Nocera, Informazioni dietro mazzette, ai domiciliari Marco Salvato

Una rete di amicizie, anche tra impiegati pubblici e forze dell’ordine, per ottenere informazioni (dietro mazzette) su alcune inchieste che riguardavano lui e la sua azienda e coperte dal segreto istruttorio: finisce ai domiciliari con l’accusa di istigazione alla corruzione Marco Salvato, 40enne di Nocera Inferiore imprenditore impegnato nel campo delle energie rinnovabili. Una denuncia effettuata aveva fatto scattare l’inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza e culminata ieri mattina con l’arresto. Con Marco salvato ci sono altri 7 indagati, tra cui tutori dell’ordine e impiegati pubblici.  A stringergli le manette ai polsi sono stati proprio i militari delle fiamme Gialle del Comando Provinciale di Salerno  che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari  firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della locale Procura.  I militari, grazie a indagini che si sono avvalse anche di intercettazioni sia telefoniche che ambientali avrebbero accertato l’esistenza di una rete di relazioni che l’indagato avrebbe costruito nel tempo con dipendenti pubblici – anche appartenenti alle forze dell’ordine (tutti finiti nel mirino degli inquirenti e sul registro degli indagati)– con il solo scopo di ottenere informazioni coperte da segreto, dietro l’offerta o la promessa di denaro o altre utilità. Le informazioni avrebbero avuto un unico obiettivo: reperire notizie sulla eventuale esistenza di procedimenti penali o provvedimenti giudiziari che lo riguardassero. L’esecuzione della misura cautelare si è resa necessaria per interrompere l’attività criminosa di Marco Salvato, “impedendo così la reiterazione di delitti della medesima specie”, fanno sapere dalla Procura di Nocera Inferiore.
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“Dirigente di De Luca trovava sempre una soluzione giusta”

di Pina Ferro

“Quando c’era De Luca Vincenzo come sindaco e che questo chiamava il suo capo dirigente e diceva di fare la cosa, questo tanto studiava che trovava la soluzione”. E’ quanto si afferma in una conversazione intercettata e inerente il bando per la gestione delle spiagge libere del litorale salernitano.
Enzo Landi chiama Vittorio Zoccola, la conversazione riguarda il bando delle spiagge. Enzo dice che lo ha contattato Gianluca Izzo per parlargliene e Vittorio dice che è una cosa vergognosa e che hanno a che fare con persone incompetenti. Vittorio dice che la gara così com’è andrà sicuramente deserta perchè solo un pazzo potrà partecipare e accettare una cosa del genere perchè partecipare ad una gara dove non ti pagano ed il solo guadagno consiste nel noleggio degli ombrelloni e con una concessione per tre mesi.
Vittorio dice che così non parteciperà e che li aveva anche avvisati riferendo che per fare il servizio garantendogli il personale che dovrà essere pagato ad ore ovvero a l 3 euro all’ora e che per le IO spiagge ci vogliono 50/60 persone allora avrà bisogno di 6000 euro al giorno. Vittorio continua a conversare con Enzo me dice che hanno a che fare con incapaci che che la questione sta andando avanti da un mese e che hanno fatto qualcosa come 20 riunioni.
Enzo dice che Gianluca gliel’ha detto di questo e Vittorio dice che quando c’era De Luca Vincenzo come sindaco e che questo chiamava il suo capo dirigente e diceva di fare la cosa, questo tanto studiava che trovava la soluzione. Vittorio dice che quando ieri sera gli hanno detto gli ha risposto che se la possono fare loro la cosa e che poi questa mattina Davide Pelosio dovrebbe iniziare Davide Pelosio a preparare il bando.
Vittorio continua e dice che ieri hanno detto che avrebbero fatto un bando con la procedura d’urgenza e riservato alle cooperative così per accelerare la cosa e invece ieri sera ha scoperto che il bando è aperto a tutti, Vittorio “e fatevelo voi”, Enzo ‘fatevelo voi… e Peppe Ventura ohi”.
Vittorio dice che queste persone non hanno capito quanto sono importanti le cooperative.
Il riferimento è al bando emesso dal Comune di Salerno per la gestione degli arenili liberi: nessun pagamento per la discesa a mare ma solo per noleggiare, se richiesto espressamente, sdraio e ombrelloni dai bagnanti. Dunque, nessun guadagno certo ma giorno per giorno la difficoltà di raccimolare soldi. Da qui, l’ennesima intercettazione tra Vittorio Zoccola che, di fatto, si era rifiutato di partecipare al bando e Landi, il commercialista della cooperativa San Matteo, guidata da Davide Francese.

