Il lavoro rende l’uomo completo e felice

Di Gaia Criscuolo

1° Maggio, Festa dei lavoratori, si festeggia ogni anno dal 1890 per ricordare tutte le lotte per i diritti dei lavoratori. Quest’anno non tutti i lavoratori stanno affrontando questo periodo con serenità, proprio come non affronteranno con enfasi questa giornata. Il motivo? La nuova pandemia 2020, il covid-19, che sta ostacolando l’economia e il turismo impedendo a diverse strutture il normale svolgimento delle proprie attività. Da giorni sentiamo dire che bisogna rilanciare l’immagine dell’economia e della società italiana. Rilanciare l’immagine dell’economia e riaprire imprese di beni anche non primari; in questi giorni significherebbe regalare a ogni singolo lavoratore che sta trascorrendo questo periodo a casa, felicità e speranza. Noi giovani siamo soliti  prendere alla leggera ciò che ci circonda, ma non in questo caso, perchè i lavoratori  a  vivere con molta difficoltà ora sono i nostri genitori. Per loro questo periodo è nero come la notte, un incubo. Molti ora sono bloccati tra le mura di casa, senza un lavoro e con la paura del domani. Il lavoro e il lavoratore sono parte principale del mondo dell’economia, un bene prezioso. Il lavoratore può svolgere lavori nobili o umili questo non cambia la sua importanza, perché dalle cose più piccole si arriva a quelle più grandi. Non bisogna screditare il lavoro di nessuno. Il lavoro rende l’uomo completo, si deve tornare a casa esausti ma felici.

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