Paolo Cento: «La rivoluzione ecologica non è un pranzo di gala»

Come ogni cambiamento radicale, questa svolta necessaria non sarà «indolore». Per questo secondo lo storico esponente dei verdi, ora serve un partito ecologista di massa. E Greta? «Lasciamola crescere. Il suo movimento si strutturerà, anche politicamente». L'intervista.

Se Greta Thunberg fa tendenza anche in Italia e spinge nelle nostre piazze centinaia di migliaia di baby ambientalisti, lo stesso non si può dire dei verdi italiani che alle ultime Europee insieme a Possibile hanno ottenuto solo il 2,3%.

LEGGI ANCHE: Perché sul clima Greta se la prende solo con cinque Paesi

Eppure alle elezioni per l’Europarlamento i Grünen sono arrivati secondi in Germania con il 20,8%, sorpassando la Spd. E i verdi francesi terzi con il 12,9%. Insomma l’Italia pare decisamente in controtendenza rispetto a molti Paesi Ue. Un fallimento? Una lettura che non convince uno dei volti storici dei verdi nostrani, Paolo Cento (ora in Sinistra Italiana) che a Lettera43.it dice di «non condividere la narrazione secondo la quale i verdi sono stati bravi nel resto d’Europa e incapaci in Italia».

Paolo Cento, storico esponente dei verdi, ora di Sinistra Italiana.

DOMANDA. Però è innegabile che abbiano cessato di essere una forza politica importante.
RISPOSTA. Dopo l’insuccesso alle elezioni del 2008 (il partito uscì dal parlamento ndr), il partito si è diviso tra chi puntava a rendere verde la sinistra, meticciandosi con quella fuori dal Pd, e chi decise di continuare con la Federazione dei Verdi entrando in crisi profonda. Va però riconosciuto loro il merito di aver tenuto aperto lo spazio ecologista sic et simpliciter, in condizioni difficili.

Perché questa crisi?
I verdi si sono trovati a competere con altri partiti sulle questioni strettamente ecologiste. A partire dai radicali che, non dimentichiamolo, sono stati tra i fondatori dei verdi in Italia, nel 1985. Poi il Pd e la sinistra radicale. Quindi è esploso il M5s, motivo per cui in questo decennio la presenza dei verdi si è ridotta ai minimi termini. I grillini nascevano con una forte caratterizzazione ambientalista con le battaglie No Tav, No Tap, No Triv e contro gli inceneritori.

Il movimento di Greta rigenera la presenza ecologista in maniera assolutamente nuova rispetto alle forme organizzate del passato. Ora va lasciato crescere e sviluppare anche nella sua radicalità

Dopo il dietrofront sulla Tav o sull’Ilva, non crede che i 5 stelle abbiano esaurito la loro spinta verde?
A me non piace dare giudizi tranchant. I cinque stelle sono nati con una forte ispirazione ecologista che però si molto attenuata durante l’esperienza di governo con la Lega, le cui istanze sono tutt’altro che ambientaliste. Per questo pagano un prezzo molto alto.

Cosa pensa del fenomeno Greta?
Questo movimento rigenera la presenza ecologista in maniera assolutamente nuova rispetto alle forme organizzate del passato. Ora va lasciato crescere e sviluppare anche nella sua radicalità. Quando questo nuovo movimento si strutturerà, e credo che avverrà molto presto, potrà facilitare l’arrivo di una nuova generazione ecologista che si candidi a cambiare questo Paese anche attraverso la politica.

Che obiettivi si dovrebbe porre questo nuovo soggetti verde?
Intanto la riconversione ecologica dell’economia. I cambiamenti climatici hanno un effetto non solo sull’ambiente in senso lato, ma anche sull’economia, sui cicli urbani, sul welfare sociale. Provate a immaginare cosa accadrà quando un terzo delle coste italiane finirà sott’acqua…e potrebbe succedere nei prossimi 50 anni. Come cambieranno l’agricoltura, il turismo, le tutele sociali? Non mi pare che nessuno dei soggetti politici in campo abbia fino in fondo questa comprensione.