Vittorio Zoccola era tutte le mattine al Comune, voleva assicurarsi che tutto procedesse bene

La fervida dedizione con cui opera Zoccola, agli investigatori fin dall’inizio dell’attività investigativa, “in relazione alla sua continua presenza, quasi a mo’ di presidio, presso la casa Comunale, con cadenza pressoché giornaliera, alla predisposizioni di incontri e riunioni aventi come reale scopo quello di programmare, anche grazie al contributo fornito dalla rete di conoscenze di personaggi politici e funzionari, molti dei delitti-fine.
Grande interesse viene mostrato anche alla eventuale gestione delle spiagge pubbliche durante il periodo della pandemia.
Di seguito la conversazione tra Vittorio Zoccola e Gianluca Izzo (finito ieri mattina ai domiciliari dopo lo scandalo dell’audio fatto girare su whatsapp a pochi giorni dal voto per le elezioni amministrative nella città capoluogo), amministratore di fatto della cooperativa sociale “San Matteo”
Gianluca chiama Vittorio, gli dice che stamattina ha incontrato ad Enzo (Luciano, capostaff del primo cittadino ndr) il quale gli chesto di fornirgli, orientativamente, in base al progetto da loro fatto, il numero di persone da impiegare nel servizio di vigilanza delle spiagge libere e Vittorio gli risponde che già erano in grado di fornirlo, poiché, in media, dovevano considerar, per ogni spiaggia, l’impiego di due persone a turno, aggiunge, tranne per la spiaggia di Santa Teresa, dove occorreva impiagarne quattro. Vittorio, fa l’esempio della spiaggia di Torrione e dice a Gianluca che, in questa spiaggia saranno impiegate due persone. Gianluca sollecita Vittorio a fornire i dati per stasera e Vittorio lo rassicura, dicendogli. che avrebbe fatto i conteggi.
Vittorio Zoccola chiede a Gianluca Izzo dove è in questo momento e Gianluca gli risponde di essere in giro e che alle ore 19:00 di stasera, ha un appuntamento, con Nino Savastano al Dipartimento delle Politiche Sociali e lo invita a raggiunger/o in quell’Ufficio.

Dopo una perquisizione ritrovato un manoscritto: tessere elettorali

Tra il materiale sottoposto a sequestro nel corso delle varie perquisizioni vi è anche un documento manoscritto, che riporta come titolo “tessere” e segna un elenco dove sono indicati dieci soggetti e due società, in corrispondenza dei quali vi è una numerazione che dovrebbe indicare il numero di tessere, con un totale di 620 e, alla fine, l’indicazione di un importo per un totale di euro 4.570. In merito a tale appunto manoscritto è verosimile che il contenuto sia riferito a tessere “di partito” pagate dai soggetti indicati.
Adolfo Salsano dice: “a Vittorio!”. -Adolfo: Vittorio;
Vittorio: aho;
Adolfo: Vittorio, non hai capito, sto dicendo il fatto delle tessere… il fatto del tesseramento; – Vittorio: eh;
Adolfo: arriva Piero De Luca..chiama a Franco Picarone…dice così….”stammi a sentire Franco mi devi dare una mano perché c’è uno che vuole prendere…vogliono occupare il partito..inc”,…..Franco Picarore prende e che fa…chiama a Vittorio Zoccolo (nel frattempo si ascolta la risata di Vittorio Zoccola)…dice “scusa, mi puoi dare una mano vorreifare due tre tessere”… ; -Vittorio: questi scemi; -Adolfo: fa Vittorio…”ma che cazzo vi siete messi in testa..io adesso ne hofatto duecento” (si ascolta la risata di Adolfo); -Vittorio: quello mi chiamò…mi chiamò a mezzanotte;

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Nome di Nino Savastano tirato in ballo in passato dai collaboratori di giustizia

