Vettel lascia la Ferrari: «Decisione non facile ma condivisa»

Il pilota tedesco e la scuderia di Maranello hanno ufficializzato il divorzio. La collaborazione non andrà oltre la naturale scadenza del 2020.

La Ferrari e Sebastian Vettel hanno ufficializzato comunicano la decisione «di non prolungare il rapporto di collaborazione tecnico-sportiva oltre la sua naturale scadenza, prevista al termine della stagione sportiva 2020».

«Abbiamo preso questa decisione insieme a Sebastian», ha affermato in una nota Mattia Binotto, il team principal della Ferrari, subito dopo aver ufficializzato il divorzio fra la scuderia di Maranello e il pilota tedesco. «Riteniamo», ha aggiunto Binotto, «che sia la miglior soluzione per entrambe le parti. Non è stato un passo facile da compiere, considerato il valore di Sebastian, come pilota e come persona. Non c’è stato un motivo specifico che ha determinato questa decisione bensì la comune e amichevole constatazione che è arrivato il momento di proseguire il nostro cammino su strade diverse per inseguire i nostri rispettivi obiettivi». Secondo Binotto «Sebastian è già entrato nella storia della Scuderia – con 14 Gp conquistati è il terzo pilota più vittorioso ed è già quello che ha ottenuto il maggior numero di punti iridati – e nelle cinque stagioni fin qui disputate con noi è salito tre volte sul podio del Campionato Piloti, contribuendo in maniera decisiva alla costante presenza della squadra tra le prime tre della classifica Costruttori». Insieme, ha aggiunto Binotto, «non siamo ancora riusciti a vincere un titolo iridato che per lui sarebbe il quinto ma siamo convinti che in questa anomala stagione 2020 riusciremo a toglierci ancora tante soddisfazioni»

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F1, è ufficiale: la Fia cancella il Gp d’Australia

Salta la prima gara della stagione a causa della positività al coronavirus di un membro della McLaren. La scuderia ha deciso di ritirarsi.

Il coronavirus ferma anche la Formula 1. Il Gran Premio d’Australia, infatti, non si correrà. La Fia ha ufficializzato la cancellazione della prima gara della stagione che si doveva correre domenica a Melbourne a causa della positività al Covid-19 di un membro della McLaren. La scuderia inglese ha deciso di ritirarsi.

FIA: «LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA»

Il 12 marzo, la Fia e la Formula 1 hanno convocato una riunione con gli altri nove direttori dei team che si è conclusa con lo stop al Gp d’Australia. «Riconosciamo che si tratta di una notizia molto deludente per le migliaia di fan che volevano assistere alla gara», ha detto la Fia, «tutti i possessori di biglietti riceveranno un rimborso totale. Tutte le parti hanno preso in considerazione gli enormi sforzi dell’Agpc, del Motorsport Australia, dello staff e dei volontari», sottolinea l’organizzazione, «per organizzare il round di apertura del campionato del mondo di Formula 1 FIA 2020 a Melbourne, concludendo tuttavia che la sicurezza di tutti i membri del Circus e delle altre comunità, nonché l’equità della competizione hanno la priorità».

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F1, Fia: «Accordo riservato con Ferrari? È regolare»

La Federazione ha dato una risposta secca ai sette team, capitanati da Mercedes, che il 4 marzo hanno protestato contro l'intesa segreta con la scuderia di Maranello sulla power unit usata nel 2019.

La stagione 2020 della Formula 1 non è ancora iniziata ed è già scoppiata una grossa polemica. Questa volta non c’entra nulla il Coronavirus. Dopo la protesta di sette team contro il patto riservato che ha chiuso le indagini della Federazione Internazionale dell’Automobile sulla power unit 2019 della Ferrari, il 5 marzo è arrivata la secca risposta della Fia: l’accordo è previsto dal regolamento.

