È morto a 71 anni il giurista Raffaele Teti Docente a Pisa era originario di Catanzaro

CATANZARO - Aveva 71 anni Raffaele Teti, giurista e professore ordinario di diritto commerciale dell’Ateneo di Pisa, tra i maggiori studiosi della storia del diritto commerciale, da poco era andato in pensione e deceduto a Pisa.

La cerimonia di commemorazione si è svolta alle ore 12, nel Palazzo della Sapienza di Pisa, mentre i funerali si terranno nei prossimi giorni a Catanzaro, città di origine del docente.

Teti, nato in Calabria nel 1947, si è laureato in giurisprudenza nell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza" nel 1970 e negli anni 1971-72 ha usufruito di una borsa di studio del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1974 ha vinto un concorso per assistente di ruolo di diritto industriale bandito dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e successivamente è stato professore incaricato di diritto commerciale alla Facoltà di Scienze economiche e sociali dell’Università della Calabria. In seguito è stato chiamato in qualità di professore associato e poi ordinario alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa.

Il professor Teti si è distinto nella comunità dei giuristi per le ricerche svolte in campo societario, cui ha dedicato due monografie, molteplici articoli e parti di trattato, pervenendo a risultati originali e di notevole rilievo scientifico riconosciuto a livello nazionale e internazionale.

Parimenti pregevoli sono state le ricerche dedicate ai contratti bancari, sviluppate in un lavoro monografico e in molteplici saggi relativi a tematiche di scottante attualità, la cui analisi ha rappresentato un imprescindibile punto di riferimento per le successive indagini dottrinali e una fonte di ispirazione per gli sviluppi della giurisprudenza. Soprattutto il professor Teti è apprezzato come il principale cultore della storia del diritto commerciale. Il suo volume del 1990 dedicato al tema del "Codice civile e regime fascista. Sull'unificazione del diritto privato", coniuga sensibilità giuridica e raffinata competenza storica, configurando uno studio pioneristico su un argomento trascurato dalla riflessione giuridica.

Il volume è stato accolto con giudizi eccellenti dalla comunità scientifica nazionale e internazionale, tant'è che nel 1991, nell’annuale manifestazione dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma, è stato segnalato come uno dei cinque migliori libri che ogni giurista dovrebbe conoscere. Sempre sui temi della storia del diritto commerciale, il professor Teti ha pubblicato numerosi articoli destinati non solo a riviste giuridiche, ma anche a prestigiose pubblicazioni di storia contemporanea. Grazie alla sua notorietà soprattutto come studioso della storia del diritto commerciale, ha partecipato a innumerevoli conferenze presso università e istituti di cultura e, su designazione del Consiglio superiore della Magistratura, ha contribuito alla formazione e all’aggiornamento dei magistrati. Diversi sono stati gli incarichi istituzionali svolti nel corso degli anni dal professor Teti, che da ultimo è stato presidente del Consiglio di disciplina dell’Ateneo pisano.

Nel 2017 il Senato Accademico dell’Università di Pisa ha insignito il professor Raffaele Teti con l’Ordine del Cherubino. (Red-Xio/AdnKronos)

UN MESE AL 2019 | «Matera non è una meteora, ha 8000 anni di storia»

MATERA – «Matera non è una meteora perché le meteore non hanno ottomila anni di storia». E’ un Raffaello De Ruggieri molto combattivo e convinto del percorso fatto e del ruolo della città quello che arriva all’ultima curva prima della cerimonia inaugurale di Matera 2019 e che stila un piccolo “bilancio” della situazione in cui la città arriverà, ciò che riuscirà a fare e ciò che rimarrà insoluto appellandosi ai materani. «il Carro portiamolo in piazza tutti insieme, difendiamo Matera e non il suo sindaco».

 Ad un mese dalla cerimonia inaugurale a che punto è la città sotto il profilo delle infrastrutture, dei cantieri, degli interventi?

