Mileto. Il vescovo riunisce tutte le parrocchie del comune Sotto la guida del parroco “moderatore” don Dicarlo

MILETO - Tutti uniti sotto la guida di don Mimmo Dicarlo. Questo in sintesi il decreto firmato dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, che dispone l’unità pastorale di tutte le parrocchie del territorio comunale di Mileto.

In sostanza, il pastore della diocesi a far data dal decreto (18 ottobre anche se è stato reso pubblico solo alcuni giorni dopo), ha disposto che le comunità parrocchiali di Mileto Cattedrale, Mileto Badia, Calabrò, Paravati, San Giovanni e Comparni saranno ora unite in un’unica pastorale e affidate alla cura primaria di don Domenico Dicarlo che da ora, quindi, non è più il parroco della Cattedrale ma piuttosto il responsabile ultimo in qualità di parroco moderatore di tutte le parrocchie miletesi.

In questo cammino sarà affiancato da quelli che fino a ieri erano i parroci delle diverse comunità comunali e che ora assumeranno il ruolo di co-parroci: don Salvatore Cugliari (Badia e Calabrò), don Antonio Gennaro (Comparni) e don Domenico Muscari (Paravati), mentre presteranno la loro collaborazione i sacerdoti don Pietro Pontoriero (vicario della Cattedrale) e don Giuseppe Pileci (vicario di Paravati) a cui si aggiungerà con una «fattiva collaborazione» don Bruno Cannatelli (già parroco della Badia e di Calabrò).

L’obiettivo di questa unificazione (per ora solo come pastorale) è quello di «favorire una collaborazione pastorale organica ed unitaria mediante una ordinata e comune intesa e programmazione tra presbiteri e laici in grado di stimolare quella riforma dal basso - prosegue il decreto - necessaria per riprendere il largo con scelte audaci e creative atte a favorire lo spirito di comunione e lo slancio missionario richiesto dalla nuova evangelizzazione nei termini raccomandati da papa Francesco».

L’auspicio del vescovo Renzo è infine che «la nuova realtà pastorale, in unità di intenti e comunione di spirito, possa presto riacquistare il coraggio della profezia e tornare ad essere visibile e trainante in una società come la nostra che ha bisogno costante di stimoli evangelici e di testimoni santi e coerenti».

Cimarosa e Diocesi di Avellino ancora insieme sulle “Note per l’Anima”

a Diocesi di Avellino ed il Conservatorio «Domenico Cimarosa» tornano a condividere il palcoscenico dell’Auditorium di piazza Castello per la seconda edizione di «Note per l’anima», una iniziativa che unisce spiritualità e musica, un progetto innovativo ed emozionale, fortemente voluto dal Vescovo Arturo Aiello e sostenuto con convinzione dal Conservatorio di Avellino presieduto da Luca Cipriano e diretto da Carmelo Columbro.

«Note per l’anima» si declinerà attraverso tre appuntamenti che si terranno, con cadenza mensile, il prossimo lunedì 22 ottobre, giovedì 22 novembre e giovedì 13 dicembre, alle ore 19, nella splendida location dell’Auditorium «Vitale» e saranno ad ingresso libero.

Dopo il grande successo della scorsa edizione, anche quest’anno, i tre nuovi incontri punteranno a riconciliare cuore e mente nel segno delle riflessioni affidate al Vescovo Aiello che avranno come tappeto sonoro la musica targata Conservatorio «Cimarosa».

«Anche quest’anno, la Diocesi di Avellino propone “Note per l’anima”, una sorta di “sonata a quattro mani” che vede in campo docenti e alunni del prestigioso Conservatorio “Domenico Cimarosa” e il Vescovo, Mons. Arturo Aiello. Precisamente, di cosa si tratta? È musica dal vivo e meditazione alternate, impastate, armonizzate per adulti alla ricerca di un’oasi in cui fede e cultura si diano la mano – spiega il Vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello – Nella corsa folle dove siamo lanciati ogni giorno, dove conta solo ciò che è utile, immediatamente fruibile e da consumare in fretta, questo evento si pone in controcorrente come sosta salutare, tesa a far ritrovare sé stessi nell’utilità dell’inutile: l’arte. “Note per l’anima” è, in altri termini, il tentativo di dare un supplemento d’anima alla città o di riscoprire la città dell’anima che è dentro di noi, il piacere di riscoprire i sensi interiori percorrendo la via della bellezza. Quella bellezza che ci viene incontro da uno spartito, da un verso, da una parola o semplicemente da una pausa».

