Il Fmi chiede alle banche centrali di aprire i rubinetti

Per i Paesi in cui congedi e malattie non sono tra i benefit la capo economista chiede che i governi li finanzino. E l'Italia diventa il modello per guardare agli effetti economici della pandemia.

L’appello è molto chiaro. «Le banche centrali», ha dichiarato la capo economista del Fondo monetario internazionale, Gita Gopinath, «dovrebbero essere pronte a offrire ampia liquidità alle banche e alla società finanziarie non bancarie, soprattutto quelle che concedono prestiti alle piccole e media imprese». Gopinath ha sottolineato come «più ampi stimoli monetari come tagli dei tassi di interesse e acquisti di asset possono sostenere la fiducia e sostenere i mercati finanziari se c’è il rischio di una stretta». Di fronte all’emergenza coronavirus serve una «risposta internazionale coordinata», ha affermato Gopinath, ribadendo che il Fondo è pronto ad aiutare.

«DOVE NON C’È MALATTIA E CONGEDO LI FINANZI IL GOVERNO»

L’emergenza coronavirus «avrà una significativa ricaduta economica. Sono necessarie sostanziali politiche mirate per sostenere l’economia. L’obiettivo è prevenire che una crisi temporanea danneggi la gente e le aziende attraverso la perdita di posti di lavoro e le bancarotte», ha dichiarato la capo economista secondo la quale l’impatto economico del coronavirus «è già visibile nei paesi più colpiti». Alle famiglie e alle imprese colpite potrebbero essere concessi sussidi ai salari e sgravi fiscali, spiega Gopinath citando il caso dell’Italia che ha allungato le scadenze fiscali per le aziende nelle zone più colpite. «Per coloro che sono licenziati, assicurazioni sulla disoccupazione potrebbero essere rafforzate estendendo la loro durata. Dove la malattia e i congedi non sono fra i benefit, i governi dovrebbero considerare di finanziarli per consentire ai lavoratori che non stanno bene di stare a casa senza la paura di perdere il lavoro», ha aggiunto Gopinath.

EFFETTI SEVERI SULLA DOMANDA E SU SETTORI COME IL TURISMO

Il coronavirus si fa sentire soprattutto sul fronte della domanda con la «perdita di reddito, il timore di contagio e una maggiore incertezza che fa sospendere di meno la gente. I lavoratori potrebbero perdere il lavoro con le aziende non in grado di pagare i loro. Questi effetti possono essere molto severi su settori come il turismo e l’ospitalità, come visto in Italia», ha dichiarato Gopinath, sottolineando che da quando sono iniziate le vendite sui mercati finanziari americani il 20 febbraio 2020, i titoli delle compagnie aeree sono stati colpiti in modo sproporzionato in linea con il post 11 settembre.

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Italia ultima per crescita nel 2020 tra i Paesi del G7

Il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, ha spiegato che all'Italia servono «importanti riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita» e «dovrebbe ridurre il debito».

Italia fanalino di coda del G7 nel 2020, con un Pil in crescita dello 0,5% nel 2020. Questo è il dato che emerge dall’aggiornamento delle stime del Fmi contenuto nel World Economic Outlook. Nel 2021 sarà invece il Giappone il paese più lento del G7. All’Italia, hanno spiegato dal Fondo monetario internazionale, servono «importanti riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita» e «dovrebbe ridurre il debito», ha affermato il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, sottolineando che il Belpaese ha beneficiato dell’allentamento monetario delle banche centrali, che le ha consentito di chiudere il 2019 con un pil in crescita dello 0,2%.

LA CRESCITA DELL’EUROZONA ALL’1,3%, QUELLA USA AL 2%

Il Fmi lima la crescita europea e americana per il 2020, confermando invece le stime per il 2021. Secondo il Fondo, Eurolandia crescerà quest’anno dell’1,3%, ovvero 0,1 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di ottobre. Per il 2021 la crescita è confermata all’1,4%. Limatura di 0,1 punti anche per il pil americano nel 2020, quando dovrebbe segnare un +2,0%. La crescita è attesa all’1,7% nel 2021, dopo il +2,3% del 2019.

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