Tabelle ANF 2020-2021: i nuovi importi degli assegni per il nucleo familiare


L’Inps ha pubblicato la circolare annuale contenente le tabelle ANF 2020-2021, con i nuovi livelli reddituali, per individuare gli importi degli assegni per il nucleo familiare che spettano nel periodo 1° luglio 2020 – 30 giugno 2021. La domanda ANF va presentata all'Inps in via telematica online o tramite Patronati e non più tramite presentazione del modulo ANF cartaceo al datore di lavoro. Vediamo nel dettaglio tutte le informazioni sulle tabelle per gli assegni familiari 2020-2021 ma anche le tabelle ANF 2020-2021, relative al periodo luglio 2020 - giugno 2021, e le tabelle relative agli anni precedenti utili per calcolare gli arretrati degli assegni familiari.
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Come leggere la Certificazione Unica 2020


I lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i collaboratori, i pensionati italiani e tutti i percipienti di redditi nell'anno d'imposta 2019 hanno ricevuto dal datore di lavoro o scaricato online dall'Inps, la Certificazione Unica dei redditi CU 2020, l'ex modello CUD. Dai dati fiscali relativi al reddito imponibile percepito, ai dati previdenziali nei quali è possibile verificare i contributi fiscali, dai dati dei familiari, a quelli relativi al TFR nella CU, vediamo come leggere il nuovo modello di Certificazione Unica 2020, chiamato anche CU 2020, anche nella sezione relativa ai redditi dei lavoratori autonomi, provvigioni e redditi diversi, nonché nella sezione relativa alla Certificazione Redditi - Locazioni brevi.
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730 precompilato scadenze 2020: tutte le nuove date dopo il Covid-19


Dopo l'emergenza Coronavirus Covid-19, il 730 precompilato ha nuove scadenze 2020, tappe e date da rispettare: la scadenza della presentazione passa dal 23 luglio al 30 settembre 2020, la stagione del 730 precompilato finisce il 30 novembre 2020. Dal 5 maggio l'accesso al 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dal 14 maggio è possibile modificare, integrare, rettificare ed inviare il 730 precompilato. La scadenza 730 precompilato è 30 settembre 2020, saldo e primo acconto entro 30 giugno, 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%, secondo acconto entro 30 novembre 2020. Rimborsi Irpef dopo invio 730 precompilato. Vediamo tutte le scadenze per annullare o rettificare 730 precompilato, presentare 730 integrativo o correttivo o il modello Redditi PF.
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Studi professionali: riapertura con nuovi obblighi anti Covid-19 degli uffici aperti al pubblico


Gli studi professionali e i professionisti, con o senza dipendenti, dalla riapertura o dal 18 maggio 2020 devono rispettare il protocollo degli uffici aperti al pubblico. Adeguata informazione, contatto con i clienti a distanza o accesso con prenotazione, riorganizzazione degli spazi, sala d'attesa, mantenimento di almeno un metro di separazione tra postazioni di lavoro, professionista e cliente, uso della mascherina, barriere fisiche, sanificazione, igiene delle mani, pulizia delle superfici e disinfezione delle attrezzature prima di ogni cliente, ecco tutti gli obblighi e misure anti Covid-19, pena sanzioni della chiusura dello studio professionale da 5 a 30 giorni con sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro.
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Mancato rispetto norme anti Covid-19: chiusura attività e sanzione fino 3.000 euro


Con la riapertura dal 18 maggio 2020, chi esercita attività economiche, produttive e sociali deve rispettare le normative anti Coronavirus Covid-19 contenute nel Decreto Legge n. 33 del 16 maggio 2020, nel D.P.C.M. 17 maggio 2020, nei protocolli nazionali anti contagio di ogni settore e nelle ordinanze regionali. Prevale l'ordinanza regionale, ma per il datore di lavoro si applicano le norme nazionali sulla salute e sicurezza su lavoro (D. Lgs. n. 81 del 2008) e il protocollo anti contagio nei luoghi di lavoro del 24 aprile 2020. In caso di violazione che non assicuri "adeguati livelli di protezione" scatta la sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Prevista la sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro e la chiusura dell'attività da 5 a 30 giorni. Chi irroga la sanzione è il Prefetto per le norme nazionali o l'autorità regionale o locale che ha emesso l'ordinanza.
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Periodo di prova CCNL metalmeccanici artigiani


