«Mio figlio in Psichiatria per adulti da giovedì, esca oggi o mi incateno davanti al Tribunale»

di Adriano Rescigno

L. Z., 14enne di Cava de’ Tirreni è attualmente ospite, dallo scorso giovedì, del reparto di psichiatria per adulti del nosocomio nocerino Umberto I, la madre Antonella: “Non è un posto per lui, o lo mandano in una struttura dedicata oppure mi incateno davanti il tribunale o l’ospedale”. Luigi è affetto da Adhd, ovvero un disturbo della psiche e comportamentale che lo porta ad un sovrasviluppo degli atteggiamenti aggressivi e provocatori. Nelle scorse settimane Luigi era anche scomparso da casa e poi fortunatamente ritrovato ma da giovedì, dopo l’ultima e grave crisi è stato trasferito all’interno del reparto dell’Umberto I, ma stando a quanto racconta la madre, Antonella Lambiase: “Dopo il ricovero di giovedì sono stata diverse volte all’Asl di Cava de’ Tirreni dove vi sono la neuropsichiatra e l’assistente sociale che lo ha a carico – che secondo la madre – la quale non si interessa del ragazzo e sa solo denunciare noi genitori ex articolo 333, ovvero sostenendo che non ci occupiamo del piccolo. Io – continua Antonella Lambiase – posso dire si essermi occupata di cercare le strutture dove far accogliere mio figlio, visto che anche la scuola lo ha rifiutato, che sono o l’Aias di Nola oppure il Simir ad Ottaviano, dove il bambino sarebbe anche potuto andare a scuola. Dunque, il bambino già da ieri mattina sarebbe dovuto essere in una delle due strutture, arrivando quindi alle telefonate delle 14.00 che ricevo ieri dall’assistente sociale, la quale mi dice che in accordo con il Tribunale dei minori di Salerno il ragazzo entro oggi sarebbe stato trasferito all’Aias di Nola”. Accade che alle 17.00 di ieri pomeriggio però, Luigi, stanco dei continui rinvii del suo spostamento e la promessa di un trasferimento in una struttura lui idonea disattesa da quasi un anno e mezzo, ha un’ennesima importante crisi, per la quale accorrono anche i carabinieri, vengono informati il procuratore Frattini di Salerno e gli assistenti sociali e: “All’improvviso nessuna traccia del trasferimento a Nola – conclude la madre – nessuno sapeva più nulla, e mio figlio è stato sedato. Non stanno tutelando un minore, che non va a scuola, che è ricoverato in un reparto a lui non idoneo, come dicono anche i medici, e che soffre la sua condizione attuale. Se entro questa mattina non accade nulla, io sporgo un’ulteriore denuncia e mi incateno davanti o l’ospedale o il tribunale. Mi denunciassero, a me non fa differenza, io lotto per i diritti di mio figlio. E’ un anno e mezzo che cerchiamo una sistemazione adeguata per mio figlio, ma nessuno pare assumersi le sue responsabilità. Adesso basta”. In soccorso della signora Lambiase, Filomena Avagliano, presidente dell’associazione Resilienza di Agorà, di Cava de’ Tirreni. “L’associazione chiede che si fa luce sui ritardi ed i rinvii segnalati dalla signora Lambiase, madre del piccolo Luigi, ormai sempre più disperata per una situazione che appare quanto mai ingarbugliata. Le donne e le madri non vanno lasciate mai sole, noi siamo al loro fianco ed al contempo ci chiediamo: perché il piccolo Luigi non è ancora in una struttura in grado di accoglierlo, idonea alla sua patologia?”.

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