Ddl “Ius Culturae”, ira Fratelli d’Italia: «Daremo battaglia»

Era stato sospeso il 24 ottobre 2018, ma solo quest’oggi è ritornato al vaglio della commissione affari costituzionali della Camera l’esame del dll sullo ius culturae. L’annuncio è arrivato dallo stesso Giuseppe Brescia, presidente della commissione, anche relatore in sostituzione del ministro della Salute, Speranza. Immediate le reazioni dell’opinione pubblica e del mondo della politica, rispetto a un disegno di legge che prevederebbe la cittadinanza a minori che hanno compiuto almeno un ciclo di scuola in Italia. Primi a scendere in campo e a dichiarare la propria contrarietà il partito capitanato da Giorgia Meloni, che dal gazebo allestito davanti il Palazzo di Montecitorio ha lanciato la campagna “No alla legge Boldrini. Firma anche tu per dire no allo ius soli”. Nella provincia di Salerno è stata immediatamente rilanciata dal coordinamento provinciale di FdI con alla guida Imma Vietri e Ugo Tozzi. «Oggi la prima commissione della Camera ha iniziato l’iter per approvare la legge», ha spiegato Tozzi. «Se si vuole modificare una legge che impatta sul futuro degli italiani, si deve avere prima di tutto il consenso del popolo, invece lo “Ius Soli” è solo un tentativo vergognoso di un governo abusivo di dare la cittadinanza automatica nonostante gli italiani siano contrari. La raccolta firme serve per impedire l’ennesimo espediente della sinistra di distruggere la nostra identità. Per diventare italiani bisogna dimostrare di amare questa nazione. Per questo saremo sempre contro lo “Ius soli”, lo “Ius culturae” e tutte quelle proposte che servono solo a distruggere la nostra identità, la nostra storia e sovranità». Una campagna d’opposizione resa a suon di raccolta firme, che toccherà oltre 200 tra le maggiori piazze e che si prospetta particolarmente favorevole complice anche l’impennata di consensi ottenuta da Giorgia Meloni. «Non è accettabile anteporre questo tipo di problematica ad aspetti ben più pregnanti», ha aggiunto Imma Vietri. «L’attuale fase storica del Paese pone in evidenza quanto andare a discutere di Ius Soli, piuttosto che di Ius Culturae, sia assolutamente marginale e ci allontani da un dibattito politico di spessore». Va giù durissimo anche Antonio Iannone, l’ex presidente della Provincia e adesso senatore FdI: «La cittadinanza si merita, non si regala. Noi daremo battaglia a questo provvedimento che non è altro che uno ius soli per dare una cittadinanza veloce agli immigrati. La cittadinanza italiana si costruisce, si merita, non si regala come vorrebbe il governo giallorosso».

I FAVOREVOLI: Trezza e Conte: «Segno di civiltà», Acunzo: «Si poteva agire con più calma»

A un mese dall’insediamento dell’esecutivo Conte bis, la maggioranza ha rimesso mano alle questioni lasciate sul tavolo. Tentando di riprendere piede, però, torna a inciampare nella lungamente dibattuta questione dello Ius Soli e dello Ius culturae. Il decreto che allargherebbe il diritto alla cittadinanza per i minori nati nel Bel Paese, e che abbiano frequentato almeno per cinque anni un ciclo di studi, riceve il plauso dei rappresentanti democratici e del movimento pentastellato. «Finalmente un atto di coraggio da parte del governo che fin ora si era fatto incantare da sirene inesistenti», così Davide Trezza, coordinatore nazionale di Potere al Popolo sull’iter legislativo dello “ius soli”. «Noi siamo favorevoli. E’ un segno di civiltà. E’ sbagliato ragionare pensando alle frontiere e facendo finta che il problema non esiste. Questa legge prende atto dei tempi attuali, con intere popolazioni che si spostano e che quindi vanno regolamentate. Senza una inquadratura giuridica si avrebbe soltanto maggiore insicurezza e disperazione». Non meno entusiasta il parere di Federico Conte, deputato eletto nelle fila di Liberi e Uguali: «Spero che il ddl diventi presto legge. Chiamarlo Ius soli piuttosto che Ius Culturae significa solo spostare l’accento sulle modalità con cui giungere al conseguimento di questo diritto, ma di base ritengo che la questione sia analoga: chi rispetta i doveri imposti dalle leggi italiane è giusto che si veda riconoscere anche dei precisi diritti». Ad accogliere con piacere la ripresa in esame del Ddl anche l’ala pentastellata: «Più che ius culturae proporrei la revisione della cittadinanza italiana per molti connazionali». ha commentato Nicola Acunzo, deputato battipagliese del Movimento 5 Stelle. «A me personalmente fa piacere avere una legge del genere, però non è una priorità. Abbiamo altre cose importanti da fare, si poteva agire con più calma senza impegnare di getto i parlamentari. In ogni caso rimane una risposta di civiltà, civiltà e senso civile che dovrebbero acquistare molti italiani».

