Spese di istruzione e universitarie detraibili nel 730/2020


Sulle spese di istruzione sostenute per la scuola e da studenti per tasse universitarie, master, dottorati di ricerca e corsi di specializzazione è possibile fruire di una detrazione Irpef del 19%, che riduce l’imposta da pagare. L’agevolazione fiscale va fruita nel 730 o nella dichiarazione dei redditi. Vediamo la normativa, come indicare le detrazioni per tasse universitarie e scolastiche nel quadro E del modello 730 con il codice 12 e 13 nei righi da E8 a E10 e quali sono limiti di detrazione.
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Come leggere la Certificazione Unica 2020


I lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i collaboratori, i pensionati italiani e tutti i percipienti di redditi nell'anno d'imposta 2019 hanno ricevuto dal datore di lavoro o scaricato online dall'Inps, la Certificazione Unica dei redditi CU 2020, l'ex modello CUD. Dai dati fiscali relativi al reddito imponibile percepito, ai dati previdenziali nei quali è possibile verificare i contributi fiscali, dai dati dei familiari, a quelli relativi al TFR nella CU, vediamo come leggere il nuovo modello di Certificazione Unica 2020, chiamato anche CU 2020, anche nella sezione relativa ai redditi dei lavoratori autonomi, provvigioni e redditi diversi, nonché nella sezione relativa alla Certificazione Redditi - Locazioni brevi.
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Le cose da sapere sulla dichiarazione dei redditi precompilata

Disponibile dal 5 maggio 2020, va consegnata entro il 30 settembre. Prevede anche le spese per le prestazioni sanitarie di dietisti, fisioterapisti, logopedisti, igienisti dentali e tecnici ortopedici. La guida.

Dalle 12.05 del 5 maggio è disponibile e consultabile sul sito dell’Agenzia dell’Entrate la dichiarazione dei redditi precompilata dal Fisco. A partire dal 14 maggio, e fino al 30 settembre, si potrà accettare, modificare e inviare il 730 oppure modificare il modello Redditi, che, invece, potrà essere trasmesso dal 19 maggio al 30 novembre.

AUMENTANO LE SPESE SANITARIE DETRAIBILI

Nella Precompilata 2020 aumentano le informazioni su oneri e spese deducibili e detraibili. Entrano le spese per le prestazioni sanitarie di dietisti, fisioterapisti, logopedisti, igienisti dentali, dei tecnici ortopedici e di tante altre categorie di professionisti sanitari. Entrano, inoltre, le spese sanitarie per prestazioni erogate da strutture sanitarie militari e i contributi previdenziali versati all’ Inps con il Libretto famiglia.

COME ACCEDERE AL SERVIZIO

Per visualizzare il proprio modello 730 o il modello Redditi, occorre entrare nell’area riservata del sito delle Entrate, e inserire il nome utente, la password e il pin dei servizi online dell’Agenzia. È possibile accedere alla propria dichiarazione anche utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi, le credenziali rilasciate dall’Inps, oppure tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti.

NUMERI E INFORMAZIONI UTILI

Tutte le informazioni utili sulla dichiarazione precompilata, dalle principali novità alle domande più frequenti, sono disponibili sul sito dedicato. Punto di riferimento per chiarire ogni dubbio sulla precompilata è, infine, il call center dell’Agenzia. Questi i contatti dell’assistenza telefonica delle Entrate: 800.90.96.96 da telefono fisso, 0696668907 (da cellulare) e +39 0696668933 per chi chiama dall’estero. I numeri sono operativi dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 17, e il sabato dalle 9 alle 13 (con esclusione delle festività nazionali).

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Credito d’imposta 60% affitto botteghe e negozi per marzo 2020


Nel Decreto Legge di emergenza anti Coronavirus è stato introdotto un credito d’imposta del 60%, sul canone di locazione del mese di marzo. Il credito d'imposta affitti di botteghe e negozi spetta a tutti quei soggetti esercenti attività d’impresa che al momento risultano sospese. Il credito d’imposta del 60% non riduce il canone di locazione, ma può essere utilizzato in compensazione di natura fiscale in F24 con il codice tributo 6914. Vediamo tutte le informazioni.
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Detrazione 30% per erogazioni liberali anti Coronavirus


