Il colore di San Matteo: Granata

Di Roberto Cardella

Il pallone, e soprattutto la passione che muove i suoi tifosi, contempla dinamiche ben lontane dall’essere definitivamente esplorate. “Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”, scriveva Pier Paolo Pasolini. In questa pagina il colore granata deve essere accostato al nostro grande patrono San Matteo ed oggi, è proprio la parte sacra del calcio che vogliamo prendere in considerazione. Il nostro colore il granata, che ho imparato ad amare fin da piccolissimo è una miscela di marrone e viola simbolo di eleganza e lusso, perché storicamente rimanda alle vesti nobiliari ai fondali dei tappeti, degli arazzi, un colore simbolo di ricchezza, raffinatezza, alto rango, anche sicurezza e prestigio. Il pregio più grande del tifoso deve essere la passione per il gioco del calcio prima che per la squadra. Il pubblico ama la Salernitana e il suo granata tantissimo ma è abbastanza competente ed ha capacità di critica verso la squadra. Ha sofferto tantissimo in “C”, con acuti in A e quest’anno c’è veramente l’entusiasmo di ritornare nei templi del calcio italiano. Tutte le volte che abbiamo giocato nel giorno di San Matteo, il pensiero e l’omaggio nella mattinata al Santo Patrono, poi di corsa a vedere la partita. Il mio primo San Matteo allo stadio fu nel 1986, Salernitana-Catanzaro. Ero nei distinti del glorioso Vestuti, che sotto la tribuna centrale, nel suo punto più ascoso conserva ancora la lapide degli Invincibili, i Granata del Toro. Quella partita terminò 1 a zero per noi era la prima del campionato di C1 e tornammo a casa felici, partecipando a quella grande festa che allora si organizzava. Un altro San Matteo calcistico da ricordare fu quello del campionato 1997/1998 anno della promozione in serie A Si giocava contro la Reggiana: giornata bellissima vincemmo 4-0 con doppietta di Marco Di Vaio gol di Capitan Breda e ancora Ricchetti, con il santo patrono che capeggiava i tifosi proprio in mezzo alla curva Sud con i colori della città e la scritta “San Matteo pensaci tu!”. Lo scorso anno, invece, risultato capovolto, la disfatta a Benevento 4-0. Ma si sa , ad ogni vero tifoso piace abbandonarsi al culto dei suoi eroi e dei suoi miti, al punto che spesso il tifo calcistico si trasforma in un qualcosa che somiglia ad una passione “religiosa”, con i suoi “santini” che noi granata poniamo accanto al nostro Patrono, anche nel suo giorno. FORZA SALERNITANA.

 

Consiglia