PERCHÉ L’ACCORDO FIA-FERRARI È REGOLARE

«Ampie indagini condotte durante la stagione 2019 hanno portato al sospetto che l’unità di potenza della Scuderia Ferrari potesse essere considerata non operativa in qualsiasi momento entro i limiti imposti dalle normative», ha dichiarato la Fia che si è definita «non pienamente soddisfatta». Ma il governo del motorsport ha comunque «deciso che ulteriori azioni non sarebbero necessariamente riuscite a causa della complessità del caso e dell’impossibilità materiale di fornire prove inequivocabili di una violazione del regolamento. Per evitare le conseguenze negative che una controversia a lungo termine indurrebbe» e, in conformità con i suoi statuti, la federazione «ha deciso di concludere un accordo efficace e dissuasivo con la Ferrari per porre fine alle procedure».

LEGGI ANCHE: La rivolta dei team F1 contro l’accordo segreto Ferrari-Fia

IL CASO È SCOPPIATO IL 28 FEBBRAIO

La notizia del patto riservato era arrivata il 28 febbraio, dopo i test pre-stagionali. Qualche giorno più tardi, McLaren, Racing Point, Red Bull, Renault, AlphaTauri (ex Toro Rosso) e Williams, capitanate da Mercedes, si sono «opposte fermamente all’accordo confidenziale raggiunto fra la Fia e la Ferrari per concludere la questione sulle indagini condotte sulle power unit» del Cavallino rampante.

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La rivolta dei team F1 contro l’accordo segreto Ferrari-Fia

Sette squadre capitanate dalla Mercedes minacciano vie legali contro il patto riservato che ha chiuso le indagini della Federazione Internazionale dell'Automobile sulla power unit di Maranello.

Non bastasse l’incognita agitata dal coronavirus, sulla Formula 1 prossima al via (12-15 marzo in Australia) scoppia la bomba gettata dai sette team non motorizzati Ferrari, capitanati dalla Mercedes. In una nota congiunta le sette scuderie – McLaren, Mercedes, Racing Point, Red Bull, Renault, Alpha Tauri e Williams – si dicono «sorprese e choccate» per «l’accordo confidenziale» che ha chiuso le indagini sulla power unit utilizzata dalla Ferrari lo scorso anno, da fine agosto in poi, reso noto venerdì. Una dura presa di posizione che, in sostanza, rifiuta l’accordo segreto Fia-Ferrari, chiede trasparenza e ipotizza anche un ricorso alle vie legali per ottenere risarcimenti.

LA LETTERA DEI TEAM: «NO A UN ACCORDO CONFIDENZIALE»

«Con la presente dichiariamo pubblicamente il nostro comune impegno a cercare informazioni complete e appropriate su questo argomento, al fine di garantire che il nostro sport tratti tutti i suoi concorrenti in modo equo», scrivono i firmatari. «Chi stabilisce le regole di uno sport internazionale ha la responsabilità di agire con i più alti standard di integrità e trasparenza», aggiungono, «dopo mesi di indagini che sono state intraprese dalla Fia solo in seguito alle richieste di alcune squadre, ci opponiamo fermamente alla volontà di concludere un accordo confidenziale con la Ferrari per chiudere il caso».

LE INDAGINI DELLA FIA SULLA FERRARI

Il 28 febbraio la Fia aveva annunciato, «dopo approfondite indagini tecniche», di aver «concluso la sua analisi sul funzionamento della power unit della Scuderia Ferrari di Formula 1» ed aver «raggiunto un accordo con il team», i cui dettagli rimarranno «riservati». Il comunicato, emesso dieci minuti prima della fine dei test invernali, aggiungeva che «Fia e Scuderia Ferrari hanno assunto un certo numero di impegni tecnici che miglioreranno la sorveglianza di tutti i gruppi propulsori di F1 nelle prossime stagioni e assisteranno la Fia nelle sue altre attività normative in Formula 1 e nelle sue attività di ricerca sulle emissioni di carbonio e i biocarburanti».