Nel Decreto Legge n. 18/2020 di emergenza anti Coronavirus è stata introdotta una detrazione del 30%, per un importo non superiore a 30 mila euro, per le erogazioni liberali in denaro o natura in favore di Stato, Regioni, Enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro. La detrazione Irpef del 30% riduce l'imposta Irpef o Irap. E' riconosciuta anche ai titolari di reddito d'impresa e in questo caso è deducibile.
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Sospese cartelle, accertamenti, Rottamazione ter, Saldo e stralcio fino al 31 maggio


L'Agenzia delle Entrate riscossione ha comunicato la sospensione dei termini di versamento delle cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e di addebito, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020. La nuova scadenza dei pagamenti sospesi è il 30 giugno 2020. Sospese le attività di notifica di cartelle e atti di riscossione, chiusi gli uffici in tutta Italia. Slitta al 31 maggio 2020 la scadenza della Rottamazione-ter rata scaduta il 28 febbraio e la rata del Saldo e stralcio in scadenza il 31 marzo.
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Coronavirus, Inps annuncia: proroga scadenza pagamenti 16 marzo


Con un Comunicato Stampa l'Inps ha annunciato che nel Decreto Legge del Governo per l'emergenza Coronavirus Covid-19, di prossima emanazione, ci sarà la proroga della scadenza dei pagamenti verso le Pubbliche Amministrazioni. Pertanto non solo scadenze fiscali, ma anche contributi previdenziali e tutti i pagamenti dovuti dai contribuenti e dai cittadini entro lunedì 16 marzo 2020.
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Di quanto aumenterebbero gli stipendi con il taglio del cuneo fiscale

I benefici allo studio del governo vanno da un massimo di 1.200 euro l'anno per i redditi più bassi fino ai 192 euro annui che arriveranno nella busta paga di chi guadagna 39 mila euro e zero per chi arriva a 40 mila.

La proposta di taglio del cuneo fiscale illustrata dal governo ai sindacati prevede benefici che vanno da un massimo di 1.200 euro l’anno per i redditi più bassi (tra circa 8.200 e 28 mila euro di reddito), per poi scendere gradualmente fino ai 192 euro annui che arriveranno nella busta paga di chi guadagna 39 mila euro e zero per chi arriva a 40 mila. È quanto emerge da un documento presentato dal governo al tavolo. Chi ha redditi fino a 33 mila euro potrà contare su un beneficio appena sopra i 1.000 euro. Chi ne guadagna 37 mila avrà circa 576 euro l’anno in più.

Il taglio del cuneo fiscale sarà erogato «ogni mese», partirà dal primo luglio e consentirà di aumentare fino a «100 euro lo stipendio netto, estendendo la platea a più di 4 milioni di lavoratori», rispetto a chi già riceve il bonus Irpef varato dal governo Renzi. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri

«Una giornata importante perché dopo tanti anni c’è un provvedimento che aumenta il salario netto di una parte dei lavoratori dipendenti. Questo è un primo risultato, che interessa 15-16 milioni di persone che vedrà aumentare il netto in busta paga, nessuno diventa ricco, ma la strada è quella giusta». Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi sul taglio del cuneo fiscale. Landini ha inoltre sottolineato «l’impegno per avviare un confronto che deve portare ad una vera riforma fiscale».

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Il governo propone il taglio delle tasse sul lavoro per i redditi fino a 40mila euro

Incontro tra il premier Conte e i sindacati. Per chi guadagna fino a 28 mila euro dovrebbero essere circa 100 euro in più in busta paga. Diventano 80 euro tra 28mila e 35 mila.

L’incontro era atteso, la riforma annunciata. Il premier Giuseppe Conte il 17 gennaio ha illustrato ai sindacati le proposte dell’esecutivo per tagliare il cuneo fiscale sui redditi da lavoro. «L’appuntamento oggi è dedicato alle modalità di attuazione del taglio del cuneo e al progetto di riforma complessiva del sistema fiscale, in particolare l’Irpef, che è fondamentale per semplificare il nostro sistema tributario e ridurre il carico fiscale su famiglie, lavoratori e pensionati. Coinvolgeremo nel piano di riforma fiscale anche i pensionati. L’obiettivo è restituire sicurezza economica ai lavoratori e alle famiglie, rendendo più equo il sistema tributario», ha detto il premier.

