C’è Arabsat dietro l’emittente pirata beoutQ

Lo dimostrerebbe un'indagine commissionata da Uefa, Fifa e dalle principali leghe europee

Dietro beoutQ, emittente pirata che trasmette illegalmente contenuti sportivi via satellite e online, pare esserci Arabsat, ossia il principale operatore di telecomunicazioni satellitari del mondo arabo. È questo che emerge da un’indagine sulla pirateria commissionata da Uefa, Fifa e dalle principali leghe europee. «Il report», spiega la coalizione, «conferma senza dubbio che le trasmissioni di beoutQ utilizzano un’infrastruttura satellitare posseduta e gestita da Arabsat»

DE SIERVO: «UN GRANDE FURTO CHE VA BLOCCATO»

«È un grande furto che va bloccato», dice Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A. «Le persone», continua l’ad, «devono capire che se vedono il calcio attraverso beoutQ compiono un atto criminale contro Premier League, Liga, Ligue1, Bundesliga e Serie A». La lega di calcio italiana ha stimato che i danni della pirateria si aggirano intorno a un miliardo di mancato fatturato.

COME FUNZIONA BEOUTQ

Si tratta di una emittente pirata con 10 canali, disponibili soprattutto in Arabia Saudita e Medio Oriente. Funziona sia in streaming (su internet), sia via satellite attraverso le frequenze satellitari di Arabsat.

GLI ESITI DELL’INDAGINE

«I nostri tentativi di presentare un’istanza formale nel Regno dell’Arabia Saudita sono stati vani», spiega la coalizione. «Tuttavia invitiamo Arabsat e altri fornitori di servizi satellitari a non fornire più una piattaforma per la pirateria, che danneggia non solo i legittimi titolari delle licenze, i tifosi e i giocatori, ma anche tutti gli sport».

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