«Note per l’anima in appena un anno è diventato un format capace di intercettare l’entusiasmo e la sincera ammirazione della città – dichiarano il presidente e il direttore del Conservatorio, Luca Cipriano e Carmelo Columbro – La sinergia che dallo scorso anno si è realizzata tra la nostra Istituzione e la Diocesi di Avellino ci onora e ci fa felici. Siamo profondamente convinti che la musica sia uno degli strumenti migliori per ricaricare l’anima, la mente e lo spirito. Grazie ai nostri docenti e alunni che saliranno insieme a monsignor Aiello sul palco dell’Auditorium proponiamo ai fedeli e a tutti i cittadini una nuova fruizione culturale e spirituale allo stesso tempo, che si declinerà in tre nuovi incontri che saranno segnati, ne siamo sicuri, dal carisma del nostro Vescovo e dal talento dei nostri allievi. Il Conservatorio è anche questo: un richiamo ai valori alti e nobili della bellezza, un monito ad essere migliori facendo leva sull’energia positiva dell’arte».

Per il primo appuntamento in programma lunedì 22 ottobre alle 19, salirà sul palco dell’Auditorium il maestro Lucio Grimaldi che, al pianoforte, accompagnerà monsignor Aiello in un percorso in cui germoglieranno riflessioni e spunti da offrire al pubblico del Conservatorio di Avellino.

Il programma della serata sarà incentrato sulle note di Fryderyk Chopin, Franz Schubert e Fritz Kreisler. Si partirà con cinque tra i più noti valzer di Chopin, tra i quali spicca il valzer dell’addio. Si proseguirà con la Serenata n.4 «Lefse Sehen Meine Lieder» di Schubert per concludere il viaggio tra musica e parole sulle melodie del «Liebesleib» di Kreisler.

Natuzza Evolo, autorizzate le celebrazioni religiose di novembre L’annuncio del presidente della Fondazione Cuore Immacolato di Maria

MILETO (VIBO VALENTIA) - Buone notizie per i devoti di Natuzza Evolo. Nelle scorse ore, infatti, sul sito ufficiale della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, l'ente che si occupa di dare esecuzione al testamento spirituale della mistica di Paravati, principale frazione di Mileto, è apparsa una nota a firma del presidente Pasquale Anastasi in cui viene annunciata l'autorizzazione da parte del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, alla realizzazione dei raduni di preghiera in occasione delle ricorrenze del primo novembre (anniversario della morte di Natuzza Evolo) e dell'11 novembre (anniversazione dell'arrivo a Paravati dell'effice della Madonna disegnata su indicazione della mistica).

Come si ricorderà, il vescovo ad agosto 2017 ha revocato l'approvazione allo statuto della Fondazione dopo una querelle nata a seguito della richiesta di alcune modifiche allo statuto stesso. Una revoca che ha portato anche al divieto di realizzare manifestazioni religiose all'interno della Fondazione stessa. SCOPRI TUTTI I CONTENUTI RIGUARDANTI LA FONDAZIONE CUORE IMMACOLATO DI MARIA RIFUGIO DELLE ANIME

«Su mia richiesta, nella qualità di Presidente della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime - spiega Anastasi riferendosi al vescovo - ha autorizzato la Fondazione allo svolgimento delle manifestazioni religiose del 1° Novembre, anniversario del Pio Transito di Mamma Natuzza, e dell’11 Novembre, anniversario dell’arrivo dell’Effige del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime».

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Anastasi ha anche annunciato che per quanto riguarda il primo novembre, giorno di tutti i Santi, il programma prevede alle ore 10.30 la celebrazione della Santa Messa, nel piazzale della Villa della Gioia, mentre per l’11 novembre, alle ore 9.30, la processione dell’Effige per le vie del paese, a seguire un momento di preghiera mariana con la recita del Rosario e alle ore 10.30 la celebrazione della Santa Eucarestia nel piazzale della Villa della Gioia.

