La Confindustria di Bonomi mette nel mirino i vertici de Il Sole 24 Ore

Il cda del giornale scade nel 2012, ma il cambio arriverà prima. Via il presidente Garrone (al suo posto Calabrò) e l'ad Cerbone. Mentre a contendersi il posto di n.1 dei Giovani imprenditori ci sono Calearo e Di Stefano.

Carlo Bonomi, neo presidente di Confindustria designato, fedele al suo piglio decisionista, oltre che a voler dare maggiore aggressività al sindacato degli imprenditori nei suoi rapporti con il governo e con la politica in generale, è intenzionato a ridisegnare posizioni e incarichi, e non solo in Viale dell’Astronomia.

DA COPRIRE LA CASELLA DELLA DIREZIONE GENERALE

Dopo aver annunciato in parte la squadra dei suoi vicepresidenti senza grandi sorprese, resta ora da coprire l’importante casella della direzione generale, ora occupata da Marcella Panucci. Ma Bonomi non ha perso tempo e si è messo subito a guardare la situazione delle società partecipate. A cominciare da Il Sole 24 Ore, il cui consiglio di amministrazione è in scadenza nel 2021, ma che nei corridoi del palazzone all’Eur si dà per scontato venga cambiato prima.

DENTRO L’EX REPUBBLICA CALABRÒ

Tra i sostenitori dell’a questo punto ex presidente di Assolombarda c’è gran movimento: telefonate, video incontri, organigrammi che si fanno e disfano. Gli ultimi parlano di una decisa volontà di azzerare i vertici, presidente e amministratore delegato, ossia Edoardo Garrone e Giuseppe Cerbone. E mentre si inizierà la ricerca del nuovo capo azienda, è quasi sicuro che al posto dell’imprenditore genovese siederà Antonio Calabrò, una passato di giornalista a Il Sole e a la Repubblica, attualmente vice di Bonomi in Assolombarda e presidente della Fondazione Pirelli.

GIOVANI IMPRENDITORI, RINVIATA L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE

Tra le novità confindustriali dell’ultima ora anche il rinvio al 26 dell’elezione del presidente dei Giovani imprenditori. E a contendersi il posto ora occupato da Alessio Rossi ci sono il vicentino Eugenio Calearo, figlio di Massimo, che fu anche deputato del Partito democratico, e il siciliano Riccardo Di Stefano.

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Il dopo-Boccia accende la voglia di un posto al Sole

La poltrona ora occupata da Garrone fa gola a molti. Non a caso il favorito Bonomi l'avrebbe promessa ad almeno tre persone - Abete, Bono e Calabrò - in cambio del loro sostegno nella sua corsa per Confindustria.

Voci insistenti danno per certo il ritorno, che avrebbe del clamoroso, di Edoardo Garrone nella corsa per la presidenza di Confindustria.

Dell’imprenditore genovese sia era parlato mesi fa, quando Vincenzo Boccia andava raccontando in giro per l’Italia che loro due avrebbero fatto lo scambio delle rispettive presidenze, vedendosi già lo stampatore salernitano al posto di Garrone alla guida del Sole 24 Ore.

Poi il presidente della Erg, pressato dai famigliari che l’hanno vivamente invitato a lasciar perdere, aveva fatto sapere che non era in corsa.

Eadoardo Garrone, presidente del gruppo Erg e del Sole24Ore.

UNA POLTRONA CHE FA GOLA

Ma è proprio la sua carica di presidente della casa editrice che edita il giornale della Confindustria a far gola, nonostante tutte le peripezie che ha passato. Ed è per questo che qualcuno, per irritarlo, ha messo in giro la voce di un suo ritorno in pista last minute, in modo da fargli capire che in tutti i casi quella poltrona andrà mollata. Anche perché i vari contendenti al dopo Boccia se la stanno vendendo come merce di scambio, e interessa molto.

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Specie a coloro che non vogliono o non possono aspirare a una vicepresidenza (per quelle 10 posizioni il mercato delle promesse è attivissimo, e se si dovessero sommare saremmo già al doppio delle possibilità). 

GLI ASPIRANTI ALLA PRESIDENZA DEL SOLE

Per esempio il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi, che i bookmaker confindustriali danno avanti rispetto a tutti gli altri candidati, avrebbe parlato della presidenza del Sole 24 Ore con ben tre interlocutori.

Carlo Bonomi (LaPresse).

