Gli agenti uccisi e la polemica sulle parole di chef Rubio: «Non mi sento sicuro»

Il cuoco conduttore sulla tragedia di Trieste: «Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente». E Salvini e Meloni lo insultano: «Non sei uno chef, sei stupido», «Miserabile!».

Polverone social su Chef Rubio. Commentando l’uccisione dei due agenti di polizia all’interno della questura di Trieste, il cuoco e conduttore tivù ha scritto: «Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente». E poi ha aggiunto: «Le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio, che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente: io non mi sento sicuro in mano vostra». Risultato: subito gli insulti da parte del leader della Lega Matteo Salvini e di Giorgia Meloni di Fratelli di Italia. Il primo ha reagito secco: «A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio. Non sei uno chef, sei uno stupido». La seconda ha ripostato le parole di Rubio con un commento e la scritta in maiuscolo bordata di nero «Miserabile!». Inutile dire che tanto la presa di posizione di Rubio, quanto le offese a seguire hanno sollevato il dibattito sui social network.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

La fine del sogno berlusconiano e l’agghiacciante ritorno al ’93

Il Cav riuscì nel miracolo di ibernare la Dc, impedendo alle destre di diventare partiti di massa. Ora Lega e FdI, erede di An, non sono più divisi dal Po. Mentre Fi è ridotta ai numeri del Ccd.

Me lo ricordo quell’autunno del 1993. Fu l’autunno della Dc, travolta da Tangentopoli al debutto dell’elezione diretta dei sindaci, legge voluta dal democristiano Antonio Gava e rivelatasi fatale per il partito. La Dc fu esclusa dai ballottaggi a Milano, Roma, Napoli. Sul podio progressista saliva regolarmente il Pds di Achille Occhetto, su quello opposto si alternavano la Lega a Nord e il Msi al Sud.

LEGGI ANCHE: Salvini torna da Berlusconi per le Regionali

IL MIRACOLO DELLA BALENA AZZURRA

All’improvviso la Dc sperimentò l’eterogenesi dei fini: nate per puntellare l’egemonia democrisiana, le leggi maggioritarie finirono per accelerarne la decomposizione, aprendo la via alla successione di una destra bicefala, leghista a Nord e missina al Sud. Pochi mesi dopo, il miracolo berlusconiano fulminò la vittoria di Occhetto, e stravolse i connotati della nascente Seconda Repubblica: si materializzò dal nulla una balena azzurra appena più piccola di quella bianca, ma capace di alleare le due destre nemiche tra di loro. Berlusconi si alleò a Nord con Umberto Bossi e a Sud con Gianfranco Fini, li portò entrambi al governo, ma ne fece per 20 anni due comprimari, tarpando le ali al processo che dal ’93 in poi ne avrebbe fatto gli eredi dell’elettorato democristiano.

LEGGI ANCHE: Ecco perché il centrodestra non sarà salviniano

COSÌ BERLUSCONI IBERNÒ LA DC

Il capolavoro di Berlusconi è stato di aver ibernato la Dc, impedendo alle destre di diventare partiti di massa: la pulsione reazionaria della destra italiana è stata temperata prima dalla mitezza della ispirazione Dc, poi dagli usi di mondo del geniale fondatore di Forza Italia. Il Pdl fu il trionfo di questo disegno: per la prima volta un partito di centro raggiungeva i consensi della Dc, la destra di An veniva incorporata, quella di Bossi lateralizzata.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

FINISCE IL SOGNO DI ETERNITÀ DEMOCRISTIANA

Poi sono venuti gli errori: una gestione munifica delle alleanze ha consegnato il Veneto alla Lega, e poi il Piemonte, e infine la Lombardia, core business del regolamento di conti tra padani e azzurri. Il monocolore leghista nel Nord ha cancellato qualsiasi velleità egemonica di Forza Italia. L’implosione del Pdl ha costretto gli ex An a rimettere a mare una scialuppa, e la energica e volitiva Giorgia Meloni in pochi anni l’ha trasformata in una corazzata quasi eguale a quella di An, e ormai più solida e confortevole della stessa Forza Italia. Il risultato è un agghiacciante ritorno al 1993, con le due destre non più divise dal Po: Meloni esiste anche a Nord e la Lega sfonda anche a Sud. Venticinque anni dopo gli eredi di Bossi e Fini si riprendono lo spazio e il tempo perduto. Il meraviglioso sogno della eternità democristiana perpetuata dal Cavaliere si è interrotto, con Forza Italia ridotta ai numeri del Ccd, e le destre insediate senza contraddizione sulle praterie conservatrici.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it