È morto Marko Feingold, l’uomo che salvò 100 mila ebrei dallo sterminio

Sopravvisse lui stesso a quattro campi di concentramento. A 106 anni continuava ad andare nelle scuole per raccontare gli orrori dello sterminio nazifascista.

È morto a Salisburgo all’età di 106 anni Marko Feingold, l’uomo sopravvissuto a quattro campi di concentramento nazisti che salvò nel Dopoguerra 100 mila ebrei. Nonostante la sua età, continuava ad andare nelle scuole a raccontare le follie del periodo nazifascista.

FACEVA PASSARE GLI EBREI PER EX INTERNATI ITALIANI

Feingold ha aiutato tra il 1945 e il 1947 100 mila ebrei diretti in Palestina, accompagnandoli dall’Austria verso l’Italia. Per convincere le guardie, faceva passare i fuggiaschi per ex internati italiani. Nato nel 1913 a Banska Bystrica, nell’attuale Slovacchia, e cresciuto a Vienna, è stato arrestato dai nazisti nel 1939. Durante gli anni prigionia, è passato dai campi di Auschwitz, Neuengamme, Dachau e Buchenwald. Nel 1945 è stato liberato dagli americani, quando pesava 40 chili. Dopo il 1947, si è trasferito a Salisburgo, la città in cui è morto, dove ha inaugurato un negozio di abbigliamento e dove era responsabile della sinagoga.

«MI VOLEVANO SPEDIRE NELL’ALDILÀ»

La sua testimonianza è stata raccontata nel libro Unfassbare Wunde della giornalista Alexandra Foderl-Schmid e del fotografo Konrad Rufus Muller. «Mi volevano spedire nell’aldilà, da campo di concentramento a campo di concentramento», si legge tra le pagine del testo, «oggi invece sono ancora qui». E quando gli chiedevano se credesse in Dio, rispondeva così: «Sono un credente poco praticante… Vista la serie di coincidenze nella mia vita, qualcosa deve pur esserci».

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