Salvini ha scaricato antisemitismo ed estrema destra, la Lega non ancora

Il segretario si è detto amico degli ebrei e soprattutto di Israele. Smentendo i contatti con CasaPound e neofascisti. Eppure nel suo partito non sembrano pensarla tutti nello stesso modo.

Le tempistiche a volte sono determinanti per leggere e capire gli avvenimenti.

E così, in vista della Giornata della memoria, Matteo Salvini ha organizzato un convegno a Palazzo Giustiniani contro le nuove forme dell’antisemitismo. Per dimostrare che la Lega è amica degli ebrei, che mai si permetterebbe di offenderli.

Per dire che, se diventasse premier, riconoscerebbe immediatamente Gerusalemme come capitale d’Israele. E per sottolineare, ancora, che la Lega non ha rapporti con l’estrema destra, a cominciare da CasaPound.

Peccato, però, che la realtà sia ben diversa e certamente non basta un convegno per cancellare intrecci, rapporti, dichiarazioni. Un convegno a cui, peraltro, erano assenti tutti i più alti rappresentanti dell’ebraismo italiano e romano, a cominciare da Liliana Segre, che ha preferito declinare l’invito.

Il leader della Lega Matteo Salvini, durante il convegno studio dal titolo “Le nuove forme dell’antisemitismo” a palazzo Giustiniani, il 16 gennaio 2020 (Ansa).

Non bisogna dimenticare che la Lega stessa si è opposta all’approvazione della Commissione d’inchiesta proposta dalla stessa Segre, contro i fenomeni di intolleranza.

GLI ATTACCHI LEGHISTI A LILIANA SEGRE

C’è da sorprendersi? Probabilmente no, dato che in giro per l’Italia più di un leghista ha attaccato frontalmente la senatrice. Fabio Tuiach, consigliere comunale di Trieste del Gruppo Misto (ex Lega e Forza Nuova), intervenuto durante la mozione per assegnare la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, ha espresso in questo modo il suo parere contrario: «Segre ha detto che Gesù era ebreo: da cattolico mi sento offeso».

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La senatrice a vita Liliana Segre arriva al teatro degli Arcimboldi per un incontro con gli studenti milanesi in occasione della Giornata della memoria nel 2018. (Ansa)

Ancora più diretto è stato Riccardo Rodelli, segretario cittadino della Lega di Lecce, che su Facebook ha definito Liliana Segre una «nonnetta mai eletta», una «Mrs Doublfire di Palazzo Madama», una «vecchietta ben educata reduce dai campi di concentramento». Parole talmente gravi che hanno costretto la Lega all’espulsione del suo segretario.

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LE OFFESE A GAD LERNER A PONTIDA

Ma non sono le uniche dichiarazioni contro gli ebrei del popolo leghista. E non serve andare lontano. A settembre 2019 una folla inferocita ha attaccato Gad Lerner, presente in qualità di giornalista al raduno di Pontida, al grido di «ebreo, straccione, massone».

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Pochi mesi dopo a tornare all’attacco degli ebrei ci ha pensato Giovanni Candusso, consigliere leghista di San Daniele (Udine) che su Facebook si è lasciato andare: «Ebrei, odiati da tutti, ma stranamente, sostenuti da certa politica di parte. Da sempre sanno fare solo le vittime di comodo». Espulso anche lui. A Gorizia un altro consigliere, Stefano Altinier, alla domanda di Facebook sull’orientamento religioso ha risposto fieramente «antisemita», salvo poi scusarsi e rimuovere lo status quando è stato sollevato il caso.

QUELLE CITTADINANZE ONORARIE CONTESTATE

Che dire, poi, delle curiose scelte amministrative. Se in tante città Lega e alleati si sono opposti alla cittadinanza onoraria ancora a Segre, in altri casi si è pensato di intitolare strade a personaggi dubbi. Come nel caso di Erba, dove la Lega avrebbe voluto intitolare una via a un podestà fascista che collaborò con i nazisti nella persecuzione degli ebrei e aderì alla Repubblica Sociale Italiana: Alberto Airoldi.