di Pina Ferro

Giovanni Savastano, nel corso del tempo, è stato tirato in ballo da alcuni collaboratori di giustizia che hanno descritto il legame tra il consigliere comunale ed alcuni soggetti noti alle forze dell’ordine. Si tratta di personaggi di spicco nel panorama criminale della città di Salerno. Va precisato che in passato Savatano è stato coinvolto in vicende giudiziarie. Era accusato di concorso esterno in associazione camorristica, abuso di ufficio aggravato dalla finalità di agevolare l’associazione a delinquere facente capo a D’Agostino Giuseppe . Procedimento che si concluse con un’assoluzione. “E se in tempi trascorsi -scrive il Gip – tali accordi erano stati qualificati in sede processuale come mero scambio di favori nei confronti di “amici di quartiere” (il riferimento è agli accertati rapporti tra il Savastano ed i fratelli D’Agostino Giuseppe e D’Agostino Antonio”, che “erano sì camorristi, ma anche i compagni di infanzia del Savastano cresciuto nel Rione Petrosino”), essendo carente la prova di un nesso tra le condotte contestate al Savastano e le competizioni elettorali nel corso delle quali il medesimo aveva ottenuto l’appoggio del clan D’Agostino – Panella, le indagini effettuate nel presente procedimento penale non lasciano, invece, residuare dubbi sulla contiguità tra patto corruttiva elettorale e condotte illecite finalizzate a plurimi delitti di turbativa d’asta, con lo Zoccola”.
A parlare, per la prima volta, di Giovanni Savastano e del suo coinvolgimento con Peppe D ‘Agostino è il collaborante di giustizia Pisapia Adamo.
Alle sue dichiarazioni hanno fatto eco le successive dichiarazioni di Cuomo Andrea, Esposito Carmine, Iannone Bruno e, da ultimo, in seguito alla scelta di collaborare con la giustizia maturatasi nell’aprile del 2006, anche Ubbidiente Angelo.
Il primo riferimento a Savastano fu fatto, infatti, da Pisapia nel corso dell’interrogatorio rilasciato il 6 novembre 2000, dunque, in epoca precedente all’ultima competizione elettorale dell’anno 2001.
In particolare, Pisapia riferiva che in entrambe le competizioni elettorali in cui la lista aveva avuto a capo il sindaco Vincenzo De Luca, “era stato portato” un politico, Nino Savastano, su ordine di Peppe D’Agostino.
E’ evidente il riferimento di Pisapia alle elezioni tenutesi negli anni 1993 e 1997, elezioni in cui, a Salerno, concorreva per la carica di sindaco Vincenzo De Luca, e Pisapia riferiva testualmente: “Si, l’abbiamo portato noi questo politico perché… Peppe D’Agostino disse (…) anche perché nel rione nostro si può dire, Rione Petrosino, via Capone, stiamo là… e Peppe disse di portare lui, assolutamente lui e infatti nelle votazioni ci mettemmo tutti davanti alle scuole e chiunque persona passava li là gli dicevamo di dare questo voto a questa persona perché serviva per … tante cose insomma, avere un politico come amico… tipo gare d’appalto insomma, qualche lavoro che si doveva prendere soldi”.
Secondo la ricostruzione di Pisapia l’assessore Savastano era stato sempre molto vicino al clan essendo legato a Matteo Palumbo, ed era stato proprio il clan a spingere il Savastano a candidarsi confidando nella possibilità che questi, dopo De Luca, potesse diventare addirittura sindaco con il loro appoggio poiché essi, anche attraverso Ciro Marigliano ed il Panella, avevano il controllo in varie zone di Salerno. Successivamete Pisapia precisò di non sapere come facesse Savastano a far prendere i lavori alla ditta di Palumbo in quanto questi argomenti venivano discussi tra Savastano, Giuseppe D ‘Agostino e Matteo Palumbo anche se gli altri associati ne erano, comunque, a conoscenza.
Il 12 aprile 2006 il Pisapia, dichiarrò, inoltre di conoscere Fiorenzo Zocco/a , persona che riferiva essere legalissima a D ‘Agostino Giuseppe e che aveva ricevuto tanti soldi con i lavori ricevuti al Comune da costruirsi una mega villa nei pressi dell’aula bunker dì Salerno. Alla domanda del magistrato circa le modalità con cui venivano assegnati i lavori a Zoccola Pisapia rigferì,: <venivano assegnati perché questi apparteneva al D’Agostino e pertanto veniva favorito.
Preciso meglio che dei rapporti tra il D ‘Agostino ed esponenti del Comune di Salerno, in particolare Savastano e qualcun altro, beneficiava lo Zocco/a. E’ stato proprio quest’ultimo a consigliare al D’Agostino di aprire una ditta per fare tali lavori sul Comune di Salerno> Dei rapporti di amicizia tra Savastano e D’Agostino hanno parlato anche i collaboratori di giustizia Andrea Cuomo, il l9 gennaio 2005, Carmine Esposito il 6 dicembre del 2005, Bruno Iannone. Anche Angelo Ubbidiente, interrogato dai magistrati nel giugno 2006 riferì di conoscere Giovanni Savastano da una vita “rapporti proprio, cose normali” ed alla domanda su cosa significasse l’espressione “cose normali” replicava: “ha fatto cambiare il cognome a mio figlio, prima perchè portava il cognome di…mi sono rivolto a lui come dovevo fare, che carte… poi lui mi spiegò quali cose, qualche sussidio che ha fatto mia moglie, però rapporti di cose no, di illeciti no, non l’ha mai fatto. Lo conosco proprio…da ragazzi ci conosciamo”.
Ubbidiente ricordò anche dell’episodio in cui si era presentato nella stanza di Savastano, al Comune, in quanto l ‘assessore gli aveva organizzato un incontro con una persona che aveva una ditta per conto del Comune al fine dì verificare la possibilità dì poter esserne assunto.
Le indagini della Dia hanno accertato che la persona con cui Angelo Ubbidiente si incontrò al Comune era Bruno De Rosa B presidente del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Albanova, dalla data della sua costituzione fino al mese di ottobre dell’anno 2002.