 «Mi sento di dire che la città è pronta ad affrontare la cerimonia di inaugurazione dell’anno di Matera Capitale. Il nodo intermodale di Serra Rifusa sarà disponibile e lo sarà anche il parcheggio temporaneo che stiamo realizzando nell’area della stazione ferroviaria Rfi di La Martella. A Porta Pistola, il cantiere sarà ultimato nella parte soprastante. Dopo il 20 gennaio, si continuerà a lavorare per consolidare il muro di contenimento ed entro la primavera del 2019, quindi nel periodo che si stima essere di maggior afflusso turistico, si potrà utilizzare anche il cosiddetto ponte tibetano. Sono queste le opere che riteniamo importanti per la logistica e per il piano di mobilità e di sicurezza che stiamo elaborando per l’inaugurazione del 19 gennaio.  Sempre dopo il 20 gennaio, approfittando del periodo in cui si prevede un afflusso meno consistente di visitatori, provvederemo alla riqualificazione del percorso pedonale che va da Piazza Sedile a Via Ridola e che comprende anche via Volta e parte di via Casalnuovo. Completeremo, inoltre, prima della primavera, la riqualificazione della villa Comunale, restituendo alla città un piccolo parco nel pieno centro urbano». 

 Parliamo degli altri interventi in previsione cominciando da piazza della Visitazione.

 «Su Piazza della Visitazione, contiamo di procedere per stralci funzionali dando priorità alla realizzazione del boulevard pedonale di collegamento tra Piazza Matteotti e Piazza Vittorio Veneto e alle opere connesse a questo ambito urbano. Per il resto credo che riusciremo ad essere pronti per la primavera prossima a realizzare il parcheggio di Lanera e a completare i lavori di riqualificazione della strada e di costruzione della rotatoria. Ma quello di cui mi preme parlare, e che sarà uno dei lasciti del 2019 alla città, sono i parchi tematici della storia dell’uomo. Si tratta della concretizzazione del progetto del museo demoantropologico rivisitato con l’occhio delle nuove tecnologie. Parco della preistoria, della civiltà rupestre, della civiltà contadina e delle stelle. Saranno aree museali interattive in cui sarà raccontata l’evoluzione dell’uomo attraverso la storia di una città che vive ininterrottamente da 8mila anni. Il primo tassello del parco della civiltà contadina, sarà aperto al pubblico già a marzo. Per gli altri esiste già la progettazione esecutiva e saranno realizzati tra la fine del 2019 e il 2020. Io credo che questi parchi della storia possano rappresentare per Matera, con le dovute differenze, quello che l’acquario di Genova ha rappresentato per la città ligure. E’ su questo che abbiamo lavorato in silenzio, lontano dai clamori delle critiche distruttive, perché vogliamo creare sviluppo stabile e duraturo per questa città, oltre il 2019. Il mio movimento, come lei sa, si chiama Matera 2020 e io sono sceso in campo per contribuire a mettere le basi per la città del futuro, non per osservare l’ombelico del 2019». 

 Su cosa invece è maggiormente preoccupato?

 «Non sono preoccupato di nulla perché credo che la nostra città sia in grado di accogliere dignitosamente tutti i visitatori che vorranno visitarla. Non mi faccio prendere dall’ansia di prestazione. Matera non ha nulla da dimostrare a nessuno, deve solo essere se stessa. Per Matera parla la sua storia, per i materani parla la loro capacità di risollevarsi dopo periodi difficili e di creare quello che vorremmo che diventasse un modello per tutto il Mezzogiorno d’Italia. Conosco i miei concittadini e l’amore che provano per la nostra città e quindi capisco le critiche, a volte giuste, a volte ingenerose, che ci sono piovute addosso in questi anni. Sono convinto però che in questo momento si debbano sospendere le ostilità, il che non vuol dire silenziare le critiche, che è giusto che ci siano, purché costruttive. Il carro è in strada e, ad assaltarlo adesso, si fa danno a Matera, non al Sindaco o alla Giunta o alla Fondazione Matera 2019. Portiamolo tutti insieme in piazza. Difendiamo Matera, non il suo Sindaco, da chi vorrebbe che tornasse nel cono d’ombra da cui è faticosamente uscita, da chi vorrebbe che il ‘sogno svanisca’ per poter dire che il Sud non ce la può fare. Ne abbiamo contezza ormai ogni giorno con articoli, l’ultimo dei quali sulle librerie della città, fatti ad arte per costruire l’idea che Matera sia una meteora. Ebbene deve essere chiaro a tutti che le meteore non durano 8mila anni. Poi verrà il momento del confronto in cui i nodi verranno al pettine e si valuteranno meriti e demeriti di questa straordinaria, comunque la si voglia vedere, pagina di storia della città. Noi continueremo a lavorare fino alla fine e, credeteci, Matera vincerà come ha sempre fatto da ottomila anni a questa parte».