SOSPETTI SULLA VELOCITÀ DI PUNTA DELLE ROSSE

Parole che non hanno fugato i sospetti di diversi team sulla seconda metà della scorsa stagione. In particolare sulla conformità di alcune modifiche, dopo un aumento di velocità in rettilineo delle Rosse, particolarmente evidente nelle qualifiche dopo la pausa estiva. Prima del Gran Premio del Messico, la Red Bull aveva chiesto – e ottenuto – un chiarimento da parte della Fia sulla misurazione del flusso di carburante, limitato dalle normative, prendendo di mira la Ferrari.

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Formula 1, presentata la nuova Red Bull RB16

Tolti i veli alla prima sfidante della Ferrari affidata ai confermatissimi Verstappen e Albon. Prime verifiche in pista a partire dal 19 febbraio.

Qualche giro di pista a Silverstone per un filming day e qualche foto sono tutto quanto la Red Bull ha concesso per la presentazione della nuova monoposto per il 2020, la RB16, evoluzione di quella che nella scorsa stagione ha vinto tre gare, come la Ferrari, ma che ora punta a insidiare la leadership della Mercedes grazie alle migliorie aerodinamiche e alla nuova e più prestazionale power unit fornita dalla Honda.

UNA LIVREA QUASI IMMUTATA

Il team anglo-austriaco ha deciso di fare esordire l’auto in pista con al volante Max Verstappen, con una livrea quasi identica a quella dell’anno scorso. L’olandese, che un mese fa ha firmato un ricco rinnovo di contratto fino al 2023, sembra pronto anche dal punto di vista mentale a fare il salto di qualità per dare l’assalto al trono di Lewis Hamilton. Oggi l’olandese ha percorso qualche decina di chilometri, mentre l’altro pilota, il confermato Alexander Albon, farà il suo debutto al volante durante i test pre-stagionali a Barcellona.

PRIMI TEST A PARTIRE DAL 19 FEBBRAIO

«Sembra la stessa ma è differente», scrive il team sotto una foto della Rb16 postato via Twitter dal circuito, sotto un sole inusuale per l’Inghilterra, ma solo dalla prossima settimana si potrà cominciare a prendere le misure sull’efficacia delle innovazioni apportate, mentre Albon sempre sui social ha commentato «è abbastanza veloce». Il 2020 costringerà i team a lavorare su due fronti in una stagione combattuta che prelude a una vera e propria rivoluzione copernicana per il 2021, con un nuovo regolamento che dovrebbe privilegiare la spettacolarità delle gare rispetto alle prestazioni pure. I team scenderanno in pista per la prima volta da mercoledì 19 a venerdì 21 febbraio, mentre la seconda sessione si svolgerà una settimana dopo, da mercoledì 26 a venerdì 28 febbraio.

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Cosa sappiamo di Michael Schumacher sei anni dopo Meribel

Le condizioni del sette volte campione del mondo di Formula 1 sono ancora avvolte nel riserbo assoluto. Ma la speranza cresce.

Il 29 dicembre 2013 Michael Schumacher finiva contro un sasso a Meribel, sulle Alpi francesi, mentre sciava fuori pista col figlio Mick, e la sua vita cambiava per sempre. cambiò per sempre. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 rimase in condizioni critiche e coma indotto per mesi e mesi e impiegò 254 giorni prima di lasciare l’ospedale per fare ritorno nella sua dimora a Gland, nel cantone di Vaud, sul lago di Ginevra. Da allora la famiglia si è chiusa nel riserbo totale, circondandolo di affetto e centellinando le informazioni date ai media.