PER CHI GUADAGNA FINO A 28 MILA EURO SONO 100 EURO IN PIÙ

Il taglio del cuneo fiscale che interesserà i redditi fino a 40 mila euro, arrivando a 100 euro al mese per chi guadagna fino a 28 mila euro, per poi scendere con un doppio sistema di decalage. Sarebbe questa l’ipotesi illustrata dal governo al tavolo con i sindacati in corso a Palazzo Chigi. Dopo i 28 mila euro e fino ai 35 mila, la riduzione delle tasse calerebbe gradualmente fino ad arrivare a 80 euro al mese; oltre i 35 mila euro scenderebbe ancora fino ad azzerarsi. Si starebbe ancora valutando oltre quale soglia trasformare il bonus fiscale in detrazione.

GUALTIERI: «TAGLIO DEL CUNEO SOLO IL PRIMO PASSO»

L’incontro con i sindacati è andato «molto bene, c’è stata ampia convergenza sulla modalità con cui varare questo primo intervento importante a sostengo dei redditi da lavoro dipendente», ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine dell’incontro. Il taglio del cuneo fiscale «rappresenta il primo passo di una più generale riforma fiscale» che sarà elaborata nei prossimi mesi con l’obiettivo di varare la legge delega entro aprile. Si tratta comunque di «un primo segnale importante e concreto a sostegno della crescita».

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Rc auto familiare e bonus airbag: il decreto fiscale cambia ancora

Il testo torna in commissione Finanze dopo i rilievi della commissione Bilancio sulle coperture disponibili. Le novità più importanti.

L’Odissea della conversione in legge del decreto fiscale 2020 non è ancora finita. Il testo è infatti destinato a tornare in commissione Finanze e i cambiamenti principali già annunciati sono due: salta il bonus per l’acquisto di airbag per le moto, perché mancano le coperture; e saranno riviste prima ancora di aver visto la luce le nuove norme in materia di Rc auto familiare.

Tra gli emendamenti che andranno riformulati, sempre per ragioni legate alle coperture disponibili, ci sono anche quelli che riguardano il fondo per le vittime dell’amianto e il credito d’imposta per le commissioni sui pagamenti via smartphone.

Per quanto riguarda la nuova Rc auto, le disposizioni che estendono la classe più favorevole a tutti i veicoli assicurati in famiglia, anche in occasione dei rinnovi, dovrebbe essere corretta.

Salta anche l’ampliamento della platea del 730 e la commissione Bilancio ha chiesto che si cancelli pure lo slittamento al 30 settembre per la presentazione della dichiarazione dei redditi, perché comporterebbe criticità nel monitoraggio delle entrate.

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Dal 730 all’Iva sugli assorbenti: gli emendamenti al dl fisco

Le modifiche al calendario fiscale. L'abrogazione delle multe ai negozianti senza Pos. Il via libera al carcere per i grandi evasori. Gli interventi approvati dalla commissione Finanze.

Abrogazione delle multe per i negozianti che non hanno il Pos, calo dell’Iva sugli assorbenti, slittamento a settembre della scadenza per il 730. Sono alcuni degli interventi previsti dagli emendamenti al decreto fiscale, approvati dalla commissione Finanze della Camera in una seduta che ha superato le 14 ore. Il testo, in prima lettura a Montecitorio, è atteso in Aula per la discussione generale la sera del 2 dicembre ma non si esclude che l’avvio dell’esame da parte dell’Assemblea possa slittare di 24 ore. Ecco gli emendamenti più importanti, nel dettaglio.

VIA LIBERA ALLE NORME SUL CARCERE AGLI EVASORI

Via libera alle norme sul carcere agli evasori ma la maggioranza si spacca: Italia Viva ha infatti votato no. «Iv resta sempre contrario, votiamo no», ha detto il deputato Mauro Del Barba. Incassano comunque l’ok gli emendamenti dei relatori e del governo al dl fisco che hanno cercato una sintesi all’interno della maggioranza: resta l’innalzamento complessivo delle pene ma sarà meno consistente per i reati minori.

ABROGATE LE MULTE PER I NEGOZIANTI SENZA POS

Vengono abrogate le sanzioni per i negozianti che non hanno il Pos per i pagamenti con carta di credito e debito. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario al Mef, Alessio Villarosa: «Pensavate passasse la norma senza la riduzione delle commissioni… invece no. Come promesso, non c’è il protocollo per ridurre i costi delle transazioni alle imprese? E allora non ci saranno neanche le sanzioni a chi non ha il Pos. Ogni promessa è debito».

