A che punto è la trattativa Pd-M5s per un possibile governo

Continuano i contatti tra grillini e dem in vista del 20 agosto. Fonti parlano di una trattativa nel vivo, ma si teme un tentativo della Lega di ricucire i rapporti. Il punto sulla crisi.

«I canali con M5s sono sempre aperti, da più parti, nonostante pressioni e manovre per far fallire la trattativa», ha detto una fonte parlamentare Pd appartenente a quei settori che nel dialogo con i cinquestelle credono da tempo. Il confronto tra acerrimi nemici di ieri secondo alcuni sarebbe a buon punto, ma vari fattori intervengono a complicarlo.

L’INSIDA DI SALVINI PRONTO A RICUCIRE

La strada verso l’esecutivo giallorosso resta in salita, con una doppia insidia. Da un lato Matteo Salvini sta cercando di recuperare terreno dopo gli errori sui tempi della crisi, rinfacciatigli dai suoi; dall’altro i renziani che non gradiscono troppo il governo di legislatura, preferito dalla maggioranza che sostiene Nicola Zingaretti. Una partita dentro il Pd che si affianca a quella tra M5S e dem e all’altra tra Lega e cinquestelle. Un ginepraio in cui il segretario democratico ha provato a districarsi facendo appello a Sergio Mattarella, affinché sia il presidente in sede di consultazioni a indicare semmai ai partiti la strada di un esecutivo europeista e di lunga durata.

I RENZIANI RILANCIANO LA RESI DEL CONTRO-INCIUCIO LEGA-M5S

Zingaretti deve infatti fare i conti con i gruppi parlamentari prevalentemente renziani. Matteo Renzi, che pure ha proposto per primo, scavalcando il segretario, il governo istituzionale (di breve durata), accrediterebbe – secondo diverse fonti dem – la voce di un Salvini che offre a Luigi Di Maio Palazzo Chigi. «Noi stiamo alla finestra adesso», ha affermato una fonte, «vediamo cosa vogliono fare i cinquestelle». «Non si capisce più se c’è la crisi di governo o se Lega e 5 Stelle hanno fatto la pace in nome delle poltrone», hanno fatto sapere dalla segreteria Pd. «Prepariamoci al voto senza paura se Salvini e Di Maio ci portano alle urne. Se ci sono condizioni per un’altra maggioranza le verificheremo insieme al Presidente Mattarella nelle consultazioni».

LA REMOTA OPZIONE DI UN GOVERNO DI SCOPO

In questa situazione oggettiva di caos, è spuntata anche l’ipotesi di un governo di scopo con l’obiettivo di varare la manovra economica e poche altre cose mirate, con l’appoggio di tutti i grandi partiti, tranne la Lega (anche se in questo senso Giancarlo Giorgetti aveva mostrato segni di apertura). Una opzione gradita al cosiddetto “partito del non voto”, un blocco numeroso ma che potrebbe esprimere una tale soluzione al Colle solo in determinate condizioni. Prima tra tutte lo stop all’esecutivo Pd-M5s. Ma anche nel caso in cui fallisse qualsiasi tipo di trattativa tra Forza Italia e Lega sui futuri collegi elettorali e la composizione di un eventuale governo di centrodestra. Una possibilità forse remota ma frenata dalle forti divisioni interne al partito azzurro.

SI STUDIA UN ACCORDO ALLA TEDESCA

Intanto il dem Graziano Delrio ha provato a definire il metodo con cui svolgere la trattativa con M5s: contratto scritto alla tedesca, con focus su salario minimo – da modificare tenendo conto della rappresentanza sindacale – e reddito di cittadinanza, da migliorare. Due bandiere del MoVimento. E poi investimenti, taglio alle tasse sul lavoro ed economia verde, temi su cui la convergenza con i cinquestelle è plausibile. In un secondo tempo si parlerebbe di nomi per l’esecutivo giallorosso. Delrio però ha indicato anche una strada che porta alla direzione del 21, il giorno dopo le comunicazioni di Giuseppe Conte al Senato, per la sintesi che Zingaretti dovrà fare. E dipenderà anche da quello che il premier dirà e farà. Un’altra partita nella partita.