NIENTE È RIMASTO INTENTATO

Da quel poco che si è saputo in questi anni, sono circa 10 gli esperti di riabilitazione, tra fisioterapisti, infermieri e accompagnatori, che aiutano la famiglia Schumacher nell’assistere Michael. «Niente è rimasto intentato per velocizzare la guarigione di Schumacher», ha scritto la Bild, riportando, tra le altre cose, come gli venga fatto ascoltare il rombo del motore della sua Ferrari. Dopo anni di silenzio e blackout, nel 2019 ci sono state però grandi novità: Schumi avrebbe visitato l’ospedale George Pompidou di Parigi in diverse occasioni e la scorsa estate sarebbe stato sottoposto a un trattamento sperimentale con cellule staminali. Secondo la testimonianza di un’infermiera riportata da Le Parisien, l’ex pilota sarebbe «cosciente».

LE PAROLE DELLA MOGLIE CORINNA

Poi di nuovo il silenzio, salvo qualche breve parentesi aperta dalla moglie Corinna: «Potete stare certi che è nelle migliori mani possibili», ha detto in un’intervista a She’s Magazine della Mercedes, «e che stiamo facendo di tutto per aiutarlo. Vi preghiamo di comprendere che stiamo seguendo le volontà di Michael nel mantenere riservato un argomento così delicato come la sua salute». Schumacher compirà 51 anni il 3 gennaio 2020 e ad oggi solo pochissime persone e amici hanno avuto la possibilità di avvicinarlo: Tra loro Jean Todt, il presidente della Fia ed ex capo della Ferrari: «Non passa mese, anche nei periodi più fitti di impegni, che io non passi a trovarlo e gli stia vicino a mio modo, nel modo che è ancora possibile», le parole dell’amico che un anno fa fece sapere di «aver visto il Gp del Brasile con lui».

PUBBLICATA UNA NUOVA PAGINA FAN

Proprio il 29 dicembre, nel giorno del sesto anniversario dell’incidente di Meribel, è stata pubblicata una nuova pagina di social media intitolata “KeepFightingMichael”, creata dal fan club della sua cittadina natale, Kerpen, vicino a Colonia. In occasione del lancio della pagina, Corinna Schumacher si è lasciata andare a una dichiarazione in cui molti hanno voluto vedere un segnale di speranza per i miglioramenti delle condizioni di salute del campione: «Le grandi cose iniziano sempre con piccoli passi», ha detto. Il fan club utilizzerà l’hashtag #KeepFighting per aumentare l’interesse sui social media. L’omonima fondazione della famiglia Schumacher sta raccogliendo fondi per la ricerca sulle lesioni cerebrali e del midollo spinale.

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Hamilton ha vinto il Gp di Abu Dhabi di F1

Il pilota Mercedes, già campione del mondo, ha dominato la gara nel circuito di Yas Marina. Secondo Verstappen, terzo Leclerc.

Lewis Hamilton è davvero un cannibale. Ricorda Eddy Merckx che, nel ciclismo, non lasciava nemmeno le briciole agli avversari, cercando di vincere sempre e comunque, qualsiasi gara, a prescindere dalla sua importante. Il britannico è un clone del belga sui pedali perché, pur avendo intascato da poco il sesto Mondiale piloti di una carriera ancora tutta da vivere, pigia sull’acceleratore come non ci fosse un domani e continua a mietere successi. Sarebbe bastato qualche piccolo rischio in meno, a cosa sarebbe servito del resto, invece il pilota della Mercedes non sembra conoscere limiti: va a tutta, sembra disconoscere la parola freno e nessuno riesce a stare in scia della sua Mercedes. Basta un dato per prendere coscienza dell’avidità agonistica del pilota della Mercedes: oltre alla vittoria odierna a Yas Marina – dove la scuderia regina del Mondiale riesce sempre a ottenere risultati esaltanti – Hamilton ha conquistato pure il punto extra del giro veloce. L’olandese Max Verstappen, che ha pure rischiato di perdere il secondo posto a beneficio del rivale Charles Leclerc, si è ripreso il secondo gradino del podio e una piccola soddisfazione, aggiudicandosi l’uno-conto-uno con il monegasco della Ferrari che, alla fine, ha dovuto abbozzare, trovando posto sul terzo gradino del podio degli Emirati Arabi Uniti. Valtteri Bottas è riuscito a rimontare, ma si è fermato al quarto posto, mentre Sebasatian Vettel non è andato oltre la quinta piazza. La Ferrari va incontro a una multa, dal momento che la benzina dichiarata era conforme nei controlli pre-gara per la monoposto numero 16 di Leclerc. Un altro indizio negativo dell’ennesima stagione chiusa a mani vuote. Il Mondiale di F1 tornerà a marzo, con il Gp d’Australia; saranno 22 gli appuntamenti e un paio le new-entry: il 3 maggio 2020 si gareggerà in Olanda, a Zandvoort, e ad inizio aprile ad Hanoi, in Vietnam.