La rivoluzione ecologica non è un pranzo di gala. Non è indolore. Come tutti i cambiamenti radicali crea vantaggi e svantaggi. Per questo occorre un partito verde popolare e di massa

Nessuno?
No, nessuno. In più credo che il movimento di Greta venga preso molto superficialmente dalle forze politiche. Pensiamo alla legge di stabilità. Noi ci accapigliamo sull’Iva, e nessuno fa una discussione seria su come la leva fiscale, Iva compresa, potrebbe essere un moltiplicatore positivo di comportamenti non inquinanti piuttosto che di comportamenti inquinanti, attraverso l’incentivo e il disincentivo fiscale.

Però Giuseppe Conte parla di Green New Deal…Oltralpe Macron ha provato a mettere una tassa sul carburante. Si sono ribellati i gilet gialli, e i cinque stelle sono andati anche a appoggiarli…
La rivoluzione ecologica non è un pranzo di gala. Non è vero che mette tutti d’accordo. Non è indolore. Come tutti i cambiamenti radicali crea vantaggi e svantaggi. Per questo oggi per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici occorre un partito verde popolare. Di massa. Fatto da migliaia e migliaia di persone. I costi e i sacrifici possono dare benessere, qualità della vita, posti di lavoro, ma in altri settori possono creare grandi conflitti sociali. Non basta tingere di verde un partito. La grande sfida è rendere popolare la riconversione ecologica dell’economia.

Ma insomma, secondo lei chi aveva ragione tra Macron e gilet gialli?
Macron faceva una scelta verticistica che penalizzava alcuni settori e non dava loro alternative. Quando parlo di riconversione economica è perché mi pongo il problema di come si creano nuove opportunità di lavoro. Invece Macron ha fatto una scelta dettata da interessi lobbistici. Sì, ci sono anche lobby che in alcuni momenti della storia sono utili a spingere produzioni meno dannose di quelle precedenti. Ma non si pongono mai il tema dei costi. Per questo dico che ci vuole un movimento verde popolare in grado di costruire consenso sociale intorno a politiche ecologiste.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Fantoccio di Greta Thunberg appeso a Roma: si indaga per minacce aggravate

Il manichino è stato trovato appeso al ponte di via Newton. La solidarietà di Virginia Raggi alla 16enne e alla sua famiglia.

Un fantoccio che rappresenta la 16enne svedese Greta Thunberg è stato trovato la mattina del 7 ottobre appeso con una corda al ponte di via Newton, a Roma. Alla sagoma, con treccine e mantellina anti-pioggia, era attaccato un cartello con su scritto: «Greta is your God». La Procura di Roma ora indaga per minacce aggravate. Il procedimento, al momento contro ignoti, è coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

LA SOLIDARIETÀ DI RAGGI

«Contro Greta Thunberg anche violenza macabra!», ha scritto il segretario Pd e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. «Condanniamo con forza questo gesto di chi non rispetta le idee quando non le condivide». Duro il commento anche della sindaca di Roma Virginia Raggi.

«Vergognoso il manichino di Greta Thunberg ritrovato appeso a un ponte nella nostra città», ha twittato la prima cittadina M5s. «A lei e alla sua famiglia la mia solidarietà e quella di tutta Roma. Il nostro impegno sul clima non si ferma».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

L’allenatore dei giovanissimi del Grosseto cacciato dopo gli insulti a Greta Thunberg

Tommaso Casalini licenziato dal club toscano per il vergognoso post in cui prendeva di mira la 16enne attivista svedese.

Insulti vergognosi e inqualificabili sono costati il posto all’allenatore dei giovanissimi del Grosseto, autore di un post che prendeva di mira Greta Thunberg. Tommaso Casalini, questo il nome del tecnico licenziato in tronco dalla squadra toscana, aveva scritto su Facebook: «Questa tr***! 16 anni, può andare a battere. L’età l’ha». L’Unione sportiva Grosseto 1912 ha così comunicato la sua decisione: «Abbiamo licenziato Casalini per un comportamento non consono alla linea tracciata dalla società che punta sui valori morali prima ancora che sui valori tecnici. Vista la gravità di quanto affermato dal signor Casalini, la società ha provveduto a sollevare lo stesso dall’incarico con effetto immediato, dissociandosi completamente dalle affermazioni lette su Facebook, riservandosi di procedere per vie legali per tutelare la propria immagine nelle sedi opportune».

