Un sistema a punti per rimborsare chi paga con carte e bancomat

Per i più "virtuosi" il cashback potrebbe arrivare fino a 2 mila euro. Come cambia il decreto fiscale con la conversione in legge.

Un sistema a punti per rimborsare chi effettua pagamenti digitali, che premierà di più chi paga con carte di credito e bancomat il meccanico o l’idraulico rispetto a chi usa questi metodi per fare la spesa al supermercato.

Con la conversione in legge del decreto fiscale, il governo sta predisponendo una delle misure-chiave per promuovere la moneta elettronica, che potrebbe fruttare ai più “virtuosi” fino a 2 mila euro di cashback.

La riforma partirebbe a luglio, dunque entrerebbe in vigore nella seconda parte del 2020.

IL PD CHIEDE DI AZZERARE LE COMMISSIONI BANCARIE PER LE PICCOLE TRANSAZIONI

La spinta passerà anche per «tagli drastici» alle commissioni bancarie, come promesso dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il Pd, con un apposito emendamento, ha chiesto addirittura di azzerarle entro i 15 euro.

I RITOCCHI SULLE MISURE ANTI-EVASIONE

Tra le modifiche più attese al decreto fiscale ci sono anche quelle che riguardano il carcere per i grandi evasori, ovvero per chi evade più di 100 mila euro. Per il premier Giuseppe Conte si tratta di una «battaglia di giustizia sociale», ma Italia viva ne aveva chiesto l’abolizione. Di sicuro sarà rivista la normativa sulle ritenute negli appalti e qualche ritocco potrebbe arrivare anche sulle indebite compensazioni.

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Perché M5s e Italia viva litigano sul carcere agli evasori

Per i grillini è una misura chiave: «Non si gioca su un aspetto così fondamentale». Ma i renziani vogliono togliere l'inasprimento delle pene: «Servono altri strumenti come la fatturazione elettronica». Lo scontro.

Il tintinnio di manette agli evasori sta dividendo la maggioranza, ancora una volta. Da una parte c’è Italia viva di Matteo Renzi, che vuole cancellare l’inasprimento delle pene per i grandi evasori. Tanto che l’ex rottamatore è stato dipinto come “San Matteo patrono degli evasori” in prima pagina su il Fatto Quotidiano, giornale vicino ai cinque stelle. Dall’altra parte infatti c’è proprio il Movimento, che tramite le parole del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha ribadito che «non si possono fare passi indietro» e non si possono trovare «soluzioni di compromesso».

ANCHE LIBERI E UGUALI CON I GRILLINI

Il blog del M5s ha poi confermato: «Italia viva è la stessa forza politica che ha partecipato ai vertici di maggioranza che hanno chiuso l’accordo. Noi non crediamo che si possa “giocare” su un aspetto così fondamentale». Anche Liberi e uguali (Leu) ha difeso le manette agli evasori. Nicola Fratoianni ha attaccato: «Iv dice che spaventano chi vuole investire? No, è l’evasione fiscale che spaventa chi fatica per pagare le tasse».

La tensione è rimasta alta anche fra Partito democratico, che difende la manovra, e Italia viva, che non perde occasione per criticarla. Il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci ha detto: «Il mio obiettivo è battere la destra sovranista. Al contrario di Renzi, io penso e spero che Pd e Iv possano convivere pacificamente».

Non vogliamo che un imprenditore che subisce un accertamento si ritrovi in carcere o veda la propria azienda sequestrata


Luigi Marattin di Italia viva

Luigi Marattin, vicepresidente dei deputati di Iv, ha spiegato che per combattere l’evasione servono nuovi strumenti, come la fatturazione elettronica, la trasmissione telematica dei corrispettivi, l’incrocio di banche dati e non rischiare che «un imprenditore che subisce un accertamento si ritrovi in carcere o veda la propria azienda sequestrata».

GLI ASSORBENTI RESTANO CARI

Intanto fra i 300 emendamenti al decreto legge Fisco finiti sotto la scure della commissione Finanza ce ne sono alcuni che avevano una certa carica simbolica. Come quello presentato da una trentina di deputate di maggioranza e opposizione, prima firmataria Laura Boldrini (Pd), per ridurre l’Iva sugli assorbenti dal 22% al 10%. E quello del M5s che prevedeva agevolazioni per l’acquisto di airbag per motociclisti.