Luigi Abete, che in cambio gli sta portando il consenso di Roma e delle vecchie consorterie, desideroso di raggiungere quella poltrona anche per trovare rimedio ai problemi della sua scuderia editoriale in crisi; Giuseppe Bono, che per Bonomi sarebbe importante avere dalla sua parte sia per il ruolo in Friuli sia per quello nel mondo romano delle società a partecipazione pubblica, ma che avendo promesso il suo appoggio a Licia Mattioli può essere agganciato solo facendo leva sulla vanità (e la tolda del Sole potrebbe solleticargliela, ha pensato Bonomi, che gli ha mandato messaggi per il tramite del presidente di Confindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti); Antonio Calabrò, vicepresidente dello stesso Bonomi in Assolombarda nella sua qualità di lobbista della Pirelli, che ambirebbe al Sole o in alternativa a succedergli in Assolombarda, cui Bonomi deve molto perché fin qui è stato il vero regista della sua campagna elettorale. Ma, come sempre avviene in questi casi, la poltrona è una e se le terga che vogliono poggiarcisi sono tante si finisce per fare molti scontenti.

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L’ex direttore del Sole 24 Ore Napoletano è stato rinviato a giudizio

Il Gup Maria Cristina Mannocci ha disposto il processo nell'ambito della vicenda sulle presunte irregolarità nei conti del gruppo. Accolto il patteggiamento dell'ex Ad Treu, dell'ex presidente Benedini e della società.

L’ex direttore responsabile ed editoriale de Il Sole 24 Ore Roberto Napoletano è stato rinviato a giudizio dal gup Maria Cristina Mannocci nell’ambito della vicenda delle presunte irregolarità nei conti del gruppo. Il giudice inoltre ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’ex ad Donatella Treu e dell’ex presidente Benito Benedini rispettivamente a un 1 anno e 8 mesi e 300mila euro e a 1 anno e 6 mesi e 100mila euro e anche della stessa società Sole 24 Ore a una sanzione pecuniaria di 50.310 euro. Per Napoletano il processo si aprirà il 16 gennaio.

CONFINDUSTRIA E CONSOB COME PARTI CIVILI NEL PROCESSO

Roberto Napoletano è il solo tra gli imputati a non aver chiesto il patteggiamento e ad aver scelto il rito ordinario. Per lui il dibattimento verrà celebrato davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Il gup, che nelle scorse udienze ha ammesso come parti civili Confindustria e Consob, il rappresentante comune dei titolari di azioni di categoria speciale Marco Pedretti e i sei piccoli azionisti, tra dipendenti ed ex dipendenti, compresi quattro giornalisti, con due provvedimenti distinti, uno con cui ha disposto il rinvio a giudizio e l’altro i patteggiamenti, ha accolto l’ipotesi formulata dalla Procura.

TRA LE ACCUSE FALSE COMUNICAZIONI E AGGIOTAGGIO

Per il pm Gaetano Ruta, titolare dell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza e nella quale sono stati contestati i reati di false comunicazioni sociali e aggiotaggio informativo, Napoletano, è stato indagato in qualità di “amministratore di fatto” del gruppo dal 23 marzo 2011 al 14 marzo 2017 «per via della partecipazione ai consigli di amministrazione della società e del coinvolgimento delle scelte gestionali attinenti alle modalità di diffusione del quotidiano ed alla comunicazione esterna dei dati diffusionali e dei ricavi ad essi correlati». L’ex direttore, come si legge nel capo di imputazione, assieme a Donatella Treu e Benedini, «al fine di assicurare a se stessi e a terzi un ingiusto profitto» avrebbe esposto nella semestrale del giugno 2015, nel resoconto intermedio del settembre successivo, nonché nel bilancio del dicembre dello stesso anno, «fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società».

NAPOLETANO: «AL PROCESSO EMERGERÀ LA VERITÀ»

«Avrei potuto patteggiare come gli altri, ma non posso patteggiare per un reato che non ho commesso. Sono innocente e affronterò a testa alta il dibattimento e sono consapevole che in quella sede emergerà la verità», sono state le prime parole di Napoletano dopo la decisione del gup di Milano.

L’AZIENDA: «CHIUSO UN CAPITOLO»

In uno comunicato dopo la decisione del Gup la società ha scritto che «la decisione del Tribunale di Milano, che va ad aggiungersi all’archiviazione del procedimento sanzionatorio Consob nei confronti della Società, permette al Gruppo di chiudere un capitolo del passato». «La Società», conclude la nota, «potrà così concentrarsi sulle tematiche industriali e continuare con lo sviluppo in atto, che ha già visto in questi mesi il varo di numerose iniziative editoriali innovative».

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