Il periodo di prova nel CCNL metalmeccanici artigiani va dai 10 giorni ai 3 mesi di lavoro in base al livello di inquadramento e al settore di appartenenza del lavoratore: metalmeccanico, installazione impianti, orafo o odontotecnico. Per gli impiegati il periodo di prova è di 3 mesi. Vediamo la durata del periodo di prova per ogni categoria professionale, cosa fare in caso di licenziamento o dimissioni durante il periodo di prova, quali sono i diritti dei lavoratori, compreso apprendisti, in termini di stipendio, scatti di anzianità, ratei di tredicesima, anche in caso di contratto a tempo determinato o apprendisti.
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Coronavirus, pulizia e sanificazione: differenze, regole e periodicità


Durante la fase due dell'emergenza Coronavirus, i datori di lavoro sono tenuti alla pulizia giornaliera, alla sanificazione periodica ed a mettere in atto attività di pulizia, igienizzazione e disinfezione, che sono tutte attività incluse nella sanificazione. Vediamo le differenze e definizioni di attività di pulizia, sanificazione, igienizzazione, sanificazione periodica, con detergenti, disinfettanti e quali sono gli obblighi e diritti dell'azienda e del lavoratore secondo quanto previsto dal DPCM 26 aprile 2020 e il protocollo anti-contagio virus Covid-19 del 24 aprile 2020.
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Cassa integrazione: il bonus Renzi spetta, ecco chi lo paga


In cassa integrazione ordinaria e in deroga spetta il bonus Renzi. A pagare gli 80 euro al mese è il sostituto d'imposta, che può essere sia il datore di lavoro, in caso di anticipazione datoriale dell'integrazione salariale, che l'Inps, in caso di pagamento diretto. Vediamo come funziona in busta paga il calcolo della detrazione per lavoro dipendente e del Bonus Renzi, nei vari casi di CIGO, CIGS, CIG in deroga, assegno ordinario FIS, CIG a zero ore, CIG a rotazione, cassa integrazione con riduzione orario di lavoro. Ecco in cassa integrazione quanto si prende come Bonus Renzi in busta paga o tramite pagamento diretto Inps.
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Bonus professionisti e lavoratori autonomi Regione Campania


La Regione Campania ha previsto un bonus di mille euro per professionisti e lavoratori autonomi con fatturato inferiore a 35 mila euro. Per accedere al bonus di 1000 euro, tra le altre cose è necessario essere iscritti ad albo professionale, cassa previdenziale o alternativamente alla gestione separata INPS, avere sede nella regione Campania e aver iniziato la propria attività prima del 2020. Per godere del beneficio è necessario inoltre presentare domanda tramite piattaforma regionale dal 24 aprile 2020 all’8 maggio 2020. Vediamo insieme come funziona il bonus Regione Campania.
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Festività durante cassa integrazione: chi paga la giornata


Il pagamento della festività durante la cassa integrazione ordinaria, straordinaria, la cassa integrazione in deroga, l’assegno ordinario e l’assegno di solidarietà FIS segue regole diverse tra impiegati e operai, lavoratori retribuiti ad ore o in misura fissa mensile, tra CIG a zero ore, ad orario ridotto o rotazione, sospensione totale o parziale dell’attività lavorativa. L'Inps paga la giornata di festività per gli impiegati, paga il datore di lavoro la festività in caso di riduzione dell’orario di lavoro e per gli operai nelle prime due settimane di sospensione dell'attività lavorativa o nelle festività nazionali 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Ecco come funziona tra festività e CIGO, CIGS, CIG in deroga e Fondo di integrazione salariale, anche in caso di festività coincidenti con il sabato o la domenica in un periodo di integrazione salariale.
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Perché la cassa integrazione non è l’80% dello stipendio in busta paga


La cassa integrazione non è l'80% dello stipendio e in moltissimi casi neanche l'80% della retribuzione globale ai sensi della normativa sul calcolo della cassa integrazione. Durante la cassa integrazione, anche per emergenza Coronavirus causale Covid-19, la maggior parte dei lavoratori percepiranno il massimale CIG, pari a 998,18 euro mensili, pari a 5,34 euro lordi ad ora di integrazione salariale, comprensivi di tredicesima e quattordicesima. Il netto in tasca percepito dipende dalla tassazione del lavoratore, ma non è l'80% della paga oraria. Ecco perché la cassa integrazione non è l'80% dello stipendio.
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Malattia prima e durante cassa integrazione e CIG in deroga