IL NODO DELLA STRETTA SU APPALTI E SUBAPPALTI

Uno dei punti più criticati del dl fisco è l’articolo che introduce una stretta su appalti e subappalti per limitare l’elusione. Il governo starebbe valutando di aggiustare il tiro come proposto da un emendamento del Pd, che prevede una comunicazione alle Entrate con tutti i dati di contratto di appalto e subappalto, controlli mirati e, per alcune violazioni, anche una pena fino a 5 anni.

QUOTA 100 SULLE PENSIONI RIMANE COSÌ

Altro tema di discussione in maggioranza è Quota 100 sulle pensioni, introdotta dal governo gialloverde. Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha ribadito: resta così.

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Scadenza al 2 dicembre per 1,8 milioni di italiani che cercano la “pace fiscale”

Partono i servizi online dell'agenzia delle Entrate per mettersi in regola. Il termine è stato spostato al 2 dicembre per tutti, anche per quelli che hanno ritardato anche a pagare la prima rata della rottamazione ter.

Un esercito di circa 1,8 milioni di cittadini che ha l’ennesima possibilità di mettersi in regola col fisco: sono i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-ter e al saldo e stralcio delle cartelle e che entro il 2 dicembre dovranno versare la rata prevista dal loro piano dei pagamenti.

I SERVIZI ON LINE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Per loro partono i servizi online dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Sul sito si può richiedere copia della ‘Comunicazione delle somme dovute‘, la lettera già inviata con il conto degli importi da pagare e i relativi bollettini. Con “ContiTu“, si potrà quindi scegliere quali degli avvisi o cartelle contenuti nella “Comunicazione” si vogliono effettivamente pagare.

NUOVE SCADENZE PREVISTE DAL DECRETO FISCALE PER I RITARDARI

La scadenza riguarda il pagamento della prima rata di circa 385 mila contribuenti che hanno aderito al saldo e stralcio e di circa 267 mila ritardatari della rottamazione-ter, cioè chi ha usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019 per presentare la domanda (la scadenza iniziale era fissata al 30 aprile 2019). A questa platea si aggiungono circa 1 milione 170 mila contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-ter entro il 30 aprile, compresi coloro che hanno mancato l’appuntamento della prima rata fissato allo scorso 31 luglio. Per questi ultimi, infatti, il decreto fiscale prevede la possibilità di rientrare nei benefici previsti dalla rottamazione saldando prima e seconda rata proprio entro il 2 dicembre. Alla stessa data è fissato il termine per il pagamento della seconda rata della rottamazione-ter per i contribuenti che hanno versato la prima entro lo scorso 31 luglio.



I contribuenti possono quindi chiedere una copia della “Comunicazione” sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, accedendo all’area riservata del portale con le credenziali personali. “ContiTu” consente invece di scegliere quali degli avvisi o cartelle ammessi al pagamento agevolato si vogliono effettivamente pagare e ricalcolare l’importo dovuto. Ad esempio, chi ha chiesto di rottamare 7 cartelle, ma si rende conto che potrà pagarne soltanto 4, può scegliere i debiti che intende definire e “ContiTu” fornirà un nuovo totale e i relativi bollettini. Per i restanti debiti la definizione agevolata non produrrà effetti e l’Agente della riscossione dovrà riprendere le azioni di recupero

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Il Garante della privacy contro l’archiviazione integrale delle fatture elettroniche

Secondo l'authority i dati memorizzati dall'Agenzia delle entrate comprendono anche informazioni non rilevanti ai fini tributari. Parlamento invitato a modificare la norma contenuta nel decreto fiscale.

L’archiviazione integrale per otto anni di tutte le fatture elettroniche emesse e ricevute da parte dell’Agenzia delle entrate, compresi i dati non fiscalmente rilevanti e quelli relativi alle prestazioni fornite, per il Garante delle privacy è «sproporzionata». L’authority ha quindi invitato il parlamento a «vagliare l’effettiva necessità» di questa norma, valutando la possibilità di sostituirla con procedure «meno invasive» per i cittadini o semplicemente di «oscurare i dati non fiscalmente rilevanti».

LA NORMA È CONTENUTA NEL DECRETO FISCALE

Nella memoria che il Garante ha trasmesso alla commissione Finanze della Camera, dove sono in corso le audizioni sul decreto fiscale, ci si concentra sull’articolo 14 del provvedimento, che consente per l’appunto all’Agenzia delle entrate di memorizzare i file delle fatture elettroniche per gli otto anni successivi alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

ARCHIVIAZIONE FINALIZZATA ALL’ANALISI DEL RISCHIO-EVASIONE

L’archiviazione è finalizzata all’analisi del rischio-evasione e all’esecuzione di controlli sia da parte della stessa Agenzia delle entrate, sia da parte della Guardia di finanza in caso di inchieste giudiziarie. Ma secondo il Garante per la privacy, quantità e qualità dei dati archiviati sarebbero eccessive. Anche perché l’intero patrimonio di informazioni sarebbe esposto a rischi di «esfiltrazione o attacchi informatici», per fronteggiare i quali servirebbero apposite leggi.