I CONTRARI AL PROVVEDIMENTO: Fasano e Casciello: «Utile a nessuno», Cantalamessa: «A quando il velo?»

Differenti i nomi e le diciture, ma identica la sostanza e la componente politica che lo vuole imporre. Così pensano i rappresenti dell’ala moderata sulle nuove vesti indossate dallo Ius soli, oggi al vaglio come Ius Culturae. Il disegno di legge che risale al 2018 a firma di Laura Boldrini ritorna all’esame della prima commissione alla Camera dei deputati. E nell’attesa che si conoscano le volontà della maggioranza, il centro-destra dimostra già le idee chiare rispetto l’intera vicenda. «La questione non la si può ridurre ad un “favorevole o contrario”, è molto delicata e complessa e richiede migliorie ed una discussione profonda», ha commentato il deputato di Forza Italia Gigi Casciello. «Così come era per lo ius soli, e così come è stato impostato lo ius culturae, non si può essere che nettamente contrari». Altrettanto decisa la posizione di Enzo Fasano, deputato e coordinatore provinciale di Forza Italia: «Una battaglia ideologica della quale nessuno sentiva il bisogno». In un Paese in cui sono i crismi dell’urgenza a venire immediatamente meno. L’Italia, rispetto all’intero quadro europeo, è la nazione più attenta alla questione e che concede il maggior numero di cittadinanze agli stranieri: solo nel 2018, come si legge attraverso i dati resi pubblici dalla Caritas, oltre 112mila persone hanno acquisito lo status di cittadino italiano. «Una rivisitazione riveduta e corretta dello ius soli che nei fatti non serve a nessuno – ribadisce l’onorevole azzurro – è solo una bandiera propagandistica visto che non ci sono possibilità di ottenere la cittadinanza anche da parte dei minori. E’ una forzatura ideologica inutile». Ben più critici i rappresentanti del partito del Carroccio, per i quali lo Ius Culturae costituirebbe l’ennesima forzatura della sinistra e dei cinquestelle. «Tra ius culturae, tortellini di pollo e cartine geografiche al posto del crocifisso, mi domando quando questo governo vorrà fare indossare il velo alle donne italiane», ha dichiarato l’onorevole Gianluca Cantalamessa, coordinatore regionale della Lega in Campania non nuovo a simili provocazioni.

Consiglia

Chi è favorevole e chi è contro lo ius culturae tra i parlamentari

Giovedì 3 ottobre è pronto a essere discusso in Commissione affari costituzionali il provvedimento per concedere il titolo di cittadino ai bambini nati e cresciuti in Italia. Ma c'è chi frena anche all'interno della maggioranza.

A un mese trascorso dal suo insediamento, la maggioranza giallorossa inizia la rincorsa ai lavori di governo. Tentando di prendere velocità, però, inciampa sulla rediviva questione dello ius culturae, che il Pd inserisce nuovamente nella lista delle cose da fare dell’esecutivo. La legge che allarga la cittadinanza a minori nati in Italia o arrivati entro i 12 anni, e che abbiano frequentato per almeno cinque anni un ciclo di studio approda il 3 ottobre in commissione Affari costituzionali alla Camera. E, nell’attesa, il mondo politico e non si divide sul tema.