SLITTANO LE SANZIONI SUI SEGGIOLINI PER BAMBINI

Vengono rinviate al 6 marzo le multe per chi non si adegua alle nuove norme sui seggiolini auto per i bambini. Salgono inoltre da uno a 5 milioni gli stanziamenti previsti nel 2020 per le agevolazioni sotto forma di credito di imposta.

L’IVA SUGLI ASSORBENTI SCENDE AL 5%

L’Iva passa dal 22% al 5% per gli assorbenti compostabili o lavabili. Villarosa ha spiegato che «c’è un impegno del governo per intervenire totalmente» sulla questione, in modo da allargare lo spettro delle tipologie di prodotti igienici femminili per i quali sarà abbassata l’Iva.

LA SCADENZA PER IL 730 SLITTA AL 30 SETTEMBRE

Si riscrive il calendario fiscale, con la scadenza del 730 che passa dal 23 luglio al 30 settembre. Cresce anche la platea dei contribuenti che possono usare il 730: oltre ai dipendenti e ai pensionati, possono presentarlo anche i titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente e i titolari di redditi di lavoro autonomo occasionale.

IN ARRIVO 180 MILIONI PER POLIZIA E VIGILI DEL FUOCO

In arrivo 180 milioni di euro per gli straordinari delle forze di polizia e dei Vigili del fuoco. Il testo riguarda compensi non ancora liquidati e riferiti a prima del 2019. Per le forze di polizia vengono stanziati 175 milioni mentre cinque milioni vengono stanziati per i Vigili del fuoco.

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Dl Fisco, la maggioranza trova l’accordo sul carcere ai grandi evasori

Il Governo trova l'intesa. Confindustria preoccupata «Preoccupazione per il continuo ampliamento della sfera penale ai fatti economici».

La tanto attesa fumata bianca sul dl Fisco è finalmente arrivata. La maggioranza, infatti, ha trovato l’accordo sull’inasprimento del carcere ai grandi evasori, uno dei punti imprescindibili per il M5s. Due emendamenti dei relatori riducono l’aumento delle pene per i comportamenti non fraudolenti, come la dichiarazione infedele e l’omessa dichiarazione, e rivedono sia la disciplina della confisca per sproporzione, prevista per i reati più gravi, sia la responsabilità amministrativa delle imprese. Entrambi gli emendamenti sono attesi alla Camera e dovrebbero essere votati già nella serata di domenica 1 dicembre 2019.

GLI EMENDAMENTI SPAVENTANO CONFINDUSTRIA

L’accordo all’interno della maggioranza è stato preso nello stesso giorno in cui Confindustria aveva diramato un comunicato «contro la criminalizzazione delle imprese». L’organizzazione rappresentativa delle imprese aveva da poco ribadito la sua «profonda preoccupazione per il continuo ampliamento della sfera penale ai fatti economici». Il punto toccato da Confindustria e quello inerente all’ambito applicativo del decreto 231 ai reati tributari. Si tratta di «un approccio iper repressivo. Questo non è certamente questo proliferare di interventi penali, volti a criminalizzare il mondo dell’impresa, il modo corretto per combattere l’evasione e far crescere l’economia del Paese», si legge nel comunicato.

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La scadenza (da non mancare) per la pace fiscale

Entro il 2 dicembre 1,8 milioni di contribuenti sono chiamati a pagare la rata per rottamazione-ter saldo e stralcio. Le cose da sapere.

Entra nel vivo la pace con il fisco: entro lunedì 2 dicembre 1,8 milioni di contribuenti sono chiamati a pagare per la rottamazione-ter e il saldo e stralcio. Chi non paga lunedì perde i benefici. Ma è comunque prevista una tolleranza di cinque giorni. Quindi chi paga entro il 9 dicembre rientra comunque. Si tratta di una platea di 1,8 milioni di contribuenti per oltre 15 milioni di cartelle e avvisi che saranno pagati in modo agevolato (11,4 milioni per la rottamazione-ter e 4,2 milioni per il saldo e stralcio). La scadenza del 2 dicembre (il termine fissato al 30 novembre cade di sabato ed è posticipato al lunedì successivo) riguarda il pagamento della prima rata di circa 385 mila contribuenti che hanno aderito al saldo e stralcio e di circa 267 mila “ritardatari” della rottamazione-ter, cioè chi ha usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019 per presentare la domanda (la scadenza iniziale era fissata al 30 aprile 2019).