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Come ci cambia la vita il decreto fiscale

Soglia per l'uso dei contanti, carcere per gli evasori, lotteria per gli scontrini, bonus per i pos e prestito Alitalia: tutte le cose da sapere sul provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Lotta all’evasione e non solo: vede la luce il decreto fiscale e porta in dote 6,5 miliardi di maggior gettito. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il provvedimento che, arrivato in Gazzetta Ufficiale, porta molte novità nella vita degli italiani: il calo della soglia del contante e l’aumento degli anni di carcere per gli evasori per i quali scende anche la soglia per far scattare le manette; una forte spinta all’uso dei pagamenti con la carta, attraverso una doppia lotteria degli scontrini, una per i consumatori e l’altra per i negozianti, finanziata con 45 milioni di euro.

NIENTE FONDI DELLA COOPERAZIONE A CHI FA ARMI

In 60 articoli sono contenute alcune delle misure ‘principe’ della manovra. Non ci sono però le nuove tasse su bibite gassate e plastica ma nemmeno il ‘premio della Befana’ per chi paga con la carta da luglio e lo stop all’aumento Iva: sono provvedimenti attesi nella Legge di Bilancio. Salta anche la norma che dava accesso ai fondi della cooperazione anche da parte delle imprese operanti nel settore della difesa. Arriva invece una riduzione del secondo acconto di Irpef-Irap-Ires della dichiarazioni per le partite Iva che applicano gli Isa (gli indici che hanno sostituito gli studi di settore), che da sola sposta 1,5 miliardi dal 2019 al saldo del 2020. C’è anche qualche semplificazione, come la precompilata Iva calendarizzata per il 2021. Ma sul ‘treno veloce’ del decreto prendono posto anche il rifinanziamento da 400 miliardi per l’Alitalia che vuole accompagnare l’ultimo tratto della cessione della compagnia, le attese regole sui seggiolini antiabbandono e un taglio immediato da 3 miliardi per le spese dei ministeri.

OBIETTIVO LIMITARE L’USO DEL CONTANTE

L’operazione ‘culturale’ più importante riguarda l’uso del contante. Si vuole limitarne l’uso per consentire la tracciabilità dei pagamenti e quindi rendere più difficile celare i guadagni. Il tetto al cash scende a 2 mila euro dal prossimo luglio e poi a mille euro dal gennaio 2022. C’è poi una spinta all’utilizzo delle carte di pagamento: per i piccoli commercianti si prevede da luglio un credito d’imposta del 30% sulle commissioni pagate per i pos. Un punto quello dei costi delle carte sul quale il governo sta ancora lavorando. Di certo si scommette sulla passione degli italiani per i giochi: c’è l’attuazione da gennaio della prevista della lotteria degli scontrini – 45 milioni di premi – con sanzioni fino a 500 euro per i commercianti che si rifiuteranno di mettere il codice fiscale nei tagliandi di pagamento. È di 30 euro più il 4% del valore dell’acquisto, invece, la nuova multa per chi non accetta le carte di pagamento.

AUMENTO DELLE PENE PER GLI EVASORI

Il ‘cuore’ del provvedimento, più tecnico e ostico da sintetizzare, è quello della lotta all’evasione. Garantisce 3 miliardi del gettito previsto. Scatta alla conversione del decreto un aumento delle pene, con una riduzione delle soglie che fanno scattare il carcere e un aumento degli anni di detenzione: ad esempio si passa da un massimo di sei ad uno di otto anni se si superano i 100 mila euro con una dichiarazione fraudolenta. Prevista poi la confisca, anche di quote societarie, per le società che non versano le tasse dovute. Una stretta arriva sul settore dei carburanti, una filiera che – racconta l’ultimo rapporto sull’evasione fiscale – vede letteralmente evaporare una parte del gettito che invece dovrebbe alimentare le casse dello Stato. Qualche paletto normativo viene fissato sui subappalti e sull’importazione parallela di auto, nonchè sulle compensazioni indebite tra crediti e debiti fiscali. Si chiarisce poi che va pagata l’Imu sulle piattaforme petrolifere e che si applica l’Iva sulle lezioni di scuola guida.

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