 gennaio, ma risuonerà in scala differente in tutta la regione: il giorno seguente all’inaugurazione, 20 gennaio, ogni banda lucana ospiterà nel proprio comune una banda straniera con cui animare insieme il centro del paese, attraverso un’esibizione in piazza.
Poi si entrerà nel vivo. Sarà un cartellone variegatissimo scandito appuntamento per appuntamento in modo che da subito si può sapere cosa è stato calendarizzato di tre mesi in tre mesi e con aggiornamenti puntuali: il messaggio che la Fondazione ha voluto lanciare è che in qualunque giorno, chiunque verrà a Matera troverà qualcosa da fare e lo potrà verificare nel programma.

IL PASSAPORTO E LA MOSTRA DEI VISITATORI Tre mesi fa i vertici della Fondazione a Roma hanno presentato al ministro dei Beni e delle Attività culturali, Alberto Bonisoli, l’80% del programma culturale, a settembre il via alla campagna per la vendita del passaporto per diventare “cittadino temporaneo” di Matera: un abbonamento al prezzo unico di 19 euro che consentirà l'accesso a tutte le iniziative in programma nel 2019 previa prenotazione.
Si tratta di un pass di «abitante culturale»: ai possessori saranno consegnati un piccolo oggetto e una password con cui consultare il programma quotidianamente. Una quinta mostra che si aggiunge alle quattro grandi già programmate sarà di fatto caratterizzata dagli oggetti che i visitatori doneranno arrivando a Matera: sarà chiesto loro di lasciarne almeno uno al ritiro del passaporto culturale. Le stime sono di almeno 200mila passaporti acquistati da chi arriverà tra i Sassi, ma le previsioni sulle presenze partono da 700mila a 800mila.

TRA RAVENNA E IL GIAPPONE Sarà un passaporto per il mondo. Spulciando tra le pieghe del programma, ci si rende conto che si tratta di un evento che parte dalla dimensione (riscattata in decenni di crescita e turismo) di una ex “vergogna” nazionale e si proietta al mondo attraverso una cassa di risonanza europea.
Quattro sono i grandi cantieri di relazioni avviati in questo quadriennio: oltre a Plovdiv, ci sono anche le altre capitali europee della cultura passate e future, nonché le città italiane candidate al titolo.
Matera è, infatti, tra le altre cose capofila del programma “Italia 2019” che coinvolge molte delle altre città candidate nel 2014. Con la città di Ravenna, in particolare, verrà realizzato a Matera lo spettacolo “Purgatorio”, seconda tappa della trilogia “La Divina Commedia 2017-2021”. L’intesa con Ravenna e il Ravenna Festival si sposa con il progetto Capitale per un giorno (due momenti di aggiornamento con la partecipazione di 78 Comuni tra Potentino e Materano come segno di attenzione e volontà di partecipazione); con la città romagnola è stata definita un'intesa in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante per presentare il “Purgatorio” a Ravenna e Matera con una co-produzione tra Fondazione Matera 2019 e Ravenna Festival-Teatro Alighieri in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro: appuntamento dall’1 al 16 giugno, come location è stata scelta la scuola “Alessandro Volta” che con adeguati interventi del Comune verrà recuperata e resa fruibile. Proprio il recupero di alcuni edifici e l'utilizzo per questi eventi sono stati individuati a mo’ di paradigma del percorso di rinascita e valorizzazione alla base della fruizione anche una volta finite le celebrazioni.
Appuntamenti e iniziative sono programmati anche con Rosario la città argentina con una folta pattuglia lucana, con Tunisi e Petra cercando di coinvolgere anche riferimenti di altri continenti.
Infine, in questo tour tra città vicine e lontane, la collaborazione con il Giappone tramite il progetto Eu-Japan Fest (fino al 30 novembre 2019) giunto alla 27esima edizione che consentirà di portare a Matera coproduzioni artistiche per consentire a grandi artisti e collettivi giapponesi di portare a Matera le loro produzioni e di collaborare con la scena creativa lucana e le scuole del territorio.

