Il virus non ferma le nomine: Eni e Leonardo i casi più controversi

CORRIDOI. Nella società del Cane a sei zampe, continua l'ostracismo M5s verso Descalzi. L'alternativa potrebbe essere Cao, ma il barometro pende ancora per la riconferma dell'attuale Ceo. Mentre in ex Finmeccanica la poltrona di Profumo è insidiata da Caio, presidente Saipem.

Tutto congelato, ma non troppo. Il governo, tutto concentrato sulle modalità con cui affrontare l’emergenza virus, un occhio all’Europa l’altro ai delicati equilibri interni, non ha accantonato il capitolo nomine pubbliche, ovvero i vertici delle più importanti società partecipate, le cui assemblee erano state rinviate di 45 giorni per l’insorgere della pandemia.

E dalla riconferma in toto degli amministratori uscenti, si è invece passati a una scelta più selettiva.

I lavori sono in corso, quindi niente è stato deciso, ma l’atteggiamento delle ultime ore racconta dell’intenzione di cambiare tutti i presidenti, e lasciare al loro posto i capi azienda. Con due eccezioni che destano ancora incertezza: Leonardo e Eni.

IN LEONARDO LA POLTRONA DI PROFUMO INSIDIATA DA CAIO

È sulla società ex Finmeccanica, ora guidata da Alessandro Profumo, che all’interno dell’esecutivo serpeggiano le maggiori divisioni. A insidiarne la poltrona un altro McKinsey boy, scuola cui Profumo appartiene, ovvero Francesco Caio, attualmente presidente di Saipem. Caio, che ha guidato le Poste ai tempi del governo Renzi entrando ben presto in rotta di collisione con l’ex premier, si sta spendendo molto per sostituire il suo collega e amico. Profumo sconterebbe anche un rapporto non proprio cordiale con uno dei principali partner di Leonardo, il gruppo americano Lockheed Martin, e in particolare con il suo nuovo presidente e Ceo James Taiclet. Gli americani, da tempo in forte tensione con gli italiani per via del discusso programma di acquisto dei caccia F35, avrebbero discretamente fatto capire al governo italiano che un cambio al vertice sarebbe gradito.

ENI, CONTINUA L’OSTRACISMO M5S VERSO DESCALZI

L’altro caso oggetto di discussione interna è Eni, dove da sempre i 5 stelle hanno mostrato forte ostracismo verso l’attuale ad Claudio Descalzi. Il cacciatore di teste, ovvero la foglia di fico attraverso cui formalmente il nome o i nomi devono transitare, avrebbe indicato al Mef un’unica alternativa possibile, quella di Stefano Cao, attuale ad di Saipem e per molti anni direttore generale della divisione Exploration and Production del cane a sei zampe (a succedergli in quell’incarico nel 2008 fu proprio Descalzi). Ma, a tutt’oggi, il barometro pende ancora per una riconferma dell’attuale ad. Infine, altro dossier sul tavolo dell’esecutivo, quello di Alitalia. Per la compagnia aerea nazionalizzata serve un capoazienda. Così che è stato preliminarmente dato a un altro cacciatore di teste, la società Key2People, l’incarico di redigere una prima lista.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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