Soros elogia le Sardine e promette un miliardo contro i regimi

Il finanziere a Davos attacca Trump e Salvini mentre loda il movimento di piazza italiano. E investirà un miliardo in un network universitario per promuovere la democrazia.

Un mondo sempre più nelle mani di autocrati e dittatori, reali o aspiranti tali, in cima alla lista il «narcisista patologico» Donald Trump, Xi Jinping e Vladimir Putin e con varianti minori come Salvini. Ma che potrebbe essere salvato dai movimenti dal basso e soprattutto dai giovani, come il movimento delle Sardine in Italia. George Soros è sempre più scoraggiato sulle sorti della Società aperta, la democrazia liberale fragile messa sotto scacco da demagoghi, sovranisti e dal suo nemico più grande, «il nazionalismo». E da cambiamenti guidati dalla tecnologia che oggi, osserva durante la cena tradizionale con la stampa a margine del Forum economico mondiale, «rendono più facile influenzare gli eventi, che capire cosa sta succedendo». Ma il miliardario, filantropo e una volta noto speculatore degli hedge fund sopravvissuto al nazismo con una fuga rocambolesca dall’Ungheria, non si arrende. Il guizzo degli occhi vivaci è sempre lo stesso, quando annuncia che donerà un miliardo di dollari a un network universitario, Open Society University Network, per promuovere l’educazione libera che vede come l’unico vaccino alla catastrofe democratica in atto. Il mondo – spiega – è nelle mani di gente come Trump, «truffatore e supremo narciso» a suo agio con un altro despota, il presidente cinese. C’è speranza, però: nei movimenti spontanei giovanili, come la rivolta di Hong Kong, o come in Italia le Sardine, che «hanno trovato il modo di affrontare i dittatori nazionalisti», o un «aspirante dittatore» come Salvini. Soros si rifà agli slogan delle piazze italiane, «ci sono più sardine che squali come Salvini e dunque le Sardine avranno la meglio». Ma il giudizio è sospeso sul futuro: «è una questione aperta se queste aspirazioni avranno successo».

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