Proteste in Indonesia contro la criminalizzazione del sesso extraconiugale

Attesa per il voto sul nuovo codice penale. Tra i provvedimenti più controversi, carcere o multa per chi consuma fuori dal matrimonio e per chi insulta il presidente. Secondo gli attivisti la legge colpirà soprattutto donne, minoranze religiose e comunità Lgbt.

Sono almeno 40 le persone rimaste ferite durante le proteste in Indonesia, il Paese a maggioranza musulmana più popoloso del mondo (è di religione islamica l’87% dei cittadini). Migliaia di studenti sono scesi in piazza contro una proposta di legge che, se approvata, introdurrà multe o carcere per chiunque si lasci andare a una notte d’amore fuori dal matrimonio. Ma il divieto del sesso extraconiugale è solo una delle tante modifiche che il parlamento intende varare stravolgendo il vecchio codice penale. Alla base della protesta anche una legge già approvata che ha ampiamente ridotto la libertà di investigazione dell’autorità anticorruzione.

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DIVIETO DI SESSO ANCHE PER VIAGGIATORI

La scure sulla libertà sessuale non si abbatterebbe solamente sugli indonesiani, ma anche sui turisti. Per il momento, però, non è chiaro come il divieto potrebbe essere applicato in mete come Bali. L’Australia, nell’attesa, ha già aggiornato la sezione dei consigli di viaggio per avvertire i suoi cittadini delle scomode modifiche. Tra le proposte più contestate, anche quella di introdurre quattro anni di detenzione per le donne che abortiscono illegalmente (in Indonesia l’aborto è concesso solo in caso di rischio di vita per la madre, stupro e anomalie del feto).

DONNE E GAY PAGANO IL CONTO DELLA SVOLTA LIBERTICIDA

Secondo gli attivisti, il codice avrà effetti disastrosi, soprattutto sulle donne, sulle minoranze religiose e sulla comunità Lgbt (i gay in Indonesia non hanno il diritto di sposarsi). Sull’approvazione o meno della proposta di legge si gioca l’immagine del 58enne presidente Joko Widodo. «Questo è un momento per cui sarà ricordato. Quale eredità vuole lasciare Jokowi? Come presidente che ha approvato un’agenda dittatoriale e che ha cancellato i diritti umani dal codice penale?», ha chiesto provocatoriamente Tunggal Pawestri, attivista per i diritti delle donne e autrice di una petizione per fermare l’approvazione delle modifiche al codice. «Se davvero gli importa conservare la sua immagine di presidente del popolo, allora deve seguire la voce dei cittadini».

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MULTA DA 700 EURO SE SI FA L’AMORE FUORI DAL MATRIMONIO

Tra le disposizioni più controverse, quelle che mettono fuori legge le relazioni de facto e il sesso extraconiugale. Per i trasgressori che «vivono insieme come marito e moglie» la pena potrebbe essere il carcere fino a sei mesi o una multa di 700 euro (10 milioni di rupie). Ma a rischio è anche la libertà di stampa e di parola: sono infatti previsti oltre tre anni di carcere per chi offenda il pPresidente. “Questo ha effetto su tutti” è l’hashtag della protesta (#semuabisakena).

Secondo Freedom in the World, il report annuale che monitora la situazione dei diritti civili e delle libertà in tutto il mondo, l’Indonesia rientra tra i paesi parzialmente liberi, con un punteggio di 62/100.

I DIRITTI CIVILI E L’INDONESIA

Secondo quanto riportato da Freedom in the World, il report annuale che monitora la situazione dei diritti civili e delle libertà in tutto il mondo, l’Indonesia rientra tra i Paesi parzialmente liberi, con un punteggio di 62/100. La repubblica islamica tocca un punteggio di 2 su 7 per quanto riguarda i diritti politici e di 4 su 7 nell’ambito delle libertà civili. «La democrazia in Indonesia ha avuto notevoli vantaggi dalla caduta del regime autoritario di Suharto nel 1998, guadagnando nell’ambito del pluralismo politico», si legge nel report. «Tuttavia, il Paese continua a lottare con sfide quali corruzione, discriminazione e violenza nei confronti di alcuni gruppi minoritari, e con l’uso politicizzato della diffamazione e delle leggi sulla blasfemia».

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