In materia di CIG e malattia, tra CIGO o CIGS e indennità di malattia, la legge prevede che l’integrazione salariale sostituisce l’indennità di malattia e l’integrazione della malattia da parte del datore di lavoro secondo CCNL. L’Inps prevede che in caso di malattia insorta prima della CIG a zero ore (sospensione attività lavorativa), non per tutti i lavoratori, eroga l’indennità di malattia e non la cassa integrazione ordinaria, straordinaria o CIG in deroga. Nel caso di malattia insorta durante la CIG a rotazione (riduzione orario di lavoro) eroga sempre l’indennità di malattia, in deroga alla legge. Vediamo nel dettaglio, anche in caso di pagamento diretto da parte dell’Inps ed emergenza Covid-19 per Coronavirus.
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Congedo non retribuito per figli da 12 a 16 anni durante chiusura scuola


I genitori entrambi lavoratori con figli da 12 a 16 anni hanno diritto ad un congedo non retribuito per tutta la durata della chiusura delle scuole. L'assenza non retribuita è giustificata, non è retribuita, quindi è senza indennità, non dà diritto alla contribuzione figurativa, ma dà diritto alla conservazione del posto di lavoro ed il divieto di licenziamento. Resta fermo, per altri figli fino a 12 anni, il diritto al congedo parentale straordinario retribuito di 15 giorni.
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Congedo parentale straordinario di 15 giorni per figli fino a 12 anni


Il Governo ha introdotto un congedo parentale straordinario di 15 giorni, continuativi o frazionati, da usufruire entro il 31 dicembre 2020, per i nuclei con entrambi i genitori lavoratori e figli fino a 12 anni. Spetta un'indennità pari al 50% della retribuzione. Spetta ai lavoratori dipendenti privati e pubblici, lavoratori della Gestione separata e autonomi Inps, in alternativa un voucher di 600 euro per servizi di baby sitting. Ecco tutte le informazioni anche su calcolo dell'indennità e della retribuzione globale di fatto.
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A chi spetta l’assegno ordinario FIS per Coronavirus causale Covid-19


L'assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (FIS) è un ammortizzatore sociale che spetta alle aziende non destinatarie della cassa integrazione ordinaria (CIGO). Spetta nei settori Commercio, Servizi e Turismo per le aziende che hanno una media di più di 5 dipendenti. Spetta ai lavoratori subordinati: indeterminato, determinato, part-time, apprendistato professionalizzante. Esclusi apprendisti I e III livello, dirigenti. L'importo mensile dell'assegno ordinario FIS è pari alla CIGO e alla CIG in deroga, ma non spettano gli assegni familiari.
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Cassa integrazione in deroga: a chi spetta e a chi si applica la CIGD


La cassa integrazione in deroga per Coronavirus (causale Covid-19) si applica ai datori di lavoro da 1 a 5 dipendenti, escluso settore Industria, edilizia, ed in generale spetta ai lavoratori dipendenti di datori di lavoro esclusi dal campo di applicazione della cassa integrazione ordinaria (CIGO ) e dell'assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (FIS). Rientrano nella CIG in deroga (CIGD) anche le aziende del commercio sopra i 50 dipendenti. Vediamo tra il computo della media dei dipendenti nell'ultimo semestre e la normativa, a chi spetta la CIG in deroga e come funziona.
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A chi spetta la cassa integrazione ordinaria (CIGO Coronavirus)


Il Decreto Cura Italia, Decreto Legge n. 18/2020, ha esteso la cassa integrazione ordinaria per causale Covid-19 (CIGO Coronavirus) a tutti i lavoratori dipendenti assunti entro il 23 febbraio, compreso apprendisti, escluso dirigenti e lavoratori a domicilio, ma non ha modificato l'elenco delle imprese beneficiarie previsto dall'art. 10 del Decreto Legislativo n. 148 del 2015. Pertanto, la CIGO Coronavirus spetta alle imprese industriali già destinatarie della cassa integrazione ordinaria. Ai lavoratori delle altre imprese spetta l'assegno ordinario FIS o la CIG in deroga. Vediamo nel dettaglio.
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Cassa integrazione: importi massimi mensili e orari, lordi e netti anno 2020