COSA SUCCEDE IN CASO DI MANCATO PAGAMENTO

A questa platea si aggiungono circa 1 milione e 170 mila contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-ter entro il 30 aprile, compresi coloro che hanno mancato l’appuntamento della prima rata fissato allo scorso 31 luglio. Per questi ultimi, infatti, è prevista la possibilità di rientrare nei benefici della rottamazione saldando prima e seconda rata entro il 2 dicembre. Alla stessa data è fissato il termine per il pagamento della seconda rata della rottamazione-ter per i contribuenti che hanno versato la prima entro lo scorso 31 luglio. Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento anche di una sola rata, oltre la tolleranza di cinque giorni prevista per legge (sono validi i pagamenti effettuati entro il 9 dicembre 2019), determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agente della riscossione dovrà riprendere le azioni di recupero.

LE ISTRUZIONI PER PAGARE LE RATE

È possibile pagare le rate del saldo e stralcio e della rottamazione-ter presso la propria banca, agli sportelli bancomat abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con il proprio internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e con l’app Equiclick tramite la piattaforma PagoPa oppure direttamente agli sportelli. Infine, è possibile effettuare il versamento mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi liquidi ed esigibili (c.d. crediti certificati) maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della Pubblica amministrazione. Sul sito sono attivi i servizi online per richiedere la copia della “Comunicazione delle somme dovute” con i relativi bollettini e per scegliere le cartelle/avvisi che si intendono effettivamente pagare in via agevolata.

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Le tasse pagate dai giganti del web in Italia

Nel 2018 le 15 maggiori compagnie hanno versato al Fisco appena 64 milioni di euro, il 2,7% del loro fatturato. Lo studio di Mediobanca.

Appena 64 milioni di euro, corrispondenti al 2,7% del fatturato. A “tanto” ammontano le tasse pagate in Italia nel 2018 da 15 giganti del web, da Amazon a Microsoft e Google, passando per Facebook e Alibaba. Apple, non inclusa nel campione, ha pagato 12,5 milioni.

I dati sono contenuti nell’ultimo report di Mediobanca, secondo cui a livello globale le 25 maggiori compagnie con fatturato superiore a 8 miliardi di euro hanno risparmiato oltre 49 miliardi di tasse, spostando circa il 50% degli utili in Paesi con regimi fiscali più favorevoli. Il risparmio sale a 74 miliardi se si includono i 25 di Apple.

Per quanto riguarda l’Italia, le società analizzate dallo studio di Mediobanca sono 15. Microsoft ha pagato 16,5 milioni, Amazon 6 milioni, Google 4,7 milioni, Oracle 3,2 milioni, Facebook 1,7 milioni. Al conto vanno aggiunte le sanzioni applicate dopo aver raggiunto accordi con l’Agenzia delle Entrate, per un totale di 39 milioni.

Il fatturato aggregato in Italia è pari a 2,4 miliardi di euro e i 64 milioni pagati nel 2018 rappresenatno il 2,7%, in calo rispetto al 2,9% del 2017. In Italia, inoltre, rimane solo il 14% della liquidità totale, mentre l’84,7% va a confluire in Paesi a fiscalità agevolata.

Nel 2018 l’aliquota media effettiva del campione preso in considerazione a livello mondiale è stata del 14,1%, di gran lunga inferiore al 21% ufficialmente in vigore negli Stati Uniti e al 25% in vigore in Cina.

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Ipotesi sgravio fiscale per le imprese che mantengono le neo mamme al lavoro

L'idea annunciata dalla ministra Catalfo. Ma il Pd è critico: «Era una proposta della Lega. Perché premiare chi rispetta la legge?».

Uno sgravio fiscale per quelle imprese dove le donne restano al lavoro anche dopo la maternità. Sarebbe questa l’idea del governo per aumentare il tasso delle donne al lavoro in Italia, tra i più bassi d’Europa. «Stiamo studiando una norma da inserire in manovra che mantiene la donna dopo la maternità a lavoro dando un esonero contributivo al datore di lavoro», ha dichiarato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, parlando all’anteprima del Festival organizzato dai consulenti del Lavoro.