I CINQUE TEMI Tutta l’offerta è stata strutturata lungo 5 assi principali, collettori di idee e proposte che raccolgono le peculiarità del territorio e lo traducono in forme d’espressione. Anzitutto il “Futuro remoto”: in questa sezione si segnala la mostra «La poetica dei numeri primi» (dal 21 giugno al 31 ottobre), la seconda delle quattro grandi mostre di Matera 2019, con la direzione scientifica di Piergiorgio Odifreddi. Ad animare gli spazi evocativi e affascinanti di Matera, Metaponto, Policoro saranno tre tipologie di percorsi: uno storico, due didattici e tre artistici. All’interno di quest’ultimo sarà possibile scoprire le opere di Escher, Ugo Nespolo, Aldo Spizzichino. La mostra sarà arricchita da conferenze dei più grandi matematici viventi, da Andrew Wiles, che ha dimostrato il teorema di Fermat, con conseguenze incommensurabili, a Sir Michael Atiyah, medaglia Fields della matematica, a Carlo Rovelli, il fisico i cui libri sono best seller in tutto il mondo. Si aggiungeranno inoltre spettacoli matematici, intrattenimenti con la magia della matematica, laboratori dedicati al pubblico da 3 a 90 anni ed altri specifici per le scuole.
In “Continuità e rotture” si propone un’interessante riflessione sul concetto di «vergogna» legato alle condizioni abitative e sociali della Matera arcaica (ma neanche tanto, se si pensa al dopoguerra): e allora ci si potrà confrontare con le “Architetture della vergogna” (23 luglio-22 novembre) ma anche con “La Bella Vergogna” (dal 9 al 18 agosto), un progetto spettacolare fra teatro, video, danza e musica, che prende spunto dal comizio che Palmiro Togliatti tenne a Matera l’1 aprile 1948 quando definì la situazione igienico sanitaria dei Sassi di Matera «una vergogna nazionale». Carlo Levi, nel suo “Cristo si è fermato a Eboli”, qualche anno prima, aveva sottolineato la tragedia in cui vivevano i circa 20mila abitanti dei Sassi, ma anche l’infinita «bellezza di Matera». Che ora ha modo di risplendere fra teatro e architettura.
Ma non solo: in “Riflessioni e connessioni” s’innesta il «Rinascimento visto da Sud - Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra 400 e 500», una grande mostra mai realizzata prima d’ora in Italia per «rileggere il Rinascimento guardandolo da Sud, alla ricerca delle rotte mediterranee della cultura, delle arti e degli artisti e comprendere meglio il dialogo e gli scambi tra le diverse sponde di quel Grande Mare che, nei secoli, ha messo in contatto le civiltà e i popoli». L’esposizione (curata da Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana e Dora Catalano) propone più di 180 preziose opere d’arte: in mostra fino al 29 settembre rarissimi oggetti e documenti storici di forte impatto per ricostruire, attraverso un sorprendente racconto visivo, la fioritura artistica e culturale avvenuta nell’Italia meridionale tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento, in relazione con il più ampio contesto del Mediterraneo. «Per ragionare sul Rinascimento da un’altra prospettiva che consentirà di mettere a fuoco una storia diversa da quella sviluppata nelle grandi capitali come Firenze, Milano, Venezia, Roma, benché continuamente interconnessa con i linguaggi e gli eventi che caratterizzavano questi grandi centri».
Il tema “Utopie e distopie” gioca con la mistica dei Sassi: da Ars Excavandi (fino al 31 luglio) a cura di Pietro Laureano, a Mater(i) P(i)etra, fino al 31 marzo con Jordan Tourism Board: Petra e Matera (gemellate Unesco) sono luoghi che condividono la stessa anima e le cui radici affondano nella pietra e nella materia in cui si sfiorano, «le rispettive civiltà rupestri - spiegano i curatori - sono il pretesto per “addentrarsi” in due territori, Basilicata e Giordania», unite nel progetto fotografico firmato dal reporter, regista e scrittore Carlos Solito.
Infine “Radici e percorsi” condurrà gli «abitanti culturali» del 2019 tra le vie del pane e le antiche tracce di religiosità, in un mix tra sacro e profano che da millenni innerva le culture del Mediterraneo.
Sullo sfondo, gli allestimenti nei luoghi di Matera2019 a cura dell’Open design school e la fase avanzata dell’Idea con 27 archivi regionali già selezionati che saranno affidati a 5 artisti di fama mondiale che realizzeranno istallazioni della durata di due mesi ciascuno.
Molto suggestiva anche la «cartografia corale» tracciata da Artepollino, associazione selezionata tra i 27 project leader cui è stato affidato il 50% del programma culturale del 2019: il progetto “Ka Art” si propone di «attivare un’ampia partecipazione sociale attraverso l’assoluta semplicità dell’atto del camminare, in una lenta, corale, immersione tra elementi naturali e umani».