Commozione a Pizzo per i funerali di padre Rocco Benvenuto «Era un saggio amico e una guida spirituale»

PIZZO – Il Santuario di San Francesco gremito e attonito per dare l’ultimo saluto a Padre Rocco Benvenuto. C’era Monsignor Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea ad officiare la cerimonia, c’erano Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova e Padre Gregorio Colatorti, correttore generale dell’Ordine, cinquanta sacerdoti arrivati da tutta la Calabria e non solo, le più alte istituzioni civili, oltre all’amministrazione pizzitana anche il sindaco di Paola, e militari.

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Ma soprattutto c’era tanta, tantissima, gente. La sua gente, quella ancora incredula davanti ad una morte così improvvisa, che da due giorni si sente a tratti smarrita, privata di una «un saggio amico e una guida spirituale a cui rivolgersi nei momenti difficili per avere ancora fiducia» dice una sua parrocchiana. Perché l’uomo che è emerso nelle parole dei suoi confratelli era soprattutto un divulgatore scientifico che mai aveva dimenticato la sua missione pastorale, riuscendo a fare in modo che le due cose viaggiassero a braccetto diventando un punto di vista culturale e spirituale per chiunque avesse avuto la fortuna di incontrato.


 

Una commozione manifestata anche dal vescovo Renzo nella sua omelia: «non è facile parlare quando a parlare deve essere il cuore ed il mio oggi è in tempesta – ha esordito. Abbiamo perso un sacerdote ed un amico, ma abbiamo acquistato in cielo qualcun altro a cui rivolgervi. Dobbiamo ricordarlo come un entusiasta studioso ed è grazie a lui se si è fatta luce su molti aspetti della figura di San Francesco. Ha ricoperto i vari incarichi con responsabilità senza mai far mancare la sua vicinanza ai vari vescovi con cui ha collaborato». E poi si è rivolto direttamente a Padre Rocco: «Ricordati di noi, noi pregheremo per te. Ti chiedo di stare vicino particolarmente ai sacerdoti, alle famiglie, ai giovani e a chi ha bisogno di amore».

È toccato invece a Padre Gaetano, che con padre Rocco che negli ultimi 5 anni ha vissuto e lavorato nel Santuario di Pizzo ringraziare «questo popolo di Dio che riesce a trovare le risposte ai perché nati davanti a questi eventi. In questi due giorni non ha cessato di essere vicino a lui, alla comunità e alla famiglia. Grazie quindi perché noi sacerdoti siamo destinati a seminare la parola di Dio ma non a vederne i frutti, perché il seme deve morire per poter poi sbocciare, ed in questi giorni abbiamo visto quello che ha seminato Padre Rocco. Gli scritti rimangono, le parole volano, e di lui rimarrà memoria nella chiesa e nella Calabria. Vi chiedo di ricordatevi di noi nelle preghiere. I problemi sono di chi rimane e abbiamo bisogno di voi».

Veramente toccante infine il momento della lettura in chiesa, da parte di una delle tre nipoti di Padre Rocco, di una lettera di saluto allo zio ma anche all’uomo di cultura che e pieno di cultura che semplicemente era «una persona speciale».

Il feretro è poi partito alla volta di Paola dove stamani alle 11 sarà officiata un’altra celebrazione per poi arrivare a Corigliano nel pomeriggio, dove Padre Rocco riposerà.

La Basilicata ha di nuovo una Stella (Michelin): lo chef Vitantonio Lombardo

MATERA – Nel 2019 di Matera Capitale europea della Cultura festeggerà 40 anni, ma soprattutto sulla torta potrà mettere la stella Michelin che la Guida gastronomica più importante d'Europa – e tra le più prestigiose al mondo – ha assegnato al suo ristorante di via Madonna delle Virtù. Quella di Vitantonio Lombardo, nato a Savoia di Lucania, è anche la storia di un'emigrazione (ha lasciato la Basilicata a 15 anni per "farsi le ossa" nelle brigate dei più importanti chef d'Italia, da Vissani a Scabin) con ritorno: da meno di 7 mesi rieccolo tra i Sassi nel ristorante che porta il suo nome, con al fianco il fidatissimo Donato Addesso in sala.

Prima di lui il riconoscimento era andato al potentino Frank Rizzuti, ora una menzione che ridà all'alta cucina lucana il lustro che merita e le compete, vista la crescita esponenziale, e sempre più strutturata, dell'intero settore.

Per Lombardo non è la prima Stella: nel 2012 l'aveva già vinta da chef e poi titolare alla Locanda Severino di Caggiano (Salerno). Ma è la prima conquistata e da esporre nella sua terra natale: e questo non può che raddoppiare la felicità.