I massimali mensili della cassa integrazione ordinaria (CIGO), straordinaria (CIGS), della CIG in deroga, dell'assegno ordinario e di solidarietà del Fondo di integrazione salariale (FIS) per l'anno 2020 sono rispettivamente 939,89 euro mensili netti (998,18 euro lordi) per i lavoratori con retribuzione inferiore o uguale a 2.159,48 euro e 1.129,66 euro mensili netti (1.199,72 euro lordi) per i lavoratori con retribuzione superiore a 2.159,48 euro. Per ogni ora di cassa integrazione si percepiscono rispettivamente da 5,11 a 5,87 euro e da 6,14 a 7,02 euro netti, al lordo della tassazione Irpef. Vediamo come funzionano i massimali della cassa integrazione, il divisore orario mobile ed il calcolo tra 80% della retribuzione globale e i massimali.
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Bonus 600 euro per lavoratori agricoli: requisiti e domanda Inps


Nel Decreto Legge Cura Italia emanato per fronteggiare l’emergenza Coronavirus è stata introdotta un’indennità di 600 euro per i lavoratori agricoli. Il Bonus di 600 euro spetta per il mese di marzo 2020 agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, con almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo nel 2019. L’indennità va richiesta presentando domanda tramite il sito INPS. Sono esclusi i titolari di reddito di cittadinanza. Vediamo tutte le informazioni.
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600 euro ad artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri


Nel Decreto Legge di emergenza anti Coronavirus è stata riconosciuta una Indennità Covid-19, un Bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago per il mese di marzo 2020. Tra i requisiti per “Indennità COVID-19” presente sul sito Inps o Indennità di 600 euro, essere iscritti alle gestioni speciali dell’Ago. Sono destinatari dei 600 euro per autonomi, Artigiani, Commercianti, Coltivatori diretti, Coloni e mezzadri, coadiuvanti e coadiutori, agenti di commercio. Sono esclusi dal Bonus 600 euro i titolari di lavoro dipendente, pensione e reddito di cittadinanza. Vediamo tutte le informazioni e come fare domanda sul sito Inps.
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600 euro lavoratori stagionali: elenco attività, requisiti, domanda


Il Decreto Cura Italia riconosce, per emergenza Coronavirus Covid-19, un’indennità di 600 euro per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che tra il 1° gennaio 2019 ed il 17 marzo 2020 hanno involontariamente perso il posto di lavoro. Vediamo l'elenco attività (Alberghi, affittacamere, bed and breakfast, ristorazione, bar, caffetterie, pub, birrerie, pizzerie, enoteche, stabilimenti balneari, gelaterie, pasticcerie, ecc.) e come presentare la domanda sul sito Inps dal 1 aprile 2020.
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Bonus 600 euro ai soci di società: a chi spetta e come fare domanda


I soci di società di persone o di capitali hanno diritto al bonus di 600 euro per lavoratori autonomi, se sono singolarmente iscritti ad una delle Gestione speciali dell'AGO (Gestione artigiani e commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri). Vediamo tra socio snc, sas, srl, amministratori di società e di srl, iscrizione alla Gestione separata o meno, chi ha diritto all'indennità di 600 euro prevista dal Decreto Cura Italia.
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Cassa integrazione: quanto si prende e perde in busta paga


Cassa integrazione Coronavirus: quanto si prende? La legge sulle integrazioni salariali dice l'80% della retribuzione globale, ma impone massimale mensile di CIGO, assegno ordinario FIS e CIG in deroga. Quindi nella maggior parte dei casi, si prende 998,18 euro lordi compreso ratei di tredicesima e quattordicesima (939,89 euro netti al mese). E per ogni ora di cassa integrazione, per tanti lavoratori, meno di 6 euro ad ora (dividendo 998,18 euro per il divisore mensile). Chi supera i 2.159,48 euro di retribuzione globale mensile prenderà 1.129,66 netti al mese. Ecco quindi come calcolare in busta paga quanto si perde al mese e per ogni ora di CIGO, assegno ordinario FIS e CIG in deroga, in base all'orario di lavoro (part-time compreso) e al divisore orario del CCNL.
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Bonus 600 euro autonomi: non spetta a chi è lavoratore dipendente