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CHI SI SCHIERA A FAVORE DELLO IUS CULTURAE

Tra chi sostiene la proposta avanzata dal presidente della commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia (M5S), c’è il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti (M5S), che a Un giorno da Pecora, su Rai Radio1 ha detto: «lo ius Culturae è una buona idea, sono favorevole. Penso che occorra agire in modo intelligente sull’inclusione, ma in fondo non c’è niente che differenzi i miei figli dai bambini stranieri nati e cresciuti in Italia». E aggiunge: «Forse non è tra le priorità, ma è un bene che il dibattito cominci». Sulla stessa linea anche la collega di partito Lucia Azzolina, sottosegretaria all’Istruzione: «Solo se saremo in grado di spiegare che non vogliamo regalare la cittadinanza a nessuno, ma intendiamo lavorare per integrare i bambini che hanno studiato in Italia riusciremo a raggiungere un traguardo di civiltà».

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Si schiera a favore di una maggior elasticità sulla concessione della cittadinanza anche il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei: «Lo Ius Culturae è da promuovere perché l’integrazione senza riconoscimento normativo sarebbe un contenitore vuoto». Appoggia la proposta di legge anche la ventenne di origine tunisina Insaf Dimassi, tra le voci che animano il movimento Italiani senza cittadinanza. Sul suo profilo Facebook la giovane scrive: «Salvini ha paura della cultura? Lo possiamo capire. Oggi lo Ius Culture torna al centro del dibattito politico, ma solo come merce di scambio tra Pd e 5 Stelle. Se questo governo vuole porsi in discontinuità con il precedente approvi senza condizioni la proposta, perché non possono esistere cittadini di serie B».

Un Partito che nasce per essere delle libertà e poi non sostiene i diritti è anacronistico

Renata Polverini, Forza Italia

Ad articolare il dibattito ci ha pensato anche l’ala liberal di Forza Italia. Renata Polverini, come nella scorsa legislatura, aveva già presentato un suo ddl, ed oggi ha fatto sapere di avere l’appoggio di molti suoi colleghi (come Andrea Causin, Franco Dal Mas, Osvaldo Napoli). «C’è un centrodestra», ha spiegato Polverini, «in cui non mi identifico: il centrodestra di Gasparri, che dichiara guerra ai bambini; non lo capisco, come non capisco le dichiarazioni contro i ragazzi scesi in piazza per l’ambiente. Un Partito che nasce per essere delle libertà e poi non sostiene i diritti è anacronistico».

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Nel silenzio generale e contro il parere degli italiani, Pd e M5S stanno tentando di far passare la legge Boldrini per…

Posted by Giorgia Meloni on Monday, September 30, 2019

LE VOCI CONTRARIE ALLA PROPOSTA

Tra chi si oppone strenuamente all’adozione del provvedimento non poteva mancare il leader leghista Matteo Salvini: «La cittadinanza facile non ci piace, comunque la chiamino. Non è un biglietto al luna park e mi sembra l’ultimo dei problemi di un governo confuso che oggi sembra allo sbando». Chiede di frenare sulla semplificazione del riconoscimento della cittadinanza anche la deputata del Pd Alessia Morani, che sul suo profilo facebook commenta: «Lo Ius Culturae è una legge di civiltà ma riprendere ora il dibattito è un errore. Prima serve dimostrare che c’è un modo diverso da quello di Salvini di governare i flussi migratori. Il paese è diviso e non basterà approvare una legge per eliminare le tossine del razzismo inoculate da Salvini».

Anche il neo ministro degli Esteri Luigi Di Maio, discostandosi dall’opinione di molti membri dei 5 Stelle, si oppone alla scelta di tornare a parlare della questione proprio adesso: «Credo che oggi non sia una priorità per il nostro Paese. Prima ci sono il taglio dei parlamentari, la riforma della Giustizia, della Sanità». E dai banchi dell’opposizione, si dice indignata Giorgia Meloni, che sui social lancia una raccolta firme per bloccare la proposta: «Il governo rossogiallo è occupato a mandare avanti la legge per concedere la cittadinanza automatica agli immigrati. Fratelli d’Italia è già mobilitata. Giovedì 3 ottobre saremo davanti al Parlamento per raccogliere le firme necessarie a fermare questo scempio».

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