QUALCHE ALTRA DATA DA SEGNARE E se nell’offerta teatrale si segnala anche “Teatro e nuovi miti” (1-2 marzo e 4 ottobre) in collaborazione con Teatri Uniti Basilicata, non mancherà il cinema: dal 1° al 7 aprile prenderà corpo «Formula cinema», la produzione di un film partecipativo a cura della Fondazione Matera Basilicata 2019 con Allelammie, l’associazione culturale sinonimo di Decima Musa in quel di Pisticci; dall’1 al 30 aprile (e poi dall’1 al 7 agosto) il progetto “Materre” a cura di Retecinema Basilicata.
Altri spettacoli da non perdere riguardano i concerti: il 24 luglio si esibirà l’Orchestra nazionale della Rai mentre dal 22 al 24 novembre si terrà, in collaborazione con Lams (Laboratorio Arte Musica Spettacolo), “Music for Matera”.

LA CERIMONIA DI CHIUSURA Il 20 dicembre, con la cerimonia di chiusura, non terminerà un 2019 da incorniciare e che si protrarrà in un certo senso fino a oltre la metà dell’anno successivo: fino al 20 luglio 2020 la Fondazione propone Airport City, un allestimento unico nel cuore della Murgia, realizzato dal visionario artista Tomas Saraceno, «un modo nuovo di guardare a Matera per trasformare in sogno la bellezza delle nuvole che la sovrastano».
Dal 21 luglio 2020, poi, non resteranno che le nuvole in transito e un patrimonio di esperienze da vivere in una Capitale senza tempo.

Capodanno Rai, la Regione propone Venosa. Delusione nel Metapontino: «Fate chiarezza»

VENOSA Poche righe per ribadire un concetto: il Capodanno Rai dovrà essere trasmesso da Venosa.

La Regione dopo un incontro che s è tenuto a Roma la scorsa settimana, ha comunicato formalmente la volontà dell’Ente di indicare la città di Orazio quale luogo in cui celebrare la trasmissione “L’anno che verrà”. La vicepresidente della Giunta regionale, Flavia Franconi ha scritto ai vertici di Rai Com spa: all’amministratore delegato Gianpaolo Tagliavia e ala responsabile degli eventi Federica Tanzilli. A seguito dell’incontro romano, la presidente facente funzione conferma «formalmente la scelta della città di Venosa quale location dell’evento in programma il 31 dicembre prossimo. La scelta - aggiunge nella lettera la Franconi - così come si è avuto modo  di evidenziare nel suddetto incontro, discende dalla valenza della città di Venosa, rappresentativa di un’area, il Vulture-Melfese, ricca di storia e di cultura e dalla forte vocazione turistica, che ha in più occasioni, a seguito della visita-sopralluogo dello scorso anno, manifestato la propria disponibilità ad ospitare l’evento».

Insomma a questo punto sarebbe solo questioni di giorni per avere l’ufficialità da parte della Rai. Pare infatti che l’incontro che si è tenuto a Roma abbia dipanato tutti gli ostacoli e che la Rai si sia convinta a trasmettere “L’Anno che verrà da Venosa”. Ma bisogna comunque fare in fretta. Mancano poco più di due mesi all’evento e bisogna organizzare tutto: dall’accoglienza, alla location dove verrà montato il palco (dovrebbe essere lo spazio che da piazza Castello continua per via Tangorra)  alla sicurezza. Insomma ci sarà molto da lavorare e in fretta. Lo scorso anno l’ufficialità di Maratea arrivò alla fine di luglio. La Perla del Tirreno ha avuto tutto il tempo per organizzare il tutto e contribuire alla buona riuscita dell’evento televisivo.

«La Regione con questa lettera conferma che il Capodanno sarà fatto a Venosa e la Rai a questo punto può solo ratificare quanto deciso quanto deciso dall’Ente di Via Verrastro - ha commentato il sindaco Gammone -. Aggiungo il fatto che, così come stabilito durante i sopralluoghi, Venosa è una sede idonea per poter svolgere una manifestazione così importante. Attendo notizie immediate  in modo da organizzare al meglio tutto quanto compete all’ente comunale che vuole contribuire alla buona riuscita dell’evento».

