L’Italia batte la Grecia e si qualifica a Euro 2020

Pass staccato con tre turni d'anticipo, come non era mai successo. A segno nel secondo tempo Jorginho su rigore e Bernardeschi.

Il pass per l’Europeo 2020 è staccato. Con tre turni d’anticipo, come non era mai successo. L’Italia di Roberto Mancini si è qualificata battendo la Grecia 2-0 allo stadio Olimpico di Roma, in una partita valida per il Girone J. Dopo un primo tempo contratto e con poche occasioni, nella ripresa sono andati a segno Jorginho su rigore e Bernardeschi con un sinistro insidioso da fuori area, sfruttando anche una deviazione.

MANCINI: «LE NOTTI MAGICHE? SPERIAMO CHE TORNINO»

Il commissario tecnico Mancini ha commentato il traguardo raggiunto ai microfoni Rai: «Sono stati bravissimi, vorrei ringraziare il pubblico dell’Olimpico, erano tanti stasera. Dedico la vittoria ai piccoli del Bambin Gesù. Nel primo tempo c’era troppa frenesia, abbiamo cominciato a lanciare e non andava bene; meglio nella ripresa, abbiamo giocato». Poi spazio ai paragoni: «Io come Pozzo? Lui ha vinto due Mondiali. Le notti magiche? Speriamo che tornino e che a giugno sia più bello».

CLASSIFICA

Italia 21 punti
Finlandia 12
Bosnia 10
Armenia 10
Grecia 5
Liechtenstein 2

PROSSIME PARTITE

15/10: Finlandia-Armenia alle 18; Grecia-Bosnia alle 20.45; Liechtenstein-Italia alle 20.45. 15/11: Armenia-Grecia e Finlandia-Liechtenstein alle 18; Bosnia-Italia alle 20.45. 18/11: Grecia-Finlandia alle 20.45; Italia-Armenia alle 20.45; Liechtenstein-Bosnia alle 20.45.

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L’ambasciatore turco attacca il governo italiano sulla Siria

Murat Salim Esenli: «Siamo sotto choc e delusi. Chi ci critica supporta le organizzazioni teroristiche».

«Chi ci critica supporta i terroristi». Con queste parole lapidarie l’ambasciatore turco in Italia, Murat Salim Esenli, ha attaccato il governo M5s-Pd per la posizione assunta sull’operazione militare lanciata da Ankara contro i curdi in Siria.

«Siamo delusi e sotto choc per le dichiarazioni dell’esecutivo italiano», ha detto Esenli, «non è ciò che ci aspettiamo da un alleato. E lo siamo egualmente rispetto ad altri Paesi alleati». L’Italia, ha aggiunto l’ambasciatore, «per noi è un partner strategico e per questo abbiamo aspettative e consultazioni politiche regolari. Spero che il governo italiano capisca da dove veniamo, e perché stiamo facendo quest’operazione».

Le ragioni «sono state comunicate formalmente alle Nazioni unite». E se dopo queste spiegazioni «ci sono critiche e commenti», la Turchia le considera «un supporto alle organizzazioni terroristiche» identificate con le milizie curde Ypg-Pyd. Ankara, secondo il diplomatico, sta semplicemente «difendendo le frontiere turche». Ma anche «quelle della Nato e dell’Unione europea, vogliamo ricordarlo a tutti i nostri alleati».

Esenli ha attaccato anche i giornalisti: «La situazione non è bianco o nero, come viene presentata dalla stampa. L’Unione europea sta saltando sul carrozzone di chi è contro la Turchia, una situazione estremamente preoccupante con generalizzazioni pericolose. Speriamo che l’Ue si svegli il più velocemente possibile».

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La lista dei prodotti italiani colpiti dai dazi americani

Tariffe del 25% su pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto. Si salverebbero invece l'olio d'oliva e il prosecco.

La scure dei dazi Usa si abbatte sul Made in Italy, colpendo con tariffe del 25% pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto. Dovrebbero essere salvi, invece, pasta, olio d’oliva, vino e prosecco. La lista è stata pubblicata dalle autorità americane dopo il via libera del Wto agli Stati Uniti sul caso Airbus.

LEGGI ANCHE: Perché l’Italia può uscire con le ossa rotte da una guerra di dazi Usa-Ue

I dazi dovrebbero scattare dal 18 ottobre. Nell’elenco figurano anche il whiskey scozzese, i vini francesi, l’Emmental svizzero e la groviera. Tariffe del 10% sugli aerei commerciali prodotti da Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.

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Dall’Ue 277 milioni all’Italia per i nubifragi del 2018

Il parlamento europeo dà una mano alle regioni italiane colpite dal maltempo in ottobre. I fondi aiuteranno a rialzarsi le zone maggiormente danneggiate. Al Veneto spettano 69 milioni di euro.