Nello stesso giorno la Basilicata fa il bis con la stella a Giuseppe Misuriello, chef potentino ex Osteria Marconi attualmente in forza proprio alla locanda di Franco e Milena Pucciarelli

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Teatro in lutto: morto il napoletano Carlo Giuffre’

 Il mondo del teatro italiano è in lutto: è morto alla soglia dei 90 anni, che avrebbe compiuto tra un mese, l'attore e regista Carlo Giuffre'. Nato a Napoli il 3 dicembre 1928, era malato da tempo. Carlo Giuffre, fratello di Aldo con cui ha avuto un sodalizio artistico di successo, e' stato un volto popolare del cinema italiano. A teatro e' stato grande interprete del repertorio di Eduardo de Filippo, dirigendo anche sue celebri commedie.

l sindaco di Napoli Luigi de Magistris esprime a nome dell'intera città il profondo cordoglio per la scomparsa dell'attore Carlo Giuffrè: «Ci lascia un grandissimo artista molto amato dal grande pubblico anche per il sodalizio artistico con il fratello Aldo, scomparso nel 2010. Lo ricordiamo per i ruoli accanto a Eduardo De Filippo, nelle tante commedie napoletane e per i numerosi film e le fiction nelle quali ha lavorato fino a pochi anni fa. Scompare un artista vero, un grande napoletano. Il teatro napoletano è in lutto».
   

Prestigiosa ricerca firmata da un fisico calabrese Il laser di seconda generazione dagli utilizzi preziosi

RENDE (COSENZA) - È STATA una delle rivoluzioni scientifiche e tecnologiche dello scorso secolo e promette di esserlo anche di quello in corso.

Teorizzato nel 1917 da Albert Einstein e realizzato per la prima volta nel 1960 da Theodore Maiman, il laser oggi alimenta un mercato che vale diverse decine di miliardi di dollari ed è possibile trovarlo ovunque, nella nostra vita quotidiana, anche se non ce ne accorgiamo.

Dall’internet veloce alle comunicazioni in fibra ottica, dai dispositivi che leggono i codici a barre alla chirurgia, il laser si è rivelato una fonte inesauribile di meraviglie, come racconta anche l’ultimo Nobel per la fisica, assegnato ad Arthur Ashkin, a Gérard Mourou e a Donna Strickland per aver contribuito alle applicazioni della luce laser per manipolare oggetti microscopici (le “pinzette ottiche”) e alla chirurgia laser.

Eppure, lo sviluppo di nuove applicazioni basate sul laser – soprattutto se si pensa a laser miniaturizzati – è ostacolato ancora da alcuni limiti intrinseci. Per direzionare un raggio laser, ad esempio, è necessario muovere l’intero dispositivo e il suo funzionamento richiede materiali costosi e meticolosamente allineati per creare delle speciali cavità ottiche. Limiti che potrebbero essere presto superati.

Un gruppo di ricercatori della Case Western Reserve University, dell’università finlandese di Tampere, di Southampton e di Roma Tre – tra cui il fisico calabrese Giuseppe Strangi, docente della Case Western e dell’Università della Calabria – ha proposto all’Accademia delle Scienze di Finlandia di realizzare laser di seconda generazione basati su materiali solo parzialmente ordinati, controllabili con piccoli segnali elettrici e ottici. Il team, che ha da poco pubblicato i risultati del proprio lavoro su Nature Communications, è riuscito a ottenere una nuova sorgente laser, che si comporta come un transistor.

«C’è ancora molto lavoro da fare, ma questa è una chiara prima dimostrazione di funzionamento di laser random che si comportano come transistor, in cui l’emissione laser può essere convogliata e guidata applicando un voltaggio esterno» spiega Giuseppe Strangi.

Quali sono i vantaggi? Il laser random – oggetto di studio e ricerca tra gli scienziati soprattutto negli ultimi 15 anni – non ha bisogno di una cavità a specchi, perché si basa su sistemi totalmente disordinati: non comporta costi elevati e può essere miniaturizzato. È la tecnologia ideale per svariate applicazioni, soprattutto in campo biomedico. Presenta, però, uno svantaggio: nel laser random la luce è emessa in tutte le direzioni e non è possibile controllarla. O almeno non è stato possibile farlo finora.

Il team di ricercatori internazionali, coordinato dai professori Gaetano Assanto (Roma Tre), Martti Kauranen (Tampere University) e Giuseppe Strangi (Case Western e Unical), è riuscito infatti a ottenere un raggio laser coerente dal disordine e a direzionarlo, lasciandosi ispirare – come vi raccontiamo nell'articolo completo apparso sull'edizione odierna del Quotidiano del Sud – dalla natura.

