Mauro Felicori dice addio alla Fondazione, Almerina Bova nominata presidente

di Erika Noschese

La Fondazione Ravello dice addio al commissariamento. Sarà, infatti, Almerina Bova a guidare la fondazione sostituendo, di fatto, Mauro Felicori, neo eletto assessore regionale in Emiòoa Romagna. E’ quanto stabilito nel corso del consiglio generale di Indirizzo della fondazione Ravello tenutosi ieri presso la sede di Viale Wagner. Nel corso dell’incontro, inoltre, è stato tracciato il percorso che porterà in tempi brevi al nuovo statuto dell’ente che organizza il Ravello Festival. Questa fase verrà condotta dall’avvocato Almerina Bove, vice capo di Gabinetto del presidente della Regione Campania; Vincenzo De Luca, designata ieri dallo stesso Governatore, commissario straordinario della Fondazione Ravello in attuazione della Delibera di Giunta dello scorso 28 gennaio. Il Consiglio di indirizzo si è aggiornato per fine mese. Ad esprimere gratitudine per il lavoro svolto da Felicori il governatore De Luca. I componenti del CdI chiamati a ratificare il nuovo statuto e a designare il nuovo CdA e il nuovo presidente sono, per la Regione Campania, oltre ad Almerina Bove; Giuseppe Testa, avvocato capo dell’Avvocatura regionale; Mario Vasco, dirigente dell’Ufficio Speciale per il controllo e la vigilanza su enti e società partecipate e Raffaele Balsamo, dirigente di Staff; per il Comune di Ravello il sindaco Salvatore Di Martino, l’avvocato Paolo Imperato e l’ex ragioniere comunale Michelangiolo Mansi; per la Provincia di Salerno il Presidente Michele Strianese e Ciro Castaldo, dirigente del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali.

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Mauro Felicori lascia la fondazione Ravello: «Il mio mandato era comunque finito»

di Erika Noschese

«Spero certamente di essere invitato al festival di Ravello per la prossima edizione». Sorride Mauro Felicori, commissario della fondazione Ravello ed ex responsabile della Reggia di Caserta che, da pochi giorni, riveste un nuovo e prestigioso incarico: quello di assessore alla Cultura nella giunta regionale di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna. L’ex responsabile della Reggia di Caserta, infatti, dopo la proroga di altri due mesi per il commissariamento della Fondazione Ravello era comunque destinato a lasciare la provincia di Salerno: il suo incarico, infatti, è in scadenza ma lasciare la Campania pronto a dimostrare quanto vale in Emilia Romagna.

Onorevole, lascerà l’incarico di commissario alla Fondazione Ravello ora che è stato eletto nella giunta regionale di Stefano Bonaccini…

«A Ravello sono stati prorogati i due mesi ma in quanto commissario il mio incarico era destinato a durare poco. Finisco l’elaborazione del nuovo statuto, saranno eletti i nuovi organi. Non c’è mai stata una contraddizione tra il mio nuovo ruolo in Emilia Romagna e il mio incarico di commissario».

A che punto è il lavoro che, da commissario, sta portando a termine alla fondazione Ravello?

«Domani (oggi per chi legge ndr)ci sarà una riunione con i soci e il comitato di indirizzo, discuteremo la proposta del nuovo statuto e se lo statuto va bene sarà eletto il nuovo consiglio d’amministrazione e il nuovo presidente».

C’è ancora qualcosa che avrebbe voluto fare prima di lasciare l’incarico di commissario?

«Io direi che abbiamo fatto un ottimo festival, abbiamo già incominciato a lavorare alla nuova edizione del festival del 2020. Il commissario viene nominato quando gli organi non funzionano e se io riesco a far funzionare gli organi, allora abbiamo risolto il problema. Non dipende solo da me, nel senso che è necessario che i soci si mettano d’accordo».

Cosa le mancherà di Ravello e di tutto il lavoro che ha svolto?

«Guardi, sono stato in Campania per 4 anni. E’ una regione meravigliosa che mi ha dato enormi soddisfazioni di lavoro e non sarei un essere umano se non la ricordassi con piacere. La Campania, e Ravello, mi hanno dato moltissimo a livello personale, professionale. Lascio qui tanti amici, colleghi, lavoratori. C’è stato anche tanto da combattere, naturalmente». Tornerà a Ravello? «Spero certamente di essere invitato al festival»

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