LE SCUSE DELL’ALLENATORE DOPO IL LICENZIAMENTO

L’allenatore – dopo essere stato esonerato – ha chiesto scusa: «Desidero chiedere pubblicamente scusa a tutti, a cominciare da Greta Thunberg, per il post che ho scritto su Facebook la scorsa settimana. Un’esternazione scritta in un mio momento di rabbia contro la giovane attivista svedese con un linguaggio assolutamente sbagliato e con un contenuto del quale mi pento. Non ho mai pensato né potrei pensare davvero certe cose, a maggior ragione di una minorenne».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

I cartelli più divertenti dello sciopero per il clima

Nei cortei del terzo sciopero mondiale del clima che hanno portato nelle piazze italiane centinaia di migliaia di ragazzi non sono mancati slogan divertenti e ironici. Eccone una carrellata.

Il terzo sciopero mondiale per il clima del 27 settembre ha portato nelle piazze italiane centinaia di migliaia di ragazzi. Oltre agli slogan seriosi e impegnati, sono spuntati anche numerosi cartelli ironici. Perché «salviamo la Terra» è una cosa, «se non facciamo qualcosa ci scioglieremo come i Thegiornalisti» è un’altra. O no?  (Foto da Twitter).

friday-for-future-cartelli-4
Vana speranza.


LEGGI ANCHE: Chi sono i Parents for future

friday-for-future-cartelli-3
Quando ecologismo e rivendicazioni culinarie si fondono.



friday-for-future-cartelli-2
Fridays for Future per il sociale.


friday-for-future-cartelli-1
Poteva mancare il sex symbol prediletto dalla Rete?


LEGGI ANCHE: Il post, poi cancellato, del sindaco leghista di Borgosesia contro Greta

friday-for-future-cartelli-6
Per il bere ok. Perché per il cibo ne dovremmo parlare…


friday-for-future-cartelli-8
Ogni concetto espresso in dialetto veneto è indiscutibilmente più efficace.


friday-for-future-cartelli-7
L’unica Dea nei nostri cuori.


friday-for-future-cartelli-14
Un lamento scocciato in romanesco si levò verso il cielo.


friday-for-future-cartelli-5
Se il ritocchino può anche essere utile all’ambiente.


friday-for-future-cartelli-9
Da Firenze con furore.


friday-for-future-cartelli-12
Chissà perché nessuno prende sul serio questa teoria…


friday-for-future-cartelli-10
Rivisitare i proverbi: lo stai facendo bene.


friday-for-future-cartelli-11
“A Tommaso Paradiso non piace questo elemento”.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il deputato Tiramani contro Greta: «Io avrei preso sberle»

Il sindaco di Borgosesia attacca l'attivista su Fb: «Viaggia in barca a vela come una star dicendo ovvietà imbarazzanti». Poi cancella il post.

È polemica per il post Facebook di Paolo Tiramani, deputato della Lega e sindaco di Borgosesia, provincia di Vercelli. Le parole dell’onorevole sono un attacco frontale a Greta Thunberg, nel giorno del terzo sciopero mondiale per il clima: «Più che l’infanzia ti hanno rubato l’educazione. Mi fossi atteggiato come te alla tua età, prima prendevo due sberloni da mamma e per finire un calcio nel sedere da papà. Viaggia in barca a vela come una star a sedici anni dicendo delle ovvietà imbarazzanti, finanziata da chi non si sa, per prendere a pesci in faccia le istituzioni». Tiramani ha poi cancellato il post.

MALPEZZI: «TONO NON DEGNO DI UN RAPPRESENTANTE DELLE ISTITUZIONI»

Contro l’uscita social del leghista è intervenuta la sottosegretaria ai Rapporti con il parlamento Simona Malpezzi. «La Lega non si smentisce mai. Propongono l’introduzione dell’ora di educazione civica a scuola e poi attaccano i giovani che si impegnano contro il cambiamento climatico, usando argomenti inaccettabili. Il deputato Tiramani – che è anche un sindaco – parla della leader del movimento, Greta Thunberg, con un tono che non è degno di chi rappresenta le istituzioni». La politica «seria», continua Malpezzi, «dovrebbe essere dalla parte di chi manifesta pacificamente per la tutela e la salvaguardia del pianeta. E, soprattutto, dalla parte delle ragazze e dei ragazzi che si stanno impegnando per il loro futuro. Al posto di essere offensivo. Tiramani faccia il suo dovere e proponga qualcosa di sensato e concreto per la tutela dell’ambiente».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it