Cosenza dichiarata “Città europea dello Sport 2020” La soddisfazione del sindaco Mario Occhiuto

COSENZA - «Adesso è ufficiale: Cosenza è Città Europea dello Sport 2020. La comunicazione della conquista del prestigioso titolo è arrivata dal presidente di Aces Europe, Gian Francesco Lupattelli, che ha scritto al sindaco Mario Occhiuto ('abbiamo l’onore di dichiarare Cosenza European City of Sport 2020'), complimentandosi perché Cosenza è davvero un buon esempio dello sport per tutti, inteso come strumento di salute, integrazione, educazione e rispetto, proprio quali sono gli obiettivi principali di Aces Europa».

LEGGI LA NOTIZIA DELLA PRESENTAZIONE
DELLA CANDIDATURA DI COSENZA
A CITTÀ DELLO SPORT 2020

Con queste parole una nota del portavoce del Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, annuncia l'assegnazione dell'importante riconoscimento alla città. Nel testo si aggiunge che «nella motivazione si legge inoltre che l’Amministrazione comunale di Cosenza ha anche sviluppato una politica sportiva esemplare con strutture, programmi e attività».

Dal canto suo il primo cittadino Occhiuto ha espresso la propria soddisfazione affermando: «Siamo felici e onorati di tale riconoscimento frutto di un percorso mirato e corale, per il quale ringrazio l’assessore allo Sport Carmine Vizza e tutti coloro che, con il corposo dossier presentato, hanno contribuito a testimoniare alla Commissione esaminatrice che la nostra città aveva le carte in regola per rappresentare un esempio di svolta ecologica reale. Abbiamo sempre creduto in questa candidatura e sono certo che il titolo di 'Città Europea dello Sport 2020' sarà un ulteriore volano attrattivo, oltre che motivo per portare i riflettori su un capoluogo del Sud che mette al centro la qualità della vita con azioni concrete di sostenibilità».

Il sindaco Occhiuto parteciperà, il prossimo 12 novembre, al "Gala dei Premi Aces Europe" nella sede del Coni a Roma, alla presenza, tra gli altri, del presidente Giovanni Malagò.

Festival del Fumetto, “Le strade del paesaggio” Il suggestivo workshop a Cosenza con John Pomeroy

COSENZA – Si respira l’aria delle grandi fiere internazionali di fumetto a Cosenza, in occasione della XII Edizione delle Strade del Paesaggio. Il merito dell’organizzazione, che quest’anno ha suddiviso l’evento in più location tra le quali spiccano il Museo del Fumetto e il Castello Svevo, è nella scelta degli autori presenti, molto disponibili ad incontrare il pubblico, e protagonisti di mostre che contengono opere a cui va riconosciuto il merito aver scritto la storia dell’arte sequenziale e dell’animazione.


 

Miguel Angel Martin e John Pomeroy sono nomi di una caratura tale da fare tremare i polsi a qualsiasi curatore di eventi. Ma colui che ha catturato l’immaginario dell’intera città è David Lloyd, disegnatore di quella pietra angolare del mondo del fumetto che risponde al titolo di V For Vendetta. Lloyd è l’uomo che ha dato un volto ad Anonymous, realtà di protesta a livello mondiale, la quale ha scelto come simbolo la maschera che l’autore inglese disegnò per citare Guy Fawkes, cospiratore inglese, evocato nell’opera scritta da Alan Moore da cui fu tratto anche un celebre film.

Sabato mattina si è svolto il è svolto il workshop di John Pomeroy, con il coinvolgimento di tanti visitatori che, nel Museo del Fumetto di Cosenza, hanno potuto seguire direttamente il lavoro dell'animatore. 

Cosenza, al via Strade del paesaggio 2018 Il festival del fumetto giunge alla 12esima edizione

COSENZA – La dodicesima edizione delle Strade del Paesaggio, il festival dedicato al fumetto, all’intrattenimento e alla creatività che ha come scenario il centro storico di Cosenza, alle 17.00 di oggi apre i battenti, ma già stamattina, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta presso il Museo del fumetto, ha potuto ammirare le tre splendide mostre di opere originali.


 

Tra le opere spiccavano quelle dedicate a V for Vendetta, la seminale opera di Alan Moore e David Llyod, ospite della manifestazione, a Miguel Angel Martin, autore spagnolo di caratura internazionale e John Pomeroy, animatore per i Walt Disney Studios di capolavori dell’animazione quali Pocahontas, Eliot il drago invisibile, Il pianeta del Tesori e tante altri gioielli di un’arte amata da spettatori di ogni età. Divisa tra il Castello Svevo e il Museo del Fumetto, la manifestazione si prospetta ricchissima e densa di eventi e appuntamenti imperdibili per tutto coloro che voglio scoprire un mondo fatto di concreta immaginazione e passione per la fantasia allo stato puro.