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Gp di Austin: Hamilton conquista il suo sesto mondiale di F1

Il pilota Mercedes arriva secondo negli Usa e chiude il campionato con tre gare d'anticipo. Quarto Leclerc, Vettel si ritira.

Il britannico Lewis Hamilton si è laureato per la sesta volta campione del mondo di Formula 1. Il pilota della Mercedes si è piazzato al secondo posto nel Gp degli Stati Uniti, disputato sul circuito di Austin, alle spalle del compagno di scuderia Valtteri Bottas, che gli ha soffiato il successo a pochi giri dalla fine. Completa il podio texano l’olandese Max Verstappen, al volante di una Red Bull. Quarta, ma staccatissima, la Ferrari di Charles Leclerc. Ritirato, invece, Sebastian Vettel.

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Bottas in pole position nel Gp degli Stati Uniti di Formula 1

Il pilota della Mercedes conquista il primo posto in griglia beffando per 12 millesimi Sebastian Vettel. Leclerc quarto alle spalle di Verstappen. Hamilton parte quinto.

Valtteri Bottas scatterà dalla pole position nel Gp degli Stati Uniti di Formula 1. Il finlandese della Mercedes ha ottenuto il miglior tempo nelle qualifiche sul Circuito delle Americhe in 1’32”029, appena 12 centesimi di secondo meglio di Sebastian Vettel, beffato con la Ferrari e relegato al secondo posto. Lotta serratissima nelle qualifiche, con quattro piloti in poco più di un decimo di secondo. Al terzo posto, infatti, si è piazzato Max Verstappen con la Red Bull, in 1’32”096, quarto Charles Leclerc in 1’32”137. Solo quinto Lewis Hamilton, che ha girato in 1’32”321.

NESSUNA PENALIZZAZIONE PER LECLERC

Le qualifiche si erano aperte con una buona notizia per la Ferrari. Charles Leclerc, che aveva avuto problemi al motore e non aveva potuto partecipare alle FP3, non è stato penalizzato. Dopo un Q1 tradizionalmente di studio, col miglior tempo di Lando Norris e l’eliminazione di entrambe le Alfa Romeo di Giovanizzi e Raikkonen, le qualifiche sono entrate nel vivo nel Q2, chiuso con il miglior tempo di Leclerc davanti a Vettel. Nel Q3, poi, lo strappo di Bottas, che fino a quel punto non aveva brillato. Un giro straordinario che ha permesso al finlandese di staccare il miglior tempo beffando Vettel per 12 millesimi.

HAMILTON A UN PASSO DAL TITOLO

Nella gara, in programma domenica 3 novembre alle 20:10 italiane, a Hamilton basterà controllare per potersi laureare campione del mondo per la sesta volta in carriera. Al britannico servono infatti solo 4 punti per conquistare la matematica certezza del titolo piloti. La Ferrari, apparsa veloce e competitiva, proverà comunque a dare battaglia alla caccia della quarta vittoria in una stagione decisamente deludente.

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