Morto il fotografo Robert Frank, raccontò gli Usa in The Americans

Si è spento a 94 anni uno dei più grandi fotoreporter del Novecento. La sua opera più famosa, datata 1958, è la narrazione delle paure e delle speranze degli States industriali degli Anni 50.

È morto a 94 anni Robert Frank, fotografo statunitense considerato tra i più grandi del Novecento. Rivoluzionò il modo di concepire l’immagine e il reportage degli Anni 50, quando nacque la fotografia documentaria. La notizia è stata confermata dalla Pace-MacGill Gallery di Manhattan, che lo rappresentava.

DALLA MODA AI REPORTAGE, GLI INIZI DI ROBERT FRANK

Di origini svizzere ma emigrato negli Stati Uniti nel 1947, di famiglia ebraica, ha iniziato come assistente di fotografi del calibro di Hermann Segesser e Michael Wolgensinger. Alla sua attività nel campo della moda, soprattutto per la rivista Harper’s Bazaar, affianca reportage come freelance in Perù, Bolivia, Francia, Italia, Svizzera e Spagna. La celebrità arriva nel 1950, quando Edward Steichen include alcune delle sue opere nelle sue mostre 51 American Photographers al MoMA di New York e The Family Man.

THE AMERICANS, NEL CUORE DI UN PAESE CHE CAMBIA

La sua opera più famosa è The Americans (1958), finanziata dalla Fondazione Guggenheim di New York, una raccolta di immagini tratte da due anni di viaggi per tutti gli Stati Uniti, che ritraggono l’America profonda degli Anni 50 alle prese con le trasformazioni dell’era industriale. Ebbe proficui rapporti artistici con la beat generation, la corrente di scrittori-viaggiatori: Jack Kerouac scrisse l’introduzione al libro The Americans e i due, insieme a Allen Ginsberg e Gregory Corso, gireranno il film Pull My Daisy, scritto da Frank e narrato da Kerouac. La pellicola è considerata tra le prime opere della corrente del cinema sperimentale americano. Fece storia anche Cocksucker Blues, documentario che racconta il tour dei Rolling Stones del 1972.

GLI ULTIMI ANNI IN CANADA ACCANTO ALLA MOGLIE JUNE LEAF

Dopo decenni di fotografia e cinema, segnati anche dalla morte della figlia appena ventenne Andrea nei Settanta, aveva deciso di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in Canada, nella cittadina di Inverness, in Nuova Scozia, dove si è spento. Lascia la pittrice June Leaf, oggi 90 enne, sua moglie dal 1971.

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