INCOGNITA CONTE E IL RIMPASTO VISTO DAL M5S

Il premier, secondo quanto trapela, non ha ancora deciso la linea da tenere, se dimettersi o meno, se andare ancora all’attacco di Salvini come a Ferragosto sui migranti, oppure adottarne una più morbida e attendista. Conte aspetterà di sapere se la Lega presenterà la risoluzione contro di lui, di fatto sfiduciandolo. Quest’ultima sembra una soluzione abbastanza plausibile anche se nessuno ci mette al momento la mano sul fuoco, ipotizzando anche un Salvini più attendista, come suggerito da Centinaio. Sul fronte M5s, rigettate come fake news le voci di un Salvini pronto a dare la presidenza del Consiglio a Di Maio. Da un lato si tratta con il Pd, ma dall’altro si valuterebbe il prezzo da far pagare al ministro dell’Interno in cambio di una ipotetica, e al momento assai remota, ricomposizione. Prezzo che sarebbe salato, ad esempio un maxi rimpasto a vantaggio del MoVimento, in un clamoroso rovesciamento dei rapporti di forza in appena una settimana. Una complessa partita a scacchi in cui i giocatori sono ben più di due. E con l’arbitro, il presidente Mattarella, già pronto, rientrato a Roma, ad aprire la partita.

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Per Salvini la lettera di Conte è solo uno sfogo umorale

Non si è fatta attendere la risposta del ministero degli Interni alla missiva del presidente del Consiglio. Il vicepremier ha parlato di risposta umorale sottolineando che arriverà la replica ufficiale del Viminale.

«Conte ha fatto uno sfogo umorale io devo rispondere con le leggi: per questo è partita dal Viminale una lettera in punta di diritto». Non si è fatta attendere la risposta del ministro Salvini alla lettera del premier che lo criticava apertamente sulla questione Open Arms. «Una nave straniera in acque internazionali non si capisce che attinenza abbia con l’Italia», ha detto al termine del Comitato per l’ordine pubblico a Castel Volturno, «a che titolo chiede l’intervento alle autorità italiane? Qual è la ratio della domanda e della risposta? in silenzio abbiamo fatto scendere chi aveva necessità, senza letterine», ha aggiunto Salvini.

«CON ME I PORTI SONO E RESTANO CHIUSI»

«Con me», ha proseguito il capo del Viminale, «i porti sono e rimarranno chiusi ai trafficanti e ai loro complici stranieri. Ed è chiaro che, senza questa fermezza, l’Unione Europea non avrebbe mai mosso un dito, lasciando l’Italia e gli Italiani soli come ha fatto negli anni dei governi di Renzi e del Pd».

«CHI È NOSTALGICO DEL PD LO DICA»

«Mi pagano non per essere l’anima bella ma per difendere la sicurezza. Se qualcuno è nostalgico dei 200 mila sbarchi lo dica, se qualcuno è nostalgico del Pd lo dica», ha incalzato ancora Salvini. «Certo dispiace che certe cose invece che dirle in faccia il gentile Presidente del consiglio le renda pubbliche mente sto lavorando a Castel Volturno». «Se per qualcuno la linea Salvini seguita da tutti per un anno ora è fascista, nazista e totalitaria questo qualcuno dica che ci stiamo preparando ad un governo Renzi-Boldrini», ha aggiunto, «a meno che qualcuno, non io, ritenga i cambi di rotta di queste ore come un cambio di maggioranza spostato a sinistra».

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La lettera di critiche del premier Conte a Matteo Salvini

Il presidente del consiglio duro contro il ministro dell'Interno. Che viene accusato di «sleale collaborazione» e mistificare la realtà politica del Paese.

«Gentile ministro dell’Interno, caro Matteo». Inizia con queste parole la lunga lettera aperta, pubblicata anche su Facebook, che il premier Giuseppe Conte ha voluto scrivere a Salvini. Una lettera in cui il presidente del consiglio accusa il leader leghista di «sleale collaborazione», di ripetute «slabbrature istituzionali» e di «strappi istituzionali» determinati dalla «foga politica».

Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo, ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina…

Posted by Giuseppe Conte on Thursday, August 15, 2019

L’intera missiva verte sul caso «della nave Open Arms» che domina ormai «le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini», scrive ancora il premier.

DAL CASO OPEN ARMS ALLA REALTÁ SEMPLIFICATA

Conte ha voluto precisare di aver «scritto ier l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, ‘nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione». Un messaggio complesso che Salvini ha diramato via social «riducendolo alla formula ‘porti chiusi’». Il premier ha inoltre ribadito che Salvini è «un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo presidente del consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa». Questione che Conte ha chiamato «sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare».

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