«Nella gioia di trascorrere insieme questi momenti di grazia - conclude Anastasi - vi attendo numerosi per condividere l’amore che ci lega a mamma Natuzza e alla Madonna. Vi abbraccio fraternamente.

Mileto saluta il nuovo vescovo: monsignor Francesco Massara La gioia per l’ex parroco di Limbadi che andrà a Camerino

MILETO (VIBO VALENTIA) - La Cattedrale era piena in ogni ordine di posto ha salutato il ritorno di una cerimonia che mancava a Mileto da ben 36 anni. L’ultimo vescovo proveniente dalla diocesi, infatti, fu Vincenzo Rimedio, emerito di Lamezia Terme, nel 1982, 36 anni dopo la chiesa miletese ha condiviso la gioia di mons. Francesco Massara.

È lo stesso vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo che parla «di gioia e gratitudine al Signore ed al S. Padre Papa Francesco per aver prescelto Mons. Massara a pastore della Chiesa sorella di Camerino - S. Severino Marche, prestigiose ed antichissime sedi unificate, come le nostre, il 30 settembre 1986, e pregnanti di storia e di santità». Renzo inoltre ricorda come «il dono di un Vescovo per una Chiesa locale è di tale rilevanza ecclesiale, che difficilmente riusciamo a coglierne la sublimità, come difficilmente riusciamo a percepire il mistero che il prescelto dal Signore si porta dentro».


 

Nell’ordinazione episcopale «il Vescovo - spiega Renzo -riceve una speciale effusione dello Spirito Santo che lo cambia radicalmente configurandolo in misura tutta speciale a Cristo pastore». Il pastore della diocesi poi aggiunge come «il ruolo e la missione del Vescovo, in un mondo come il nostro caratterizzato da una cultura indifferente e per certi versi allergica ed incapace di accogliere e trasmettere il Vangelo, risultano essere quanto meno complicati e per nulla facili», ma, ricordando il terremoto che ha colpito le Marche, cita le parole che il Signore dice a Geremia «andrai da coloro a cui ti manderò senza paura perché io ti ho costituito messaggero, apostolo e maestro».

Citando Sant’Agostino e Papa Francesco poi il vescovo miletese ribadisce le tre dimensioni dell’ufficio del Vescovo che deve «essere un uomo di preghiera: egli trova consolazione e forza nella consapevolezza che anche Gesù ha pregato e prega per lui», ma anche «sentirsi scelto da Gesù indipendentemente dai meriti e dalle debolezze umane».

Infine, che «il vescovo è un uomo che non ha paura di scendere in mezzo al popolo e farsi prossimo, sposando la vita e le sofferenze di tutti. Nel suo popolo, di cui è pastore, trova la ragione ed il senso del suo “essere apostolo di Gesù”. Senza il suo popolo non riesce a stare, come lo sposo non riesce a stare senza la sua sposa».

Il vescovo di Cassano cita Jovanotti e Sferra Ebbasta Le parole rivolte ai giovani: «Chiedete l’impossibile»

CASTROVILLARI (COSENZA) - Ha scelto di citare due cantanti il vescovo di Cassano allo Jonio, mons. Francesco Savino, nel messaggio rivolto ai giovani a conclusione dell’Assemblea ecclesiale diocesana, svoltasi a Castrovillari. I cantanti citati dal presule sono Jovanotti e Sferra Ebbasta.

Del primo, in particolare, il vescovo ha riportato la frase: «Se esiste un Dio, forse si forse no, boh. Ma ascolto le storie disposto a crederci un pò. Che siamo figli di qualcuna. Il resto è tutto da fare. Non ho radici, ma piedi per camminare». Per quanto riguarda Sfera Ebbasta, la frase citata dal mons. Savino è «Io non volevo sopravvivere e basta, non mi piace accontentarmi».

Nel messaggio il vescovo di Cassano si rivolge ai giovani invitandoli a fare propria una frase del "Caligola" di Albert Camus: «Siate realisti, chiedete l’impossibile». «Dio ci ama da sempre e per sempre», ha scritto ancora mons. Savino, aggiungendo: «Questo è lo sguardo che cambia la vita. A tanti è accaduto, auguro che accada anche a voi».