Le intercettazioni/ Angelo Caramanno si rifiuta di partecipare alla giunta comunale

Durante una conversazione telefonica intercettata, l’assessore Caramanno si mostra chiaramente preoccupato per la vicenda cooperative e per l’adozione di questa ulteriore proroga, affermando in maniera tassativa di non voler aver nulla a che fare con loro: “Noooooooooo, io non mi gioco niente perché io con quella gente … no ci voglio avere a che fare”. In quell’occasione, Caramanno non partecipa alla giunta comunale, forse fuori Salerno.
Luca Caselli ad un certo punto non ti sentivo più…
Angelo Caramanno neanche io, scusami…
Luca Caselli: chiama un attimo, per me c’è la fate anche domani non è un problema, cioè voglio dire..•
Angelo Caramanno domani- quindi oggi scade comunque..
Luca Caselli: oggi scade il rapporto di lavoro del giorno 15, per fare io poi le proroghe con le determine senza soluzione di continuità, le devo fare entro domani, dopodomani·- insomma posso scrivere dal 15 in poi, non è che posso andare troppo oltre, sarebbe stato bene…•pronto…•
Angelo Caramanno: ehi …
Luca Caselli: sarebbe stato buona norma che avessimo fatto tutto prima, però come al solito non si sa mai niente ·- pareva che queste benedette Commissioni le riuscivano a fare, invece non le hanno fatte,
Angelo Caramanno: però vista la delicatezza dell’argomento io te lo chiedo a livello personale • e visto che io sto in “mezzo al fuoco” per questa cosa, anche a livello personale-· informami non •••
Luca Caselli: ma io per questo ieri ti ho mandato la determina-·
Angelo Caramanno: ho capito, ma comunque ieri .•. (si accavallano le voci)-·
Luca Caselli: a me ieri hanno scritto, perché onestamente, se tu .. si io avevo detto “guardate dopo il 15 possiamo andare perché abbiamo scritto che non c’era una proroga, era la risoluzione del rapporto di lavoro”, poi visto e considerato che come al solito le gare perdono tempo, ma c’è ancora il fatto che sono sempre…
Angelo Caramanno: e l’hai messa a proposta mia … l’hai messa quindi·-
Luca Caselli: e come delibera d’indirizzo la proposta tua, che da solamente l’indirizzo a me di fare le proroghe, come tutte le altre volte Angelo, •.. no, c’è grande differenza •.. è come le altre volte che le abbiamo fatte, io adesso in questo momento visto e considerato che non hanno terminato diciamo gli atti di gara •.. che erano relativi alla cosa, si prorogano per altri due mesi nelle more che si finisce· tieni conto che sono già stati tutti quanti ammessi alla fase successiva, eh
Angelo Carammanno: ok.••
Luca Caselli: quindi stiamo più tranquilli…
Angelo Caramanno: ok..
Luca Caselli: no, no, stasera è una cazzata, anzi ti posso dire una cosa giocatela in un altro modo, nel senso che …
Angelo Caramanno: Noooooooooo, io non mi gioco niente perché io con quella gente … no ci voglio avere a che fare
Luca Caselli: ho capito, però voglio dire questa è una cosa buona, che stai facendo per i dipendenti per evitare che vadano in mezzo alla strada … per i prossimi mesi..
Angelo Caramanno: va bene, fammi chiamare un attimo al Sindaco…ciao..

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L’11 dicembre 2002 il Comune decide di suddividere il territorio in 7 ambiti