Al Maglificio 100Quindici gli studenti e Libera ricordano Nunziante Scibelli

A entisette anni dalla tragica morte l’iniziativa al Maglificio 100Quindici passi insieme ai rappresentanti delle istituzioni

Si terrà mercoledi 31 ottobre alle ore 11 l’iniziativa in memoria di Nunziante Scibelli, vittima innocente della criminalità organizzata.

Saranno gli studenti del plesso di Quindici dell’Istituto Benedetto Croce a ricordarlo insieme alle istituzioni al Maglificio 100Quindici Passi, primo bene confiscato alla criminalità organizzata riconvertito per finalità sociali.

Non è una scelta casuale, il bene confiscato, infatti, è proprio intitolato alla memoria del giovane irpino ucciso ventisette anni fa dalla criminalità organizzata.

Proprio quest’anno ricorre, tra l’altro, il decennale da una delle azioni di memoria più importanti ed incisive fatte sul territorio. Era il 2008 quando un gruppo numeroso di studenti insieme ad associazioni del territorio e alla famiglia ponevano per la prima volta una lapide nel luogo della tragedia.

Da quel gesto, infatti, sono nati tante azioni d’impegno che hanno valicato i confini della regione. Il nome di Nunziante Scibelli non è solo un simbolo ma un motivo quotidiano per impegnarsi per un mondo più giusto e più libero, uno dei tanti modi per rendere diffusa la sua memoria.

Con ol prefetto di Avellino, Maria Tirone, Rosario Cantelmo, procuratore della Repubblica di Avellino che insieme ad Emilia Noviello, referente provinciale dell’associazione Libera interverranno per tenere viva la memoria di Nunziante Scibelli ma soprattutto per rilanciare l’impegno delle istituzioni e della società civile sul territorio irpino e in particolare del Vallo di Lauro.

Elezioni a Tropea, votare per il figlio a 107 anni L’arrivo al seggio dell’anziana madre di Romano

TROPEA (VIBO VALENTIA) - Alle elezioni comunali che si sono svolte nella cittadina tirrenica del Vibonese (LEGGI LE NOTIZIE SULLE ELEZIONI A TROPEA) si è recata a votare al seggio una donna di 107 anni.

Gilda Alia, tra l'altro anche madre di uno dei candidati a sindaco di tropea, Giuseppe Romano, ha varcato in carrozzella la porta del seggio elettorale n.2, accompagnata dai nipoti, esercitando così il suo diritto al voto.

Nuova luce su Pompei: Alberto Angela cittadino onorario

Alberto Angela è diventato cittadino onorario pompeiano. Il Comune di Pompei (Napoli) ha riconosciuto al giornalista divulgatore il merito di avere proiettato sulla città - grazie ai suoi documentari sull'antica Pompei - una luce nuova che ha contribuito alla sua fama a livello mondiale. Pubblico di autorità, ma soprattutto di giovani e di bambini ha applaudito l'evento che si è svolto in piazza Bartolo Longo, su un palco installato tra il Santuario dedicato alla Madonna del Rosario e il Palazzo del Comune.
   

Lo stilista cosentino Claudio Greco alla Milano Fashion Week Presentata a Lamezia un’anteprima della nuova collezione

LAMEZIA TERME (CATANZARO) - Un po' di Calabria sarà al Milano Fashion Week lo stilista cosentino Claudio Greco, infatti, sarà la guest star alla collettiva organizzata da «MadMood», formata da 40 giovani stilisti provenienti da tutta Europa, nell’ambito, appunto, della «Milano Fashion Week», settimana di sfilate ed eventi per la presentazione delle collezioni Primavera Estate 2019 in programma da oggi al 24 settembre e organizzato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.

La sfilata delle creazioni di Greco è in programma il 22 settembre alle 16 nello storico Palazzo Turati e stamani, nella sala Vip dell’aeroporto di Lamezia Terme, ha presentato alla stampa un’anteprima della collezione. Greco presenterà i suoi modelli che rimarcano le linee anni settanta/ottanta. Assolutamente naturali il lino, il cotone e le sete lavorate con il colore che prevale con tinte accese, accattivanti, eccessive come nella Pop Art che ha ispirato lo stilista. Toni di colore accesi e contrasti si fondono in una paradossale armonia che è quella dei paesaggi del Sud, della Calabria in particolare.