Materadio 2018, il tributo ad Antonio Infantino nel cartellone off

MATERA  – Si apre il sipario sulla ottava edizione di Materadio, la festa di Rai Radio3 co-prodotta dalla Fondazione Matera-Basilicata2019 e che quest'anno tornerà, come nella prima edizione, nel parco del Castello Tramontano per i concerti serali di Max Gazzè e Seun Kuti, l'erede di Fela Kuti. 

La novità di questa edizione - spiegano gli organizzatori in una nota - è nel ricco programma off, vale a dire non in diretta radiofonica, che vede alcuni momenti di eccezione. 

Da non perdere l'appuntamento clou del programma off di Materadio. Per la prima volta a Matera, grazie alla collaborazione della Lucana Film Commission e di Rai Radio3 verrà proiettato domenica, 23 settembre, al cinema Piccolo, il film "The Fabulous Trickster - In viaggio con Antonio Infantino", un grande documentario dedicato al musicista di Tricarico a pochi mesi della scomparsa. Introdurranno il film il regista, Luigi Cinque, il direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace, e Valerio Corzani, di Rai Radio3. 

“Conoscevo la musica e l’arte di Infantino - afferma Cinque - da moltissimi anni, quando mi è capitato di incontrarlo di nuovo in un piccolo festival, a Tricarico. Mi è sembrata, la sua, una storia e una magia che andavano raccontate. Ho lavorato con lui per due anni, lo abbiamo scritto in parte insieme, ora è diventato un doloroso omaggio alla sua memoria. Un omaggio necessario, perché Infantino è riuscito ad avere una dialettica veloce e folle con la realtà, è riuscito ad essere totalmente libero in una dimensione che socialmente e politicamente si è fatta piu stretta rispetto agli anni Settanta e Ottanta. Mi piace dire che era un marziano pitagorico nella Firenze delle transumanze turistiche. E tutti gli dobbiamo qualcosa”. 

"A sei anni della nascita della Lucana Film Commission - afferma Leporace - si rinnova ancora una volta la preziosa collaborazione con Materadio. La presenza di Valerio Mastandrea e Mohsen Makhmalbaf a Hollywood party, entrambi impegnati in due diversi progetti cinematografici lucani, e la proiezione del bel documentario su Antonio Infantino rinnovano la possibilità di comunicare agli ascoltatori di Radiotre le migliori attività della Lucana Film Commission". 

Sempre nella giornata di domenica mattina, 23 settembre, dalle ore 11,37 alle ore 19,07, in piazza Vittorio Veneto (fronte ex Banco di Napoli), si terrà una performance artistica di Fabiano Lioi dal titolo "Colorare per Nascondere, Svelare per comunicare" organizzata in collaborazione con Arteprima. "Lioi - afferma Francesco Cascino, presidente di Arteprima - mette in opera la sua performance partecipAttiva e coinvolge tutti quelli che vorranno fare questa esperienza concreta e giocosa di rimando e metafora. Prepariamoci tutti a colorare per terra per immaginare altri modi di guardare e vedere la realtà quotidiana e diventarne lettori protagonisti. E' già successo a Napoli, Milano, Venezia riscuotendo ovunque grande consenso e ora anche a Matera". 

Fra le tante novità di questa edizione il Materadio Village allestito dalla Fondazione Matera-Basilicata2019 e, in particolare, dall'Open Design School con strutture removibili che serviranno ad ospitare talk show, presentazioni di libri e di progetti di Matera2019. 

Sempre qui, in piazza San Francesco, dal 21 al 23 settembre, sarà ospitata una istallazione di videomessaggi a cura di Luca Acito denominata "Chit Chat". "Il ChitChat- spiega Acito - è un sistema di ripresa automatico progettato dallo Studio Antani, un video box inserito all’interno di un vecchio telefono a muro. Un sistema innovativo e fresco per raccogliere videomessaggi di massimo 30 secondi e per raccontare in maniera dinamica i pareri della gente. Il ChitChat coinvolge direttamente le persone e genera curiosità, animazione e interazione. I contenuti video raccolti dal ChitChat hanno un potenziale virale di condivisione web elevatissimo". 

A chiudere il programma off di Materadio sarà domenica sera, 23 settembre, alle 21, in piazza San Francesco, l'orchestra del chitarrista Dino Plasmati che si esibirà accanto a una stella del jazz internazionale, il sassofonista Bobby Watson.