Formula 1, presentata la nuova Red Bull RB16

Tolti i veli alla prima sfidante della Ferrari affidata ai confermatissimi Verstappen e Albon. Prime verifiche in pista a partire dal 19 febbraio.

Qualche giro di pista a Silverstone per un filming day e qualche foto sono tutto quanto la Red Bull ha concesso per la presentazione della nuova monoposto per il 2020, la RB16, evoluzione di quella che nella scorsa stagione ha vinto tre gare, come la Ferrari, ma che ora punta a insidiare la leadership della Mercedes grazie alle migliorie aerodinamiche e alla nuova e più prestazionale power unit fornita dalla Honda.

UNA LIVREA QUASI IMMUTATA

Il team anglo-austriaco ha deciso di fare esordire l’auto in pista con al volante Max Verstappen, con una livrea quasi identica a quella dell’anno scorso. L’olandese, che un mese fa ha firmato un ricco rinnovo di contratto fino al 2023, sembra pronto anche dal punto di vista mentale a fare il salto di qualità per dare l’assalto al trono di Lewis Hamilton. Oggi l’olandese ha percorso qualche decina di chilometri, mentre l’altro pilota, il confermato Alexander Albon, farà il suo debutto al volante durante i test pre-stagionali a Barcellona.

PRIMI TEST A PARTIRE DAL 19 FEBBRAIO

«Sembra la stessa ma è differente», scrive il team sotto una foto della Rb16 postato via Twitter dal circuito, sotto un sole inusuale per l’Inghilterra, ma solo dalla prossima settimana si potrà cominciare a prendere le misure sull’efficacia delle innovazioni apportate, mentre Albon sempre sui social ha commentato «è abbastanza veloce». Il 2020 costringerà i team a lavorare su due fronti in una stagione combattuta che prelude a una vera e propria rivoluzione copernicana per il 2021, con un nuovo regolamento che dovrebbe privilegiare la spettacolarità delle gare rispetto alle prestazioni pure. I team scenderanno in pista per la prima volta da mercoledì 19 a venerdì 21 febbraio, mentre la seconda sessione si svolgerà una settimana dopo, da mercoledì 26 a venerdì 28 febbraio.

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Cosa sappiamo di Michael Schumacher sei anni dopo Meribel

Le condizioni del sette volte campione del mondo di Formula 1 sono ancora avvolte nel riserbo assoluto. Ma la speranza cresce.

Il 29 dicembre 2013 Michael Schumacher finiva contro un sasso a Meribel, sulle Alpi francesi, mentre sciava fuori pista col figlio Mick, e la sua vita cambiava per sempre. cambiò per sempre. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 rimase in condizioni critiche e coma indotto per mesi e mesi e impiegò 254 giorni prima di lasciare l’ospedale per fare ritorno nella sua dimora a Gland, nel cantone di Vaud, sul lago di Ginevra. Da allora la famiglia si è chiusa nel riserbo totale, circondandolo di affetto e centellinando le informazioni date ai media.

NIENTE È RIMASTO INTENTATO

Da quel poco che si è saputo in questi anni, sono circa 10 gli esperti di riabilitazione, tra fisioterapisti, infermieri e accompagnatori, che aiutano la famiglia Schumacher nell’assistere Michael. «Niente è rimasto intentato per velocizzare la guarigione di Schumacher», ha scritto la Bild, riportando, tra le altre cose, come gli venga fatto ascoltare il rombo del motore della sua Ferrari. Dopo anni di silenzio e blackout, nel 2019 ci sono state però grandi novità: Schumi avrebbe visitato l’ospedale George Pompidou di Parigi in diverse occasioni e la scorsa estate sarebbe stato sottoposto a un trattamento sperimentale con cellule staminali. Secondo la testimonianza di un’infermiera riportata da Le Parisien, l’ex pilota sarebbe «cosciente».

LE PAROLE DELLA MOGLIE CORINNA

Poi di nuovo il silenzio, salvo qualche breve parentesi aperta dalla moglie Corinna: «Potete stare certi che è nelle migliori mani possibili», ha detto in un’intervista a She’s Magazine della Mercedes, «e che stiamo facendo di tutto per aiutarlo. Vi preghiamo di comprendere che stiamo seguendo le volontà di Michael nel mantenere riservato un argomento così delicato come la sua salute». Schumacher compirà 51 anni il 3 gennaio 2020 e ad oggi solo pochissime persone e amici hanno avuto la possibilità di avvicinarlo: Tra loro Jean Todt, il presidente della Fia ed ex capo della Ferrari: «Non passa mese, anche nei periodi più fitti di impegni, che io non passi a trovarlo e gli stia vicino a mio modo, nel modo che è ancora possibile», le parole dell’amico che un anno fa fece sapere di «aver visto il Gp del Brasile con lui».

PUBBLICATA UNA NUOVA PAGINA FAN

Proprio il 29 dicembre, nel giorno del sesto anniversario dell’incidente di Meribel, è stata pubblicata una nuova pagina di social media intitolata “KeepFightingMichael”, creata dal fan club della sua cittadina natale, Kerpen, vicino a Colonia. In occasione del lancio della pagina, Corinna Schumacher si è lasciata andare a una dichiarazione in cui molti hanno voluto vedere un segnale di speranza per i miglioramenti delle condizioni di salute del campione: «Le grandi cose iniziano sempre con piccoli passi», ha detto. Il fan club utilizzerà l’hashtag #KeepFighting per aumentare l’interesse sui social media. L’omonima fondazione della famiglia Schumacher sta raccogliendo fondi per la ricerca sulle lesioni cerebrali e del midollo spinale.