Via libera dal parlamento europeo a 277,2 milioni di euro per aiutare 15 regioni italiane a riprendersi dai danni del nubifragio dell’autunno 2018. E se Bruxelles lancia un messaggio di solidarietà, Roma ha il compito di raccoglierlo e di redistribuire in modo adeguato i fondi entro 18 mesi.

IL VENETO LA REGIONE PIÙ BISOGNOSA

Solo il Veneto, dove i danni provocati dalla tempesta sono stati calcolati in 1,6 miliardi di euro, dovrebbe ottenere poco meno di 69 milioni dal bacino dei fondi europei. Lo ha anticipato il governatore Luca Zaia: «Sono risorse fondamentali per continuare ad alimentare la monumentale organizzazione che abbiamo messo in piedi».

DALL’EUROPA UNA RISPOSTA CELERE

L’idea di dare una mano alle zone dell’Italia piegate dal cataclisma dell’ottobre del 2018 è stata lanciata lo scorso maggio dalla Commissione europea che, come prevede l’iter per attivare il fondo di solidarietà Ue, ha dovuto attendere dal governo la stima definitiva dei danni, inviata il 27 marzo. «Le tempistiche dell’aiuto dimostrano una risposta data in termini estremamente rapidi dall’Europa», ha sottolineato l’eurodeputato del Pd Paolo De Castro. «Il voto dimostra che esiste un’Europa vicina ai bisogni dei cittadini», ha dichiarato il deputato della Suedtiroler Volkspartei, Herbert Dorfmann. Mentre l’ex presidente dell’emiciclo Antonio Tajani (Forza Italia) ha evidenziato quanto l’aiuto «sia fondamentale per la ricostruzione e per aiutare le popolazioni colpite».

ALL’ITALIA IL PRIMATO PER CATASTROFI NATURALI

C’è però anche chi, lodando l’iniziativa, spinge per la creazione di «un sistema di prevenzione del rischio sismico e idrogeologico adeguatamente finanziato dall’Ue», come gli eurodeputati di Fratelli d’Italia. La Penisola è il principale destinatario del fondo di solidarietà Ue, istituito nel 2002. Al governo di Roma sono andati in poco meno di 20 anni 2,51 miliardi, ricevuti a seguito di nove catastrofi naturali. Una cifra a cui ora si sommano i 277 milioni in arrivo.

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Maltempo, paura per i bacini idrici del Veneto per il 18 settembre

Vengono monitorati i principali corsi d'acqua della regione, dal Po al basso Piave fino alla Laguna. Previste forti piogge dalla serata del 17 settembre e per tutto il 18. Da giovedì 19 torna il sereno. Rovesci anche al Centro-Sud.

La protezione civile del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione per criticità idrogeologica nei principali bacini idrografici della regione. La causa sono la precipitazioni previste, che possono sfociare anche in casi di forti temporali. A seconda dell’intensità dei fenomeni lo stato di attenzione potrebbe essere eventualmente innalzato a preallarme o allarme.

POSSIBILI FORTI TEMPORALI MERCOLEDÌ 18 SETTEMBRE

In particolare, vengono monitorati i bacini Po, Fissero-Tartaro-CanalBianco e Basso Adige (province di Rovigo e Verona); Basso Brenta-Bacchiglione (Padova, Vicenza, Verona, Venezia, Treviso); Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna (Venezia, Treviso, Padova). Secondo le previsioni meteo dell’Arpav nella giornata di martedì 17 settembre 2019, sulle zone montane, pedemontane e centro-settentrionali della pianura è possibile qualche locale piovasco od occasionale rovescio, specie verso sera. Per il 18 settembre, invece, sono previste precipitazioni sparse, specie su Prealpi e pianura; sulla pianura centro-meridionale non si esclude qualche rovescio o temporale intenso. Dalla giornata di giovedì 19 settembre, poi, dovrebbe tornare il sereno su tutta la Regione. A novembre 2018 un nubifragio aveva sradicato 100 mila ettari di bosco.

PIOGGIA ANCHE NEL RESTO D’ITALIA: GIOVEDÌ 19 TEMPORALI AL CENTRO-SUD

La situazione nella giornata di mercoledì 18 settembre dovrebbe essere segnata dalla pioggia anche nel resto d’Italia. Da Veneto e Liguria i temporali si dovrebbero spostare verso sera anche sulle regioni centrali e settentrionali. Per giovedì 19 è in programma il rientro dello stato di attenzione: nuvoloso al Nord, la pioggia dovrebbe rinfrescare le Regioni del centro-sud, con piovaschi anche su Sicilia e Sardegna.

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