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«Il podestà Alberto Airoldi amava Erba e i suoi concittadini che ha sempre tutelato e difeso», ha detto nell’occasione il deputato leghista e consigliere comunale Eugenio Zoffili. «Me l’hanno raccontato i nostri anziani e chi l’ha conosciuto di persona», ha continuato. «Per Per la Lega non ci sono dubbi: è doveroso dedicargli una piazza della nostra città, ma anche organizzare incontri culturali e iniziative nelle nostre scuole per farlo conoscere ai nostri ragazzi». Dopo le polemiche inevitabilmente scaturite, la mozione è stata ritirata.

Militanti di Casapound issano gli striscioni del movimento neofascista.

LE AFFINITÀ CON L’ESTREMA DESTRA

Altro tema è quello dei rapporti della Lega con i movimenti di estrema destra. Inesistenti a sentire Salvini oggi. Già diverse settimane fa, ospite a Fuori dal coro, il Capitano aveva detto chiaramente che «in Italia non ci sono fascisti», salvo dimenticare due partiti come Casapound e Forza Nuova che si richiamano esplicitamente a quell’ideologia e con cui, peraltro, il Carroccio ha legami da anni.

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Sin dai tempi di Mario Borghezio, rieletto nel 2014 all’Europarlamento nella circoscrizione del centro Italia grazie anche ai voti del partito di estrema destra. E forse non è solo un caso che Borghezio scelse come suoi assistenti Mauro Antonini e Davide Di Stefano, diventati rappresentanti di spicco proprio di CasaPound.

Mario Borghezio.

Il discorso non è cambiato con Salvini: ha partecipato insieme al partito neofascista a innumerevoli manifestazioni; ha indossato felpe col brand vicino a CasaPound; ha pubblicato il suo libro-intervista con Altaforte, casa editrice di riferimento per i neofascisti. E se nell’ultimo periodo il segretario della Lega ha preferito assumere un basso profilo (pur non attaccando mai CasaPound, per esempio sullo sgombero dell’edificio di Via Napoleone III a Roma), tanti altri esponenti hanno tranquillamente continuato ad avere rapporti. A settembre 2019 si è tenuta a Verona la festa nazionale della tartaruga frecciata. Tra gli ospiti il deputato leghista Jari Colla ai senatori Simone Pillon e Andrea Ostellari.

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Altro rapporto storico è quello con un altro gruppo neofascista come Lealtà Azione. Alla tradizionale Festa del Sole dello scorso giugno a Milano c’erano Jacopo Alberti e Massimiliano Bastoni, consiglieri regionali rispettivamente in Toscana e in Lombardia; e tre europarlamentari salviniani: Angelo Ciocca, Oscar Lancini e Silvia Sardone. L’anno prima, nel 2018, c’era tra gli altri Paolo Grimoldi: deputato dal 2004 ed ex segretario della Lega in Lombardia, si è fatto conoscere anche per una polemica sul Diario di Anna Frank (tanto da presentare un’interrogazione al ministro dell’Istruzione), di cui definì alcune pagine «non adatte ai bambini» perché dai contenuti hard. Insieme a lui anche Igor Iezzi, da sempre vicino a Lealtà Azione: nel 2014, mentre ricopriva la carica di consigliere comunale a Milano, si è presentato a Palazzo Marino indossando un burqa contro la decisione dell’amministrazione Pisapia di individuare zone in cui costruire nuovi luoghi di culto. Ecco, dire che i rapporti con i neofascisti siano tramontati cozza decisamente con la realtà.

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Liliana Segre non farà più incontri nelle scuole sull’Olocausto

La senatrice a vita, 89 anni, ha deciso di fermarsi da aprile 2020. Ma il figlio precisa: «Non significa che non testimonierà più la sua esperienza» di sopravvissuta ai lager nazisti.

Liliana Segre si ferma. A 89 anni la senatrice a vita sopravvissuta ai lager nazisti ha deciso di sospendere gli incontri con le scuole e gli studenti sull’Olocausto per limiti di età. La notizia è stata anticipata dal Ducato, la pubblicazione degli studenti di giornalismo di Urbino. La parlamentare, che fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1944, ha scelto di interrompere gli appuntamenti dall’aprile 2020.

ULTIMO GRANDE EVENTO AD AREZZO

Il figlio della Segre, Luciano Belli Paci, ha precisato però all’Ansa che questo «non vuol dire che non continuerà a testimoniare la sua esperienza». Sua madre «dopo 30 anni di continui appuntamenti è provata», ma ha in programma un «ultimo, grande incontro» tra qualche mese in provincia di Arezzo.

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