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Hamilton ha vinto il Gp di Abu Dhabi di F1

Il pilota Mercedes, già campione del mondo, ha dominato la gara nel circuito di Yas Marina. Secondo Verstappen, terzo Leclerc.

Lewis Hamilton è davvero un cannibale. Ricorda Eddy Merckx che, nel ciclismo, non lasciava nemmeno le briciole agli avversari, cercando di vincere sempre e comunque, qualsiasi gara, a prescindere dalla sua importante. Il britannico è un clone del belga sui pedali perché, pur avendo intascato da poco il sesto Mondiale piloti di una carriera ancora tutta da vivere, pigia sull’acceleratore come non ci fosse un domani e continua a mietere successi. Sarebbe bastato qualche piccolo rischio in meno, a cosa sarebbe servito del resto, invece il pilota della Mercedes non sembra conoscere limiti: va a tutta, sembra disconoscere la parola freno e nessuno riesce a stare in scia della sua Mercedes. Basta un dato per prendere coscienza dell’avidità agonistica del pilota della Mercedes: oltre alla vittoria odierna a Yas Marina – dove la scuderia regina del Mondiale riesce sempre a ottenere risultati esaltanti – Hamilton ha conquistato pure il punto extra del giro veloce. L’olandese Max Verstappen, che ha pure rischiato di perdere il secondo posto a beneficio del rivale Charles Leclerc, si è ripreso il secondo gradino del podio e una piccola soddisfazione, aggiudicandosi l’uno-conto-uno con il monegasco della Ferrari che, alla fine, ha dovuto abbozzare, trovando posto sul terzo gradino del podio degli Emirati Arabi Uniti. Valtteri Bottas è riuscito a rimontare, ma si è fermato al quarto posto, mentre Sebasatian Vettel non è andato oltre la quinta piazza. La Ferrari va incontro a una multa, dal momento che la benzina dichiarata era conforme nei controlli pre-gara per la monoposto numero 16 di Leclerc. Un altro indizio negativo dell’ennesima stagione chiusa a mani vuote. Il Mondiale di F1 tornerà a marzo, con il Gp d’Australia; saranno 22 gli appuntamenti e un paio le new-entry: il 3 maggio 2020 si gareggerà in Olanda, a Zandvoort, e ad inizio aprile ad Hanoi, in Vietnam.

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Gp di Austin: Hamilton conquista il suo sesto mondiale di F1

Il pilota Mercedes arriva secondo negli Usa e chiude il campionato con tre gare d'anticipo. Quarto Leclerc, Vettel si ritira.

Il britannico Lewis Hamilton si è laureato per la sesta volta campione del mondo di Formula 1. Il pilota della Mercedes si è piazzato al secondo posto nel Gp degli Stati Uniti, disputato sul circuito di Austin, alle spalle del compagno di scuderia Valtteri Bottas, che gli ha soffiato il successo a pochi giri dalla fine. Completa il podio texano l’olandese Max Verstappen, al volante di una Red Bull. Quarta, ma staccatissima, la Ferrari di Charles Leclerc. Ritirato, invece, Sebastian Vettel.

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Bottas in pole position nel Gp degli Stati Uniti di Formula 1

Il pilota della Mercedes conquista il primo posto in griglia beffando per 12 millesimi Sebastian Vettel. Leclerc quarto alle spalle di Verstappen. Hamilton parte quinto.

Valtteri Bottas scatterà dalla pole position nel Gp degli Stati Uniti di Formula 1. Il finlandese della Mercedes ha ottenuto il miglior tempo nelle qualifiche sul Circuito delle Americhe in 1’32”029, appena 12 centesimi di secondo meglio di Sebastian Vettel, beffato con la Ferrari e relegato al secondo posto. Lotta serratissima nelle qualifiche, con quattro piloti in poco più di un decimo di secondo. Al terzo posto, infatti, si è piazzato Max Verstappen con la Red Bull, in 1’32”096, quarto Charles Leclerc in 1’32”137. Solo quinto Lewis Hamilton, che ha girato in 1’32”321.

NESSUNA PENALIZZAZIONE PER LECLERC

Le qualifiche si erano aperte con una buona notizia per la Ferrari. Charles Leclerc, che aveva avuto problemi al motore e non aveva potuto partecipare alle FP3, non è stato penalizzato. Dopo un Q1 tradizionalmente di studio, col miglior tempo di Lando Norris e l’eliminazione di entrambe le Alfa Romeo di Giovanizzi e Raikkonen, le qualifiche sono entrate nel vivo nel Q2, chiuso con il miglior tempo di Leclerc davanti a Vettel. Nel Q3, poi, lo strappo di Bottas, che fino a quel punto non aveva brillato. Un giro straordinario che ha permesso al finlandese di staccare il miglior tempo beffando Vettel per 12 millesimi.

HAMILTON A UN PASSO DAL TITOLO

Nella gara, in programma domenica 3 novembre alle 20:10 italiane, a Hamilton basterà controllare per potersi laureare campione del mondo per la sesta volta in carriera. Al britannico servono infatti solo 4 punti per conquistare la matematica certezza del titolo piloti. La Ferrari, apparsa veloce e competitiva, proverà comunque a dare battaglia alla caccia della quarta vittoria in una stagione decisamente deludente.

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