Inps, via al bonus da 600 euro: 100 domande al secondo

Il presidente Pasquale Tridico: «Una cosa mai vista sui nostri sistemi che stanno reggendo, sebbene gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri». E invita alla calma: «Non c'è fretta: le richieste possono essere fatte per tutto il periodo della crisi».

Cento domande al secondo. Circa 300 mila richieste dall’una alle 8.30. Il primo giorno del bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti è iniziato col botto, secondo quanto riferito dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico. «Una cosa mai vista sui nostri sistemi che stanno reggendo, sebbene gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri», spiega il numero uno dell’ente.

TRIDICO: «NON C’È FRETTA»

Ma Tridico invita alla calma: «Non c’è fretta. Come abbiamo detto più volte», spiega il presidente, «le domande possono essere fatte per tutto il periodo della crisi, anche perché il Governo sta varando un nuovo provvedimento sia per rifinanziare le attuali misure sia per altre».

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Coronavirus, Reddito di cittadinanza percepito senza obblighi per 2 mesi


Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 ha sospeso per l'emergenza Coronavirus tutti gli obblighi e le misure di condizionalità previste per i beneficiari del Reddito di cittadinanza. La percezione per due mensilità è senza obblighi di condizionalità (DID, Patto per il lavoro, convocazione al CPI, obblighi di accettazione offerta di lavoro congrua, ecc.). Sospese anche le decurtazioni delle mensilità in caso di violazione e, in alcuni casi, la decadenza dal diritto.
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Coronavirus, Inps annuncia: proroga scadenza pagamenti 16 marzo


Con un Comunicato Stampa l'Inps ha annunciato che nel Decreto Legge del Governo per l'emergenza Coronavirus Covid-19, di prossima emanazione, ci sarà la proroga della scadenza dei pagamenti verso le Pubbliche Amministrazioni. Pertanto non solo scadenze fiscali, ma anche contributi previdenziali e tutti i pagamenti dovuti dai contribuenti e dai cittadini entro lunedì 16 marzo 2020.
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ISEE precompilato Inps online: come funziona, istruzioni, link e PDF


L’INPS attraverso il proprio sito ha messo a disposizione dei cittadini il modello ISEE precompilato 2020 online. Il modello precompilato potrà essere utilizzato dai cittadini per richiedere bonus e prestazioni agevolate, nonché benefici assistenziali. Il modello ISEE precompilato contiene dati precaricati già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS e dati autodichiarati direttamente dal contribuente. Vediamo normativa, istruzioni, tutorial e guida in PDF, quali pin servono, come accedere, le principali funzioni, i link per la simulazione ISEE precompilato online e come funziona la domanda anche per ISEE mini, integrale e corrente.
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Agricoltori, tra Inps e Agea l’ennesima beffa della burocrazia

Il debito che le aziende contraggono con l'istituto di previdenza, spesso a causa di problemi economici, può essere decurtato dai fondi Ue a cui hanno diritto. Il tutto senza preavviso. E chi poi si mette in regola rischia di pagare due volte. A quel punto recuperare la somma è un'odissea.

Centinaia di aziende agricole finite ostaggio della burocrazia.

Rimpallate tra l’Inps e l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), con il rischio di dover pagare più volte i contributi arretrati, maturati talvolta per una condizione di difficoltà economica, dovuti all’Istituto di previdenza.

Le imprese agricole, infatti, possono richiedere e ottenere dei fondi dall’Unione europea, in base ai requisiti richiesti, come sostegno al reddito nell’ambito della Politica agricola comune (Pac). Tuttavia, queste cifre possono essere sottoposte a una decurtazione, senza alcun preavviso, in caso di morosità dell’imprenditore nei confronti dell’Inps, così come previsto dalla legge italiana.

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Solo che se l’impresa ha già provveduto a saldare il debito, finisce per “pagare” due volte la stessa quota. Una volta in maniera indiretta, attraverso il prelievo forzoso sui fondi Ue, e un’altra direttamente con il pagamento all’Inps.

COME FUNZIONANO I PRELIEVI AI FONDI UE

Il meccanismo è messo in moto da una legge entrata in vigore nel 2006, secondo cui l’Inps può fare ricorso agli «organismi pagatori», in questo caso l’Agea, per compensare gli aiuti dell’Ue «con i contributi previdenziali dovuti dall’impresa agricola beneficiaria, comunicati dall’Istituto previdenziale all’Agea in via informatica». Insomma, di fronte alla morosità di alcuni imprenditori, l’Istituto di previdenza si rivale sui fondi in arrivo dall’Ue: l’Agea è di fatto autorizzata, in automatico, a decurtare la somma corrispondente a versamenti previdenziali non pagati dall’impresa agricola. Opera una trattenuta a riparazione dei debiti insoluti, basandosi sulle informazioni a disposizione.

LA BEFFA DI PAGARE IL DEBITO DUE VOLTE

Si può verificare così la beffa per l’imprenditore agricolo che nemmeno è consapevole di aver pagato doppiamente il debito. Per scoprirlo bisognerebbe compiere delle ricerche a ritroso, chiamando a supporto un esperto del settore. E non sempre accade per una questione di praticità e di tempo. L’allarme è stato lanciato dal senatore del Gruppo Misto (eletto con il Movimento 5 stelle), Saverio De Bonis, con un’interrogazione depositata a Palazzo Madama, rivolta in particolare alla ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova.

LE CONTESTAZIONI ALLA PROCEDURA

De Bonis spiega a Lettera43.it: «Già ci sarebbe da ridire sulla legge che consente il prelievo dai fondi comunitari per sanare la situazione contributiva con l’Inps. Il sostegno al reddito dell’Ue serve a sviluppare politiche agricole, non a saldare arretrati con gli istituti di previdenza». Al di là di questo aspetto, all’agricoltore non arriva alcuna comunicazione né prima né dopo l’eventuale operazione “di taglio” dei contributi comunitari. Come notifica ufficiale è considerata sufficiente la registrazione del recupero nella piattaforma del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian). 

I DATABASE DELL’INPS NON SONO AGGIORNATI

Il problema, stando sempre all’interrogazione, è legato all’aggiornamento del database dell’Inps. Agea consulta quei dati e interviene secondo l’accordo con l’Istituto di previdenza. A questo punto diventa onere del contribuente inviare la segnalazione alla competente sede Inps per comunicare l’eventuale pagamento già avvenuto a saldo di quel debito. Il titolare dell’impresa è poi costretto a chiedere lo storno della somma, con tempi non proprio rapidi e con una procedura da affrontare complessa, che richiede l’intervento di professionisti. Si concretizza inevitabilmente la necessità di sborsare altri soldi per cercare di recuperare quella cifra pagata più volte. Insomma, una storia di ordinaria burocrazia. Sul caso De Bonis ribadisce una precisa richiesta: «Vorrei sapere, e sarebbe giusto farlo sapere a tutti i cittadini, con quale frequenza l’Inps aggiorna i suoi database, perché questa tempestività incide, eccome, sul problema che ho denunciato. Ed è giusto che l’istituto ripaghi rapidamente l’imprenditore che per due volte ha versato la somma, invece di costringerlo ad avviare una farraginosa procedura dal commercialista». La soluzione potrebbe essere a portata di mano. «Tenuto conto che la tecnologia informatica è a uno stadio più che avanzato e non si comprendono le ragioni di tali disguidi che si verificano ormai da diversi anni, creando pregiudizi agli operatori agricoli», si legge alla fine dell’interrogazione. Con l’auspicio di uno scambio di informazioni più precise e celeri.  

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