A cura di Pina Ferro

Era l’11 dicembre del 2002 quando il comune di Salerno con apposta delibera di giunta stabiliva di procedere alla manutenzione del patrimonio stradale suddividendo il territorio comunale in 7 ambiti o lotti e di avvalersi anche delle prestazioni professionali delle cooperative, sia sociali che di produzione e lavoro, presenti sui territorio.
Successivamente, l’Ente stabiliva di volersi avvalere, per l’espletamento dei servizi in questione, della sola cooperazione sociale (e non anche a quella di produzione lavoro) e di operatori economici individuati sui libero mercato. A tal fine, quindi, l’Ente s’impegnava ad affidare il 50% dell’intero progetto manutentivo (costituito da 7 lotti) a cooperative sociali di tipo “B” da individuarsi secondo una ben determinata procedura e con le quali, successivamente, sarebbe stato stipulato specifico atto convenzionale. Successivamente i lotti furono ridotti a sei e affidati alle cooperative sociali individuate con l’anzidetta procedura, escludendo il ricorso al libero mercato. A seguito di ciò, con determinazione dirigenziale 6172 del 2.12.2003, a firma del dirigente Basile Matteo, preso atto dell’indisponibilità di bilancio, che non consentiva di far fronte all’impegno complessivo di 1.455.876 euro, si è proceduto alla stipula degli atti contrattuali per l’affidamento dei seguenti 4 lotti: lotto numero 4 alla “Società Cooperativa Sociale Alba Nova”; lotto numero 5 alla “Societa Cooperativa Sociale Terza Dimensione2; lotto numero 6 alla “Societa Cooperativa Sociale Lavoro Vero”; lotto numero 1 alla “Società Cooperativa Sociale II Leccio”. L’affidamento aveva una durata di 12 mesi. Successivamente l’affidamento fu prorogato di anno in anno fino al 2007 con vari provvedimenti amministrativi. Il 3 marzo del 2007 (delibera di giunta 458/07) il Comune di Salerno approvava il quadro degli interventi di manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino, distinti in 8 ambiti territoriali, per l’importo complessivo di 1.600.000 euro IvA esclusa, stabilendo l’affidamento del progetto manutentivo, per la durata di un anno rinnovabile, a cooperative sociali di tipo B. Con !a medesima deliberazione veniva, altresi, stabilito che la selezione delle cooperative sociali di tipo B sarebbe avvenuta, previo invito a negoziare e sulla base di apposita richiesta di partecipazione, a seguito della valutazione di specifici requisiti (progetto di inserimento o stabilizzazione lavorativa, precedenti esperienze lavorative in analoghe attività, adeguata organizzazione del servizio ed adeguata dotazione di mezzi ed attrezzature). Con determinazione dirigenziale numero 1895 del 14.5.2007, il dirigente Di Lorenzo Alberto dava atto che, per Ia procedura d’evidenza pubblica oggetto d’analisi, erano pervenute 16 offerte da parte di cooperative sociali e che la gara si era sviluppata nelle sedute del 7 e 9 maggio 2007. La Commissione aveva formato Ia seguente graduatoria: Eolo coop. sociale punti 100; Alba nova coop. sociale punti 95,22; Lavoro vero coop. sociale punti 94,78; Il Leccio coop. sociale punti 91,11; Terza Dimensione coop. sociale punti 89,33; 3 SSS coop. sociale punti 84,89; le Ali coop. sociale punti 73,33; Gea coop. sociale punti 72,67; Socofasa coop. sociale punti 63,78 ; Social sSogno coop . sociale punti 62,78; La Quercia coop. sociale punti 60,44 ; Il Verde Pino coop . sociale punti 44,78 ; I Cento fiori coop . sociale punti 44,00; Prime work coop . sociale punti 41,67; Cronos Raito arl onlus coop. sociale punti 35,44. Successivamente vennero effettuati gli affidamenti alle prime 8 cooperative.a ciascuna delle quali venivano riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Con la delibera di giunta 959 del 30.11.2012, l’amministrazione comunale salernitana disponeva l’espletamento di una procedura d’evidenza pubblica riservata alle cooperative sociali di tipo B iscritte nell’Albo Regionale per la provincia di Salerno- finalizzato all’affidamento dei medesimi servizi per i quali, per ciascun lotto, sarebbe stato riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Con determinazione dirigenziale, a firma del dirigente Luca Caselli, venivano approvati gli atti necessari per procedere alla gara che si concludeva con successiva determinazione dirigenziale 2211 del 19.6.2013 con !a qua!e il predetto dirigente approvava la graduatoria provvisoria: Lotto 1 alla Società Cooperativa Sociale Il Leccio; lotto 2 alla Società Cooperativa Sociale Le Ali; lotto 3 alla Società Cooperativa Sociale 3 SSS Servizi Sociali Salernitani; lotto 4 alla Societa Cooperativa Sociale Eolo; lotto 5 alla Società Cooperativa Sociale Alba Nova; lotto 6 alla Societa Cooperativa Sociale Terza Dimensione; lotto 7 alla Società Cooperativa Sociale Lavoro Vero; Lotto 8 alla cooperativa sociale San Matteo. Con determinazione dirigenziale 3789 del 27.10.2014, il dirigente Caselli prorogava di un ulteriore anno gli affidamenti , con conseguente sottoscrizione, sempre a firma del medesimo dirigente, di specifiche convenzioni con le cooperative sociali affidatarie dei servizi. Avendo deciso di individuare nuovi contraenti, con determinazione dirigenziale 2097 del 29.6.2015, Caselli approvava g1i atti propedeutici alla celebrazione di una nuova procedura d’evidenza pubblica, ancora una volta riservata alle sole cooperative sociali di tipo B, per l’affidarnento, per !a durata di 1 anno, di 8 lotti per la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino per ciascuno dei quali sarebbe stato riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Nelle more dell’espletamento della procedura di selezione del contraente, con i seguenti provvedimenti amministrativi il dirigente Caselli a prorogava ulteriormente gli affidarnenti sopra indicati: con determinazione dirigenziale 3669 del 22.l0.2015 peril periodo dall’l.l0.2015 a! 30.3.2016; con determinazione dirigenziale 1643 del 6.4.2016 per il periodo dal 31.3.2016 al 30.6.2016; con determinazione dirigenziale 3355 del 14.7.2016 per il periodo dall’ 1.7.2016 a! 30.9.2016; con determinazione dirigenziale 4589 del 12.10.20!6 per il periodo dall’1.10.2016 al 30.11.2016.
Anche per fronteggiare le gravi carenze di igiene e pulizia della città il Comune di Salerno stabiliva di: (delibera di GM n. 748 del 7.7.2006)
avvalersi, in via temporanea, per il tempo strettamente necessaria a[ superamento delle cattive condizioni igieniche in cui versa la maggior parte delle aree pubbliche comunali ed a tutela dell’igiene pubblica, stante anche l’attuale periodo estivo e comunque sino a tutta il 3010912006, delle prestazioni delle seguenti cooperative sociali di tipo “B “, ricorrendo alla stipula di atti convenzionali ex art. 5, comma I della predetta Iegge n. 381191 per !o svolgimento dei lavori di manutenzioni ordinaria e conservativa del patrimonio comunale e per la pulizia dei capistrada: Cooperativa “II Leccio “; Cooperativa “Alba Nova”; Cooperativa “Lavoro Vera”; Cooperativa “Terza Dimensione”.

