La famiglia Regeni contro l’ambasciatore italiano al Cairo

Per i genitori di Giulio, «Cantini da molto tempo non ci risponde, evidentemente persegue altri obiettivi rispetto a verità e giustizia. Il tutto mentre porta avanti con successo iniziative su affari e scambi commerciali tra i due Paesi»

«Ci sono zone grigie sia dal governo egiziano, che è recalcitrante e non collabora come dovrebbe, che anche da parte italiana, che non ha ancora ritirato il nostro ambasciatore al Cairo. Da tempo chiediamo il ritiro dell’ambasciatore». Parola di Claudio Regeni, ascoltato con la moglie Paola Deffendi, dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uccisione del giovane ricercatore friulano. «Abbiamo scoperto che Giulio era stato torturato leggendo i giornali», ha rivelato la madre Paola. «Non ci era stato riferito dall’ambasciata per una sorta di tutela nei nostri confronti ed è stata una super-botta per noi». Per i genitori di Giulio, «l’ambasciatore italiano al Cairo Cantini da molto tempo non ci risponde, evidentemente persegue altri obiettivi rispetto a verità e giustizia, mentre porta avanti con successo iniziative su affari e scambi commerciali tra i due Paesi».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

L’Egitto cambia gli investigatori che indagano sul caso Regeni

La procura generale del Cairo ha annunciato la formazione di una «nuova squadra», con il compito di «studiare le carte» e «far emergere la verità» sull'omicidio del ricercatore italiano.

L’Egitto ha annunciato una possibile svolta nel caso dell’omicidio di Giulio Regeni. Dopo l’incontro con gli inquirenti italiani, infatti, la procura generale del Cairo ha annunciato la formazione di una «nuova squadra investigativa», con il compito di «studiare e mettere in ordine le carte del caso» e che «opererà per prendere tutte le misure necessarie per far emergere la verità».

(notizia in aggiornamento)

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Per Amnesty la procura suprema egiziana è coinvolta in torture e sparizioni

Per l'organizzazione non governativa i pm responsabili di abusi regolari della legge anti terrorismo che non garantiscono un giusto processo.

La verità sulla morte di Giulio Regeni non è ancora stata scritta e intanto in un nuovo rapporto sull’Egitto diffuso il 27 novembre, Amnesty International ha accusato la Procura suprema per la sicurezza di abusare regolarmente delle norme antiterrorismo per annullare le garanzie sul giusto processo e perseguire migliaia di persone che hanno criticato il governo in modo pacifico. Il rapporto rivela quelle che Amnesty denuncia come «le complicità della Procura suprema nelle sparizioni forzate, nella privazione arbitraria della libertà, nei maltrattamenti e nelle torture».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it