L’entusiasmo di Filippo Nigro travolge l’ateneo salernitano

di Giovanna Naddeo

«Il mestiere dell’attore? Quanto di più precario ci possa essere però, ragazzi, che avventura!». A distanza di sette anni dall’ultima visita, l’entusiasmo di Filippo Nigro è tornato a varcare le porte dell’Università di Salerno in occasione della quinta giornata di UnisaOrienta 2020. Bagno di folla per l’attore romano nella mattinata di ieri, in aula magna “Vincenzo Buonocore”, alla presenza di quasi mille ragazzi provenienti da licei e istituti di ogni angolo della Campania, e non solo. «Il bilancio di questa prima settimana di manifestazione è altamente positivo – ha affermato Rosalba Normando, delegata UnisaOrienta 2020 – Ogni giorno siamo contagiati dalla vivacità di migliaia di futuri studenti campani, lucani, molisani e pugliesi. Il nostro obiettivo è accompagnarli verso una scelta consapevole e motivata del percorso di studio che li attende. Ad Ornella Malandrino, delegata all’orientamento, il compito di aprire la giornata di attività: «Voi siete il futuro che ci apre la mente. Il mito di andare a studiare lontano appartiene al passato. Le opportunità di Unisa sono davvero tante, compresa la possibilità di seguire corsi interamente in lingua inglese o di frequentare singoli insegnamenti in lingua». «Sono contento di vedere qui, all’Università di Salerno, un bellissimo campus all’americana. Mi sarebbe piaciuto frequentare un Ateneo come questo. Se potessi tornare indietro, mi iscriverei qui, davvero». Così Filippo Nigro, intervenuto a margine del welcome giornaliero, e poi in sala stampa Biagio Agnes in occasione del primo incontro del mese promosso da DLiveMedia, la rassegna artistica diretta da Roberto Vargiu, alla presenza di due classi dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Basilio Focaccia” di Salerno. «Mai avuto il fuoco sacro dell’arte, e forse questa è stata la mia fortuna – ha confessato l’attore di “ACAB”, la pellicola diretta da Stefano Sollima. – Per carità, quando lessi di aver superato le selezioni al Centro Sperimentale di Cinematografia, allora sotto la guida di Lina Wertmüller, non ero in me dalla gioia, eppure non mi sono mai fatto travolgere dagli eventi». E poi: «Non rinnego alcun ruolo interpretato, nemmeno durante la famosa gavetta. Alcuni colleghi provano pudore e omettono diversi lavori dai loro curricula. Non lo condivido. Iniziare non è mai semplice, continuare ancora meno, ma sono convinto che i meritevoli vadano sempre avanti». Tante le domande per l’attore sugli ultimi ruoli di successo, come il celebre Amedeo Cinaglia in “Suburra- La serie”. «Per quanto cruenti possano essere le scene girate, parliamo sempre di pura finzione. Istigazione a commettere le medesime violenze? Non credo si tratti di emulazione, al contrario. E’ la spia di un malessere, un grido d’aiuto».

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