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Audio intimidatorio per votare una candidata: arrestati Gianluca Izzo e Umberto Coscia

Sono finiti agli arresti domiciliari per 20 giorni, Gianluca Izzo, amministratore di fatto della Cooperativa sociale “San Matteo” e Umberto Coscia, lavoratore della predetta società. La misura è stata assicurata per garantire la possibilità di acquisizione della prova a fronte del pericolo di inquinamento dell’attività. Ad eseguire l’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della procura, è stata questa mattina la squadra mobile. Il 3 ottobre, prima giornata di voto per le elezioni amministrative del Comune di Salerno , la polizia giudiziaria aveva appreso, dalla pagina-profilo Facebook di alcuni consiglieri di insieme, che era stato pubblicato e commento un “messaggio audio” dal contenuto intimidatorio in relazione a1 suffragio in corso di svolgimento. Dai commenti ai vari post risultava che probabilmente il messaggio era stato diffuso a mezzo WhatsApp o altro social media e destinato ad un gruppo chat composto dai lavoratori di un Ente legato all’amministrazione comunale che aveva “espresso una candidata nelle liste collegate al sindaco Vincenzo Napoli “.(Segue).Napoli, 12 ott. (LaPresse) – Dall’asco1to dell’audio,Salerno, risultava che una voce maschile richiamava tutti i destinatari a rispettare indicazioni di voto evidentemente in precedenza impartite, utilizzando frasi del chiaro contenuto minatorio. Secondo quanto ritenuto nel provvedimento cautelare, all’esito parziale delle attività investigative, l’audio era stato inoltrato in un gruppo WhatsApp di cui facevano parte i dipendenti della cooperativa San Matteo da Umberto Coscia e confezionato da Gianluca Izzo, mandante anche di una seconda comunicazione , sempre per il tramite di WhatsApp, del medesimo tenore intimidatorio. Nel corso delleperquisizioni domiciliari trascurateseguite, nei confrontidi Umberto Coscia e di un altro lavoratore della cooperativa, è stato sequestrato un elenco manoscritto, con nomi di votanti una candidata legata da rapporto di coniugio con Gianluca Izzo.

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Cosa sono i Luanda Leaks

La donna più ricca d'Africa, Isabel dos Santos, è accusata di aver costruito la sua fortuna sulle spalle del suo Paese, l'Angola. Figlia dell'ex dittatore Jose Eduardo, avrebbe costruito il suo impero grazie alla corruzione.

Isabel dos Santos, la donna più ricca dell’Africa con un patrimonio di oltre 2 miliardi di dollari, avrebbe ammucchiato le sue fortune sfruttando le ricchezze e la gente del suo Paese, l’Angola, e usando l’arma della corruzione, in un Paese dove la maggior parte della popolazione vive con due dollari al giorno. A sostenerlo è l’International Consortium of Investigative Journalists (Icij) – diventato famoso in tutto il mondo per lo scandalo Panama Papers – giunto in possesso di nuovi documenti che confermerebbero il sospetto della illiceità dei suoi affari aprendo la strada a nuove azioni giudiziarie nei suoi confronti. Il dossier è stato battezzato Luanda Leaks, dal nome della capitale dell’ex colonia portoghese. Indagata per corruzione nel 2018 in Angola, dove il governo ha congelato i suoi beni, Isabel dos Santos è poi finita sotto inchiesta anche in Portogallo e ha deciso di prendere la residenza ufficiale negli Emirati Arabi Uniti, ma vive di fatto a Londra, dove si è laureata al King’s College e dove conta diverse proprietà. Figlia dell’ex presidente dell’Angola Jose Eduardo dos Santos che ha governato il Paese per 38 anni, dal 1979 al 2017, e della sua prima moglie, Tatiana Kukanova, originaria dell’Azerbaigian, Isabel ha incontrato a Londra anche suo marito, Sindika Dokolo, un collezionista congolese figlio di una danese e di un milionario di Kinshasa. Si sono sposati nel 2002 a Luanda, con una festa per mille invitati costata 4 milioni di dollari. Tutti ricchi di famiglia, ma la fortuna maggiore per Isabel, e per suo marito, giunge con una serie di accordi di favore ottenuti, con l’aiuto del padre presidente, su terre, petrolio, diamanti e telecomunicazioni. Lei nega, affermando che le accuse contro di lei sono del tutto false e che esiste una caccia alle streghe a scopi politici portata avanti dal governo angolano. Ora, però, la stampa ha avuto accesso a oltre 700 mila documenti relativi al suo impero, ottenuti in gran parte dalla piattaforma per la protezione degli informatori in Africa e condivisa con il Icij. Una delle operazioni più sospette è stata gestita da Londra attraverso una consociata britannica della compagnia petrolifera statale angolana Sonangol, ‘affidata’ dall’allora presidente nel 2016 alle ‘cure’ della figlia. Nonostante il successore fosse un suo delfino, Isabel fu licenziata due mesi dopo. Sono state pubblicate, tra l’altro, le foto di alcuni rendiconti in cui risulta che, mentre lasciava Sonangol, Dos Santos ha approvato 58 milioni di dollari per pagamenti sospetti a una società di consulenza di Dubai chiamata Matter Business Solutions, intestata a diretta da persone a lei vicine. Altri documenti gettano seri sospetti su un’altra serie di operazioni. I suoi difensori negano che le complesse operazioni finanziarie della ‘regina d’Africa’ fossero illecite. Ma intanto le inchieste vanno avanti e si estendono a macchia d’olio.