IL PD: «PERCHÉ PREMIARE CHI RISPETTA LA LEGGE?»

La ministra quindi ha sottolineato la volontà di intervenire sul fenomeno che vede «le donne spesso lasciare il lavoro dopo il primo anno di maternità». La proposta, tuttavia, è controversa. Dal Partito democratico, Chiara Gribaudo ha commentato: «È una proposta già avanzata dalla Lega, che infatti criticammo», ha ricordato la vice capogruppo alla Camera. «Perché dovremmo premiare un’impresa che semplicemente rispetta le regole? Sarebbe una legittimazione per quelle che costringono alle dimissioni le madri lavoratrici o le licenziano appena la legge lo consente».

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Un sistema a punti per rimborsare chi paga con carte e bancomat

Per i più "virtuosi" il cashback potrebbe arrivare fino a 2 mila euro. Come cambia il decreto fiscale con la conversione in legge.

Un sistema a punti per rimborsare chi effettua pagamenti digitali, che premierà di più chi paga con carte di credito e bancomat il meccanico o l’idraulico rispetto a chi usa questi metodi per fare la spesa al supermercato.

Con la conversione in legge del decreto fiscale, il governo sta predisponendo una delle misure-chiave per promuovere la moneta elettronica, che potrebbe fruttare ai più “virtuosi” fino a 2 mila euro di cashback.

La riforma partirebbe a luglio, dunque entrerebbe in vigore nella seconda parte del 2020.

IL PD CHIEDE DI AZZERARE LE COMMISSIONI BANCARIE PER LE PICCOLE TRANSAZIONI

La spinta passerà anche per «tagli drastici» alle commissioni bancarie, come promesso dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il Pd, con un apposito emendamento, ha chiesto addirittura di azzerarle entro i 15 euro.

I RITOCCHI SULLE MISURE ANTI-EVASIONE

Tra le modifiche più attese al decreto fiscale ci sono anche quelle che riguardano il carcere per i grandi evasori, ovvero per chi evade più di 100 mila euro. Per il premier Giuseppe Conte si tratta di una «battaglia di giustizia sociale», ma Italia viva ne aveva chiesto l’abolizione. Di sicuro sarà rivista la normativa sulle ritenute negli appalti e qualche ritocco potrebbe arrivare anche sulle indebite compensazioni.

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Nel dl Fisco salta il taglio dell’Iva sugli assorbenti

Dichiarato inammissibile l'emendamento che proponeva una riduzione delle tasse dal 22% al 10% sui prodotti igienici femminili. Prima firmataria Boldrini del Pd. Bocciati pure scudo penale per Mittal, canoni delle spiagge e airbag per motociclisti. Gli ultimi aggiornamenti.

Niente taglio delle tasse sugli assorbenti. La commissione Finanze della Camera ha dichiarato inammissibile l’emendamento al decreto legge Fisco che chiedeva una riduzione dal 22% al 10% dell’Iva su una serie di prodotti igienici femminili, fra cui appunti gli assorbenti.

PRIMA FIRMATARIA LAURA BOLDRINI DEL PD

L’emendamento, con prima firmataria Laura Boldrini del Partito democratico, era stato presentato da una trentina di parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione.

LO SCUDO PENALE PER MITTAL? ESTRANEITÀ DI MATERIA

La stessa commissione ha respinto anche le proposte di modifica presentate da Italia viva e Forza Italia per reintrodurre lo scudo penale per l’ex Ilva. La motivazione sarebbe l’estraneità di materia.

BOCCIATURE PER CANONI DELLE SPIAGGE E AIRBAG SULLE MOTO

Niente da fare poi per gli emendamenti del Movimento 5 stelle che prevedevano una sospensione nel 2020 del pagamento dei canoni per le concessioni delle spiagge, in attesa di una «revisione complessiva del sistema delle concessioni demaniali marittime», e agevolazioni per l’acquisto di airbag per motociclisti, con un bonus di ammontare fino a 250 euro.

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Giù l’Iva sugli assorbenti: nel dl Fisco il Pd rilancia la proposta

Nell'emendamento dem prevista un'aliquota del 10%. La misura era già stata bocciata dalla Camera dei deputati a maggio. Sarà questo il mese buono per le italiane?