Il bonus di 600 euro previsto dal "Decreto Cura Italia" non spetta ai titolari di rapporto di lavoro dipendente. In particolare non spetta agli iscritti ad altra previdenza obbligatoria nel caso di professionisti senza cassa e cococo iscritti alla Gestione separata, nonché nel caso di artigiani e commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri. Non spetta inoltre ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti balneari ed ai lavoratori dello spettacolo che hanno un rapporto di lavoro alla data del 17 marzo 2020. Vediamo tutti i casi.
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Bonus 600 euro per lavoratori dello spettacolo Enpals (Coronavirus)


Il Decreto Legge n. 18 del 2020 emanato in piena emergenza Coronavirus è stata introdotta un’indennità di 600 euro per i lavoratori dello spettacolo. Hanno diritto al bonus di 600 euro i lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo (Enpals), con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al Fondo, con reddito non superiore a 50.000 euro. L'Indennità COVID-19 non spetta ai titolari di pensione ed ai lavoratori rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020. Vediamo requisiti, come fare domanda e tutte le informazioni.
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Indennità di 600 euro per cococo e professionisti Gestione Separata


Nel Decreto Legge di emergenza anti Coronavirus è stata riconosciuta una Indennità Covid-19, un Bonus di 600 euro per professionisti, i lavoratori con contratto co.co.co., iscritti alla Gestione separata e per tutti i lavoratori autonomi Inps per il mese di marzo 2020. Tra i requisiti per "Indennità COVID-19" presente sul sito Inps o Indennità di 600 euro, avere partita Iva o avere una collaborazione coordinata e continuativa prima del 23 febbraio. Sono esclusi dal Bonus 600 euro i titolari di reddito di cittadinanza. Vediamo tutte le informazioni e come fare domanda sul sito Inps.
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Commercialisti e Consulenti del Lavoro: “Urgente piano choc per salvare le imprese italiane”


Con un comunicato stampa i presidenti degli ordini dei Consulenti del Lavoro e dei Commercialisti Marina Calderone e Massimo Miani, avvertono il Governo: "Urgente piano choc per salvare le imprese italiane" perché è "in ginocchio il tessuto economico del Paese". Rischio pagamenti dopo diversi mesi, chiesto il pagamento in acconto di 1.000 euro in attesa della cassa integrazione, proposto il lancio di un Ammortizzatore sociale unico "Covid-19" e lo stop ai versamenti dei tributi (tasse, imposte e contributi) fino al 30 giugno". Ecco tutte le proposte.
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Coronavirus, Reddito di cittadinanza percepito senza obblighi per 2 mesi


Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 ha sospeso per l'emergenza Coronavirus tutti gli obblighi e le misure di condizionalità previste per i beneficiari del Reddito di cittadinanza. La percezione per due mensilità è senza obblighi di condizionalità (DID, Patto per il lavoro, convocazione al CPI, obblighi di accettazione offerta di lavoro congrua, ecc.). Sospese anche le decurtazioni delle mensilità in caso di violazione e, in alcuni casi, la decadenza dal diritto.
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Credito d’imposta 60% affitto botteghe e negozi per marzo 2020


Nel Decreto Legge di emergenza anti Coronavirus è stato introdotto un credito d’imposta del 60%, sul canone di locazione del mese di marzo. Il credito d'imposta affitti di botteghe e negozi spetta a tutti quei soggetti esercenti attività d’impresa che al momento risultano sospese. Il credito d’imposta del 60% non riduce il canone di locazione, ma può essere utilizzato in compensazione di natura fiscale in F24 con il codice tributo 6914. Vediamo tutte le informazioni.
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Detrazione 30% per erogazioni liberali anti Coronavirus


Nel Decreto Legge n. 18/2020 di emergenza anti Coronavirus è stata introdotta una detrazione del 30%, per un importo non superiore a 30 mila euro, per le erogazioni liberali in denaro o natura in favore di Stato, Regioni, Enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro. La detrazione Irpef del 30% riduce l'imposta Irpef o Irap. E' riconosciuta anche ai titolari di reddito d'impresa e in questo caso è deducibile.
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