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Bimba rapita invia la posizione col telefono e viene ritrovata

La bambina di 11 anni, residente a Milano, era stata portata dal padre siriano in Danimarca. È riuscita a mandare la sua localizzazione via cellulare alla madre.

È stata ritrovata in Danimarca e sta bene la bambina rapita il 20 dicembre scorso a Milano dal padre, il siriano Maher Balle, che già l’aveva rapita tre anni fa e l’aveva portata in Siria. La ragazzina è stata rintracciata dagli uomini della squadra mobile di Milano e da quelli dello Scip della Polizia e attualmente si trova in una struttura della polizia danese. La ragazzina è stata affidata alla madre dopo la separazione dei genitori. Il padre l’aveva presa a scuola senza che il personale, forse non informato, sollevasse questioni.

LA POSIZIONE INVIATA ALLA MADRE

È stata la stessa bimba a mandare attorno alle 2 della scorsa notte via cellulare la sua posizione con Google maps alla madre subito dopo averla chiamata. Lo ha spiegato l’avvocato della donna, Angelo Musicco, riportando quanto le ha raccontato la sua cliente. In contemporanea da quanto è stato riferito Procura e polizia hanno geolocalizzato la ragazzina ad Aarhus, seconda città danese. Il pm di Milano Cristian Barilli ha aperto un’inchiesta per sottrazione internazionale di minori.

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Ok del Riesame: Lara Comi torna libera

Revocata l'ordinanza di arresti domiciliari per la maxi indagine 'mensa dei poveri'.

L’ex eurodeputata di Fi Lara Comi torna libera. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano che, come spiegato dal suo difensore, l’avvocato Gian Piero Biancolella, che aveva presentato il ricorso, ha revocato l’ordinanza di arresti domiciliari eseguita a suo carico il 14 novembre in una tranche della maxi indagine ‘mensa dei poveri’. «Ero certo che oltre 5 ore di interrogatorio, i documenti prodotti e due ore di discussione al Riesame avevano lasciato il segno», ha spiegato il difensore.

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Omicidio Sacchi: Luca cercò di difendersi dai killer

Riscontrati lividi compatibili con il tentativo di difendersi dai colpi di mazza. Gli inquirenti stanno analizzando cinque cellulare per ricostruire la rete dei pusher.

Emergono altri dettagli dall’inchiesta sull’omicidio di Luca Sacchi, avvenuto a Roma il 23 ottobre, e in particolare dall’autopsia. Nella colluttazione che ha preceduto lo sparo alla testa, Sacchi tentò di difendersi parandosi il volto con le braccia nel tentativo di schivare alcuni colpi inferti con la mazza da baseball. Sul corpo del giovane sono stati infatti individuati alcuni lividi sulle braccia che sono compatibili con il tentativo del ragazzo di proteggersi il volto dai colpi di mazza.

CINQUE CELLULARI PER RICOSTRUIRE I CONTATTI TRA I PUSHER

Sono cinque i cellulari che gli investigatori stanno analizzando nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Sacchi. Obiettivo è ricostruire i contatti tra i vari pusher coinvolti nella vicenda nella fase «precedente e successiva» all’aggressione avvenuta la sera del 23 ottobre.

VIA LIBERA AI FUNERALI

Intanto è arrivato il nulla osta della Procura di Roma alla restituzione alla famiglia del corpo del giovane ucciso. Il pm Nadia Plastina ha dato l’ok dopo l’esame autoptico. A questo punto la famiglia può fissare i funerali che potrebbero svolgersi la prossima settimana.

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Omicidio Sacchi: la conferenza stampa del padre

Il genitore di Luca, Alfonso, insieme ai legali: «Gli dicevo di non fidarsi e di stare attento anche a suo fratello».

«Mio figlio era stupendo e sempre col sorriso, sempre pronto allo scherzo e aveva tanta voglia di vivere. Tutti lo conoscevano per il bravo ragazzo che era. Gli dicevo di non fidarsi e di stare attento anche a suo fratello. Aveva passione per lo sport. Dopo la morte ho indossato anche i suoi indumenti per prendere coraggio», ha detto Alfonso Sacchi, papà di Luca, il 24enne ucciso a Roma, nel corso di una conferenza stampa indetta dalla famiglia nella Capitale.