Se questa volta la proposta fosse approvata, finalmente le donne non saranno più costrette a pagare a un’Iva al 22% sugli assorbenti. Con un emendamento al decreto legge sul fisco presentato in commissione Finanze alla Camera il Partito Democratico rilancia il taglio alla tassa sulle mestruazioni che la Camera dei deputati aveva già rigettato a maggio.

LA NUOVA VERSIONE PREVEDE L’IVA AL 10%

La nuova formulazione prevede che «ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva)» contro l’attuale 22.

LA BOCCIATURA DI MAGGIO PER UN COSTO DI 212 MILIONI

A maggio dello scorso anno la stessa misura era stata respinta con 253 deputati contrari e appena 189 voti favorevoli. All’epoca il costo del taglio era stato calcolato dalla Ragioneria dello Stato in 212 milioni di euro. La bocciatura della misura era stata contestata ampiamente e sul web era stata lanciata la petizione “il ciclo non è un lusso” per far riconoscere che il ciclo mestruale riguarda più di metà della popolazione, anche se quella con in mano le maggiori leve del potere, anche legislativo. Che questo sia il mese buono per cambiare le cose?

BOLDRINI: «PROPOSTA BIPARTISAN»

«Insieme ad altre 32 deputate di vari gruppi politici, sia di maggioranza che di opposizione, ho sottoscritto un emendamento al decreto fiscale che riduce dal 22 al 10% l’Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili. Perché non sono beni di lusso ma una necessità!», ha scritto in una nota Laura Boldrini aggiungendo l’hashtag “#NoTamponTax“.

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Scadenza al 2 dicembre per 1,8 milioni di italiani che cercano la “pace fiscale”

Partono i servizi online dell'agenzia delle Entrate per mettersi in regola. Il termine è stato spostato al 2 dicembre per tutti, anche per quelli che hanno ritardato anche a pagare la prima rata della rottamazione ter.

Un esercito di circa 1,8 milioni di cittadini che ha l’ennesima possibilità di mettersi in regola col fisco: sono i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-ter e al saldo e stralcio delle cartelle e che entro il 2 dicembre dovranno versare la rata prevista dal loro piano dei pagamenti.

I SERVIZI ON LINE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Per loro partono i servizi online dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Sul sito si può richiedere copia della ‘Comunicazione delle somme dovute‘, la lettera già inviata con il conto degli importi da pagare e i relativi bollettini. Con “ContiTu“, si potrà quindi scegliere quali degli avvisi o cartelle contenuti nella “Comunicazione” si vogliono effettivamente pagare.

NUOVE SCADENZE PREVISTE DAL DECRETO FISCALE PER I RITARDARI

La scadenza riguarda il pagamento della prima rata di circa 385 mila contribuenti che hanno aderito al saldo e stralcio e di circa 267 mila ritardatari della rottamazione-ter, cioè chi ha usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019 per presentare la domanda (la scadenza iniziale era fissata al 30 aprile 2019). A questa platea si aggiungono circa 1 milione 170 mila contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-ter entro il 30 aprile, compresi coloro che hanno mancato l’appuntamento della prima rata fissato allo scorso 31 luglio. Per questi ultimi, infatti, il decreto fiscale prevede la possibilità di rientrare nei benefici previsti dalla rottamazione saldando prima e seconda rata proprio entro il 2 dicembre. Alla stessa data è fissato il termine per il pagamento della seconda rata della rottamazione-ter per i contribuenti che hanno versato la prima entro lo scorso 31 luglio.



I contribuenti possono quindi chiedere una copia della “Comunicazione” sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, accedendo all’area riservata del portale con le credenziali personali. “ContiTu” consente invece di scegliere quali degli avvisi o cartelle ammessi al pagamento agevolato si vogliono effettivamente pagare e ricalcolare l’importo dovuto. Ad esempio, chi ha chiesto di rottamare 7 cartelle, ma si rende conto che potrà pagarne soltanto 4, può scegliere i debiti che intende definire e “ContiTu” fornirà un nuovo totale e i relativi bollettini. Per i restanti debiti la definizione agevolata non produrrà effetti e l’Agente della riscossione dovrà riprendere le azioni di recupero

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