«CONOSCEVA IL CONTATTO CON I PUSHER»

Il ‘contatto’ con i pusher, nell’ordinanza indicato come «conoscenza intima» di Luca, è «un ragazzo che mio figlio conosceva: questa persona l’aveva rivista da 5 o 6 mesi, si conoscevano dai tempi del liceo».

L’AVVOCATO: «CAUTELA SU ANASTASIA»

«In alcuni giornali di ieri è apparsa una frase secondo cui per la famiglia Sacchi è immorale difendere Anastasia, sono parole erroneamente intercettate. Quando si parla di lei bisogna camminare con piedi di piombo. Allo stato lei è persona offesa», ha detto il legale del padre di Luca.

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Ombre sui pompieri per l’incendio alla Grenfell Tower

I vigili del fuoco di Londra sotto accusa per l'indicazione di rimanere barricati agli inquilini della torre andata a fuoco nel 2017.

Ombre sui pompieri inglesi per l’inferno di Grenfell Tower, il maxi incendio che nel 2017 devastò il grattacielo popolare londinese di 24 piani e in cui perirono 72 persone, inclusi i giovani architetti veneti Gloria Trevisan e Marco Gottardi. Non fu solo l’incuria nella manutenzione da parte della società di gestione, non solo le norme sulla sicurezza carenti o le colpe di amministratori e politici, non solo i pannelli infiammabili di poco prezzo collocati sulla facciata: a causare la strage innescata dal rogo contribuirono anche «gravi manchevolezze» del corpo dei vigili del fuoco, come conferma il primo rapporto stilato nell’ambito di un’inchiesta indipendente, ancora in corso, presieduta dal magistrato in pensione sir Martin Moore-Bick.

LE INDICAZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO

Il testo, d’un migliaio di pagine, è stato anticipato di un giorno dalle indiscrezioni dei media britannici, che ne hanno diffuso ampi stralci malgrado le sollecitazioni ripetute della commissione Moore-Bick a lasciare che lo potessero leggere prima superstiti e familiari delle vittime: già in larga parte critici in questi mesi sulle indagini e sul lavoro dell’organismo. Nel rapporto si riconosce «il coraggio» dei pompieri che intervennero. Ma si sottolineano, fra l’altro, le lentezze nella risposta del numero d’emergenza 999, gli errori e le decisioni discutibili prese durante l’operazione, la fatale indicazione ‘stay put’, ossia rimanete barricati negli appartamenti, rivelatasi micidiale specialmente per alcuni inquilini dei piani alti (come la coppia di architetti italiani), o l’insufficiente addestramento mostrato per una situazione così estrema. Tutti fattori che si ritiene abbiano portato a rendere quanto meno più pesante il bilancio dei morti.

CONFERMATE LE CAUSE DELL’INCENDIO

Commentando le anticipazioni dei media, accusati apertamente di «insensibilità», Moore-Bick ha tenuto a precisare che le contestazioni (accolte non senza offesa da alti funzionari dei vigili del fuoco e semplici agenti) vanno pur sempre filtrate attraverso la consapevolezza delle «condizioni terrificanti affrontate da chi dovette entrare nell’edificio» in fiamme la notte del 14 giugno 2017. Il magistrato ha poi confermato che a innescare l’incendio, come da tempo ormai noto, fu un guasto elettrico al freezer in un appartamento al quarto piano. Guasto tecnico, ha puntualizzato sir Martin, avvenuto «senz’alcuna colpa» dell’inquilino di quell’abitazione, «ingiustamente accusato» all’inizio in alcune ricostruzioni.

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La procura di Milano indaga sulle minacce alla senatrice Segre

Il fascicolo contro ignoti sugli insulti e le intimidazioni sui social network è stato aperto nel 2018.

La Procura di Milano ha aperto un’indagine per molestie e minacce per gli insulti arrivati sui social network alla senatrice a vita Liliana Segre. Il fascicolo è a modello 44, contro ignoti, ed è coordinato dal capo del pool antiterrorismo di Milano Alberto Nobili. È aperto dal 2018, ma se ne è avuta notizia soltanto oggi.

OGNI GIORNO 200 MESSAGGI DI ODIO RAZZIALE

Segre, 89 anni, sopravvissuta ad Auschwitz e testimone dell’Olocausto, in una recente intervista al quotidiano La Repubblica ha denunciato di ricevere 200 messaggi incitanti all’odio razziale al giorno. Nei giorni scorsi il mondo della politica ha espresso la sua solidarietà alla senatrice a vita. La presidente del Senato Elisabetta Casellati ha parlato di «un insulto alla storia e alle istituzioni di un Paese che sul rifiuto dell’antisemitismo e sul ripudio della violenza ha eretto la sua architettura democratica e ritrovato la pace, la libertà e il progresso»; il premier Giuseppe Conte ha annunciato che «inviterà tutte le forze politiche in Parlamento a mettersi d’accordo per introdurre norme contro il linguaggio dell’odio. Via social e a tutti i livelli».

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